University of Trieste

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    Gender Equality and the Women’s Participation in Climate Neutrality Projects in European Territorial Cooperation

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    This paper examines the role of women in European Territorial Cooperation (ETC) projects addressing climate neutrality and environmental sustainability. Grounded in European union cohesion policy, ETC programs aim to enhance regional integration through cross-border collaboration, with increasing attention to gender equality. The analysis highlights how women are not only beneficiaries but also key actors in driving ecological transition and innovation. Drawing on data from the Gender equality index and Eurobarometer surveys, the article explores persistent structural inequalities and societal stereotypes, underlining the added value of female leadership in environmental governance. It reviews best practices from Interreg projects where women engage in training, green entrepreneurship, social innovation, and decision-making processes. These projects demonstrate how women contribute to sustainable development in rural and marginal areas. Finally, the study argues that integrating gender mainstreaming into environmental policies is essential for a just, inclusive, and effective ecological transition across European regions.Il contributo analizza il ruolo delle donne nei progetti di Cooperazione Territoriale Europea (CTE) orientati alla neutralità climatica e alla sostenibilità ambientale. Inseriti nel quadro della politica di coesione dell’Unione europea, i programmi CTE mirano a rafforzare l’integrazione regionale attraverso la collaborazione transfrontaliera, con una crescente attenzione alla parità di genere. Il testo evidenzia come le donne non siano solo beneficiarie, ma attrici strategiche della transizione ecologica e dell’innovazione. Basandosi su dati del Gender equality index e dell’Eurobarometro, l’articolo analizza le disuguaglianze strutturali e gli stereotipi culturali persistenti, sottolineando il valore aggiunto della leadership femminile nella governance ambientale. Viene presentata una rassegna di buone pratiche tratte da progetti Interreg che vedono le donne protagoniste nella formazione, nell’imprenditoria verde, nell’innovazione sociale e nei processi decisionali. Questi progetti dimostrano il contributo delle donne allo sviluppo sostenibile in aree rurali e marginali. In conclusione, si sostiene che l’integrazione della prospettiva di genere nelle politiche ambientali sia condizione necessaria per una transizione ecologica giusta, inclusiva ed efficace a livello territoriale

    L’occhio dello storico. Bianca Ceva dalla Resistenza all’Insmli

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    The essay aims to reconstruct the biography of Bianca Ceva (1897-1982), a teacher, antifascist leader and the first woman to lead the National Institute for the History of the Liberation Movement in Italy. In the light of new archival documentation, the essay focuses in particular on Ceva’s involvement in the partisan press, and on the controversial episode of her removal from the direction of «Il Grido del popolo», the clandestine periodical of the partisan formations of Giustizia e Libertà in Piacenza

    Locandine, comunicati stampa, foto Mare sopra

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    Somalia: dalla ricerca del passato alla prospettiva di futuro

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    Futuribili è molto orgoglioso di pubblicare un numero della rivista su un tema interamente dedicato al futuro di Mogadiscio e della Somalia, principalmente nei loro tanti aspetti sociali, culturali e identitari, economici. Due parole vogliamo dedicare alla rivista di Futuribili con una breve presentazione, richiamandone i suoi obiettivi, un po’ di storia abbastanza lunga (per una rivista italiana), da quali editori è stata, ed è, pubblicata, come è organizzata. Gli obiettivi di Futuribili sono espressi da una domanda che può avere una o tante risposte: a chi è rivolta la rivista? Possiamo rispondere che questa rivista è destinata anzitutto a chi deve prendere decisioni, e in generale alla formazione di una opinione pubblica delle società civili di uno stato. Ciò viene effettuato attraverso l’elaborazione di una pluralità di scenari che rappresentino delle vie per assicurare previsioni di tanti (alternativi) futuri possibili, da confrontare tra loro conseguenze volute e da scegliere per perseguire il futuro meglio adeguato agli obiettivi, da confrontare coi costi economici e politici per la loro realizzazione e, secondariamente, quanto l’enfasi dei valori perseguiti negli scenari elaborati dalle comunità della società implichi la rinuncia ad altri valori di altri gruppi sociali. In definitiva si avranno tanti scenari dai quali scegliere quello più adeguato agli obiettivi perseguiti, o anche costruire un mix di elementi tratti da uno e/o da altro degli scenari, ma anche individuare i tempi per realizzare i tanti obiettivi voluti dalla futura società somala. La rivista Futuribili è nata nel 1967, fondata e diretta da Pietro Ferraro, e pubblicata dall’editore Tumminelli di Roma. Questa serie di Futuribili però si è conclusa nel 1974, con la morte del suo direttore. Futuribili viene rifondata nel 1994 da Alberto Gasparini, direttore e proprietario della testata, e pubblicata prima da Franco Angeli di Milano, e poi dal 2017 dalle Edizioni Universitarie di Trieste (EUT

