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Storie di strutture: note intorno a una lettera di Violante a Tabacco
ITALIANO: Quali sono i limiti di una storia di strutture? Si può aspirare a una storia totale o globale? In una lettera a Giovanni Tabacco del 1980, individuata da Gian Maria Varanini, Cinzio Violante esprimeva le sue insoddisfazioni di storico, in una fase di rinnovamento delle sue idee metodologiche, tra nuove ricerche e ampie visioni di sintesi. I problemi di Violante e Tabacco conservano una loro attualità, mentre il loro dialogo è il segno di una generazione unita da un modo di essere storici che si faceva impegno intellettuale e morale di intere esistenze. / ENGLISH: What are the limits of a history of structures? Can we aspire to a total or global history? In a letter to Giovanni Tabacco from 1980, discovered by Gian Maria Varanini, Cinzio Violante expressed his dissatisfactions as a historian, in a period in which he renewed his methodological ideas, with new research and broad summary visions. The problems of Violante and Tabacco are still relevant nowadays, while their dialogue is the sign of a generation united by a way of being historians that became the intellectual and moral commitment of entire existences
La signoria rurale nell'Italia del tardo medioevo. 2: Archivi e poteri feudali nel Mezzogiorno (secoli XIV-XVI)
ITALIANO: Studiare gli archivi dei signori rurali del Mezzogiorno d’Italia tra XIV e XV secolo significa cogliere la natura del loro potere, il modo in cui esso si diceva. Il volume, che accoglie le sollecitazioni della storiografia più recente, è fondato sulla repertoriazione di importanti complessi documentari dell’Archivio di Stato di Napoli, fondo Sommaria (Relevi, con i dossier per la successione feudale; Dipendenze, I, Conti erariali dei feudi e Diversi, con registri signorili pervenuti al Fisco per confisca o morte senza eredi). Sono inoltre oggetto di studio i cartulari e le platee calabresi, tipici «libri-archivio» che inglobano repertori più antichi (famiglie Ruffo e Sanseverino), e le pergamene degli Albertini di Nola. La ricchezza informativa dei fondi archivistici e dei registri presi in considerazione consente agli autori di concentrarsi sulla sostanza dei poteri signorili, la tipologia delle scritture prodotte dai signori e per i signori, la loro gestione del patrimonio, le strategie di costruzione della memoria
L’insula maris prima di Castel dell’Ovo: frammenti dal Medioevo napoletano
ITALIANO: L’isola su cui sorge Castel dell’Ovo era un tempo occupata dal monastero fondato dal vescovo Atanasio I (849-872). Il sito è stato interessato da pesanti modifiche, da quando il castello ha rimpiazzato l’occupazione monastica (XII secolo), ma preserva ancora interessanti tracce prenormanne, specie in corrispondenza del supporto roccioso. Il contributo mira ad esplorare il livello alto-medievale di tale palinsesto architettonico. ENGLISH: The isle upon which Castel dell’Ovo stands was occupied by a monastery founded by Bishop Athanasius I (849-872). The site underwent several changes since the 12th century, as a castle replaced the religious settlement. Structures from the early times are still preserved, all the more as they stuck to the rock bed. This paper aims at ‘reading’ such an overlooked
architectural palimpsest, with special attention to phases that predate the Norman occupation
La lettura della città di Aversa tra immagini storiche, rappresentazioni e rilievi
ITALIANO: Il contributo proposto verte sull’analisi delle trasformazioni ambientali e urbane, con specifici
approfondimenti a scala edilizia, della città di Aversa, mediante l’utilizzo di differenti applicazioni strumentali. Tramite l’integrazione dello studio delle cartografie storiche e della metodologia del rilievo architettonico è stato possibile riconoscere la complessità stratigrafica
di una porzione del centro urbano con la restituzione di un disegno spaziale capace di evidenziare le differenti rappresentazioni che nel tempo sono state elaborate, determinando quei layer che identificano la città nel suo stato attuale. / ENGLISH: The proposed contribution is on the analysis of environmental and urban transformations,
with specific in-depth studies on the building scale, of the city of Aversa through the use of different instrumental applications. Through the integration of the study of historical maps and the methodology of architectural relief it was possible to recognize the stratigraphic complexity of a portion of the urban center with the return of a spatial design able to highlight the different representations that have been elaborated over time, determining those layers
