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Cristiani nell’Islam. Note sulla localizzazione delle comunità cristiane del Nordafrica dopo il VII secolo d.C.
Il contributo propone un excursus storico sulla definizione delle minoranze cristiane nell’area magrebina
dopo la conquista araba. Vengono esaminati in particolare i rapporti intercorsi tra i gruppi
di fede cristiana e le istituzioni amministrative e religiose islamiche, con un’attenzione particolare
per le relazioni che queste minoranze intrattennero con Roma e il papato. Lo studio è condotto sulla
linea dell’analisi delle fonti letterarie, in particolare arabe, e di quelle epigrafiche riconducibili ad
ambito cristiano per il periodo compreso tra il VII e il XIV secolo.
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This paper presents an excursus about Christian minority community in the Maghreb after the Arab conquest. The relationships between Christians and Muslims can be argued by the connections with Rome and the Pope. The paper is focused on the exam of literary sources, especially the Arabs one, included the epigraphic sources connected to the Christian culture, from VII to the XIV A.D
Studio e implementazione di strumenti per lo sviluppo software nei sistemi basati su FPGA.
Computer market becomes every day more performance-hungry. Nowadays microprocessor based systems are not able to relevant good performances in various application domains. The classic Von Neumann load/store architetture is suitable for some tasks, but seems to have serious scalability issues.
To tackle these issues one of the current trend in the quest for additional execution speed, provides additional processing corees in the central processing unit and to parallelize the execution of as much of the software as possible. This paradigm has potential, but its effectiveness has been limited by the difficulties involved in parallelizing software that was written for sequential execution, resulting in cumbersome dependencies. These dependencies require extensive changes in the software design paradigms if this approach means to reach its full potential.
On the other hand, reconfigurable devices have proven to be very scalable for a large class of applications and they offer potential application performance improvements beyond those predicted by Moore's Law.
Among the different templates proposed in literature in the field or reconfigurable computing, Configurable System-on-a-Chip (CSoC) are emerging as a convincing trade-off between efficiency and flexibility. This kind of systems are often composed by one or more CPUs coupled with a Field Programmable Gate Array (FPGA), and it can be demonstrated that they can run applications two orders of magnitude faster than traditional on CPUs. This performance speedup with respect to microprocessors relies basically in the opportunity of using dedicated reconfigurable hardware to exploit the inherent parallelism of an algorithm.
One of the key issues in using such systems is related to the software development activity. A programmer typically uses a high level language to implement its algorithms but, to exploit the full potential of a reconfigurable system, a deeper knowledge of the target architetture and of digital design techniques are needed.
In this work two tools are developed and implemented to overcome these issues and allow the software developer to use its traditional development flow. The first one deals with code partitioning between CPU and FPGA. The tool takes as input an ANSI C application code and performs the following operations: (i) automatically identifies code fragments suitable for hardware implementation as specialized functional unite (ii) for all these segments a synthesizable code is generated and sent to a synthesis tool, (iii) from the synthesis results, the segments to be implemented on FPGA are selected (iv) bitstream to configure the FPGA and modified C code to be executed on the CPU are generated. In order to validate this tool, fit was applied to standard benchmarks obtaining, with respect to state of the art, an improvement of up to 250% in the accuracy of performances estimation related to the selected segments of code.
The second tool developed, named eBug, is a debugging solution for software developed on the eMIPS dynamically-extensible processor. The off-chip portion of eBug is an application that performs tasks that would be too expensive or too inflexible to perform in hardware, such as implementing the communication protocols to interface to the client debuggers. The on-chip hardware portion of eBug is realized with a new approach: rather than being built into the base pipelined data path, it is a loadable logic module that uses the standard Extension interface of the processor. This accomplishes the three goals of area minimization and reuse, security in a general purpose, multi-user environment, and open-ended extensibility.
