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Il vero ed il "falso" Lanzarotto Malocello
L’articolo si propone di presentare tutti i documenti disponibili sul navigatore genovese Lanzarotto Malocello, cui è riconosciuto il merito della riscoperta delle isole Canarie nel XIV secolo, probabilmente nel 1339. Grazie ad una ricerca svolta presso l’Archivio di Stato di Genova, è stato rinvenuto un atto notarile del 1352 che dimostra come siano vissute a Genova due persone con questo nome. Circostanza che impone di riconsiderare quanto è stato scritto sinora sulla biografia di Lanzarotto Malocello e, forse, anche di elaborare una nuova ipotesi sulla riscoperta delle isole Canarie
Milano medioevale. Studi per Elisa Occhipinti
Il tema che costituisce il filo conduttore del volume è Milano medievale: al centro dell’analisi è dunque la città, indagata attraverso la complessa trama di relazioni che, nel corso del medioevo, essa seppe costruire con lo spazio geografico circostante, proponendosi con un ruolo di ‘capitale’, di centro aggregatore sul piano politico-istituzionale, religioso, culturale. Ogni autore ha individuato, all’interno dei suoi percorsi di ricerca, un tema, dando spazio e attenzione alle fonti, preferibilmente inedite
Antonio da Borgonuovo. L’ascesa di un notaio a Trento fra Trecento e Quattrocento
Il volume ricostruisce la biografia professionale del notaio Antonio di Bartolasio da Borgonuovo di Trento fra la fine del XIV e i primi decenni del XV secolo. Se ne ripercorrono sia l’ascesa sociale, con il suo inserimento nella classe dirigente trentina di inizio Quattrocento e i vantaggiosi matrimoni delle figlie con membri della potente famiglia Calepini, sia l’ascesa professionale che lo porterà a rogare per le più importanti istituzioni della città, dall’Episcopato al Comune di Trento, nonché a essere il notaio di fiducia del Capitolo della cattedrale per oltre quarant’anni. La sua biografia e il suo modus operandi costituiscono, vista la qualità e la quantità della documentazione da lui prodotta, un significativo caso di studio per tracciare un quadro del notariato trentino tardo medievale
Famiglia, spazio sacro e dinamiche insediative: i Caracciolo e il convento eremitano di S. Giovanni a Carbonara di Napoli
Something old, something new: the late antique mosaics from the catacomb of San Gennaro (Naples)
Naples assumed an important political and economic role within the region of Campania during the late antique
period. LA-ICP-MS data of 285 glass tesserae from the catacomb of San Gennaro in Naples confirm that the surge
in building activities in the late fourth and early fifth century CE was accompanied by imports of new materials
for the production of mosaic tesserae. Our results from Naples identify a substantial number of Jalame-like
Levantine glasses for which there is no parallel within the Italian Peninsula. Only few scattered examples of this
type of base glass are found among the published data from Aquileia, Ravenna and the Villa of Faragola, pointing
to a link between the supply of glass and the sites' connectivity and economic strength. This seems to have
changed after the fifth century. Elemental analyses, combined with SEM-EDS and micro-Raman indicate that the
mosaics dating from the fourth to the eighth/ninth century CE in the catacombs of San Gennaro were overwhelmingly
made from reused first- to fourth-century Roman base glasses opacified with calcium antimonate.
The reuse and recycling of Roman glass and Roman tesserae is a common feature of mosaic assemblages in Italy
more generally. The definition of a Roman spectrum tesserae reference group revealed this dependence on old
Roman material throughout the first millennium CE