that identify the city in its current state
Demostrador tecnológico para la evaluación de la viabilidad de implantación de soluciones 4.0 en la agricultura de precisión (AGRIBOT)
Proyecto financiado dentro de la convocatoria de Programa Asturias de ayudas a Centros Tecnológicos en el Principado de Asturias durante el periodo 2018-2020 de la Consejería de Empleo, Industria y Turismo, Nº de expediente IDI/2018/00005
Desarrollo de nuevos sistemas de materiales cerámicos susceptibles de procesamiento mediante fabricación aditiva (3dCERA)
Proyecto financiado dentro de la Convocatoria de Programa Asturias de ayudas a Centros Tecnológicos en el Principado de Asturias, durante el periodo 2018-2020, de la Consejería de Empleo, Industria y Turismo, nº de expediente IDI/2018/00003
Le dimensioni non contano. Società ed economia a S. Maria a Monte (secoli VIII-XIII)
Le relazioni tra centro-periferia e i rapporti gerarchici creati per la gestione del territorio sono alla base del paradigma storiografico dell’organizzazione feudale che dagli anni trenta è oggetto di definizione, dibattito e revisione e che in questo numero vengono rimessi in discussione da Lorenzo Tabarrini attraverso il caso “micro” di S. Maria a Monte indagato sul lungo periodo (dall’VIII al XII secolo). Vi sono infatti ancora alcuni terreni della ricerca medievistica non del tutto liberi da gabbie interpretative del passato. La composizione della società tardomedievale (dal XIII al XV secolo) è una di queste
Medioevo maschio?
Data la scarsità di fonti medievali scritte da mani femminili, Georges Duby scrisse di "Mâle Moyen Âge" (1988):
maschio perché i maschi ce lo raccontano. In questa prospettiva, l’intervento di Tiziana Lazzari invita a ragionare su quanto maschia sia la medievistica. L’analisi è condotta sui dati riguardanti il numero di dottorande, ricercatrici e professoresse di storia medievale nel contesto dell’accademia italiana e attraverso le sue riforme
Un ponte tra il Mediterraneo e il Nord Europa: la Lombardia nel primo millennio
Il volume raccoglie gli Atti di un Convegno internazionale tenutosi presso il Dipartimento di Studi Storici dell’Università degli Studi di Milano il 28-29 novembre 2019. L’incontro aveva lo scopo di sollecitare nuove prospettive di ricerca attraverso lo scambio e il confronto tra specialisti di diversa formazione, nel superamento di rigidità periodizzanti e barriere disciplinari. I contributi si concentrano sull’area oggi definibile come lombarda, vista nei suoi rapporti con altre realtà geografiche in una prospettiva di lungo periodo (dall’età imperiale romana sino a tutto l’alto medioevo), e affrontano tematiche di storia politica, militare, economica, religiosa e culturale
Comunità rurali e beni collettivi tra fonti scritte e paesaggi stratificati
ITALIANO: Le ricerche sulle comunità rurali e sui commons sono state finora condotte separatamente per distinti ambiti cronologici. Quelli di età romana sono stati studiati dall’antichistica in una prospettiva storico-giuridica, ma sono stati trascurati dall’archeologia, concentrata
prevalentemente sulle ville e sulla loro fine. Dal IX-X secolo all’età moderna sono stati indagati prevalentemente dagli storici delle fonti scritte. E tra i due periodi rimane un buco per l’età longobarda sulla quale disponiamo solo di frammentarie informazioni. È peraltro possibile una ricerca diacronica e interdisciplinare che ricostruisca le caratteristiche, le modalità di utilizzo e l’evoluzione nel tempo dei commons, individuando le integrazioni tra i diversi elementi dei paesaggi produttivi nei quali hanno agito le comunità del passato. / ENGLISH: Research on rural communities and commons has so far been conducted separately for distinct chronological periods. Those of the Roman age have been studied by historians from a juridical perspective, but have been neglected by archaeologists, mainly focused on the villas and their end. From the 9th-10th centuries to the modern age they have been
mainly investigated by historians on the basis of written sources. And between the two periods a knowledge gap remains for the Lombard age. However, a diachronic and interdisciplinary research is possible, to reconstruct the characteristics, methods of use and evolution over time of the commons, identifying the inteactions between the different elements of the productive landscapes in which the communities of the past lived