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Il Costantino di Barbero tra storiografia del restauro e nesso di realtà
ITALIANO: L’autore introduce i contributi dedicati al libro "Costantino il vincitore", collocandoli nel dibattito storiografico su Costantino e soffermandosi sulle scelte metodologiche di Barbero. / ENGLISH: The author introduces the contributions dedicated to the book Costantino il vincitore, framing them in the historiographical debate on Constantine and focusing on the methodological choices of Barbero
Una storia di "visioni". Costantino e i fenomeni di contatto in prima persona col sovrannaturale
ITALIANO: Partendo dalla trattazione di Barbero contenuta in Costantino il vincitore sulle “visioni” di Costantino
riportate in Pan. lat. VI (VII) ed. Mynors (= VII [VI] ed. Galletier), in DMP 44 e in VC 1, 27-32, soprattutto in relazione e in reazione alla discussa tesi di P. Weiss, l’articolo esamina la questione dei fenomeni di “messa in cultura” di particolari esperienze rituali o di contatto
diretto con il soprannaturale come strumenti di accreditamento di particolari discorsi e come specchi di dinamiche di costruzione di specifiche autorità religiose. Il saggio riprende, in questa stessa prospettiva, anche il problema delle identità religiose del periodo costantiniano alla luce delle riflessioni di R. Brubaker sull’identità “segmentata”: declinare particolari esperienze di
contatto in prima persona con il mondo “altro” come vere e proprie visioni dirette delle realtà soprannaturali significa “tradurre” le reazioni che si legano a particolari espressioni della ritualità tardo-antica in e per differenti contesti e/o individualità, soprattutto in quanto manifestazioni di un universo culturale e sociale estremamente complesso e variegato e per nulla
sintetizzabile nella semplice contrapposizione tra “pagani” e “cristiani” (e/o “ebrei”) ancora in voga in certa storiografia. / ENGLISH: Starting from the analysis concerning Constantine’s “visions” in Pan. lat. VI (VII) ed. Mynors (= VII [VI] ed. Galletier), DMP 44 and VC 1, 27-32, as it is carried out by Barbero in his book Costantino il vincitore i n relation a nd i n r eaction to P. Weiss’ s tudies, t his paper a ims at e xamining the phenomena of “culturalisation” of ritual experiences of personal contact with the supernatural as instruments of “accreditation” of specific discourses as well as mirrors of competitive
dynamics of construction for religious authority(-ies). On the basis of such a perspective, this essay re-reads also the debate on religious identities in 4th cent. CE, especially in light of R. Brubaker’s concept of “segmented” identity: the re-declination of specific experiences of
personal contact with the “other” world in terms of an “actual” vision of the supernatural is a kind of “translation”, within and for various contexts and/or individualities, of that bodily reactions which in several ways are linked to late-antique rituals and rituality; this implies that late-antique scene cannot be reduced to that contraposition between “pagans” and “Christians”
(and/or “Jews”), which is still very present among scholars
Qu’est-ce que la seigneurie en Italie méridionale aux XIIe et XIIIe siècles ?
FRANÇAIS: La lecture de l’ouvrage de Sandro Carocci, "Signorie di Mezzogiorno" (2014), amène à poser à nouveaux frais la question de la seigneurie comme catégorie d’analyse et de description de la société féodale afin de préciser son caractère indispensable pour penser la complexité des rapports
sociaux comme relevant du pouvoir aussi bien que de la domination économique. Cet article présente une réflexion sur ce qu’est devenue l’objet “seigneurieˮ dans la pratique historiographique des historiens médiévistes. / ITALIANO: La lettura dell’opera di Sandro Carocci, "Signorie di Mezzogiorno" (2014), ci obbliga a rimeditare la questione della signoria quale categoria di analisi e di descrizione della società feudale al fine di precisare il suo carattere indispensabile per pensare la complessità dei rapporti sociali, sotto il profilo sia dell’esercizio potere sia della dominazione economica. Questo intervento propone
quindi una riflessione sull’oggetto “signoriaˮ nella recente storiografia. / ENGLISH: Reading Sandro Carocci’s book, "Signorie di Mezzogiorno" (2014), constrains us to rethink the question of the seigneurie as a category allowing the analysis and the description of the feudal society. It conducts us to precise the indispensability of the notion to think the medieval social relationships as regarding power as well as economic domination. This paper aims to present a
reflection about the transformation of the concept through recent historiography, with particular concerns to Sandro Carocci’s book
Il monachesimo romano: un'identità sbiadita
