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Tracciare il passato. I graffiti come fonte per la storia medievale e moderna
Tradizionalmente interpretati come segno di una spontaneità estemporanea e libera da restrizioni o, ancora più spesso, come risultato di atti di contestazione o di semplice vandalismo, i graffiti sono una costante della civiltà umana, capaci di fornire innumerevoli informazioni sull’evoluzione sociale, politica, linguistica, religiosa e culturale delle società umane. In questo libro, lo sguardo si concentra sui secoli del Medioevo e dell’Età moderna, rispetto ai quali i graffiti si pongono come fonti storiche a tutti gli effetti: incisi o a volte disegnati da pellegrini, viandanti e prigionieri, i graffiti analizzati si riferiscono a diversi casi di studio e contesti geografici e temporali, tutti capaci però di gettare maggior luce sulla nostra conoscenza del passato e di alcuni suoi specifici aspetti
Insubordinazione e disciplinamento. Comunità, vescovi e inquisitori nella diocesi di Aosta del XV secolo
ITALIANO: Gli anni Quaranta del XV secolo costituiscono per la diocesi di Aosta un momento di forte conflittualità tra comunità locali e autorità vescovile. Partendo da un episodio specifico – l’aggressione del vicario parrocchiale di Introd da parte di alcuni uomini armati vestiti con abiti femminili – l’articolo si interroga sulle cause della crescente insofferenza comunitaria alla giustizia
vescovile. Il confronto con altri coevi casi di ribellione consente da un lato di inserire i fatti di Introd in un contesto di più ampio respiro, caratterizzato da un uso diffuso, da parte della curia episcopale, degli strumenti conoscitivo-repressivi a sua disposizione; dall’altro di evidenziare le peculiarità del singolo caso, che pare assumere i contorni di un rituale del rovesciamento
inscenato per ripristinare un ordine comunitario ritenuto minacciato. / ENGLISH: In the diocese of Aosta, the 1440s were a period of conflict between local communities and the
bishop. Starting from a specific episode – the attack of the parish vicar of Introd by some armedvmen dressed in women’s clothing – the article questions the causes of the growing communityvintolerance towards bishop’s justice. The comparison with other cases of rebellion allows, on the
one hand, to place the Introd episode in a broader context, characterised by a widespread usevby the episcopal power of the cognitive-repressive instruments; on the other hand, to highlightvthe peculiarities of the single case, which evokes a ritual of overthrow, staged to restore a community order deemed threatened
Filiera del ferro e connettività locale: la creazione di un ‘distretto industriale’ nella Valtellina del tardo medioevo
ITALIANO: Questo articolo si occupa di indagare i meccanismi di costruzione della filiera siderurgica alpina nel basso medioevo a partire dallo studio della Valtellina. All’interno di un dibattito molto vivace sulle relazioni economiche tra piano globale e piano locale nello sviluppo economico, lo studio delle filiere di sfruttamento delle risorse naturali, in particolare del ferro, mette in luce
il ruolo rilevante degli scambi locali e del sistema creditizio nella costruzione del distretto siderurgico. Gli imprenditori del ferro, per lo più di origine locale, sono la chiave di volta di questo distretto, che è tuttavia caratterizzato da specializzazioni professionali e da mobilità geografica di medio-corto raggio. / ENGLISH: This article investigates the mechanisms behind the construction of the Alpine iron and steel production chain in the Late Middle Ages, starting from the case study of Valtellina. Within the context of a lively debate on the economic relationships between the global and local levels in economic development, the study of natural resource exploitation chains, particularly iron, highlights the significant role of local trade and credit system in the establishment of the iron district. Iron entrepreneurs, mostly of local origin, are the cornerstone of this district, which is nonetheless characterized by professional specialization and medium-to short-range geographical mobility
Fiscalità e circolazione di capitali nel tardo medioevo: introduzione
ITALIANO: Questa introduzione presenta la sezione monografica dedicata a Fiscalità e circolazione di capitali nel tardo medioevo. In un primo momento si sofferma sulla nozione bourdieusiana di ‘capitale’ e sul modo in cui essa aiuta a proporre un questionario di ricerca sulla fiscalità adeguato alla complessità di questo ambito, nel quale il politico, l’economico e il sociale si sovrappongono.
