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L’Ospedale di Santa Maria del Gesù a Fabriano del 1456
ITALIANO: L’Ospedale di Santa Maria del Gesù di Fabriano rientra a pieno titolo tra quelle fondazioni ospedaliere che nel corso del XV secolo, nell’ambito della riforma assistenziale, rinnovarono i loro apparati direttivi, ampliarono i loro servizi medici e svilupparono nuove forme di gestione del patrimonio. A livello storiografico, manca ancora uno studio complessivo che getti luce sulla struttura ed il ruolo di questa importante opera caritativa. Questo piccolo contributo intende pertanto introdurre brevemente le dinamiche fondative dell’ente fabrianese. / ENGLISH: The Ospedale di Santa Maria del Gesù in Fabriano is rightly included among the hospital foundations that during the 15th century renewed their management apparatuses, expanded medical services and developed new forms of asset management. On a historiographical level, however, it is still necessary to outline the structure and role of that institution in the territory. This small contribution aims to briefly introduce the founding dynamics of the fabrianese hospital
Matthew Paris, i Plantageneti, la crociata. Studio ed edizione dell’Iter de Londinio in Terram Sanctam
L’Iter de Londinio in Terram Sanctam di Matthew Paris è un’opera al confine tra cartografia e letteratura odeporica. Tramandata da quattro manoscritti autografi corredati da preziose miniature, l’Iter si configura come un itinerario di viaggio – da Londra alla Terra Santa – con didascalie in anglo-normanno a scandire le principali tappe del percorso. Il presente volume ne offre una nuova edizione, affiancata da uno studio introduttivo che intende mettere in luce le connessioni tra la produzione volgare di Matthew Paris e il contesto della corte plantageneta di Londra alla metà del XIII secolo, negli anni in cui Enrico III preparava la sua crociata per liberare la Terra Santa
Denunciare per scegliere. Matrimoni e unioni illecite nella diocesi di Catania (1380-1580)
ITALIANO: È possibile parlare di autonomia nelle relazioni sentimentali nella Sicilia del tardo Medioevo? Questa è la prima ricerca sul tema del matrimonio e delle relazioni illecite nella diocesi catanese tra fine Trecento e fine Cinquecento, considerata in prospettiva comparativa sia con altre zone dell’isola, sia con aree esterne ad essa. Lo studio del contesto siciliano arricchisce il dibattito storiografico sulla formazione della coppia e sui legami tra affetti, comportamenti sessuali e politiche di controllo promosse dalle autorità ecclesiastiche e laiche. Scelte frustrate e compiute, paure e denunce, strategie di disciplinamento e rifiuti costituiscono il groviglio che qui si dipana. L’analisi socio-politica, fondata su un ampio corpus documentario inedito, ricostruisce un mondo sino a oggi sconosciuto, fatto di storie individuali riflesso di processi di ampia portata. Il volume identifica le pressioni nei confronti di soggetti interessati ad affermare la propria volontà e delinea una società vitale documentando la debolezza del modello storiografico di una donna sistematicamente sottomessa. Vi si sottolinea, infine, che il concilio di Trento definì a livello normativo processi iniziati in una fase ben precedente, in un graduale sviluppo di tensioni e confronti in cui la necessità di assicurare ordine all’organizzazione familiare e di difendere il sacramento del matrimonio divenne anche un limite al principio di libertà che il diritto canonico aveva contribuito a stabilire. / ENGLISH: Is it possible to talk about autonomy in romantic relationships in Sicily in the late Middle Ages? This is the first research on the theme of marriage and illicit relationships in the diocese of Catania between the late fourteenth and late sixteenth centuries, considered from a comparative perspective both with other areas of the island and with areas outside it. The study of the Sicilian context enriches the historiographical debate on both the formation of the couple and the links between affections, sexual behaviour and control policies promoted by the ecclesiastical and secular authorities. Choices made and thwarted, fears and petitions, disciplinary strategies and refusals make up the tangle that unravels here. The socio-political analysis, based on a wide range of unpublished documentary sources, reconstructs a hitherto unknown world, made up of individual stories reflecting far-reaching processes. The volume identifies the pressures on individuals interested in asserting their will, and delineates a vital society by documenting the weakness of the historiographical model of systematic subordination of women. Finally, it is emphasized that the Council of Trent defined at the legislative level processes that had begun at a much earlier stage, in a gradual development of tensions and confrontations in which the need to ensure order in the family organization and to defend the sacrament of marriage also became a limitation on the principle of freedom that canon law had helped to establish