ITALIANO: L’articolo esamina il fenomeno monastico della città di Roma dal pontificato di Papa Gelasio (492-496) a quello di Gregorio Magno (590-604), con particolare interesse per le dinamiche sociali cittadine (in particolare l’adesione all’ideale monastico dell’élite urbana e il rapporto tra i protagonisti delle esperienze ascetico-monastiche cittadine e il clero di Roma), con particolare
attenzione al problema del funzioni pastorali e liturgiche svolte dai monaci. Verranno analizzati in particolare le testimonianza di Fulgenzio di Ruspe, quella di Dionigi il Piccolo, ma anche le prime tre versioni del "Liber Pontificalis". / ENGLISH: The article investigates the monastic phenomenon in the city of Rome from the pontificate of Pope Gelasius (492-496) to that of Gregorius the Great (590-604), with particular interest in the social dynamics within the city (especially the adhesion to the monastic ideal among the urban elite and the relationship between the protagonists of the ascetic-monastic experiences and the
city clergy. It will especially emphasize the problem of the liturgy and the places dedicated to it. Specific cases will be taken in examination: the activity of Fulgenzio of Ruspe, that of Dionysius Exiguus, but also the testimony of the first three versions of the Roman "Liber Pontificalis", compiled by clergymen of the city from the first decades of the sixth century
Nobiltà e monasteri femminili nel Trecento romano: il caso dei conventi delle clarisse di San Silvestro in Capite e di San Lorenzo in Panisperna
ITALIANO: Finora il monachesimo femminile medievale a Roma non è stato oggetto di studi approfonditi. Il presente contributo prende in considerazione le vicende sociali e culturali di due conventi romani di Clarisse, cioè quello di San Silvestro in Capite e quello di San Lorenzo in Panisperna, le cui storie sono accomunate dal fatto che entrambi sono nati nell’orbita dei Colonna. Queste
origini pongono una serie di domande legate ai complessi rapporti sviluppatesi nel Trecento tra le potenti famiglie baronali di Roma e i monasteri femminili cittadini. Pur nei limiti della scarsa documentazione archivistica in merito vengono analizzate le circostanze delle due fondazioni
sia dal punto di vista delle loro implicazioni sociali (con la ricostruzione dei networks di parenti e delle famiglie alleate con i Colonna) sia per quanto riguarda gli aspetti religiosi e spirituali. / ENGLISH: Medieval female monastic life in Rome has as yet not become subject of extended studies. The present contribution is analysing the social and cultural backgrounds of two Roman convents of the order of St. Clare, namely the convents of San Silvestro in Capite and of San Lorenzo in Panisperna. Their historical backgrounds are similar as both convents emerged in the orbit of the Colonna family. These origins are raising many questions about the complex relations during the XIVth century between the powerful families of the Roman barons and the female convents in the city of Rome. The analysis of the precarious archival documentation is concentrated on
the circumstances of these two foundations, both for their social implications (reconstructing the networks of relatives and families allies of the Colonna) and for the religious and spiritual aspects
In presenza dell’autore. L’autorappresentazione come evoluzione della storiografia professionale tra basso Medioevo e Umanesimo
ITALIANO: Il volume indaga l’evoluzione della “professionalizzazione” della figura dello storiografo, dal XIII al XV secolo. Incerta, infatti, è la definizione del “genere” storiografico fino all’età umanistica, quando viene elaborata una specifica ars, che, facendo ricorso soprattutto alle regole retoriche ciceroniane, adatta la tecnica oratoria al rinnovato senso etico della humanitas. Dopo aver riflettuto, in una precedente miscellanea (Tra storiografia e retorica: prospettive nel basso medioevo italiano, a cura di M. Zabbia, in «Reti Medievali. Rivista», 19 (2018), con articoli di Paolo Garbini, Marino Zabbia, Fulvio Delle Donne) sulle scelte linguistiche e retoriche riscontrabili nelle opere degli storiografi più avvertiti, in questa occasione si presta attenzione agli interventi diretti dell’autore: la sua autorappresentazione, ovvero le sue riflessioni sul metodo usato rivelano, nel corso dei secoli, una presa di coscienza sempre più acuta delle peculiarità della scrittura storica. / ENGLISH: This volume investigates how historiography became a “profession” from the 13th to the 15th century. As a genre, historiography is difficult to define: inspired by Cicero’s rhetorical rules, humanists were the first to elaborate a specific ars. In doing so, they adapted rhetoric to a new ethical sense of humanitas. Several contributors to this book have already discussed in previous works of theirs the linguistic and rhetorical choices that some important historians made. See, for instance, Tra storiografia e retorica: prospettive nel basso medioevo italiano, ed. M. Zabbia, in «Reti Medievali. Rivista», 19 (2018), especially the papers by Paolo Garbini, Marino Zabbia, and Fulvio Delle Donne. On this occasion, they pay attention to the authors’ direct interventions: their self-representation and reflections on methodological issues reveal a new consciousness, which gradually developed over the centuries
