University of Naples Federico II

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    Il Bene e il Male nel Medioevo Germanico

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    Nella storia della cultura occidentale, la questione dello statuto ontologico di bene e male e dei conseguenti dilemmi morali è da sempre protagonista di scritti di varia natura. Non stupisce, dunque, che le tradizioni letterarie nelle lingue germaniche medievali, sviluppatesi all’ombra della conversione al cristianesimo, abbiano rielaborato queste suggestioni, come testimoniano numerosi testi di natura letteraria e non. I saggi presentati in questo volume propongono di indagare il tema del bene e del male nelle letterature germaniche, nonché nella loro ricezione medievale in area anglo-normanna, attraverso i diversi strumenti d’indagine della filologia, della linguistica e degli studi letterari

    Reti Medievali Rivista. Volume 25, Numero 1 (2024)

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    Francescani e matematica. Il caso di Mariotto Guiducci, frate minore e maestro d’abaco (1427-post 1496)

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    ITALIANO: Il contributo intende tracciare un profilo del fiorentino Mariotto Guiducci, frate minore e maestro d’abaco del XV secolo, autore di un trattato matematico conservato alla Biblioteca Nazionale di Firenze. Attraverso risultanze archivistiche e bibliografiche, il caso di studio può offrire ulteriori spunti per una riflessione intorno al tema dei rapporti francescanesimo / matematica / contabilità fra medioevo e rinascimento. L’indagine proposta apre uno squarcio sulla famiglia Guiducci e l’insegnamento della matematica pratica a Firenze e a Prato, accennando alla vita conventuale e all’esperienza di insegnante di fra Mariotto; infine, si offre una scheda del Libro d’arismetricha, espressione di una cultura matematica tipica della tradizione abacistica. / ENGLISH: The paper focuses on the figure of Mariotto Guiducci, a Florentine franciscan friar and abacus master from the 15th century, author of a mathematical treatise preserved in the National Library of Florence. By archival and bibliographical records, the case study may offer further in-sights about the relationship between Franciscanism, mathematics and a culture of accounting during the Middle Ages and the Renaissance. The paper opens a glimpse into the Guiducci family and the teaching of practical mathematics in Florence and Prato, hinting at the convent life and experience of Mariotto; finally, the paper concerns the Libro d’arismetricha, expression of a mathematical culture typical of the abacus tradition

    Storia e archeologia: è questa la strada del dialogo?

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    ITALIANO: Il contributo affronta il rapporto tra fonti scritte e archeologiche alla luce del volume di Chris Wickham, "The Donkey and the Boat". Attraverso l’esame di alcuni casi studi italiani vengono evidenziate le problematiche interpretative legati ai dati archeologici, al loro uso e alla conseguente ricaduta sulla lettura storica. / ENGLISH: The contribution addresses the relationship between written and archaeological sources in light of Chris Wickham’s book, "The Donkey and the Boat". Through the examination of several Italian case studies, interpretative issues related to archaeological data, their use, and the resulting impact on historical interpretation are highlighted

    Dai battelli agli asini: fine di un primato

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    ITALIANO: Il contributo discute il volume di Chris Wickham (The Donkey and the Boat), inquadrandolo nel dibattito storiografico degli ultimi decenni sulla storia economica del pieno medioevo del mediterraneo e dell’Italia centrosettentrionale, evidenziando gli elementi di novità nella prospettiva dello storico inglese, analizzando il suo modello di spiegazione della crescita e del decollo e auspicando future linee di ricerca sul tema. / ENGLISH: The paper discusses Chris Wickham’s volume (The Donkey and the Boat), placing it within the historiographical debate of the last decades on the economic history of the Mediterranean and central-northern Italy. It highlights the innovative elements in the English historian’s perspective and analyses his model for explaining growth and take-off, advocating future lines of research on the topic

    Culture notarili e spazi di frontiera: questionari storiografici a confronto e problemi aperti

