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Alfonsi regis Triumphus = Il Trionfo di re Alfonso
ITALIANO: L’"Alfonsi Regis Triumphus" descrive il trionfo celebrato a Napoli da Alfonso il Magnanimo il 26 febbraio 1443, dopo la conquista del Regno, portata a termine nel giugno dell’anno precedente. Probabilmente scritta a ridosso dell’evento, ma compiuta e rielaborata nel 1455, assieme al "De dictis et factis Alfonsi Regis" e alla "Oratio in expeditionem contra Turcos" è un’opera in cui si porta a piena maturazione l’Umanesimo “monarchico”, di cui, alla corte regia di Napoli, il Panormita fu il principale artefice.
La presente edizione è basata sul ms. della Biblioteca Apostolica Vaticana, Urb. lat. 1185, vergato da Pietro Ursuleo († 1483), rinomato copista della biblioteca dei re aragonesi di Napoli, per il duca di Urbino Federico da Montefeltro. / ENGLISH: The "Alfonsi Regis Triumphus" describes the triumph celebrated in Naples by Alfonso the Magnanimous on February 26th, 1443, after the conquest of the Kingdom, completed in June of the previous year. Probably written close to the event, but completed in 1455, together with the "De dictis et factis Alfonsi Regis" and the "Oratio in expeditionem contra Turcos" is a masterpiece of the “monarchical” Humanism, which flourished at the royal court of Naples.
This edition is based on the ms. of the Vatican Apostolic Library, Urb. lat. 1185, written by Petrus Ursuleus († 1483), renowned copyist of the library of the Aragonese kings of Naples, for the Duke of Urbino Federico da Montefeltro
Il Regno. Società, culture, poteri (secc. XIII-XV). Atti della Giornata di Studi Università degli Studi di Salerno, 8 maggio 2019
ITALIANO: Il volume raccoglie i nove contributi presentati da giovani studiosi medievisti in occasione della Giornata di Studi "Il Regno. Società, culture, poteri (secc. XIII-XV)", svoltasi l’8 maggio 2019 presso l’aula conferenze DiSPaC dell’Università degli studi di Salerno. / ENGLISH: The book collects the nine papers presented by young scholars of Southern Italian Middle Ages on the occasion of the Giornata di Studi "The Regnum. Society, cultures, powers (XIII-XV centuries)", held on May 8, 2019 at the Aula conferenze DiSPaC of University of Salerno
Tra corte, casa e monastero. La vita di una donna nel Giappone del Medioevo
Un viaggio nel Giappone del Medioevo per comprendere la
condizione femminile in un’epoca di grandi trasformazioni.
Attraverso la produzione letteraria della monaca Abutsu
(1225 ca.-1283 ca.) e la sua personale esperienza di vita
come dama di corte, moglie, madre, vedova e religiosa
si ricostruisce un ritratto realistico della donna giapponese nel Medioevo evidenziando alcuni problemi che hanno caratterizzato la storia femminile non solo in Giappone, ma anche in altri paesi del mondo: ricerca di risorse finanziarie, riconoscimento di diritti giuridici, necessità di essere iscritte non solo nella vita riproduttiva ma anche in quella intellettuale
Medio-edili. Salariati nel Trecento piemontese
Vi sono ancora alcuni terreni della ricerca medievistica non del tutto liberi da gabbie interpretative del passato. La composizione della società tardomedievale (dal XIII al XV secolo) è una di queste. Come dimostra Vittoria Bufanio, la storiografia ha proposto l'immagine di città medievali composte da piccoli artigiani, grandi mercanti e banchieri internazionali, trascurando la presenza e l’organizzazione del lavoro salariato, il cui peso numerico, ruolo e struttura meriterebbero ulteriori indagini
La Basilica di San Miniato al Monte di Firenze (1018-2018). Storia e documentazione
Fra il secolo XI e il Novecento il monastero di San Miniato al Monte di Firenze ha svolto un ruolo di primo piano nella vita religiosa e culturale della città. Nel volume si analizza per la prima volta, approfondendo temi, episodi e personaggi particolarmente significativi, l’evoluzione storica e documentaria di questo istituto, celebre quasi solo dal punto di vista della sua facies architettonica e del suo patrimonio storico-artistico. Il testo prende le mosse dal periodo del patronato vescovile, quando il cenobio e alcuni suoi esponenti emersero nel contesto della riforma ecclesiastica successiva al Mille, e prosegue con lo studio del primo periodo in cui il complesso ospitò i monaci olivetani (XIV-XVI secc.), per giungere alle importanti trasformazioni strutturali e funzionali, ma anche e soprattutto semantiche, che il monumento e l’intera area su cui esso sorge conobbero in piena età moderna e contemporanea
Cumani. Migrazioni, strutture di potere e società nell’Eurasia dei nomadi (secoli X-XIII)
Questo libro si propone come una sintesi sulle grandi migrazioni dei secoli VI-XIII, concentrandosi sullo spazio mediano fra i due grandi settori del continente eurasiatico: l’Europa Occidentale e l’Asia Orientale, rivalutando alla luce delle fonti la complessità delle relazioni fra i nomadi delle steppe e le società sedentarizzate che con essi entrarono in contatto. La scelta di concentrarsi sui Qïpčaq-Cumani è dovuta alla loro storia, unica perché non costituirono mai un centro di potere collettivo organizzato e centralizzato (stateless nomads); e paradigmatica, poiché racchiude tutti gli elementi costitutivi del nomadismo delle steppe: eterogeneità sociale, mobilità, preparazione militare, attrazione per il commercio e disponibilità alla trattativa.
