University of Naples Federico II

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    Historische Grundlagenforschung in Rumänien und Digital Humanities

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    ENGLISH: For distinct reasons, Romania has not yet been part of the international effort to exploit medieval curial sources, preserved either in the Vatican and Roman Archives, or in domestic collections. Nowadays, however, this view is beginning to change. An increased interest in these remarkable documentary texts has been encouraged and facilitated primarily by multiple initiatives that intend to bring papal or curial documents from regional repositories closer to researchers in the form of digital data. In a very short time, international, national, or institutional projects providing data bases and/or collections of digital images of medieval sources have become indispensable research tools. Transylvania, in particular, once a province of the Kingdom of Hungary and thus part of the medieval Latin world, benefits significantly from this wave of computer supported and controlled endeavours (both old and more recent). The intention of my presentation is to discuss how medieval studies from Transylvania (traditionally a multilingual and international research environment) employ this new technological compound, examine the limitations of each distinctive project, and finally consider possible steps for further expansion and improvement. / ITALIANO: Per diversi motivi la Romania a lungo non ha preso parte agli sforzi internazionali per l’esplorazione delle fonti curiali medievali conservate nell’Archivio Segreto Vaticano, negli archivi romani o nelle raccolte documentarie romene. Attualmente questa situazione però sta cambiando. Il crescente interesse per questa importante documentazione è incoraggiato e facilitato in primo luogo da molteplici iniziative mirate a Digitalizzare le fonti papali o curiali conservate localmente, rendendole così accessibili ai ricercatori. In brevissimo tempo le banche dati e/o le collezioni di immagini digitali di fonti medievali, fornite dai progetti internazionali, nazionali o istituzionali, sono diventate strumenti indispensabili di ricerca. La Transilvania, un tempo provincia del regno d’Ungheria e perciò parte del mondo latino medievale, trae notevolissimo profitto da questa ondata di progetti sostenuti e controllati da tecniche informatiche di vecchia o recente data. Il saggio vuole discutere come le ricerche medievali legate alla Transilvania (tradizionalmente un contesto di studi multilingue e internazionale) usano questi nuovi collegamenti digitali e quali siano i limiti dei vari progetti. Infine, ci si interroga su quali potrebbero essere i prossimi passi per un sviluppo e un miglioramento ulteriori

    Fra Milano e l'Impero. Esordi e affermazione del governo consolare a Lodi nel secolo XII

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    ITALIANO: Distrutta dai Milanesi due volte – nel 1111 e nel 1158 –, e ricostruita da Federico I Barbarossa al tempo della sua seconda discesa in Italia, Lodi si trovò per gran parte della prima storia comunale stretta fra le mire egemoniche della metropoli ambrosiana e il sostegno dell’Impero. Ne risultarono sviluppi politici e un senso della memoria urbana per molti versi peculiari, che questo saggio si prefigge di indagare ponendo il caso lodigiano, per la prima volta, in diretto dialogo con le acquisizioni più recenti della storiografia nazionale e internazionale in materia di ceti dirigenti ed esordi del governo consolare. / ENGLISH: Destroyed by the Milanese twice – in 1111 and 1158 – and rebuilt by Frederick I Barbarossa during his second descent in Italy, throughout most of its early communal history Lodi was clasped between the hegemonic aims of the Ambrosian metropolis and the support of the Empire. This led to political developments and a sense of civic memory that are in many ways peculiar. This essay aims to investigate these peculiarities by placing the case of Lodi, for the first time, in direct dialogue with the most recent national and international scholarship on the role of the elites and the emergence of consular government

    Il monachesimo femminile in Italia nei secoli VIII-XI: famiglia, potere, memoria. Conclusioni

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    ITALIANO: Il breve saggio ripropone in sintesi le principali tematiche che fanno da filo conduttore di un dossier di indagini sui monasteri femminili nelle città italiane dal secolo V all’XI: i rapporti delle badesse e delle monache con i poteri laici (duchi, re, aristocrazie locali) piuttosto che con quelli ecclesiastici, la debole e contrastata istituzionalizzazione e limitatamente ai monasteri regi la proposta di una immagine di sé. / ENGLISH: This short article summarizes the main topics that serve as a common thread of this monographic dossier on female monasteries in Italian cities between the eighth and the eleventh centuries: the relationship of the abbesses and nuns with both lay (dukes, kings, local aristocracies) and ecclesiastical authorities, the feeble and arduous institutionalization of the monasteries, and (only for what concerns royal monasteries) how they displayed their self-image

    Repertorio delle attribuzioni discordanti nella lirica trovierica

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    Questione assai spinosa per gli specialisti della lirica antico-francese, il cui corpus è costituito da oltre 2.500 componimenti, è quella della paternità: il 63% dei testi è anonimo; dei rimanenti, nel 17% dei casi le rubriche dei canzonieri propongono almeno due autori. Il fenomeno delle attribuzioni discordanti, di vasta portata, non è però evidenziato a sufficienza nei repertori attualmente disponibili: in questo studio si tenta di sondarne le principali casistiche e si propone, inoltre, una schedatura dei trovieri il più possibile neutra e non viziata da giudizi precostituiti. In ultima analisi, l’escursione attributiva non sembrerebbe solo un problema ecdotico, ma anche e soprattutto la testimonianza di una vitalità letteraria

    Fonti documentarie e istituzioni culturali nelle città venete dei decenni centrali dell'Ottocento: archivi e biblioteche municipali

