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Notariato e pratiche di scrittura in Italia meridionale e insulare (secoli XI-XV)
ITALIANO: Come si forma e si consolida la figura del notaio, e con essa la documentazione notarile, in contesti segnati da assetti politici complessi e da culture diverse, tra Mezzogiorno continentale e isole, dall’età normanna alla fine del medioevo? Il volume affronta questo interrogativo, mettendo al centro il notariato non solo entro l’orizzonte della publica fides, bensì come vero e proprio laboratorio di pratiche documentarie: formulari che si stabilizzano o si reinventano, procedure di validazione, registrazione, conservazione, copie e riusi nel tempo. Attraverso casi di studio e confronti, a differenti livelli di osservazione, i contributi mostrano la ricchezza delle soluzioni locali, seguono continuità e trasformazioni delle forme dell’atto, ricostruiscono i rapporti fra istituzioni e professionisti della scrittura e mettono in luce il dialogo non sempre neutro fra tradizioni grafiche e funzioni giuridiche. Ne risulta un quadro sfaccettato e storicamente concreto: il documento notarile come prova, come memoria, come strumento di governo e d’identità cittadina, capace di collegare livelli diversi di norme e pratiche, dal centro alla periferia, tra sfera pubblica e sfera privata. / ENGLISH: How did the figure of the notary and notarial acts emerge and become established in areas marked by complex political structures and diverse cultures, between mainland southern Italy and the islands, from the Norman period to the end of the Middle Ages? This volume addresses this question by focusing on the notary profession not only within the context of publica fides, but above all as a veritable laboratory of documentary practices: forms that are stabilised or reinvented, procedures for validation, registration, preservation, copies and reuse over time. Through case studies and comparisons at different levels of observation, the contributions show the richness of local solutions, follow the continuity and transformations of the forms of the deed, reconstruct the relationships between institutions and writing professionals, and highlight the not always neutral dialogue between graphic traditions and legal functions. The result is a multifaceted and historically concrete picture: the notarial document as evidence, as memory and as an instrument of government and city identity, capable of connecting different levels of norms and practices, from the centre to the periphery, between the public and private spheres
Liutpiriga Ducissa. The eighth-century Tassilo Chalice and Liutpirc’s Bavarian reign reconsidered
ENGLISH: The eighth-century Tassilo Chalice is a well-known art object. Around its base is an inscription, TASSILO DUX FORTIS + LIUTPIRC VIRGA REGALIS identifying the chalice’s donors. Tassilo’s consort, Liutpirc, is well documented due to her status as a daughter of the last Langobard king, Desiderius, and the wife of the last Agilolfing duke of Bavaria, Tassilo, both of whom were eliminated by Charlemagne. Deeds in the Freising cartulary from Bavaria and Frankish documents indicate that Liutpirc bore the title “ducissa” and exercised considerable political influence which was manifested in support for her exiled brother, Adelgis. Liutpirc’s status thus paralleled that of her sister, Adelperga, who was married to Arichis II, duke of Benevento. The date of Liutpirc’s marriage to Tassilo are reevaluated, and it is suggested that their young son,
Theodo, was elevated to ducal status in 777. / ITALIANO: Il calice di Tassilone, risalente all'VIII secolo, è un oggetto d'arte ben noto. Alla base reca un'iscrizione che ne identifica i donatori: TASSILO DUX FORTIS + LIUTPIRC VIRGA REGALIS. La consorte di Tassilone, Liutpirc, è ben documentata grazie al suo status di figlia dell’ultimo re longobardo, Desiderio, e moglie dell’ultimo duca agilolfingo di Baviera, Tassilone, entrambi eliminati da Carlo Magno. Documenti conservati nel cartulario di Frisinga e fonti franche attestano che Liutpirc portava il titolo di “ducissa” ed esercitò una notevole influenza politica, manifestata soprattutto nel sostegno al fratello esiliato, Adelchi. Lo status di Liutpirc rispecchiava dunque quello della sorella Adelperga, moglie del duca di Benevento, Arechi II. L’articolo propone una riconsiderazione della data del matrimonio tra Liutpirc e Tassilone e avanza l’ipotesi che il loro giovane figlio, Teodo, sia stato elevato al rango ducale nel 777
L’artefice nel pensiero francescano
La figura dell’artefice nel pensiero francescano è indice di una riflessione attorno al fare poietico spesso sviluppata attraverso l’analogia tra il creare divino e il produrre umano.