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    ITALIANO: Attraverso un’analisi comparativa dell’esercizio della professione notarile nel basso Medioevo, con particolare attenzione alle regioni situate in aree di frontiera, si affronta in questa sede la questione storiografica della circolazione di tecniche, forme e culture documentarie. Sebbene tali fenomeni siano spesso interpretati come un esito quasi automatico della vicinanza geografica o dei legami politici e commerciali con regioni caratterizzate da tradizioni documentarie consolidate e relativamente omogenee, le recenti acquisizioni storiografiche invitano a un’osservazione più approfondita delle pratiche locali e dei processi originali di scrittura documentaria. Questo approccio consente non solo di riconsiderare le dinamiche di interazione tra aree diverse, ma anche di comprendere meglio il ruolo attivo dei notai nella creazione e nell’adozione di modelli documentari, adattandoli alle specificità territoriali. / ENGLISH: Through a comparative analysis of the exercise of notarial profession in the Late Middle Ages, with particular attention to regions located in frontier areas, this work addresses the historiographical issue of the circulation of documentary techniques, forms, and cultures. While such experiences are often interpreted as an almost automatic result of geographical proximity or political and commercial ties with regions characterized by consolidated and relatively homogeneous documentary traditions, recent historiographical advancements encourage a more thorough examination of local practices and the original processes of documentary writing. This approach not only allows for a reconsideration of the dynamics of interaction between different areas but also provides a deeper understanding of the active role of notaries in the creation and adoption of documentary models, adapting them to territorial specificities

    Notaries in Venetian Crete: Social mobility and linguistic mediation in a multicultural environment

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    ENGLISH: The essay offers an overview of the notarial profession in Venetian Crete (1204-1669): the consistency of the archival material, the development of the notarial profession in a context of assimilation between two legal and linguistic traditions, the distinction between notaries in the service of the state and free professionals. Special attention is reserved for the complex issue of the language and of linguistic mediation, and for the possibilities of social mobility offered by a notarial career either in state administration or in the free market. / ITALIANO: Il saggio offre una panoramica sulla professione notarile a Creta veneziana (1204-1669): la consistenza del materiale d’archivio, lo sviluppo della professione notarile in un contesto di assimilazione tra due tradizioni giuridiche e linguistiche, la distinzione tra notai al servizio dello stato e liberi professionisti. Particolare attenzione è riservata alla complessa questione della lingua e della mediazione linguistica, nonché alle possibilità di mobilità sociale offerte da una carriera notarile sia nell’amministrazione statale sia nel mercato libero

    Sogni e visioni nella Vita nova

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    ITALIANO: La sostanza onirica è una componente importante della narrazione e della sostanza epifanica che caratterizza la Vita nova. Collocati in punti strategici della storia, tutti convergenti verso il (o dal) kérigma della morte o meglio assunzione al cielo di Beatrice, questi episodi si configurano come premonizioni e come aperture dell’orizzonte narrativo. In questo contributo sono analizzate le due, forse tre visiones in somniis, che si trovano rispettivamente nei paragrafi III, XII e XLII. Nella comune dimensione onirica e nella prefigurazione di qualcosa che avverrà tutte e tre mantengono un carattere enigmatico. / ENGLISH: The oneiric substance is an important component of the narrative and epiphanic substance that characterises the Vita Nova. Placed at strategic points in the story, all converging towards (or from) the kérigma of Beatrice’s death or rather assumption into heaven, these episodes are configured as premonitions and as openings of the narrative horizon. This contribution analyses the two, perhaps three visiones in somniis found in paragraphs III, XII e XLII respectively. In the common oneiric dimension and in the foreshadowing of something to come, all three maintain an enigmatic character

    Masculus facta sum. Indagini storico-giuridiche sulla maschilizzazione fra tardo Medioevo ed Età Moderna

