University of Naples Federico II

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    Oltre l’origine. “Etnogenesi” e processi etnici slavi tra archeologia, genetica e memoria culturale

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    ITALIANO: L’articolo affronta criticamente il concetto di “etnogenesi” slava, ripercorrendo le modalità con cui si è costruita nel tempo l’identità slava nei campi dell’archeologia, della linguistica, della genetica e della memoria culturale. Attraverso l’analisi incrociata di indagini storiografiche, archeologiche e di recenti contributi genetici, mostra come il paradigma etnicista tradizionale, erede della scuola di Gustaf Kossinna, sopravviva in forme rinnovate anche nel XXI secolo. L’articolo propone una lettura alternativa basata sui concetti di memoria culturale, costruzione situazionale delle identità e performatività narrativa. / ENGLISH: This article critically examines the concept of Slavic “ethnogenesis” by exploring how Slavic identity has been constructed over time within the fields of archaeology, linguistics, genetics, and cultural memory. Through a cross-analysis of historiographical studies, archaeological evidence, and recent genetic contributions, it demonstrates how the traditional ethnicist paradigm, originating from Gustaf Kossinna’s school, continues to persist in updated forms even in the 21st century. The article proposes an alternative interpretation grounded in the concepts of cultural memory, situational construction of identities, and narrative performativity

    Gli oggetti come merci nel tardo medioevo: fonti scritte e fonti materiali

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    Questo volume nasce come prodotto del PRIN 2017 LOC-GLOB. "The local connectivity in an age of global intensification: infrastructural networks, production and trading areas in late-medieval Italy (1280-1500)". Il suo obiettivo è quello di esplorare il valore materiale e simbolico degli oggetti nel tardo Medioevo attraverso un dialogo sistematico tra storia e archeologia. Analizzando inventari, liste di beni sequestrati e oggetti materiali come reperti archeologici, il volume mostra come le merci non fossero solo strumenti economici, ma anche specchi delle dinamiche sociali e culturali dell’epoca. Con un approccio interdisciplinare, il libro intreccia fonti documentarie e dati archeologici per ricostruire il significato degli oggetti nella vita quotidiana e nei commerci medievali. Un’indagine che svela il rapporto tra beni, potere e identità sociale nel passato

    Il Latino e la sua eredità

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    ITALIANO: Qual è l’eredità del Latino nel mondo contemporaneo? In che modo questa lingua, spesso considerata “morta”, continua a vivere nella cultura, nella scienza, nel diritto e nella letteratura? Attraverso un percorso che spazia dall’antichità ai giorni nostri, questo volume esplora il ruolo del Latino come veicolo di conoscenza, strumento di comunicazione e simbolo di un’identità culturale che attraversa i secoli. Dalla cancel culture alla terminologia giuridica, dalle epigrafi ebraiche di Venosa alla lingua della medicina, dalla retorica medievale alla propaganda carolingia, gli studiosi qui riuniti dimostrano che il Latino è molto più di un ricordo scolastico: è una chiave per comprendere il passato e leggere il presente. Un viaggio tra parole, testi e idee che ci ricorda come il Latino sia, ancora oggi, una lingua capace di parlare al futuro. / ENGLISH: What is the legacy of Latin in the contemporary world? How does this language—often deemed “dead”—continue to live on in culture, science, law, and literature? Spanning a trajectory from antiquity to the present day, this volume investigates Latin’s enduring role as a vehicle of knowledge, a tool of communication, and a symbol of cultural identity across the centuries. From cancel culture to legal terminology, from the Jewish inscriptions of Venosa to the language of medicine, from medieval rhetoric to Carolingian propaganda, the scholars gathered here demonstrate that Latin is far more than a schoolroom memory: it is a key to understanding the past and interpreting the present. A journey through words, texts, and ideas that reminds us how Latin remains, even today, a language capable of speaking to the future

    Tabarca e i domini genovesi d’Oltremare: equilibri politici e dinamiche economiche tra Medioevo ed Età Moderna