Tale approccio permette di ripartire dai progressi storiografici recenti per rilanciare il discorso
sulla circolazione e redistribuzione di risorse non solo economiche e non solo da parte degli stati, bensì facendo attenzione a come s’intreccia l’agire dei molteplici attori (comunità, signorie, individui, enti ecclesiastici e monastici...) coinvolti a vario titolo nel controllo e nella gestione di diritti fiscali. La seconda parte dell’introduzione mette in evidenza come gli articoli della sezione dialogano con quest’idea, raccogliendo gli spunti da essi offerti per illustrare il potenziale delle domande indicate nel questionario. / ENGLISH: This paper introduces the monographic section on Fiscality and Capital Circulation in the Late Middle Ages. Initially it focuses the bourdieusian notion of ‘capital’ and the ways the latter can
help in shaping new questions on fiscality that better fit the complexity of the field, in which political, economic, and social spheres overlap. This approach allows the participants to move from recent historiography and rethink the circulation and distribution of resources that are
not necessarily economic/material, not only by states. It also helps bring to the fore the interplay between the various agencies (communities, lordships, individuals, ecclesiastic institutions …) involved in the control and management of fiscal rights. The second part of the introduction highlights how the individual contributions collected here interact with this idea, taking suggestions and hints from the individual cases to better frame the potential of the research questionnaire
III Convegno della medievistica italiana. Udine, 10-13 giugno 2024
La SISMED, Società italiana per la storia medievale, ha organizzato nei giorni 10-13 giugno 2024 il terzo convegno della medievistica italiana nelle sedi dell’Università di Udine. L’iniziativa è stata articolata in 59 panel tematici cui hanno preso parte più di 200 studiosi e studiose – a diversi stadi della loro carriera universitaria – tra coordinatori, relatori e discussant.
La SISMED ha deciso di mettere a disposizione della comunità scientifica i primi esiti di quasi tutti i panel, che testimoniano larga parte dei temi vivi nella medievistica italiana del secondo decennio del secolo: si leggono qui gli abstract o le relazioni presentate nel corso del convegno, in una versione preliminare a una rielaborazione in forma più distesa e completa – arricchita dal contributo di dibattito seguito alle esposizioni nei panel – e in vista di una eventuale e più tradizionale pubblicazione.
Autori e autrici hanno consegnato i propri lavori nella modalità di loro maggior gradimento, spesso senza note e bibliografia e talora nella semplice forma di abstract. Il deposito, sotto la data del 14 maggio 2025, di tale assemblaggio non selettivo (mancano solo i testi di chi ha lecitamente preferito non consegnare) nell’Open Archive di Reti Medievali (www.rmoa.unina.it) ha la funzione di tutelare questo patrimonio intellettuale e il diritto di ciascun autore. I panel sono presentati nella successione che si legge nella locandina del convegno (fatti salvi i panel doppi), qui riprodotta in calce al pdf cumulativo
Atti di ultima volontà e notai testatori. Indagini sulla documentazione testamentaria notarile campana (secoli XIII-XV)
ITALIANO: Il lavoro presenta gli esiti di un primo censimento della documentazione testamentaria di area
napoletana e salernitana prodotta tra XIII e XV secolo. In particolare, sono stati presi in considerazione solo i documenti in cui il testatore è un notaio; di tali documenti sono stati esaminati l’articolazione formale e le modalità di corroborazione, nonché gli aspetti legati alle dinamiche
sottese alla trasmissione del patrimonio del testatore e alle relazioni parentali all’interno dei relativi contesti socio-culturali. / ENGLISH: The paper presents the results of an initial census of testamentary documentation from the Neapolitan and Salerno area produced between the 13th and 15th centuries. In particular, only those documents in which the testator is a notary were taken into consideration; of these documents the formal articulation and modes of corroboration were examined, as well as aspects related to
the dynamics underlying the transmission of the testator’s wealth and parental relations within the relevant socio-cultural contexts
The patrons of the Kingdom. Shipowners, shipmasters, foreign merchants and the control of Sicily’s fiscal system at the beginning of the Trastámara age (1414-22)
ITALIANO: Nel 1420, Alfonso V d’Aragona (1416-58), detto il Magnanimo, stipulava un contratto con un gruppo di patrons, ovvero, di armatori e capitani di navi iberici, allo scopo di ottenere i vascelli per la sua flotta regia e il sostegno militare del quale necessitava per completare la conquista
della Sardegna e avviare l’invasione della Corsica, che era in mano genovese. In virtù di tale accordo, il sovrano cedeva temporaneamente a questi patrons il controllo sulle risorse fiscali più importanti del regno di Sicilia, quelle cioè generate dall’esportazione del grano e di altre
