University of Trieste

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    Riflessioni di un gruppo di insegnanti di sostegno sulle pratiche pedagogiche

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    The authors present the results of a research conducted on the pedagogical practice of 178 special education teachers who work in different locations of nursery and primary schools in the metropolitan region of Grande Vitória (Espírito Santo, Brazil). The results of the interviews, while highlighting the presence of different orientations among the interlocutors, focus on an alignment of their practices with the principles of school inclusion and underline how important the structures, materials, aids and working conditions of teachers are in order to provide teaching that is effectively able to respond to the needs of pupils.Los autores presentan los resultados de una investigación realizada sobre la práctica pedagógica de 178 profesores de educación especial actuantes en diferentes localidades de escuelas infantiles y primarias de la región metropolitana de Grande Vitória (Espíritu Santo, Brasil). Los resultados de las entrevistas, si bien destacan la presencia de diferentes orientaciones entre los interlocutores, se centran en una alineación de sus prácticas con los principios de inclusión escolar y subrayan cuán importantes son las estructuras, los materiales, las ayudas y las condiciones de trabajo de los docentes para una enseñanza que sea capaz de responder eficazmente a las necesidades de los estudiantes.Gli autori presentano i risultati di una ricerca condotta sulla pratica pedagogica di 178 insegnanti di educazione speciale che operano in diverse sedi delle scuole dell’infanzia e primaria della regione metropolitana della Grande Vitória (Espírito Santo, Brasile). I risultati delle interviste, pur evidenziando la presenza di orientamenti diversi tra gli interlocutori, focalizzano un allineamento delle loro pratiche ai principi dell’inclusione scolastica e sottolineano quanto siano importanti le strutture, i materiali, i sussidi e le condizioni di lavoro dei docenti al fine di una didattica che sia effettivamente in grado di rispondere ai bisogni degli alunni

    La Somalia tra ricostruzione istituzionale, crisi umanitaria e relazioni internazionali: prospettive di stabilizzazione

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    Negli ultimi decenni, la Somalia ha attraversato una profonda crisi politica, economica e umanitaria, caratterizzata da conflitti armati, disgregazione istituzionale e vul¬nerabilità climatica. Tuttavia, recenti progressi nella governance federale e nella cooperazione internazionale hanno aperto nuove prospettive di stabilizzazione. Questo articolo analizza i principali fattori che condizionano la ricostruzione dello Stato somalo, con particolare atten¬zione alla sicurezza sostenibile, alla governance inclusiva e alla resilienza socio-economica. Si esaminano inoltre le relazioni tra Somalia e Italia, nonché il ruolo dell’Unione Europea e della società civile nella promozione di un partenariato strategico per la pace e lo sviluppoIn recent decades, Somalia has faced deep political, economic, and human¬itarian crises marked by armed conflict, institutional collapse, and climate vulnerability. Nonetheless, recent progress in federal governance and international cooperation has opened new prospects for stabilization. This article analyses the main factors shaping Somalia’s state reconstruction, with a focus on sustainable security, inclusive governance, and socio-eco¬nomic resilience. It also examines the relationship between Somalia and Italy, as well as the role of the European Union and civil society in promoting a strategic partnership for peace and development

    Il governo della crisi

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    This contribution examines Karl Marx’s empirical and theoretical analysis of economic crises, particularly the 1857 global financial crisis, through his unpublished notebooks (Books of Cri-sis and London Notebooks). The study highlights Marx’s methodological shift from purely phi-losophical abstractions (influenced by Hegel) to a rigorous empirical approach, combining quantitative data, statistical tables, and press clippings to decode the cyclical nature of capitalist economies. Its aim is to emphasize Marx’s focus on the interplay between economic crises and political rule, particularly in France under Napoleon III’s Bonapartist regime. Contrary to a de-terministic approach, Marx observed how state intervention—through monetary policies, public spending, and credit manipulation—could temporarily mitigate crises, stabilize markets, and prolong authoritarian regimes. The article underscores Marx’s nuanced view of Bonapartism as both a repressive and modernizing force, capable of managing crises while exacerbating social contradictions