La monografia, dopo una prima parte dedicata alla genesi della idea di artefice in fonti scritturistiche, filosofiche e retoriche, approfondisce la costituzione filosofica dell’idea di artefice nel pensiero di quattro frati Minori: Bonaventura da Bagnoregio, Pietro di Giovanni Olivi, Giovanni Duns Scoto e Guglielmo di Ockham. Nell’articolazione del processo poietico in progetto, opera e fruizione, si tratteggiano così le linee di tendenza e gli aspetti invarianti che, pur nella variazione significativa tra i diversi autori, portano a domandarsi, in conclusione, sulla possibilità di una “estetica francescana”
Conversano e il territorio a Sud-Est della Terra di Bari tra Medioevo ed Età moderna (secoli XI-XV)
ITALIANO: La città di Conversano fu nel Medioevo uno dei centri più importanti del territorio a Sud-Est della Terra di Bari, tra i distretti più noti e di maggior interesse per le questioni politiche, economiche e storico artistiche pugliesi e, in generale, del Meridione d’Italia. I saggi presenti in questo volume pongono l’attenzione proprio sulla storia di Conversano, sulle peculiarità paesaggistiche del suo territorio, sulle caratteristiche del patrimonio archeologico, sulle evidenze artistiche e architettoniche della città e del suo entroterra, con l’intento di rafforzarne la conoscenza e promuovere e valorizzare il patrimonio artistico cittadino, i contesti archeologici, gli aspetti politici e istituzionali, la storia economica, la documentazione e le fonti narrative. In questo modo si riflette a più voci sulla costruzione dell’identità culturale tout court di Conversano e del suo hinterland, offrendo una rassegna ragionata sulle principali questioni sinora dibattute dalla critica. / ENGLISH: The town of Conversano was in the Middle Ages one of the most important centers of the territory to the South-East of the Earth of Bari, among the districts more known and of greater interest for the political, economic and historical artistic issues of Apulia and, in general, of the South of Italy. The essays in this volume focus on the history of Conversano, the landscape peculiarities of its territory, the characteristics of the archaeological heritage, the artistic and architectural evidence of the city and its hinterland, With the intention of strengthening knowledge and promoting and enhancing the city’s artistic heritage, archaeological contexts, political and institutional aspects, economic history, documentation and narrative sources. In this way, it reflects on the construction of the cultural identity tout court of Conversano and its hinterland, offering a reasoned review on the main issues so far debated by critics
Rimini città ducale della Pentapoli. Processi di trasformazione del paesaggio rurale in Romània dal Tardoantico al basso Medioevo, nuovi dati sull’incastellamento e sul Breviarium Ecclesiae Ravennatis. Dinamiche dell’incastellamento in Adriatico: secoli X-XIII
Nuovi studi condotti sul Breviarium Ecclesiae Ravennatis (e sulla documentazione posteriore) attuati attraverso un metodo sperimentale che ha previsto l’osmosi tra topografia, archeologia, geomorfologia, toponomastica e informatica, permettono di proporre un inedito modello evolutivo per le campagne della Pentapoli romana-orientale. Lo sviluppo di una vasta banca dati toponomastica e informatizzata, che copre il territorio pentapolitano, affiancata da informazioni di ordine archeologico, ha rischiarato i processi di trasformazione dell’habitat e del popolamento, tra Tardoantico e alto Medioevo, nella Romagna meridionale (e nelle Marche settentrionali). Il territorio della città di Rimini è osservato nella lunga diacronia sotto ogni aspetto: riassegnazioni fondiarie tardoantiche, cristianizzazione, sviluppo del sistema per casali, emersione di masse fondiarie, fondazione di edifici plebani, trasformazione di villaggi in castelli, diffusione di tombe e ville bassomedievali. Dall’opera scaturisce un rinnovato quadro interpretativo, frutto dell’attività di ricerca ormai trentennale svolta dall’Insegnamento di Archeologia Medievale dell’Università degli Studi di Urbino tra la Romagna e le Marche
Tra lucro, affetto, devozione .Note sui testamenti di notai di Milano e contado(fine secolo XIV - secolo XV)
ITALIANO: Il saggio riguarda le disposizioni testamentarie in materia di imbreviature dettate da alcuni notai di Milano e del contado milanese nel XV secolo. Da un lato la trasmissione delle carte risulta pienamente aderente alla normativa locale (in particolare per quanto riguarda la puntuale designazione di eredi idonei all’esercizio della facultas expletandi), dall’altro i casi di studio presi
