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Desarrollo de técnias avanzadas de medición de sólidos en superficie (DESATAR)
Proyecto financiado dentro de la Convocatoria del Programa Asturias de ayudas a Centros Tecnológicos en el Principado de Asturias durante el periodo 2018-2020 de la Consejería de Empleo, Industria y Turismo. Nº de expediente: IDI/2018/00003
Autoría femenina y compromiso en la posguerra española: para un estudio de las antologías
Programa Severo Ochoa (referencia PA-17-PF-BP16126) de Ayudas predoctorales para la investigación y la docencia del Gobiernodel Principado de Asturia
La leche puede contar la vida de la vaca
Artículo divulgativoLoubna Abou El Qassim tiene un contrato de Formación Predoctoral, Programa "Severo Ochoa" de ayudas predoctorales para la investigación y docencia del Principado de Asturias. BP17-049. Organismo financiador: Consejería de Educación y Cultura. Gobierno del Principado de Asturias. Duración: 2019-2021Existen biomarcadores en la leche que pueden servir para trazar el origen y la alimentación del ganado producto
New insights in the lattice dynamics of monolayers, bilayers, and trilayers of WSe2 and unambiguous determination of few-layer-flakes' thickness
Among the most common few-layers transition metal dichalcogenides (TMDs), WSe2 is the most challenging material from the lattice dynamics point of view. Indeed, for a long time the main two phonon modes (A1g and E12g) have been wrongly assigned. In the last few years, these two modes have been properly interpreted, and their quasi-degeneracy in the monolayer has been used for its identification. In this work, we show that this approach has a limited validity and we propose an alternative, more general approach, based on multi-phonon bands. Moreover, we show and interpret all the peaks (about 40) appearing in the Raman spectra of monolayers, bilayers, and trilayers of WSe2 by combining experimental wavelength- and polarization-dependent Raman studies with densityfunctional theory calculations providing the phonon dispersions, the polarization-resolved first-order Raman spectra, and the one- and two-phonon density of states. This complete study not only offers a method to distinguish between monolayers, bilayers, and trilayers with no need of optical images and atomic force microscopy, but it also sheds light on the interpretation of single and multi-phonon bands appearing in the inelastic light scattering experiments of layered WSe2; some of these bands were never observed before, and some were observed and uncertainly assigned. We promote the full understanding of the lattice dynamics of this material that is crucial for the realization of optoelectronics devices and of novel phononic metamaterials, such as TMDs superlattices
Regia Deputazione di Storia Patria e Società storica subalpina: due enti culturali a confronto (1880-1935)
ITALIANO: L’articolo segue le vicende della Società storica subalpina e delle R. Deputazione di Storia Patria tra la fine del XIX secolo e gli anni ’30 di quello successivo, quando i due enti furono fusi. Sono analizzate non solo l’ideologia e le proposte culturali, ma anche le relazioni politiche e le connesse vicende finanziarie dei due enti, illuminando l’importanza delle condizioni materiali della produzione culturale. / ENGLISH: The article follows the events of the Società storica subalpina and of the R. Deputazione di Storia Patria between the end of the 19th century and the 1930s, when the two cultural societies were merged. In the essay the ideology and cultural proposals of the two entities are analyzed, but a great importance is devoted also to their social and political relationships and financial events of the two entities, illuminating the importance of the material conditions of cultural productio
Il medioevo italiano e la professionalizzazione degli studi storici in Gran Bretagna (1857-1923). Tra storia universale e scienza della politica
ITALIANO: Questo saggio costituisce la prima parte di una più ampia ricognizione della varia presenza del medioevo italiano nella letteratura storiografica britannica tra Risorgimento e primo dopoguerra. Esso si focalizza sui modelli di trattazione del passato italiano riscontrabili nelle opere di taluni specialisti di storie veneziane (R. Brown, H. Yule, H. Brown, W. Miller), autori di storie generali d’ispirazione rankiana (T. Hodgkin, M. Creighton, Lord Acton), sostenitori di un approccio nomotetico volto a innalzare la storia a branca della scienza politica (E. Freeman, J.R. Seeley, J. Bryce, A.J. Toynbee). L’esame degli atteggiamenti assunti da questi studiosi verso l’Italia medievale e rinascimentale si rivela peculiarmente idoneo a porre in luce i contrasti e le incertezze circa il significato della trasformazione della storiografia in disciplina scientifica che ne accompagnarono il processo di professionalizzazione in Gran Bretagna. / ENGLISH: This essay forms the first part of a wider survey of the diverse presence of the Italian Middle Ages in British historical literature between the Risorgimento and the first postwar period. It focuses on the various models of treatment of the Italian past which may be found in the works of some specialists of Venetian history (R. Brown, H. Yule, H. Brown, W. Miller), authors of general histories of Rankean inspiration (T. Hodgkin, M. Creighton, Lord Acton), advocates of a nomothetic approach aiming to make history a branch of the science of politics (E. Freeman, J.R. Seeley, J. Bryce, A.J Toynbee). The attitudes showed by these scholars towards medieval and Renaissance Italy prove peculiarly revelatory of contrasts and uncertainties about the exact meaning of the transformation of historiography into a would-be scientific discipline which accompanied its professionalization in Great Britain
Un veneto siracusano. Atti della Giornata in memoria di Luigi Polacco
Nel dicembre del 2017, nell’ambito del programma delle
iniziative culturali promosse e realizzate dalla Società Siracusana di Storia Patria, si tenne la Giornata in memoria del Socio Onorario Luigi Polacco. Per l’occasione furono invitati a partecipare illustri relatori che negli anni avevano condiviso la loro attività di ricerca con l’archeologo veneto, che dedicò a Siracusa e al suo territorio una parte importante della sua vita professionale.