Una torre di libri. Viaggio nella cultura lucchese del Quattrocento attraverso i libri e le letture della famiglia Guinigi. Una raccolta di studi e documenti
La famiglia Guinigi è ricordata soprattutto per aver fondato
una delle più importanti compagnie mercantili lucchesi
del Medioevo. L’attività commerciale non fu però l’unica
ragione di vita: durante la prima metà del XV secolo, alcuni
esponenti di questa casata – tra cui Paolo Guinigi, signore
di Lucca – dimostrarono un genuino attaccamento alla
cultura scritta, che si tradusse nell’allestimento di importanti collezioni librarie. Il volume offre una raccolta di saggi e fonti d’archivio utili a ricostruire il rapporto vivo e fecondo tra i Guinigi, i libri manoscritti e l’ambiente culturale dell’epoca
La coraggiosa Egenanda
ITALIANO: Il contributo prova a delineare il ritratto di una donna che porta un nome germanico orientale, Egenanda, menzionata nel testo di un papiro documentario latino finora sconosciuto, che è stato di recente edito, tradotto e commentato dall’autrice del contributo in collaborazione
con Teresa De Robertis e Stefano Zamponi. Il frammento, databile al secolo VI d.C. e proveniente con ogni probabilità dalla Sicilia – il che farebbe di Egenanda una ostrogota – conserva parte di un testo più ampio, organizzato in forma di elenco, che descrive materiale documentario vario. Per la presenza di termini e fenomeni mai finora attestati nell’Occidente tardoantico in tradizione diretta, esso rappresenta una testimonianza scritta di assoluto rilievo. Le peculiarità che
riguardano la menzione di Egenanda, a partire dal suo stesso nome, e gli aspetti straordinari del suo contesto di trasmissione si incrociano come in un gioco di specchi riflessi. / ENGLISH: The article aims to outline the portrait of Egenanda, a woman bearing a name of East
Germanic origin, who is probably an Ostrogoth attested in a Latin documentary papyrus hitherto unknown and recently edited, translated and commented by the Author of the article in collaboration with Teresa De Robertis and Stefano Zamponi. Dating to the sixth century AD and likely coming from Sicily, the fragment preserves part of a larger text that was organized in the form of a list reporting various kinds of documentary material. Given the presence of terms and phenomena hitherto not attested in the late antique West in any direct tradition, it constitutes a written testimony of extraordinary importance. The peculiarities involved
in the mentions of Egenanda, starting from her name, and the extraordinary aspects of their context of transmission meet like in a reflecting mirror game
Potens ac nobilis matrona. Gisla figlia di Rodolfo (Firenze, secolo XI)
ITALIANO: Il saggio esamina la documentazione relativa a una figura femminile di spicco appartenente all’aristocrazia del comitatus di Firenze: Gisla figlia di Rodolfo. Alla luce delle più recenti acquisizioni sulla società aristocratica medievale toscana, le notizie sulla sua vita, il suo
patrimonio, le sue relazioni di parentela e alleanze vengono collocate nel contesto politico e sociale della marca di Tuscia nel pieno XI secolo. Ne risulta il profilo di un network sociale formato da individui e famiglie che ruotavano attorno al medesimo ambiente e appartenevano
tutti ai vertici politici del comitatus. In tale contesto anche le donne ebbero un ruolo fondamentale, attestato dalla gestione dei patrimoni fondiari familiari, ma anche dalla capacità di costruire vere e proprie relazioni di alleanza con altri personaggi che si muovevano sulla stessa scena politica e traevano prestigio e ricchezza dai rapporti privilegiati con la sfera pubblica del potere e dall’inserimento nella cerchia marchionale. / ENGLISH: The essay examines the sources relating to a prominent female figure belonging to the aristocracy of the comitatus of Florence: Gisla, daughter of Rodolfo. In the light of the most recent acquisitions on medieval Tuscan aristocratic society, evidence on her life, her patrimony, her kinship relations and alliances are placed in the political and social context of the March of Tuscia in the 11th century. The result is the profile of a social network made up of