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    Nelle società patriarcali, cultura, religione e diritto si miscelano nella costruzione di comunità caratterizzate dalla prevalenza del maschio sulla femmina, con una ingente serie di conseguenze giuridiche, che riguardano ruoli, mestieri e comportamenti. Davanti a tale situazione – radicata in tutta Europa – le donne, in una storia plurimillenaria, mirarono spesso a «fingersi maschio», cioè a «maschilizzarsi», cercando nell’abbigliamento, nel taglio dei capelli, nelle modalità di interazione con gli altri) di farsi passare per uomini e conseguirne vantaggi di vario genere. Le società patriarcali le sanzionarono più o meno duramente, mentre, in alcuni altri casi, il diritto stesso – dotto o tradizionale – «finse» che, al ricorrere di determinate circostanze, la donna fosse uomo, attribuendole certi diritti al fine di risolvere questioni di rilievo: una maschilizzazione lecita. Il volume ripercorre e interpreta questa tematica, estremamente varia e complessa, in chiave storico-giuridica, con una apertura antropologica

    Tigre e le Dei famulae dell’Italia altomedievale: presenze femminili tra pratiche di ospitalità e spazi di accoglienza

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    ITALIANO: Il saggio prende le mosse da un testo agiografico del X secolo relativo a una figura femminile non altrimenti nota, santa Tigre, che conduce vita ritirata in Moriana, nelle Alpi nord-occidentali, insieme alla sorella Pimenia. La vicenda narrata dalla Vita, poco studiata sino ad anni recenti, è ambientata nel VI secolo e ruota intorno al momento più rilevante nella storia della Dei famula, ovvero un viaggio nel Mediterraneo orientale, alla ricerca delle reliquie del Battista. Da quelle terre Tigre riuscì a riportare i resti del corpo del Precursore, intorno ai quali si costituì la nuova diocesi di Moriana (Saint-Jean-de-Maurienne). Questa riconfigurazione degli assetti giurisdizionali in ambito ecclesiastico determinò, durante l’altomedioevo e oltre, un complesso intreccio di rivendicazioni territoriali tra l’arcidiocesi di Vienne, la diocesi di Moriana e quella di Torino ed è alla base della redazione del testo agiografico. Esso, tuttavia, mostra anche un altro aspetto relativo alla vita condotta dalle due sorelle, rilevante perché strettamente collegato al viaggio di Tigre in Oriente, ovvero la pratica dell’ospitalità, in un’area interessata da strade di lunga percorrenza, in prossimità dei valichi alpini. Su questo tema, in particolare, si concentra l’attenzione del contributo, che approfondisce le forme di un’accoglienza ‘domestica’, praticata all’interno di contesti familiari, in cui le donne che abbracciarono la vita ascetica rivestirono un ruolo di rilievo, da sole o insieme ai propri parenti di sesso maschile, che aderirono alla medesima scelta esistenziale. Il caso di Tigre e Pimenia, sotto questa specifica prospettiva, viene quindi inserito entro una più ampia cornice, indagando i ‘modelli’ tardoantichi del fenomeno e volgendo parimenti lo sguardo al contesto italiano altomedievale. / ENGLISH: The essay has as its starting point a 10th-century hagiographical text about an otherwise unknown female figure, Saint Tigris, who leads a withdrawn life in Moriana, in the north-western Alps, together with her sister Pimenia. The story narrated by the Vita, little studied until recent years, is set in the 6th century and revolves around the most important moment in the history of the Dei famula, namely a journey to the eastern Mediterranean in search of the Baptist’s relics. From those lands, Tigris managed to bring back the remains of the Pre- cursor’s body, around which the new diocese of Moriana (Saint-Jean-de-Maurienne) was created. This reconfiguration of jurisdictional arrangements in the ecclesiastical sphere led, during the early Middle Ages and beyond, to a complex interweaving of territorial claims between the archdiocese of Vienne, the diocese of Moriana and that of Turin, and is at the basis of the drafting of the hagiographic text. It, however, also shows another aspect of the life led by the two sisters, which is relevant because it is closely linked to Tigris's journey to the East, namely the practice of hospitality, in an area affected by long-distance roads, linked to the Alpine passes. The paper focuses on this theme in particular, investigating the forms of a ‘domestic’ hospitality, practised within family contexts, in which women who embraced an ascetic life played a prominent role, alone or together with their male relatives, who adhered to the same existential choice. The case of Tigris and Pimenia, from this specific perspective, is thus placed within a broader framework, highlighting the Late Antique ‘models’ of the phenomenon as well as looking at the Early Medieval Italian context

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