Culture and university in the late Middle Ages: a recent Italian study and its European dimensions = Cultura e università nel basso Medioevo: un recente studio italiano e le sue dimensioni europee
ENGLISH: This short essay considers Paolo Rosso’s book as a contribution to the history of medieval universities; it discusses the feasibility and merits of works of synthesis by single authors, and reflects on the Italian perspective it offers and the European dimensions of the book. / ITALIANO: Questo intervento prende in considerazione il libro di Paolo Rosso in quanto contributo alla storia delle università medievali; discute la praticabilità e i meriti dei lavori di sintesi condotti da singoli autori e ragiona sulla prospettiva italiana e le dimensioni europee del libr
Principi-baroni nel Regno aragonese di Napoli: il caso di Federico d’Aragona, principe di Squillace e di Taranto (1482-1487)
ITALIANO: Il rapporto tra monarchia e baronaggio ha rappresentato, fin dal secolo XVI, un tema fondamentale
per l’interpretazione delle complesse dinamiche politico-istituzionali riguardanti il Regno aragonese di Napoli. Per lo più letto in chiave antitetica, alla luce dei ripetuti conflitti armati tra la Corona e i baroni ribelli, questo rapporto merita tuttavia, nell’alveo di una rinnovata storiografia, d’essere ancora indagato, a partire da inediti punti d’osservazione. Questo articolo si focalizza sui principi reali napoletani, impegnati in alti ruoli istituzionali e al contempo titolari di feudi: principi-baroni aragonesi, dunque, attraverso i quali (in particolare Federico d’Aragona, principe di Taranto e di Squillace, il cui caso paradigmatico è più ampiamente analizzato) la
Corona sperimenta un superamento dell’antitesi, estendendo la propria prassi politica e la propria ideologia del potere nei territori provinciali, nonché diffondendo e difendendo un proprio modello ideale di barone regnicolo. / ENGLISH: The relationship between monarchy and barons represented, since the XVI century, a fundamental theme for the interpretation of the complex political and institutional dynamics concerning the Aragonese Kingdom in Naples. This relationship was especially seen as antithetical, because of the repeated armed conflicts between the Crown and the rebellious barons, but it deserves, according to a renewed historiography, to be still investigated from unedited observation posts. This article focuses on the neapolitan royal princes, occupied in very important institutional roles and at the same time titulars of feuds: Aragonese princes-barons, therefore, through which (and particularly Frederick of Aragon, prince of Taranto and Squillace, whose
paradigmatic case is analyzed more widely) the Crown experiments an overcoming of the antithesis, extending its own political praxis and its own ideology of the power in the provincial territories, as well as spreading and defending its own ideal model of a Neapolitan baron
La questione costantiniana alla luce dei documenti giuridici
ITALIANO: Il lavoro, prendendo spunto da un recente libro di Alessandro Barbero sull’imperatore Costantino
il Grande, intende porre in rilievo l’importanza dell’esame dei documenti giuridici per far
luce su vari aspetti problematici del regno costantiniano. In particolare, questo articolo pone l’attenzione sullo studio di alcune costituzione imperiali in cui Costantino condanna nettamente la superstitio del paganesimo politeistico; nello stesso tempo, però, l’imperatore si mostra in un atteggiamento di attenzione, di dialogo e, in molti casi, di vero e proprio favore verso la cultura pagana neoplatonica. Non solo tra i cristiani, ma anche tra i pagani colti, Costantino sembra voler trovare la base di consenso per il suo regno. / ENGLISH: The work, inspired by a recent book by Alessandro Barbero on the emperor Constantine the Great, intends to highlight the importance of examining legal documents to shed light on various problematic aspects of the Constantinian kingdom. In particular, this article focuses on the study of some imperial constitution in which Constantine clearly condemns the superstitio of polytheistic paganism; at the same time, however, the emperor shows himself in an attitude of attention, of dialogue and, in many cases, of a real favor towards the Neoplatonic pagan culture. Not only among Christians, but also among the educated pagans, Constantine wants to find the basis of consent for his reign