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"Babariol babariol babarian". Studi in ricordo di Costanzo Di Girolamo
ITALIANO: Il volume, nato dall’iniziativa dei suoi allievi, è dedicato al magistero di Costanzo Di Girolamo (1948-2022). Si tratta di una raccolta di saggi di amici, colleghi e giovani studiosi che testimonia il debito contratto dalla comunità scientifica nei confronti del metodo e dei temi delle ricerche di Di Girolamo. È diviso in quattro sezioni, che spaziano dalla lirica occitana, alle sue irradiazioni in Catalogna e nel Regno di Sicilia di Federico II, alla metrica fino alla teoria letteraria. La struttura del volume ricalca la poliedricità degli interessi e degli ambiti di studio che hanno caratterizzato l’attività di Di Girolamo, che si è dipanata lungo un arco di oltre cinquant’anni. / ENGLISH: This volume, conceived by his alumni, is dedicated to the legacy of Costanzo Di Girolamo (1948-2022). It is a collection of essays by friends, colleagues and young scholars that testifies to the debt incurred by the scientific community to the method and themes of Di Girolamo's research. It is divided into four sections, ranging from lyric Occitan poetry, its irradiations in Catalonia and the Kingdom of Sicily, to metrics and literary theory. The structure of the volume traces the multifaceted nature of the interests and fields of study that characterised Di Girolamo's scientific activity, which spanned more than fifty years
Anatomia di un inquisitore. Frate Pietro da Verona – san Pietro martire
Il volume indaga il cold case medievale dell’uccisione dell’inquisitore Pietro da Verona (1252) velocemente divenuto san Pietro martire (1253) e primo inquisitore-santo della Chiesa cattolico-romana. Oltre i miti storiografici, i contributi mostrano gli sviluppi – talvolta paradossali – di una morte funzionale al consolidamento dell’officium fidei medievale. La multidisciplinarietà dell’approccio mostra la ricchezza delle analisi possibili per affrontare il passato attraverso ciò che è sopravvissuto: lettere papali, frammenti di processi inquisitoriali, immagini dipinte e scolpite, libri contabili, documentazione notarile, testi liturgici, sermoni, oggetti – armi del delitto e monete – e resti ossei, ovvero il cranio, collegati a colui che subito è considerato un “martire della fede” il cui culto però fatica a consolidarsi
Leggere il geopatrimonio culturale incluso in edifici pubblici - Un approccio metodologico sussiddiario alla ricerca storica = Ler o geopatrimônio cultural incluído nos edifícios públicos - Uma abordagem metodológica subsidiária à pesquisa histórica
ITALIANO: Testimonianze di vita di lontane Ere geologiche, i fossili hanno sempre costituito per l’uomo una sorta di attrazione magico-simbolica che si estende dalla preistoria ai nostri giorni. Per nulla indagato è il carattere simbolico della loro presenza in edifici pubblici, come nel caso del pettine marino presente nell’anfiteatro romano di Arles: probabile testimonianza della persecuzione cristiana durante la prima evangelizzazione della Provenza. L’aspetto magico evocativo dei fossili si riscontra maggiormente nel caso delle ammoniti, che hanno rivestito in diverse culture un carattere apotropaico o talismanico-esorcistico di un certo interesse. È importante ricordare che in epoca cristiana le ammoniti sono spesso associate a serpenti e rappresentano una testimonianza della realtà del diluvio universale. Le troviamo incluse in pavimentazioni e conci disposti in punti strategici di edifici di culto a suggerire un significato simbolico la cui sintassi va rintracciata nella contestualizzazione di luogo, epoca e significato antropologico-culturale che in tale contesto assumono. Ne sono esempi alcuni edifici religiosi del territorio della Franciacorta, in Italia, ristrutturati tra la fine del XVI e la metà del XVII secolo, ma anche l’opera artistica di un lapicida lombardo come il Pilacorte, che opera a Udine verso la fine del Cinquecento e focalizza la sua attenzione sui fossili di caprine, identificati coi draghi teriomorfi presenti nelle decorazioni delle cattedrali del medioevo. Questi esempi ci consentono di affermare che i fossili collocati in edifici pubblici ci parlano in un linguaggio simbolico che può essere letto metodologicamente come strumento sussidiario per la ricerca storica.