vettovaglie dai porti dell’isola, mediante la vendita di licenze per l’esportazione (tratte). L’intesa si concretizzò pure in un’ampia cessione di quote di autorità pubblica, tanto che i patrons furono investiti dell’amministrazione diretta dei porti e del loro personale, nonché del controllo sui castelli nelle località in cui si trovavano le strutture portuali che gli erano state assegnate. Dopo avere analizzato l’opera di ricostruzione del real patrimonio siciliano in seguito all’avvento della dinastia di Trastámara sul trono della Corona d’Aragona nel 1412, il saggio discute il ruolo della Sicilia per il finanziamento delle imprese militari di Alfonso il Magnanimo, per spostare poi l’attenzione sull’accordo stipulato tra quest’ultimo e il consorzio di armatori e capitani di navi al suo servizio, esaminando non solo i contenuti dell’accordo e la distribuzione delle risorse fiscali tra i patrons, ma anche le loro origini sociali. Infine, il saggio si chiude con un’analisi del ruolo strategico che il regno di Sicilia, grazie alle sue ricche risorse fiscali, ebbe per il proseguimento delle campagne militari della Corona a Napoli e nel Mezzogiorno italiano. / ENGLISH: in 1420, Alfonso V of Aragon (1416-58), known as the Magnanimous, signed a legal contract with a group of patrons (i.e., shipowners and shipmasters) to secure ships for the royal fleet and
military support to complete the conquest of Sardinia and launch an offensive against Corsica, then under Genoese rule. According to this agreement, the sovereign temporarily granted these patrons control over the kingdom’s most significant fiscal resources, namely, the revenues gen-
erated from grain and foodstuff exports through the sale of export licenses (tratte). The agreement also resulted in the transfer of extensive public authority from the Crown to the patrons, who gained direct administrative control over the ports, their personnel, and the castles located in the same port towns. After examining the reconstruction of the royal patrimony following Alfonso’s ascension to the Crown of Aragon in 1412, this essay explores Sicily’s role in financing the political and military agenda of Alfonso the Magnanimous, focusing on the agreement between the monarch and the consortium of shipowners and shipmasters. In this regard, it provides a detailed analysis of the contract’s contents, the distribution of fiscal resources among
the patrons, and their social origins. Finally, the essay discusses Sicily’s increasing strategic and financial significance in supporting the Crown of Aragon’s subsequent campaigns in Naples and the Italian Mezzogiorno
Entretien avec Andrea Ghidoni
FRANÇAIS: Cet article présente un entretien entre Benoît Grévin et Andrea Ghidoni à propos de "Piangere la memoria. Lamento funebre e culture medievali" (2024). L’ouvrage explore la lamentation funèbre dans les cultures médiévales sous une approche interdisciplinaire alliant philologie et anthropologie. Il examine les multiples formes du planctus à travers la lyrique, la narration épique et la lamentation mariale, tout en interrogeant ses interactions avec la consolation et l’épitaphe. / ENGLISH: This article features an interview between Benoît Grévin and Andrea Ghidoni on "Piangere la memoria. Lamento funebre e culture medievali" (2024). The book investigates medieval mourning traditions through an interdisciplinary lens, combining philology and anthropology. It analyzes the various forms of planctus in lyric poetry, epic narratives, and Marian lamentations
while exploring their connections to consolation and epitaph traditions
Das Mittelalter. Perspektiven mediävistischer Forschung Zeitschrift des Mediävistenverbandes. Bd. 30 Nr. 1 (2025): Schnittstelle Mediävistik Kollaborationen der Mittelalterforschung im digitalen Zeitalter
DEUTSCH: Das Themenheft widmet sich der computationell arbeitenden Mittelalterforschung in ihrer verbindungsstiftenden Funktion. Als Schnittstelle vermittelt sie zwischen den Disziplinen, Digitalem und Analogem, heterogenen Forschungsgegenständen und vielfältigen Methoden. Dabei integriert sie nicht nur Ansätze und Wissen aus anderen Fachbereichen, sondern trägt auch zum Erkenntnisgewinn über ihre eigene Disziplin hinaus bei. Das Ziel des Bandes ist, kollaborative Verfahren der Digital Humanities forschungsorientiert und praxisnah vorzustellen und die hierfür angewandten Methoden und Praktiken zu evaluieren und zu diskutieren. / ENGLISH: This volume is dedicated to computational medieval research in its connecting function. As an interface, it mediates between disciplines, the digital and the analog, heterogeneous research objects and diverse methods. In doing so, it not only integrates approaches and knowledge from other disciplines, but also contributes to gaining knowledge beyond its own discipline. The aim of this volume is to present collaborative approaches of digital humanities in a research-oriented and practical way and to evaluate and discuss the methods and practices used for this purpose