in considerazione lasciano intravedere l’influenza di assetti famigliari, strategie patrimoniali e, talora, di personali orientamenti devozionali. / ENGLISH: The paper deals with testamentary provisions about imbreviature drafted by some notaries in Milan and Milanese countryside in the 15th century. On the one hand, the transmission of
notarial acts appears to be fully in accordance with local legislation (particularly regarding the precise designation of heirs suited to exercise the facultas expletandi); on the other hand, the case studies give us a glimpse of the influence of family arrangements, patrimonial strategies as
well as, sometimes, personal devotion
Ultime volontà tra autografia e mediazione: testamenti di notai e giurisperiti a Bergamo nel secolo XIV
ITALIANO: L’articolo approfondisce il tema della redazione di testamenti, come terreno peculiare della mediazione notarile tra esigenze dei clienti e quadri giuridici, a partire dalle vicende di alcuni notai e giudici bergamaschi del Trecento, che cooperarono attivamente con notai terzi alla stesura delle proprie ultime volontà. Tale collaborazione si espresse sia attraverso la redazione in prima persona di testamenti o bozze di testamenti, seguita dallo svolgimento o dalla conferma per mezzo di un instrumentum, sia attraverso la compilazione di istruzioni e memoriali che chiarivano i contenuti dei testamenti e indicavano le modalità della loro esecuzione. Le situazioni
descritte dimostrano la capacità di mettere a punto reti di intertestualità tra i testamenti e l’insieme, sempre più vasto e articolato, dei libri contabili e di ricordi la cui tenuta si sta generalizzando, presso le famiglie bergamasche cospicue, proprio grazie alle sperimentazioni dei notai. / ENGLISH: The article delves into the drafting of wills, as a distinctive domain of notarial mediation between clients’ needs and legal frameworks, focusing on the experiences of certain notaries and judges from 14th-century Bergamo, who actively collaborated with third-party notaries in the
composition of their own last wills. This collaboration was expressed both through the direct drafting of wills or will drafts, followed by their formalization and validation via an instrumentum, and through the preparation of instructions and memoranda that clarified the content of the wills and specified the methods of their execution. The described cases illustrate the ability to establish intertextual networks between wills and the increasingly extensive and structured group of account books and memorialia, whose production was becoming widespread among prominent Bergamasque families, precisely due to the original practices introduced by notaries
Leggere il geopatrimonio culturale incluso in edifici pubblici - Un approccio metodologico sussiddiario alla ricerca storica = Ler o geopatrimônio cultural incluído nos edifícios públicos - Uma abordagem metodológica subsidiária à pesquisa histórica
ITALIANO: Testimonianze di vita di lontane Ere geologiche, i fossili hanno sempre costituito per l’uomo una sorta di attrazione magico-simbolica che si estende dalla preistoria ai nostri giorni. Per nulla indagato è il carattere simbolico della loro presenza in edifici pubblici, come nel caso del pettine marino presente nell’anfiteatro romano di Arles: probabile testimonianza della persecuzione cristiana durante la prima evangelizzazione della Provenza. L’aspetto magico evocativo dei fossili si riscontra maggiormente nel caso delle ammoniti, che hanno rivestito in diverse culture un carattere apotropaico o talismanico-esorcistico di un certo interesse. È importante ricordare che in epoca cristiana le ammoniti sono spesso associate a serpenti e rappresentano una testimonianza della realtà del diluvio universale. Le troviamo incluse in pavimentazioni e conci disposti in punti strategici di edifici di culto a suggerire un significato simbolico la cui sintassi va rintracciata nella contestualizzazione di luogo, epoca e significato antropologico-culturale che in tale contesto assumono. Ne sono esempi alcuni edifici religiosi del territorio della Franciacorta, in Italia, ristrutturati tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo, ma anche l’opera artistica di un lapicida lombardo come il Pilacorte, che opera a Udine verso la fine del Cinquecento e focalizza la sua attenzione sui fossili di caprine, identificati coi draghi teriomorfi presenti nelle decorazioni delle cattedrali del medioevo. Questi esempi ci consentono di affermare che i fossili collocati in edifici pubblici ci parlano in un linguaggio simbolico che può essere letto metodologicamente come strumento sussidiario per la ricerca storica.