individuals and families who all revolved around the same milieu and belonged to the political leadership of the comitatus. In this context, women also played a fundamental role, as attested by the management of family landed estates, but also by their ability to build real alliances
with other personalities who acted on the same political scene and drew prestige and wealth from their privileged relations with the public sphere of power and from their inclusion in the marquis’ circle
A proposito di Camiola e della ‘nuova’ moralità nel De mulieribus claris di Giovanni Boccaccio
ITALIANO: A partire dal ritratto di Camiola, si prova a proporre una riflessione sulla ‘nuova’ moralità che traspare dal De mulieribus claris di Giovanni Boccaccio, la prima raccolta di biografie femminili della letteratura occidentale, negli anni ’60 del Trecento. / ENGLISH: Starting with Camiola’s portrait, an attempt is made to reflect on the ‘new’ morality that transpires from Giovanni Boccaccio’s De mulieribus claris, the first collection of female biographies in Western literature, in the 1360s
Violante, vedova di Francesco Ultramarino
ITALIANO: Il contributo prende in considerazione il testamento, datato 1338, di Violante, vedova di Francesco Ultramarino, rampollo di una famiglia della media aristocrazia genovese. Violante era stata accolta in seno a una famiglia in via di affermazione, che di lì a poco si sarebbe consociata ad altre per creare l’albergo Centurione, di cui si sono potuti rilevare alcuni indizi per ricostruirne la fase genetica. Il documento, così come altri strumenti testamentari rogati da aristocratiche lungo il corso del basso medioevo, mette in evidenza l’apporto delle donne nel perseguire il progetto patrimoniale delle famiglie che le accolgono, favorendo la trasmissione di beni per via maschile, spesso a scapito delle loro stesse figlie. / ENGLISH: The essay considers the will, dated 1338, of Violante, widow of Francesco Ultramarino, scion of a Genoese aristocratic family. Violante had married into a family which had recently come to prominence and which would shortly afterwards create the albergo Centurione (here
partially reconstructed in its earliest phase). The document, as well as other testamentary instruments drawn up by aristocratic women during the late Middle Ages, highlight their contribution in pursuing the patrimonial projects of the families thay married into, favouring a strictly patrilineal transmission of assests, often to the detriment of their own daughters
Das Mittelalter. Perspektiven mediävistischer Forschung Zeitschrift des Mediävistenverbandes. Bd. 29 Nr. 2 (2024): Übergänge Geburt und Tod als liminale Zustände im Mittelalter
DEUTSCH: Während die Mediävistik den Phänomenen Geburt und Tod seit langem große Aufmerksamkeit widmet, legt dieses Themenheft den Fokus erstmals auf die enge Verbindung der beiden Phänomene im Ideen-, Erfahrungs- und Handlungsrepertoire des Mittelalters. Unter Rückgriff auf Theorien der Übergangsriten und der Liminalität untersuchen die versammelten Studien die Symmetrie von Geburt und Tod in literarischen, religiösen, sozialen und medizinischen Konzepten und Praktiken. Die Untersuchungsgegenstände reichen von Strategien im Umgang mit dem hohen Sterberisiko während Schwangerschaft und Geburt über Bestattungsformen und Grabbeigaben bis hin zur Rezeption der fernöstlichen Reinkarnationslehre im spätmittelalterlichen Europa. / ENGLISH: While medieval studies have long devoted great attention to the phenomena of birth and death, this special issue for the first time focuses on their close connection in the realm of medieval thought, experience, and practices. Drawing on theories of rites of passage and liminality, the collected studies examine the symmetry of birth and death in literary, religious, social, and medical concepts and actions. The topics range from strategies for coping with high mortality rates during childbirth, to forms of burial and grave goods, and even the reception of Eastern reincarnation doctrines in late medieval Europe