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Statuti della Dogana dei Paschi di Siena del 1419 e del 1572
La Dogana dei Paschi di Siena è stata una delle istituzioni politiche ed economiche più rilevanti per la storia della Toscana e della Maremma fra Medioevo ed età moderna, incaricata del governo e della tassazione del bestiame transumante proveniente dagli Appennini attraverso il monopolio dei pascoli tra le attuali provincie di Grosseto e Siena. Istituita dal comune di Siena a partire dal 1353, è stata abolita nel 1778 dal Granduca di Toscana Pietro Leopoldo di Asburgo Lorena: in questi quattro secoli di storia la Dogana è stata oggetto di una intensa attività normativa, culminata con le redazioni statutarie del 1419 e del 1572. Il presente volume propone una riedizione aggiornata e corretta dello Statuto quattrocentesco emanato dal comune senese e l’edizione prima degli Statuti Nuovi di età medicea, entrambi conservati presso l’Archivio di Stato di Siena. L’edizione è preceduta da un saggio introduttivo in cui si analizza il contenuto di ciascuno dei due testi statutari e la stratificazione di norme dei Paschi all’interno del più ampio contesto in cui furono redatti, ovvero le politiche di sfruttamento dei pascoli, espropriazione della proprietà collettiva e gestione della transumanza a fini fiscali perseguite dai regimi susseguitisi in Maremma fra la metà del XIV e la fine del XVI secolo
1385: un anno tra politica e giustizia a Milano
ITALIANO: La ‘fortuna’ ha voluto che il primo registro pubblicato delle sentenze del podestà di Milano risalga
all’anno 1385 in cui Gian Galeazzo Visconti, con la cattura dello zio Bernabò, conquistò il completo potere su Milano e sulla signoria lombarda. Come attestato dal registro, la repressione degli avversari politici non avvenne nella corte del podestà, ma fu forse affidata a procedimenti speciali della corte signorile. Tutto questo induce a ulteriori riflessioni sul rapporto tra podestà, signoria e comune cittadino e sull’organizzazione del governo da parte di Gian Galeazzo che dieci anni più tardi ottenne il conferimento da parte dell’Impero del titolo ducale. / ENGLISH: As ‘luck’ would have it, the first published register of the judgements of the Milan potestas dates back to the year 1385 when Gian Galeazzo Visconti captured his uncle Bernabò and seized the entire power over Milan and the Lombard domain. As attested by the register, the repression of political opponents was not tried by the communal courts of justice, but might have been assessed by informal procedures in the seigneurial court. It all leads to further considerations on the relationship between potestas, dominus and civitas and on the organization of the government under Gian Galeazzo who succeeded in the task of obtaining the Ducal title ten years later
Il principio dell'iceberg. Scritture ad banchum iuris malleficiorum, Milano, secoli XIII-XIV
ITALIANO. Il "Liber sententiarum comunis Mediolani" relativo al semestre luglio-dicembre del 1385, primo registro della serie Sentenze del podestà di Milano conservato presso l’Archivio Storico Civico – Biblioteca Trivulziana di Milano costituisce una parte tanto irrisoria quanto difficilmente precisabile nelle proporzioni di ciò che per il periodo medievale si conserva delle sentenze di condanna e discusse dai giudici ai malefici presso la Loggia degli Osii della città. L’ampia gamma di citazioni documentarie restituite dal Liber del 1385 e, prima ancora, dagli atti duecenteschi del comune di Milano permette però di analizzare indirettamente una molteplicità di documenti giudiziari – precedenti, coevi e/o posteriori rispetto al Liber – tra loro interconnessi: manoscritti diversi per forme materiali, criteri organizzativi, luoghi e responsabili di redazione, conservazione e consultazione tutti insieme nella loro eterogeneità indicativi della pluralità e della circolarità di informazioni che caratterizza la gestione delle scritture esistenti tra i secoli XIII e XIV a Milano, ad banchum
iuris malleficiorum. / ENGLISH: The "Liber sententiarum comunis Mediolani" dated to the six-month period July-December 1385 is the first register of the series Sentenze del podestà di Milano kept at Archivio Storico Civico - Biblioteca Trivulziana of Milan. It rapresents a part as derisory as it is difficult to specify in the proportions of what for the medieval period is yet kept of the criminal sentences discussed by the judges at the Loggia degli Osii of the city. However the wide range of documentary quotations that can be extrapolated from the Liber of 1385and, before that, from the thirteenth century deeds of the Municipality of Milan allow us to indirectly point
off a variety of judicial documents – previous, contemporaneous and/or subsequent to the Liber – once in existence and interconnected each other: manuscripts different in terms of material forms, organizational
criteria, places and persons responsible for drafting, conservation and consultation. This heterogeneity highlights the plurality and the circularity of information that characterizes the management of the documentation drawn up since the thirteenth centuries by the criminal judges of Milan
Venezia e il Peloponneso, 992-1718. Indagini storiche tra territorio, biblioteca e archivio
ITALIANO: La straordinaria ricchezza di documenti d’archivio, cronache, relazioni di viaggio, siti e monumenti