When not in use, eBug is simply not present on the chip and its area is therefore reused. eBug solves the security issues normally created by a hardware-level debug module because only the process that owns the eBug Extension can be affected by a debugging session. As an Extension, eBug is not compiled into the basic processor design and this makes it easy to add new features without affecting the core eMIPS design. Leveraging the high-visibility extension interface of eMIPS, eBug can realize arbitrarily complex features for high-level monitoring. To show this feature hardware watchpoints support is transparently added to the initial, simpler design. It is also possible to interface eBug with other eMIPS extensions such as those generated by P2V to improve its capabilities. eBug was written in Verilog and is usable both with the Giano system simulator and on the Xilinx ML401 FPGA board
Studio geomorfologico e tendenze evolutive del litorale di Cagliari - Quartu Sant'Elena
L'evoluzione costiera del litorale cagliaritano e quartese ha subito, soprattutto negli ultimi due secoli, pesanti modificazioni in larga parte dovute all'azione dell'uomo.
Il riassetto delle saline, le costruzioni delle strade lungo il litorale, l'intercettamento dei corsi d'acqua dei bacini idrografici retrostanti il Poetto, l'antropizzazione del retro-spiaggia, la sottrazione di quantità ingenti di materiali sabbiosi per le attività costruttive che hanno portato alla completa distruzione delle dune a causa dei forti prelievi per la ricostruzione della città distrutta dai bombardamenti, sono solo alcuni esempi significativi di quanto siano stati influenti i fattori "esterni" alle normali dinamiche naturali morfologiche della costa.
Gli studi precedentemente svolti sull'individuazione delle dinamiche litorali in atto nel Poetto, mostrano infatti una sostanziale discontinuità tra quelle che erano le evidenze evolutive di 50 anni fa (Pinna, 1956) con quelle registrate nella seconda parte del XX secolo (Di Gregorio ed al., 1998; Franco ed al., 1999; Briganti ed al., 2004 ). Il recente intervento di ripascimento ha introdotto un nuovo fattore di modificazione della costa che dal 2002, anno dell'esecuzione del progetto, si è evoluta secondo uno schema che in questo studio è stato analizzato alla luce di rilievi appositamente condotti, integrati con.
L'applicazione della modellazione numerica ha poi consentito una migliore comprensione dei processi in atto, la comparazione tra i diversi tipi di risposta che il litorale avrebbe avuto se si fossero adottate delle granulometrie diverse per il ripascimento, nonché la previsione degli scenari evolutivi futuri
Liti, dispute e controversie di scienziati sul vaccino anticarbonchioso nella seconda metà del XIX secolo.
La ricerca in oggetto prendendo spunto dai numerosi lavori scientifici dello scienziato francese si è soffermata, in particolar modo, su quelli riguardanti la malattia infettiva del carbonchio.
Partendo dagli studi pasteuriani su questa malattia, la ricerca tende a ricostruire le diverse querelle che vide contrapposti da un lato lo scienziato, dall'altra, rispettivamente: Jean-Joseph Henri Toussaint (1847-1890) professore alla Scuola veterinaria di Tolosa, Robert Koch (1843-1910), batteriologo tedesco e la Scuola veterinaria di Torino.
Ebbe con Louis Pasteur (1822-1895) una lunga disputa sul primato nell'aver individuato l'eziologia e la profilassi della malattia carbonchiosa, le tappe fondamentali della querelle furono le seguenti: 23 luglio 1880, Toussaint deposita un «plico sigillato» all'Accademia di medicina sulla possibilità di far acquisire un'immunità contro il carbonchio; 19 agosto presso Reims si svolse il Congresso dell'associazione per il progredire delle scienze; giugno 1881, presentazione all'Accademia delle scienze di una Memoria sull'immunità del carbonchio, acquisita in seguito all'inoculazione preventiva; infine, il 21 marzo 1882, Pasteur riconosce dinanzi all'Accademia delle scienze il metodo di vaccinazione anticarbonchiosa attraverso le inoculazioni preventive esperito da Toussaint.
L'altra querelle vide contrapposti lo scienziato francese e quello tedesco, Robert Koch (1843-1910); le tappe fondamentali di questa disputa sono le seguenti: 1876, Koch rivendica di essere stato il primo ad aver provato la casualità della malattia carbonchiosa; Pasteur non riconosce questi risultati avocando a sé la scoperta risalente ad uno scritto del 1877.
Vi sono due importanti congressi internazionali, 1881, VII Congresso internazionale di medicina svoltosi a Londra, Pasteur parla della scoperta dell'attenuazione del batterio agente del colera dei polli e della sua importanza per l'intero processo di vaccinazione; egli, riconosce il contributo di Koch nella scoperta delle spore carbonchiose, mentre Koch critica duramente i lavori pasteuriani; 1882, IV Congresso internazionale d'igiene e demografia tenutosi a Ginevra.