    An overview of the rights of nature in the European context

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    This study aims to provide an overview of the legislative, jurisprudential and doctrinal framework of the current progress of the theory of the rights of nature within the legal systems of European states and international organization. Spain is currently the most advanced state in this area. The study reveals that European states are still in the early stages of adopting this paradigm shift and that the European Union is likely to reinterpret human rights from an ecological perspective in line with the Council of Europe’s orientations.Il lavoro si propone di fornire una panoramica sul quadro legislativo, giurisprudenziale e dottrinale sull’attuale avanzamento della teoria sui diritti della natura negli ordinamenti degli Stati europei e delle organizzazioni internazionali, ove la Spagna si dimostra lo Stato più all’avanguardia. Dallo studio emerge sia come gli Stati europei siano ancora in una fase embrionale nell’iter di recepimento di questo nuovo paradigma sia come in Unione europea verosimilmente, anche alla luce degli orientamenti del Consiglio d’Europa, si propenda verso una rilettura dei diritti umani in chiave ecologica

    The serpent that wears a crown: Nineteenth-century illustrations of the off-scene in Hamlet

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    This article discusses the visual interpretation of a key off-scene in Shakespeare’s Hamlet within nineteenth-century illustrated editions. An off-scene is a pivotal event, such as Old King Hamlet's poisoning, which is narrated by a character—the Ghost—but not performed on stage. The Ghost’s narrative explicitly identifies Claudius as "the serpent that did sting thy father's life / Now wears his crown," providing both gory details and a powerful metaphor. Nineteenth-century illustrated editions played a crucial role in making Shakespeare accessible to a rapidly stratifying readership and allowed artists freedom to provide imaginative visual interpretations that the theatre could not easily achieve. Illustrations of the poisoning scene generally oscillated between two approaches: a realistic depiction of the murder itself and a symbolic interpretation of the "serpent" imagery. Early examples include John Thurston’s emblematic frontispiece (1825), and Frank Howard’s outline engravings (1827–1833). The Works of Shakspere (1840–1843), edited by Barry Cornwall and illustrated by Kenny Meadows, integrated character-focused engravings directly within the text, achieving a striking harmonization of image and word. Other editions, such as Charles Knight’s (1838-1843) and Howard Staunton’s 1856 edition of the Plays of Shakespeare, illustrated by John Gilbert (1856) highlighted the staged reenactment of the poison off-scene, The Murder of Gonzago, as the visual representation of the crime. These illustrations, blending text and image, significantly shaped popular understanding of the play before the market shifted toward scholarly, unillustrated editions

    Le minoranze nazionali nell’Europa Orientale postsovietica

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    La questione delle minoranze etniche nell’Europa orientale postsovietica rappresenta uno degli aspetti più complessi della storia e della realtà contemporanea del continente europeo. La composizione etnica di quest’area geografica costituisce il risultato di secoli di migrazioni, di ridefinizioni di confini, di imperi multinazionali, e di profondi cambiamenti politici e sociali. Nel presente articolo sono trattate questioni relative ai concetti e alle definizioni, con particolare riferimento ai concetti di minoranza etnica e nazionale, di riferimenti giuridici, di costrutti teorici, ma soprattutto è dedicata grande attenzione alla composizione etnica delle nazioni europee dell’ex Unione Sovietica, presentando dati, per quanto possibile, attendibili ed aggiornati. Inoltre, l’autore ha dato congruo spazio a tutte quelle questioni di natura politica e sociale che, a partire dalle dinamiche interne in questi Stati, possono poi assumere una dimensione sovranazionale a livello europeo. Tra le mino¬ranze prese in considerazione, quella a cui è dedicata particolare attenzione è la minoranza russa, con particolare riferimento alle situazioni della minoranza russofona in Ucraina, in Transnistria e nelle Repubbliche Baltiche. Se vogliamo offrire alcune cifre, coloro che appar¬tengono alle minoranze nazionali nell’area considerata sono circa 16 milioni di individui, di cui ben 8 milioni di russi nella sola Ucraina prebellica ed un altro mezzo milione di russofoni nella sola Lettonia. Nella sola Europa orientale postsovietica, ad eccezione quindi dell’Asia centrale postsovietica, la comunità russa costituisce la più grande minoranza e conta più di dieci milioni di individui, vale a dire i due terzi dell’intera popolazione delle minoranze nazionali di tale parte dell’Europa.The question of ethnic minorities in post-Soviet eastern Europe is one of the most complex features of the history and contemporary reality of the continent. The ethnic composition of this area is the result of centuries of migrations, re-drawn borders, multi-na¬tional empires and profound political and social changes. This article deals with questions regarding concepts and definitions, in particular the concepts of ethnic and national minority, juridical references, theoretical constructs, but above all it focuses on the ethnic composition of the European nations of the former Soviet Union, presenting data as reliable and as recent as possible. The author also devotes considerable space to all the political and social questions which, starting from the internal dynamics in these countries, can take on a supranational dimension at a European level. Among the minorities considered, particular attention is reserved for Russian minorities, with specific reference to the Russian-speaking minorities in the Ukraine, Transnistria and the Baltic states. Looking at a few numbers, the national minorities in the area in question total about 16 million people, of whom no fewer than eight million are in pre-war Ukraine and half a million in Latvia. In post-Soviet eastern Europe alone, excluding post-Soviet central Asia, the largest minority is the Russian community, accounting for 10 million individuals – no less than two-thirds of the total of national minorities in eastern Europe