archeologici, ancora per la maggior parte da studiare, fa della relazione tra Venezia e il Peloponneso un aspetto chiave per lo studio della società veneziana nel suo intento programmatico di far la marchadantia pacifichamente. In una cronologia quasi millenaria (992-1718), il Peloponneso, terra di confine marittimo tra Ionio ed Egeo, cerniera culturale e commerciale tra Occidente latino-romanzo e Oriente ellenofono, è un laboratorio di grandissimo interesse per una storiografia che voglia affrontare con consapevolezza interdisciplinare le relazioni tranculturali dei popoli mediterranei. / ENGLISH: The extraordinary wealth of archival documents, chronicles, travel reports, archaeological sites and monuments, still for the most part to be studied, makes the privileged relationship between Venice and the Peloponnese a key element for the study of Venetian society, with reference to choices made by Venetians in the search for an ethical relationship with the Other in the geopolitical pursuit of their constitutional aim, i.e. far la marchadantia pacifichamente (to trade peacefully). In an almost millenary chronology (992-1718), the Peloponnese – a land on the maritime border between the Ionian and the Aegean Seas, a cultural and commercial link between the Latin-Roman West and the Hellenistic East – is a
privileged laboratory for the training of the next generation of interdisciplinary and cross-cultural historians, and for staunch supporters of peace among peoples
Prima degli italiani. Le radici medievali di popoli e nazioni d’Europa
Il Carlo Magno di Hitler presentato da Giacomo Vignodelli
rivela come pratiche di appropriazione politica e culturale di eventi e personaggi medievali celino meccanismi di lettura della storia, in questo caso nazionalista, di cui la storiografia si è liberata solo dopo un lungo percorso di discussione e rinnovamento
Spigolature ecclesiastiche. Il più ricco archivio altomedievale d’Europa
A proposito di fonti, come spiega Paolo Tomei, è tra le loro luci e ombre che si costruisce la ricerca sul campo: né più
né meno che ogni altra epoca storica, anche il Medioevo ha bisogno di un’attenta e scrupolosa analisi di testi,
documenti, pergamene e scavi archeologici per scardinare sia facili (e false) assunzioni che puntellano il dibattito pubblico-politico contemporaneo, sia semplificazioni del tutto riduttive e strumentali che nutrono la costruzione
dell’immaginario medievale di massa composto solo da streghe, cavalieri e tavole rotonde
Gli storici del diavolo
Cercare di avvicinare il pubblico alla storia medievale senza proporla come estranea o mitica è difficile ma non impossibile. Dai teatri ai canali digitali, si può parlare di Medioevo e fornire gli strumenti per comprenderne le manipolazioni. Abbiamo intervistato chi, in Italia e in Usa, è direttamente coinvolto in questa operazione. Il discorso con Amy Kaufman e Paul Sturtevant apre alle possibilità offerte dalla rete di mostrare un Medioevo diverso e non conforme a quello propagandato dall’alt-right, facendoci addentrare negli immaginari statunitensi del Medioevo e nei suoi miti
Camaldolesi e Vallombrosani nella Toscana medievale. Repertorio delle comunità monastiche sorte tra XI e XV secolo
Nel contesto dell’intensa stagione di rinnovamento religioso e sociale avviatasi fra X e XI secolo con la cosiddetta ‘Riforma Gregoriana’, l’Eremo di Camaldoli e il monastero di Santa Maria di Vallombrosa, sorti entrambi nel territorio toscano, diedero origine a due movimenti di riforma ispirati alla spiritualità dei rispettivi fondatori, e divenuti due congregazioni appartenenti alla famiglia benedettina. Nati da istanze simili, gli Ordini camaldolese e vallombrosano furono per molti aspetti affini tra loro, sia in alcuni dei loro caratteri fondamentali, sia nei meccanismi che ne plasmarono le dinamiche di espansione. Proprio partendo da questa considerazione, questo lavoro si propone di delineare un quadro della diffusione raggiunta in Toscana da queste riforme nel periodo medievale in un’ottica di confronto, attraverso la schedatura degli insediamenti noti e l’elaborazione di un repertorio delle comunità interessate da tale fenomeno, allo scopo di riunire un’ampia casistica di situazioni ed attori che influirono sulle modalità e i tempi di radicamento di queste riforme nelle varie zone della regione. Il testo è arricchito da un’appendice cartografica dedicata ad illustrare la cronologia dello sviluppo di queste congregazioni nella Toscana medievale
Desarrollo de formulaciones de materiales refractarios susceptibles de procesamiento mediante contour crafting
Proyecto financiado dentro de la Convocatoria de Programa Asturias de ayudas a Centros Tecnológicos en el Principado de Asturias durante el periodo 2018-2020 de la Consejería de Empleo, Industria y Turismo, nº de expediente IDI/2018/00002
REBIOAL
Consejería de Ciencia, Innovación y Universidad. Gobierno del Principado de Asturias-Se ha desarrollado un biobanco de especies bacterianas, mayoritariamente de bacterias ácido lácticas, con potencial biotecnológico.
-En el desarrollo del proyecto se ha logrado identificar dos especies bacterianas con efecto bioconservante y antagonista frente a Listeria monocytogenes.
-Las bacteriocinas son actualmente la alternativa para la sustitución de los antibióticos ya que tienen menos efectos adversos. Esto podría suponer una futura línea de investigación en la producción primaria de alimentos.
-La producción de cultivos bacterianos bioactivos ha sido puesta a punto a escala preindustrial, tanto en condiciones de biorreactor como en condiciones de cultivo en estático.
-En el caso de las microalgas la forma más viable del uso de estos cultivos es mediante liofilizado una vez llevada a cabo la disrupción celular para que los compuestos activos se liberen al medio.
-No se han obtenido resultados satisfactorios en la utilización de microalgas como colorante o antioxidantes.
- La extracción de bacteriocina/s concentrada y purificada ha sido posible gracias a la técnica de ultrafiltración de péptidos de bajo peso molecular.
-Los ensayos de desafío o de Challenge test son una herramienta viable para la evaluación de la eficacia de bioconservación en matrices alimentarias a escala preindustrial