Se vogliamo rispondere alla domanda su chi tra Pasteur e Koch ha trovato la correlazione tra la presenza del bacillo dell'antrace e l'insorgenza della malattia carbonchiosa potremo dire: né l'uno né l'altro, ma con qualche riserva entrambi; i loro lavori possono considerarsi complementari, non competitivi.
Entrambi nelle loro ricerche apportarono importanti prove empiriche sulla causalità del carbonchio
Sviluppo e calibrazione di modelli di danneggiamento plastico duttile in acciai strutturali per tubi da pipeline per il trasporto di gas e petrolio
Come dice il Professor J. Lêmaitre, “L’endommagement, comme le diable,invisible mais redoutable” ovvero “Il danneggiamento, come il diavolo, è invisibile ma temibile”. In questa massima è racchiuso l’approccio che il progettista meccanico e lo studioso di meccanica dei materiali ha sempre avuto, anche inconsapevolmente, con questo fenomeno così sfuggente alla misura ma allo stesso tempo sempre presente nella vita di tutti i materiali
di uso industriale. Sebbene non esista una definizione quantitativa unanimente accettata del danneggiamento, tutti gli studiosi sono concordi nell’affermare che esso si manifesta attraverso la formazione in seno al continuo del materiale di una serie di discontinuità di interfaccia per ciò che riguarda le micro-fissure,oppure di discontinutà di volume per le micro-cavità o micro-vuoti. Si tratta
dunque di un processo reologico molto diverso dalla deformazione, benché le cause iniziali dei due fenomeni siano identiche: movimenti intermolecolari nei materiali organici, micro-decoesioni nei minerali. Il danneggiamento
in particolare presenta un carattere di irreversibilità molto pronunciata: infatti persino i trattamenti termo-meccanici non fanno sparire che molto parzialmente i difetti creatisi. La rottura macroscopica è stata studiata da molto tempo. Già Leonardo da Vinci nel XVI secolo si preoccupava di caratterizzare la rottura con
l’aiuto di grandezze meccaniche (il carico, la sezione resistente). Seppure molti criteri di rottura siano stati proposti nel corso degli ultimi secoli
(Coulomb, Rankine, Tresca, Von Mises, Mohr, Caquot...), solo di recente ci si è cominciati a preoccupare degli effetti del progressivo deterioramento dei materiali che ne precede la rottura. Solamente nel 1958 Katchanov pubblicava la sua prima memoria che coniava una variabile continua di danneggiamento nell’ambito dell’evoluzione delle grandezze visco-plastiche dei materiali sollecitati a temperature medie e alte, gettando di fatto le basi per lo studio del danneggiamento. In seguito in diverse nazioni (Francia,Regno
Unito, Svezia, Danimarca, Stati Uniti, Giappone) molti studiosi appassionati hanno continuato questo lavoro di indagine sperimentale ancor oggi in continuo sviluppo per quel che riguarda l’identificazione sperimentale dei
parametri caratteristici dei materiali. Tuttavia oggi solo alcuni modelli di danneggiamento hanno raggiunto
un grado di completezza tale da poter essere proposti per la previsione delle condizioni di esercizio di opere ingegneristiche destinate alla produzione industriale. Nondimeno rimane ancora un vuoto da colmare per poter ritenere i modelli di danneggiamento affidabili. Difatti, come per molti altri modelli, una delle maggiori difficoltà riguarda l’identificazione dei parametri caratteristici, ovvero di quelle grandezze numeriche che, caratterizzando
un materiale o un processo, servono a rendere affidabili le previsioni di comportamento fornite dai modelli stessi.
Tenendo presenti le premesse fatte, nel presente lavoro ci si propone di scegliere un modello di danneggiamento (tra quelli riconosciuti validi dalla comunità scientifica), di implementarlo in un software commerciale di calcolo agli elementi finiti, già ampiamente utilizzato e ritenuto affidabile da una vasta comunità di progettisti e dall’industria (MSC Marc per motivi di partnership), e di delineare una tecnica sperimentale di identificazione
dei parametri del modello. Il problema industriale a cui si vuol iniziare a dare una risposta finalmente è quello di prevedere l’affidabilità in esercizio di materiali i quali
durante la lavorazione e la messa in opera sono stati sottoposti ad una serie di grandi deformazioni plastiche. In particolare ci si vuole occupare di tubi in acciaio da impiegare nella costruzione di gasdotti ed oleodotti.