L’Università di Padova, nella quale si formò, l’aveva chiamato per l’insegnamento di Archeologia e Storia dell’arte greca e romana dopo che il suo maestro, Carlo Anti, andò in pensione. Quest’ultimo costituì per Polacco il vero anello di congiunzione con Siracusa, dove già l’Università di Padova conduceva studi e scavi archeologici, iniziati sotto la direzione di Anti e proseguiti dall’allievo, che ebbe modo di riprendere appunti e relazioni di scavo del suo predecessore.
Le pubblicazioni sul Teatro greco e sull’area del Colle Temenite resero ben presto noto alla città il nome di Polacco, che ebbe modo di confrontarsi con l’ambiente culturale siciliano e in particolare con quello siracusano, anche attraverso le attività svolte per la Società Siracusana di Storia Patria. Fra queste ultime assunse particolare rilievo la pubblicazione del volume sulla spedizione ateniese contro Siracusa, nel quale, oltre a introdurre insieme a Roberto Mirisola il testo di Tucidide,
Polacco propose una sua traduzione del testo corredata
da note che dimostrano quanto attento fosse il suo approccio
allo studio del contesto territoriale.
La sua ampia produzione bibliografica comprende numerosi
articoli di topografia siracusana che hanno provato a leggere la città antica e il suo comprensorio, integrando l’interpretazione dei resti archeologici con quella delle fonti letterarie. Alcune sue proposte, non da tutti condivise, costituiscono tuttora importante stimolo per l’avanzamento della ricerca archeologica nel Siracusano avendo aperto, a volte anche coraggiosamente, nuove piste di lavoro.
Gli Atti della Giornata, che includono anche le relazioni
non svolte in presenza, sono corredati con la documentazione
fotografica del consesso. Dalla lettura dei contributi emerge un comune denominatore: la consapevolezza da parte di amici, allievi e colleghi del ruolo di rilievo che Luigi Polacco ebbe a Siracusa durante gli anni della sua assidua attività di studio e ricostruzione storica.
Questo volume viene dato alla stampa dopo l’improvvisa
scomparsa di Roberto Mirisola e Gioacchino Lena, che si ricordano insieme a Luigi Polacco per la loro amicizia e l’appassionato amore della ricerca che li ha costantemente accomunati
Revisiting the Role of the Armenians in the Battle of Mantzikert
It is well known that after Romanos Diogenes’ sound defeat at Mantzikert in 1071 A.D., the Armenians founded their own principalities in Byzantine territory. Yet, their role in the battle has not been examined systematically until now. According to Michael the Great, the patriarch of the Syrian Orthodox Church, the Armenians were the first to desert from the army. Whereas this was accepted as truth in the past, more recently historians have questioned the historicity of his statement. This study proposes to solve the problem, and concludes that the Historia of Attaleiates contains evidence that corroborates the desertion of the Armenian soldiers
La presenza delle donne nei cartolari notarili genovesi(secoli XII-XIII)
ITALIANO: L’obiettivo di questo contributo non si limita a una sottolineatura delle indiscutibili ricchezza e poliedricità di contenuto del grande giacimento costituito dai cartolari notarili dimatrice genovese (almeno 250 entro la fine del Duecento). L’autrice si interroga, oltre chesulla specifica genesi di ciascun cartolare, anche sulle perdite avvenute, con articolate domande rispetto a una selezione vuoi intenzionale, vuoi casuale, al nodo della clientela che si rivolgea un notaio, alla reazione professionale del notaio di fronte alla clientela femminile attiva in prima persona, alla frequenza con cui le donne figurano in varia veste nella documentazione; nel prendere a esempio documenti che testimoniano dei patrimoni femminili, pone alcune domande che ne suggeriscono una lettura non letterale e non ingenua. / ENGLISH: The aim of this essay is not just to underscore the undeniable richness and variedness of the information contained in the large deposit of notarial cartularies of Genoese origin (at least 250 registers till the end of the thirteenth century). The author questions not only the specific genesis of each cartulary, but also the losses, posing complex questions regarding the selection, whether intentional or random, the clientele that made recourse to a notary, the notary’s professional reaction to female clients who acted on their own behalf, the frequency with which women appear in various capacities in the documentation. By taking as an example documents concerning female property, the author suggests a less literal and naïve interpretation of notarial acts