Le migrazioni dei nomadi delle steppe e il loro arrivo a ridosso delle grandi comunità organizzate del mondo islamico e cristiano, dall’Asia all’Europa, hanno contribuito a innescare un processo di integrazione fra l’Asia e il bacino del Mediterraneo, un processo che l’invasione e la conquista mongole completarono dando vita a un nuovo spazio globale condiviso
La signoria rurale nell'Italia del tardo medioevo. 2: Archivi e poteri feudali nel Mezzogiorno (secoli XIV-XVI). Introduzione
ITALIANO: Introduzione al volume, con indicazione degli obiettivi del gruppo di ricerca, sintesi dei saggi e loro breve inquadramento storiografico. Studiare gli archivi dei signori feudali nel Mezzogiorno d’Italia significa studiare la natura del potere signorile e le strategie della memoria aristocratica. / ENGLISH: The paper introduces the volume, focuses the purposes of the research, summarizes the essays and their historiographical framework. If you study the archives of Southern Italy’s feudal lords, you are studying the nature of seigniorial power and the strategies of the aristocratic memory
I Conti erariali dei feudi nella I serie delle Dipendenze della Sommaria dell’Archivio di Stato di Napoli (XV secolo): per un nuovo inventario ragionato
ITALIANO: In queste pagine si presentano i risultati ottenuti dall’indagine sistematica sulla sottoserie Conti
erariali dei feudi del fondo Dipendenze della Sommaria conservato nell’Archivio di Stato di Napoli. Se ne propone un inventario analitico ragionato limitatamente alla documentazione riferibile al periodo compreso tra il 1421 e il 1500, per un totale di 58 buste e 212 fascicoli. Si tratta di documentazione fiscale confluita nell’Archivio della Camera della Sommaria in seguito alle consegne da
parte degli amministratori provinciali tenuti a sottoporre alla verifica contabile dei razionali del re il proprio lavoro, ma anche in conseguenza di traumi e confische su feudi da parte del sovrano. / ENGLISH: In this paper we present the results obtained from the systematic investigation of the sub-series ‘Conti erariali dei feudi’ of the fund ‘Dipendenze della Sommaria’ preserved in the State Archives of Naples. A reasoned analytical inventory is proposed, limited to the documentation relating to the period between 1421 and 1500, for a count of 58 envelopes and 212 dossiers. This is fiscal documentation that has flowed into the Archive of the Camera della Sommaria following the deliveries by the provincial administrators required to submit their work to the audit of the
rational of the king, but also as a result of traumas and confiscations on fiefs by the sovereign
Mappe stellari e geometria sacra nel disegno delle città medioevali di Sicilia. Un’ipotesi archeoastronomica su Erice
ITALIANO: Già nei suoi studi sulle città del Medioevo Enrico Guidoni suggeriva la possibilità di un disegno urbano governato non solo da precisi allineamenti astronomici, ma da una concezione figurativa, di tipo zoomorfico o antropomorfico, il cui intento fosse di riprodurre in terra le configurazioni e le costellazioni zodiacali. Gli inviluppi e le sinuosità delle trame che contraddistinguono le città medioevali sarebbero dettate da un programma iconografico in cui determinate emergenze (chiese, torri, cupole) e le principali strade di connessione si disporrebbero in maniera speculare – o prospettica – delle mappe celesti rispetto a determinati punti d’osservazione al meridiano o all’orizzonte del luogo. Per la Sicilia è stata già avanzata un’ipotesi simile su Randazzo, in cui
disposizione delle emergenze e impianto planimetrico riprodurrebbero in pianta la costellazione della Vergine. Portando avanti tale suggerimento, e concentrando l’attenzione sulle città fondate o rifondate dagli Altavilla, il contributo esplora la possibile progettazione in chiave archeoastronomica – e dei significati simbolici e mitici a ciò connessi- della cittadina normanna di Erice. / ENGLISH: Already in his studies on the Middle Ages cities E. Guidoni suggested the possibility of an urban design governed not only by precise astronomical alignments, but by a figurative conception, of a zoomorphic or anthropomorphic type, whose aim was to reproduce on the ground the zodiacal
constellations. The envelopes and sinuosities of the plots that distinguish the medieval cities would be dictated by an iconographic program in which certain emergencies (churches, towers, domes) and the main connection roads would be arranged in a mirror – or perspective – view of the celestial maps with respect to certain observation points at the meridian or on the horizon of the place. Some examples
would be emblematic of this operating method. As far as Sicily is concerned, a similar hypothesis has already been put forward on Randazzo, in which emergencies and planimetric layout would reproduce the Virgo constellation in plan. Carrying out this suggestion, and focusing attention on the cities founded or re-founded by the Altavilla, the contribution explores the possible archaeoastronomic design – and the symbolic and mythical meanings connected to it – of the Norman town of Erice