    Zdeněk Mlynář and Mikhail Gorbachev: A half-century dialogue on real socialism and its reform

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    Historians have questioned Ukraine’s role in the dissolution of the Soviet Union, offering conflicting assessments of the extent to which Kyiv’s disengagement influenced the Soviet state’s final fate. Despite the wealth of historiographical reflection on Ukraine’s significance in the collapse of the Ussr, studies on the reception of perestroika in Ukraine and on Gorbachev’s attitude toward the republic are scarce. This essay aims to fill this gap by examining memoirs, speeches by the general secretary, and firsthand archival sources. The essay reveals that Gorbachev had a personal and familial connection to Ukraine and considered its participation in the new Union treaty he was drafting to be essential. Furthermore, the efforts of the first and last Soviet president were guided by fears of a «Yugoslavia squared» scenario in the second Slavic republic. In his opinion, this scenario could have played out in Crimea, Donbas, and the southern regions if the leadership in Kyiv had not only embarked on the path to independence but also on the path of “separation” from the remnants of the Soviet Union

    Ricerca educativa e professionalità docente: metodologie, culture e prospettive di mediazione

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    La ricerca educativa si confronta con la complessità delle pratiche professionali e con la necessità di articolare dimensioni epistemiche e trasformative in contesti educativi eterogenei. Il presente contributo esplora il ruolo della pluralità meto¬dologica, della multidisciplinarità e delle pratiche collaborative nella produzione e circolazione delle conoscenze tra comunità scientifiche e professionali. In una rassegna critica della letteratura recente sono analizzati i processi che sottendono la costruzione di saperi professionali, le dinamiche culturali e organizzative che influ¬iscono su di essi e le difficoltà nel trasferimento e nella mobilitazione delle evidenze prodotte dalla ricerca. Sono infine individuate alcune piste operative per rafforzare il dialogo tra ricerca, pratica educativa e sviluppo di politiche, alla luce del poten¬ziale trasformativo delle comunità di apprendimento, della leadership distribuita e di forme strutturate di education brokery, in una prospettiva sistemica e situata

    Presentazione

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    Per una rilettura politica degli Exzerpte berlinesi da Leibniz, Hume e Spinoza (1841)

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    In early 1841, while working on his dissertation on Democritus and Epicurus, Marx compiled several notebooks of excerpts from modern philosophers: some works of Leibniz, Hume’s Treatise on Human Nature, Spinoza’s Tractatus theologico-politicus and epistolary, and Rosenkranz’s History of Kantian Philosophy. As Matheron has already demonstrated with re-gard to the Spinoza Notebook, Marx’s extracts constitute an attempt to appropriate the thought of the philosophers studied in order to adapt it to one’s own theoretical-political purposes

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