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    Documenti di ultima volontà di notai nell’Italia dei secoli XII-XV. Un’introduzione

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    ITALIANO: Le curatrici presentano i contributi dedicati ai documenti di ultime volontà di notai nell’Italia dei secoli XII-XV, collocandoli nel dibattito storiografico sui documenti di ultime volontà e soffermandosi sull’apporto conoscitivo dei diversi saggi. / ENGLISH: The editors present the contributions devoted to Italian notarial last wills from the 12th to the 15th centuries, framing them within the historiographical debate on wills and focusing on the growth of knowledge that has been generated by the articles

    L’editoria accademica, i dati della ricerca e l’intelligenza artificiale

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    ENGLISH: The article examines the transformative impact of artificial intelligence (AI) and research data management on academic publishing, emphasizing global trends and the conservative stance of Italian publishers. It highlights initiatives such as Open Science, FAIR principles (Findable, Accessible, Interoperable, Reusable), and Text and Data Mining (TDM), discussing their challenges and potential for innovation. The role of Large Language Models (LLMs) and Retrieval-Augmented Generation (RAG) in automating academic workflows, addressing ethical concerns, and promoting inclusivity is explored. The article concludes by advocating for equitable access to AI tools and data, aligning technology with the principles of cultural heritage preservation and knowledge democratization

    Mario Del Treppo, storico dell’Europa mediterranea

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    ITALIANO: Il saggio ripercorre la figura e l’opera di Mario Del Treppo, sottolineandone il contributo determinante alla storiografia economica e politica del Mediterraneo medievale. Nato a Pola nel 1929 e protagonista della medievistica europea per oltre mezzo secolo, Del Treppo seppe unire rigore filologico, analisi documentaria e apertura verso le correnti internazionali, rinnovando profondamente l’interpretazione del Mezzogiorno aragonese, delle reti commerciali mediterranee e delle istituzioni economiche tardo-medievali. Il contributo ne ricostruisce il metodo, l’impegno didattico e l’attenzione per il nesso tra storia, memoria e strutture sociali, mettendo in luce la sua precoce sensibilità per le forme di razionalizzazione amministrativa e le interazioni tra economia e politica. Ne emerge il ritratto di uno storico capace di coniugare tradizione e innovazione, attento alle discontinuità e alla complessità dei processi storici. / ENGLISH: This essay retraces the life and work of Mario Del Treppo, highlighting his pivotal role in shaping the historiography of the medieval Mediterranean. Born in Pola in 1929, Del Treppo combined philological rigor, documentary analysis, and a keen openness to international trends, profoundly renewing the study of the Aragonese South, Mediterranean trade networks, and late medieval economic institutions. The article reconstructs his methodology, teaching legacy, and his focus on the relationship between history, memory, and social structures. It also emphasizes his early awareness of institutional rationalization and the interplay between economy and politics. What emerges is the portrait of a historian able to bridge tradition and innovation, attentive to discontinuities and the complex nature of historical processes

    Storia e memoria nell’opera di Mario Del Treppo

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    ITALIANO: Il saggio analizza criticamente il pensiero storiografico di Mario Del Treppo, con particolare attenzione al concetto di "libertà della memoria" e al ruolo della memoria nella costruzione del sapere storico. Partendo dalla sua riflessione del 1976, ripresa e ampliata nella prefazione del 2005, l’articolo ricostruisce l’evoluzione del pensiero dell’autore, mettendone in luce la complessa relazione con la “scuola” delle Annales, la critica al marxismo storiografico e allo storicismo crociano, e la tensione tra memoria collettiva e ricerca storica. Del Treppo propone una visione della storiografia come disciplina autonoma e critica, capace di coniugare rigore metodologico, attenzione alle strutture di lunga durata e sensibilità per le discontinuità storiche. Il contributo si inserisce nel dibattito contemporaneo sulla memoria culturale, dialogando con le teorie di Koselleck, Ricœur e Jan Assmann, e riaffermando il valore della storia come spazio di libertà intellettuale, contro ogni forma di manipolazione ideologica o conformismo accademico. / ENGLISH: This essay offers a critical analysis of the historiographical thought of Mario Del Treppo, with particular focus on the concept of the “freedom of memory” and the role of memory in the construction of historical knowledge. Starting from his 1976 reflection—later revised and expanded in the 2005 preface—the article traces the evolution of Del Treppo’s ideas, highlighting his complex engagement with the Annales school, his critique of Marxist historiography and Crocean historicism, and the tension between collective memory and historical research. Del Treppo envisions historiography as an autonomous and critical discipline, capable of combining methodological rigor, attention to long-term structures, and sensitivity to historical discontinuities. The essay contributes to contemporary debates on cultural memory, engaging with the theories of Reinhart Koselleck, Paul Ricœur, and Jan Assmann, and reasserts the value of history as a space of intellectual freedom, resistant to ideological manipulation and academic conformism