Parole chiave: Architettura, Ammoniti, Fossili, Geopatrimonio, Patrimonio edile medievale. / PORTUGUÊS: Testemunhos de vida de épocas geológicas distantes, os fósseis sempre constituíram para o homem uma espécie de atração mágico-simbólica, que se estende desde a préhistória até os dias atuais. Pouco investigado é o caráter simbólico de sua presença em edifícios públicos, como no caso do pente marinho presente no anfiteatro romano de Arles: provável testemunho da perseguição cristã durante a primeira evangelização da Provença. O aspecto mágico evocativo dos fósseis é mais evidente no caso das ammonites, que assumiram em diversas culturas um caráter apotropaico ou talismânico-exorcístico de certo interesse. É importante lembrar que, na época cristã, as ammonites são frequentemente associadas a serpentes e representam um testemunho da realidade do dilúvio universal. Encontramo-las incluídas em pavimentações e pedras dispostas em pontos estratégicos de edifícios de culto, sugerindo um significado simbólico cuja sintaxe deve ser rastreada na contextualização do lugar, época e significado antropológico-cultural que assumem nesse contexto. Exemplos disso são alguns edifícios religiosos na região da Franciacorta, na Itália, restaurados entre o final do século XVI e meados do século XVII, mas também a obra artística de um lapidador lombardo como o Pilacorte, que trabalhou em Udine no final do século XVI e focou sua atenção nos fósseis de caprinos, identificados com dragões teriomorfos presentes nas decorações das catedrais medievais. Esses exemplos nos permitem afirmar que os fósseis colocados em edifícios públicos falam conosco em uma linguagem simbólica, que pode ser lida metodologicamente como uma ferramenta subsidiária para a pesquisa histórica
Frammenti di realtà: i notai dell’Italia centro-settentrionale attraverso i loro testamenti (secoli XII-XV)
ITALIANO: Il contributo si prefigge l’obiettivo di individuare e analizzare sotto l’aspetto formale e funzionale un corpus di documenti strettamente connessi tra loro – oltre ai testamenti e ai codicilli, fanno parte del dossier anche gli atti di esecuzione tra cui, in primis, gli inventari post mortem e le aste di beni dei defunti – riguardante la formulazione e l’esecuzione delle ultimae voluntates di notai attivi prevalentemente nell’Italia centro settentrionale nel periodo compreso tra il
secolo XII e il XV. / ENGLISH: The aim of the text is to identify and analyse, from a formal and functional point of view, a corpus of closely related documents – in addition to wills and codicils, the dossier also includes execution deeds, including above all post-mortem inventories and auctions of the deceased’s property – concerning the formulation and execution of ultimae voluntates by notaries working mainly in central-northern Italy in the period between the 12th and 15th centuries
An interview with Daniel L. Smail
The interview with Daniel L. Smail traces his academic background and scholarly work as a medievalist, from "Imaginary Cartographies" (now translated into Italian as "Cartografie immaginarie") to his recent projects on late medieval household inventories and documentary archaeology
El reino de los mercaderes. Los grandes financieros de Aragón y el control de su sistema aduanero en la primera mitad del siglo XV
ESPAÑOL: A finales del siglo XIV, el reino de Aragón puso en marcha un sistema fiscal autónomo, dependiente de su principal institución privativa, la Diputación del General. Nuestro objetivo es presentar cómo se organizó un sector específico de la élite mercantil aragonesa, durante parte del siglo XV, para monopolizar la gestión de esta importante fiscalidad de tipo aduanero, conocida como el Derecho del General o las generalidades de Aragón, decisiva en el desarrollo económico e institucional del reino. Se pretenden poner de manifiesto los intereses generados en torno al arrendamiento y recaudación de estas tasas, más allá de los beneficios económicos, en el plano social y político. / ENGLISH: At the end of the 14th century, the Kingdom of Aragon established an autonomous fiscal system, dependent on its principal state institution, the Diputación del General. The aim of this paper is to examine how a specific sector of the Aragonese merchant elite organized itself during part of
the 15th century to monopolize the management of this customs taxation, the General Tax or the generalidades of Aragon, which played a decisive role in the economic and institutional development of the kingdom. This study seeks to highlight the interests generated around the leasing
and collection of these taxes, extending beyond their economic benefits to include their social and political implications
Imporre e pagare le gabelle: il rapporto tra mercatura e fiscalità a Barcellona alla fine del XV secolo
ITALIANO: In rapporto alla fiscalità, gli uomini d’affari sono stati studiati in genere come contribuenti e
appaltatori. Tuttavia, i mercanti, gli armatori, i banchieri avevano nel basso Medioevo le proprie istituzioni e corporazioni di rappresentanza, ed è certo che alcune di queste potevano agire grazie alla propria autonomia finanziaria, raggiunta per mezzo di un privilegiato diritto di imporre gabelle sul commercio o sul transito. Con questo studio si vorrebbe approfondire, sul piano istituzionale e culturale, il rapporto sfaccettato tra mercatura e fiscalità attraverso una serie di fonti eccezionali prodotte dal Consolato del Mare di Barcellona. Verranno presi in esame due episodi: l’appalto e l’acquisto da parte dell’istituzione mercantile delle gabelle note come lleuda
di Tortosa e dret dels italians, e della lleuda di Tamarit. La cornice temporale è costituita dagli anni subito successivi alla guerra civile catalana del 1462-72, momento cruciale nel processo di ricostruzione dei rapporti fra la città di Barcellona e il sovrano Giovanni II. / ENGLISH:
In relation to taxation, businessmen have been generally studied as taxpayers or contractors. However, merchants, shipowners and bankers had their own institutions and representative guilds, and it is certain that some of these could act thanks to their financial autonomy, achieved
through a privileged right to levy taxes on trade or transit. With this study we would like to deep
en, on an institutional and cultural level, the multifaced relationship between merchants and taxation through a series of exceptional sources produced by the Consulate of the Sea in Barcelona. Two episodes will be examined: the tender of the taxes known as lleuda of Tortosa and dret dels
italians and the purchase of the lleuda of Tamarit by the Consulate. The time frame consists of the years immediately following the Catalan civil war of 1462-72, a crucial moment in the process of reconstructing relations between the city of Barcelona and the sovereign Juan II