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From Cadaster to Woodland: Land Use, Ownership, and Driving Forces in an Alpine Community from the 19th to the 21st Century
Presentación. Dinámicas de inclusión y exclusión como desafíos para la democracia. Populismo, autoritarismo y neoliberalismo en los inicios del siglo XXI
Testo ed esegesi dell’elegia per Clearisto (Theogn. 511-522) dal XVI secolo ad oggi. Una prima ricognizione
L’elegia per Clearisto, ovvero i vv. 511-522 della silloge teognidea, è stata oggetto a partire dal XVI secolo, ma soprattutto nel XIX, nel XX secolo e ancora in tempi recenti, di diversi interventi testuali e trasposizioni di versi, e ha dato adito a interpretazioni anche molto distanti tra loro, sia sul senso complessivo del carme sia su singoli passaggi. Neppure sono mancate interpretazioni che hanno negato l’unitarietà del brano. Parallelamente, altre esegesi hanno tentato di difendere il testo tràdito cercando di dar ragione delle difficoltà di interpretazione e motivando perché, nella prospettiva di volta in volta adottata, tali difficoltà non rappresenterebbero vere e proprie incongruenze logiche oppure perché, se tali appaiono, esse in realtà si giustificherebbero all’interno di una considerazione del particolare contesto enunciativo della composizione, delle sue modalità di trasmissione e delle attese dell’uditorio. Lo studio qui proposto passa in rassegna l’esegesi dell’elegia per Clearisto dal XVI secolo a oggi, prendendo in esame le edizioni a stampa, le traduzioni (in latino e in altre lingue nazionali), i commenti e altri interventi in cui si fa cenno al brano
Reminiscences of a failed urban foundation. Sasso di Simone (Sestino Municipality, Arezzo Province) in 18th century cartography of the Grand Duchy of Tuscany
ORIGINE E FISICA DEL BILANCIO DI SVERDRUP. L’equazione nata dal paradosso della controcorrente equatoriale e riconosciuta poi come fondamento della fisica dell’oceano
L’oceanografo norvegese Harald Ulrik Sverdrup (1888- 1957) contribuì, come pochi altri Colleghi, alla conoscenza della fisica degli oceani. Divenne famoso soprattutto per la formulazione della teoria della circolazione a grande scala forzata dal vento e riassunta in un’equazione, nota come bilancio di Sverdrup (1947), che è probabilmente una delle più note dell’oceanografia fisica. Il suddetto bilancio, pur conservando la forma matematica, è stato inquadrato nel corso del tempo in contesti geofluido dinamici sempre più sofisticati e generali. Nel lavoro che si propone il contributo di Sverdrup è collocato nel contesto storico che gli è proprio ed è quindi riesaminato alla luce delle conoscenze più attuali. Agli autori non risulta che esistano pubblicazioni in lingua italiana di pari dettaglio e rigore metodologico. Il lavoro è destinato ai cultori della storia dell’oceanografia e agli studenti di scienze marine nonché agli studiosi che intendono affrontare un tema già noto ma degno di approfondimento
Colonialism, Revisionism, and Ethics: Why European Colonialism Remains an Injustice
The issue of how philosophers should evaluate colonialism has acquired a new importance due to two recent conflicting views on European colonialism: ‘anti-colonialism’ and ‘revisionism’. Especially revisionism challenges philosophical evaluation, because it purports to roughly rehabilitate European colonialism on moral grounds and suggests a critique of the prevailing view that European colonialism was an injustice. This article defends the thesis that to philosophically assess European colonialism is to insist primarily on its substantive injustice and thus its illegitimacy, even on a generous reading of the revisionist account. Four arguments are developed. First, accepting the anti-colonialist equation of (European) colonialism with slavery would be a non-starter philosophically: colonialism, as such and specifically European, is no obvious evil but requires further inquiry. Second, philosophers’ argument of colonialism’s procedural injustice, which suggests that a moral inquiry of evidence on European colonialism would be basically unnecessary, is inconclusive due to inherent instability and relevant-substantive emptiness. Third, Charles Beitz’s substantive justice theory of colonialism offers an appropriate philosophical perspective on empirical, European and other, forms of colonialism. Fourth, applying Beitz’s theory to revisionist evidence strongly suggests that European colonialism, even if presented in a most favorable light, remains a serious violation of substantive justice