    Il vescovo e le torri. La distruzione degli edifici e la pratica politica alla fine del secolo XI

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    ITALIANO: Nella ‘competizione per la distruzione’ le cittadinanze italiche si ricavarono un ruolo all’epoca della riforma e della lotta per le investiture (1080-1122). Il caso pisano (lodo delle torri, lodo di Val di Serchio) indica che la tradizione del giuramento collettivo per la pace potrebbe avere contribuito all’attribuzione dell’autorità a un gruppo di potere cittadino. Parallelamente, però, anche il vescovo poteva appoggiarsi alla stessa tradizione per esercitare un ruolo nella legittimazione di quel gruppo. La Pisa degli anni a cavallo del 1090 sembra quindi un luogo nel quale si tentò una mediazione in questa competizione. / ENGLISH: In what we might call a competition for the ‘right to destroy’, Italian citizenries managed to carve a significant role for themselves, during the key decades of the investiture contest and the broader reform movement (1080-1122). The Pisan context (as illustrated by Bishop Daibert’s lodo and the lodo of Val di Serchio) can be used to investigate the links between collective peace agreements and the ability of certain urban groups to secure power. Simultaneously, Italian bishops were drawing on the same traditions to position themselves as the legitimising force for these group. The case of Pisa in the 1090s provides an example of mediation within this form of political competition

    La fiscalità come risorsa e impulso alla mobilità: l’esempio della famiglia Pietraviva, mercanti piemontesi tra Chieri e Lione (inizi del XIV secolo - metà del XVI)

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    ITALIANO: Il saggio mira a ricostruire il percorso della famiglia Pietraviva dal 1300 al 1550. Originari di Chieri, i membri di questa famiglia di mercanti conobbero un’ascesa sociale significativa, già prima che alcuni di loro si trasferissero a Lione nella seconda metà del Quattrocento. Attraverso l’analisi di documenti fiscali, patrimoniali e notarili, provenienti dai due versanti delle Alpi, si evince che il coinvolgimento nell’amministrazione di risorse fiscali ebbe un ruolo cruciale nello sviluppo della loro posizione sociale a Chieri, nell’accumulazione di capitali economici a Savona, e nelle strategie di radicamento Oltralpe. Nel caso dei Pietraviva, poi Pierrevive in Francia, gli investimenti nel settore della fiscalità, soprattutto indiretta, furono strettamente legati alla mobilità sociale e geografica. / ENGLISH: This contribution aims at reconstructing the story of the Pietraviva family from 1300 to 1550. Starting from Chieri, the members of this merchant family enjoyed a significant upward social mobility, well before some of them moved to Lyon in the second half of the 15th century. Through the analysis of fiscal, patrimonial and notarial documents from both sides of the Alps it becomes clear that their involvement in the management of fiscal resources had a crucial role in the construction of their social stance in Chieri, in the accumulation of economic capital in Savona and in their stabilisation strategies north of the Alps. In the case of the Pietraviva, later Pierrevive in France, investment in fiscal systems, especially indirect taxation, was tied to social and geographic mobility

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