Parole chiave: Architettura, Ammoniti, Fossili, Geopatrimonio, Patrimonio edile medievale. / PORTOGHESE: Testemunhos de vida de épocas geológicas distantes, os fósseis sempre constituíram para o homem uma espécie de atração mágico-simbólica, que se estende desde a préhistória até os dias atuais. Pouco investigado é o caráter simbólico de sua presença em edifícios públicos, como no caso do pente marinho presente no anfiteatro romano de Arles: provável testemunho da perseguição cristã durante a primeira evangelização da Provença. O aspecto mágico evocativo dos fósseis é mais evidente no caso das ammonites, que assumiram em diversas culturas um caráter apotropaico ou talismânico-exorcístico de certo interesse. É importante lembrar que, na época cristã, as ammonites são frequentemente associadas a serpentes e representam um testemunho da realidade do dilúvio universal. Encontramo-las incluídas em pavimentações e pedras dispostas em pontos estratégicos de edifícios de culto, sugerindo um significado simbólico cuja sintaxe deve ser rastreada na contextualização do lugar, época e significado antropológico-cultural que assumem nesse contexto. Exemplos disso são alguns edifícios religiosos na região da Franciacorta, na Itália, restaurados entre o final do século XVI e meados do século XVII, mas também a obra artística de um lapidador lombardo como o Pilacorte, que trabalhou em Udine no final do século XVI e focou sua atenção nos fósseis de caprinos, identificados com dragões teriomorfos presentes nas decorações das catedrais medievais. Esses exemplos nos permitem afirmar que os fósseis colocados em edifícios públicos falam conosco em uma linguagem simbólica, que pode ser lida metodologicamente como uma ferramenta subsidiária para a pesquisa histórica
Profili dell’aristotelismo medievale. In onore di Valeria Sorge
ITALIANO: Il volume raccoglie saggi in onore di Valeria Sorge. I contributi si stagliano sull’orizzonte comune dell’aristotelismo latino, di cui tracciano i numerosi profili segnati dal peculiare e fecondo intreccio di tematiche epistemologiche, etiche e metafisiche. Nell’arco temporale intercorso tra il Medioevo e la prima Modernità, la tradizione aristotelica si presenta, infatti, come punto di osservazione privilegiato per comprendere le trasformazioni che hanno segnato la storia del pensiero filosofico. I contributi mirano inoltre a esaminare criticamente alcune questioni ermeneutiche emerse dagli studi più recenti, evidenziando l’importanza, per lo storico della filosofia, di avvalersi del dialogo tra istanze metodologiche ed esigenze descrittive. / ENGLISH: The volume brings together essays in honor of Valeria Sorge. The contributions share a common focus on Latin Aristotelianism, whose many dimensions are explored through the distinctive and fruitful interweaving of epistemological, ethical, and metaphysical themes. Spanning the period from the Middle Ages to the early modern era, the Aristotelian tradition emerges as a privileged vantage point for understanding the transformations that have shaped the history of philosophical thought. The essays also aim to critically examine certain hermeneutical issues raised by recent scholarship, highlighting the importance, for the historian of philosophy, of engaging in a dialogue between methodological frameworks and descriptive needs
Glose in Apocalipsin
A partire dal XII secolo nel Nord della Francia, presso la scuola cattedrale di Anselmo di Laon, inizia un progetto di commento integrale a tutti i libri biblici: la Glossa cosiddetta ordinaria. Questa impresa, destinata a un enorme successo, diventa in breve tempo la base dell’insegnamento della divinitas nelle Università. Oltre ad acquisire un ruolo centrale nell’attività teologica, la Glossa ha influito anche sulla comprensione della Bibbia in tutti i luoghi della cristianità, sintetizzando e preservando la grande tradizione esegetica passata (i Padri e gli ese-
geti carolingi in primis, senza trascurare anche apporti più recenti, talvolta anonimi). In questo volume si ricostruisce per la prima volta la tradizione di un commento all’Apocalisse indebitamente attribuito ad Anselmo di Laon e si pubblica l’edizione critica delle sue due redazioni (la princeps per la versione più antica, trasmessa in forma di glosse), che costituiscono una fase embrionale della
Glossa ordinaria all’Apocalisse, se non i suoi materiali preparatori, legati all’insegnamento. L’articolata storia della Glossa, ancora lontana dall’essere chiarita in
tutti i suoi aspetti, può così arricchirsi di un tassello nuovo e non trascurabile, che può far luce sui percorsi che hanno portato alla sua realizzazione