    De-fragilizing neighbourhoods. Setting a framework for spatial analysis across public space, facilities and the home in a perspective of supporting fragile groups

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    The contribution presents the hypothesis, methodological proposal and field of application for the work carried out within the iNEST Spoke 4 RT3.3 task. The task focuses across scales on the social use of space and design strategies to improve the well-being of fragile groups, investigating the connections between the large concept of “multidimensional poverty” and the conditions of spatial fragilities in urban contexts. The proposed methodology for analysing the context in which the Trieste pilot project unfolds serves as a starting point for developing integrated masterplanning solutions aimed at 'de-fragilising' neighbourhoods and supporting vulnerable groups, fostering more comfortable, inclusive, and socially thriving everyday lives.Il contributo presenta l'ipotesi, la proposta metodologica e il campo di applicazione del lavoro svolto nell'ambito del task iNEST Spoke 4 RT3.3. Il task si concentra su diverse scale sull'uso sociale dello spazio e sulle strategie progettuali per migliorare il benessere dei gruppi fragili, indagando le connessioni tra il concetto ampio di "povertà multidimensionale" e le condizioni di fragilità spaziale nei contesti urbani. La metodologia proposta per l'analisi del contesto in cui si sviluppa il progetto pilota di Trieste funge da punto di partenza per lo sviluppo di soluzioni integrate di masterplaning volte a "de-fragilizzare" i quartieri e a supportare i gruppi vulnerabili, promuovendo una vita quotidiana più confortevole, inclusiva e socialmente prospera

    Gorbachev and Ukraine: a conflicted relationship

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    Memoirs and other first-hand accounts illustrate how during his university studies, Mikhail Gorbachev formed a lasting bond with Zdeněk Mlynář, future protagonist of the Prague Spring, promoter of Charter 77 and exile in the West. Drawing on recent evidence, including the documents left by Mlynář following his death, this essay revisits this stimulating human and political friendship and the ensuing dialogue about real socialism and the viability of its reform. Moreover, the essay sheds light on the attempts pioneered by Mlynář in the aftermath of 1989 aimed at helping Gorbachev to overcome the crucial challenges raised by the break-up of the Soviet bloc and the increasingly evident crisis of the Ussr itself

    Interventi istituzionali: Pier Mario Daccò Coppi

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    Rose tra i filari: cos’è cambiato

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    Valentino Riva, assegnista di ricerca in Scienze merceologiche dell’Università di Trieste, e Simonetta Lorigliola, giornalista e autrice, si sono confrontati sul tema “Rose tra i filari: cos’è cambiato”: la rosa, infatti, fu scelta dai vignaioli di un tempo per la sua capacità di rivestire il ruolo di “pianta spia”, ossia di indicare, ammalandosi precocemente, l’incombere di patologie dannose per la vite. Da allora molte cose sono cambiate e le rose non forniscono più al vignaiolo una sorta di “modello previsionale”, ma sono rimaste nelle vigne dei vignaioli sensibili come memoria agricola storica e anche come elemento estetico

    The exhibition “Beyond the Mirror”: from education to popularisation

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    The story of “Beyond the Mirror” is retraced and commented, an exhibition-workshop on the geometry of transformations created in 1992 by a group of members of the Educational Research Unit of the then Department of Mathematical Sciences of the University of Trieste and permanently exhibited until 1997 at the science centre LIS - Laboratorio dell’Immaginario Scientifico in Trieste. The exhibition also included, alongside, in-depth courses for primary and secondary school teachers. After that date, the exhibition was re-staged, in a smaller format, also in other locations and subsequently the LIS, for organizational reasons, used some parts of it, characterising them in a more popularization way.Si ripercorre e si commenta la storia di “Oltre lo specchio”, una mostra-laboratorio sulla geometria delle trasformazioni realizzata nel 1992 da un gruppo di membri del Nucleo di Ricerca didattica dell’allora Dipartimento di Scienze matematiche dell’Università di Trieste ed esposta in modo permanente fino al 1997 nella sede dello science centre LIS - Laboratorio dell’Immaginario Scientifico di Trieste. La mostra prevedeva, a latere, dei corsi di approfondimento per insegnanti di Scuola primaria e secondaria. Dopo tale data la mostra ha avuto dei riallestimenti, in formato ridotto, anche in altre sedi e in seguito il LIS, per motivi organizzativi, ne ha utilizzato alcune parti caratterizzandole in modo maggiormente divulgativo

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