Infatti la tecnica costruttiva di queste opere prevede una serie di grandi deformazioni a cui sottoporre i tubi durante il loro collegamento (per formare le cosiddette pipes) ed infine, in particolar modo, durante la loro messa in opera. Specialmente la tecnica cosiddetta del reeling per la posa di tubazioni sottomarine (off-shore) sottopone i materiali a un numero di grandi deformazioni plastiche
L'attività dei motoneuroni correlati con il "calling behaviour" ed il meccanismo di rilascio del feromone della farfalla notturna Lymantria dispar è modulata dall'octopamina: evidenze elettrofisiologiche
L'attività della ricerca è stata così articolata:
1. acquisire ulteriori dati atti a verificare, tramite stimolazioni elettriche del complesso TAG/VNC, se il rilascio di feromone si attua per via neurale o endocrina.
2. verificare sul TAG isolato dal resto del sistema nervoso, gli effetti di modulazione dell'octopamina sull'attività spontanea delle singole cellule che dal TAG proiettano tramite i nervi IV, V, VI.
3. mettere in relazione l'attività dei nervi IV, V, VI con il programma motorio che sta alla base del "calling behaviour"
L'atlante utopico nelle Città Invisibili di Italo Calvino, tra il dibattito novecentesco e l'eretico Fourier
Fulcro di questo lavoro è lo studio del rapporto di Italo Calvino con la scrittura utopica come genere letterario. Per valutare la portata del fenomeno, e per circoscriverlo nel tempo all'interno dell'evoluzione della poetica calviniana, si è ritenuto utile fornire un quadro delle riflessioni dell'autore negli anni che precedettero l'interesse nei confronti del genere inaugurato dall'Utopia di More e coincidenti con una svolta nella parabola artistica e teorica di Calvino, tra la metà degli anni '60 e la metà dei '70
Modello di gestione dei rifiuti in Sardegna: una sintesi
La Sardegna negli ultimi anni è stata l’unica regione del centro sud Italia a fare importanti passi in avanti in tema di gestione integrata dei rifiuti, obiettivo previsto dalla normativa europea e da quella italiana che l’ha recepita. Gli ultimi dati forniti dalla Regione Sardegna indicano nel 20% la percentuale di raccolta differenziata riferita all’anno 2006, mentre sono 20 i comuni ricicloni sardi premiati da Legambiente nell’ultima edizione del proprio premio annuale. Il trend d’aumento della percentuale di raccolta differenziata è stato possibile grazie alla diffusione su scala regionale dei sistemi di raccolta domiciliare, accelerata dall’importante sistema di premialità e penalità inaugurato dalla Regione Sardegna proprio per penalizzare lo smaltimento di discarica e valorizzare invece le esperienze che hanno puntato decisamente sul riciclaggio. Questo processo di riconversione verso i sistemi di raccolta più efficaci tarda ancora a coinvolgere i comuni più grandi, a partire dai capoluoghi di provincia. Sulla riduzione della produzione dei rifiuti non si notano ad oggi inversioni di tendenza rispetto ai trend nazionali. Per raggiungere questo obiettivo, ampiamente disatteso su tutto il territorio nazionale, si deve operare sia sul piano dell’azione istituzionale regionale, sia sul piano dell’azione locale. Da un lato attraverso una forte azione di filiera, in grado di dar corpo ad accordi di settore efficaci per la riduzione della massa dei rifiuti generati. Dall’altro attraverso la sperimentazione del passaggio dalla tassa alla tariffa, in particolare in quei centri più virtuosi nel processo di raccolta differenziata
La pietra della Barbagie, dell'Ogliastra, del Nuorese e delle Baronie
Il manuale si pone l'obbiettivo di contribuire alla definizione di linee guida per il recupero dell'architettura tradizionale in pietra. Vengono trattati una serie di argomenti tra cui: i processi territoriali di formazione e trasformazione del patrimonio storico, l'articolazione spaziale della casa storica, i caratteri e gli elementi della fabbrica edilizia, linnee guide per il recupero delle diverse forme di degrado in atto