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    ITALIANO: Nel corso dell’Ottocento, le biblioteche municipali divengono, nelle città venete, il luogo di conservazione anche della documentazione archivistica pubblica e privata, assumendo in tal modo un forte ruolo identitario, condiviso dai ceti dirigenti. Ciò accade sin dalla prima metà dell’Ottocento, e prosegue senza sostanziale soluzione di continuità dopo l’annessione del Veneto all’Italia nel 1866, grazie anche all’apporto degli archivisti veneziani dell’Archivio dei Frari. L’attenzione è posta soprattutto su istituzioni e protagonisti delle città di Verona e Vicenza, con cenni anche su Treviso, Bassano e Padova. È sottolineato in particolare il ruolo del clero liberale e dell’aristocrazia, con una crescente incidenza di archivisti e bibliotecari di estrazione borghese, laureati all’Università di Padova, verso la fine dell’Ottocento. / ENGLISH: During the nineteenth century the municipal libraries of the cities of the Veneto became also repositories for public and private archival documents, thus playing a leading role in defining an identity, which was shared by the governing elite. This occurred as early as the first half of the nineteenth century, and continued uninterruptedly after the annexation of Veneto to Italy in 1866, also thanks to the work of the Venetian archivists of the Archivio dei Frari. The paper addresses especially the institutions and the main actors in Verona and Vicenza, with a few considerations on Treviso, Bassano and Padua. The author underscores the role of the liberal clergy and the aristocracy, and the increase in archivists and librarians (who had received their degree from the University of Padua) coming from the bourgeoisie, towards the end of the nineteenth century

    Erudizione e storia locale a Feltre nella seconda metà dell'Ottocento: Antonio Vecellio

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    ITALIANO: Il saggio traccia i contorni della figura di don Antonio Vecellio, lo studioso di maggior rilievo della Feltre del secondo Ottocento, al quale si deve l’instancabile opera di costruzione dell’identità cittadina nel contesto del processo di Unità nazionale. Impegnato su più fronti (dalla raccolta di fonti alla ricerca storica, alla tutela del patrimonio artistico locale, alla celebrazione dei ‘grandi’ uomini, alla fondazione di un museo e di una biblioteca), egli fu pubblicista, editore, insegnante, poeta, collezionista, in contatto epistolare con numerosi studiosi e intellettuali del periodo. / ENGLISH: The article illustrates the figure of Antonio Vecellio, the most important scholar in Fletre during the second half of the nineteenth century, whose major concern was the construction of the town’s municipal identity in the context of the Italian unification. Engaged in different intellectual activities (he collected documents, carried out historical research, preserved the local artistic heritage, celebrated the “great men”, founded the Feltre museum and public library), he was publicist, teacher, poet, avid collector and entertained correspondence with many intellectuals and scholars of the period

    Riti e costumi funerari tra tradizione romana e cultura cristiana

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    Materiali per il Corso di Archeologia Cristiana (a.a. 2007-2008 / 2018-2019), Facoltà di Lettere e Filosofia (ora Dipartimento di Scienze Umanistiche - DISUM), Università degli Studi di Catania

    Architettura paleocristiana e bizantina

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    Materiali per il Corso di Archeologia Cristiana (a.a. 2007-2008 / 2018-2019), Facoltà di Lettere e Filosofia (ora Dipartimento di Scienze Umanistiche - DISUM), Università degli Studi di Catania

    Inventarium conficere tra prassi e dottrina a Genova (secc. XII-XIII)

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    ITALIANO: Lo studio si propone di analizzare l’evoluzione della tipologia documentaria dell’inventario tra i secoli XII-XV, così come prodotta dalle curie genovesi. Questa particolare forma di documenti ha sollecitato alcune riflessioni sulla maturità tecnica e culturale del notariato cittadino nel XII secolo. / ENGLISH: The paper aims to analyze the evolution of the documentary typology of the inventory between the XII-XV centuries, as produced by the Genoese curia. This particular form of document has prompted some reflections on the technical and cultural maturity of the notary public in the 12th century

    The Summa Feudorum of MS Parm. 1227: a Work by Iacobus Aurelianus (1250 ca.)?

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    ENGLISH: This contribution offers an updated and commented edition of one of the most discussed treatises in feudal law, transmitted by only one witness (Parma, Biblioteca Palatina, Parm. 1227) and whose authorship is still largely hypothetical. Textual and structural analyses of this tradition, compared with MS Wien, Österreichische Nationalbibliothek, 2094 and Baldus de Ubaldis’s Lectura Feudorum, aim at proving that the author might be Iacobus Aurelianus, alias Jacques d’Orleans, a French lawyer probably educated in Italy in the mid-thirteenth century whose writings – thirty-odd marginal additiones mostly to feudal law literature – have not been considered as a whole thus far. / ITALIANO: Questo contributo offre un’edizione aggiornata e commentata di uno dei più discussi trattati di diritto feudale, trasmesso dal solo testimone Parma, Biblioteca Palatina, Parm. 1227, la cui attribuzione è a tutt’oggi largamente ipotetica. L’analisi testuale e strutturale del trattato, comparata col ms. Wien, Österreichische Nationalbibliothek, 2094 e con la Lectura Feudorum di Baldo degli Ubaldi, vuole dimostrare come l’opera possa essere ascritta a Iacobus Aurelianus, altrimenti noto come Jacques d’Orléans, un esperto di diritto probabilmente formatosi in una scuola italiana attorno alla metà del Duecento, i cui scritti noti – all’incirca una trentina di additiones in margine ad altre opere di diritto feudale – non sono stati finora considerati organicamente

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