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The memory of grief. An Investigation into Italian Military Healthcare in the Russian Campaign (1941-1943)
Background: The Russian campaign (1941-1943) represented one of the most dramatic experiences for the Italian army during World War II, confronting healthcare workers with extreme challenges.Objectives: This article aims to analyze the experiences of Italian healthcare providers during the Russian campaign, examining their working conditions, professional preparation, and personal experiences.Methods: The study is based on extensive archival research and critical analysis of memoirs, diaries, and direct testimonies from the healthcare workers involved.Results: The analysis reveals significant operational difficulties, primarily due to material and organizational deficiencies that compromised the effectiveness of healthcare provision. The sources reveal important differences in the experiences of various healthcare providers, offering a complex, multilayered overview of medical assistance in extreme war contexts.Conclusions: These testimonies not only preserve the historical memory of a traumatic experience but also provide valuable insights for contemporary professional practice, highlighting the importance of resilience and adaptability in critical conditions.Background: La campagna di Russia (1941-1943) rappresentò una delle esperienze più drammatiche per l\u27esercito italiano durante la Seconda guerra mondiale, ponendo gli operatori sanitari di fronte a sfide estreme.
Obiettivi: L\u27articolo si propone di analizzare le esperienze degli operatori sanitari italiani durante la campagna di Russia, esaminandone condizioni di lavoro, preparazione professionale e vissuti personali.
Metodi: Lo studio si basa su una ricerca d\u27archivio approfondita e sull\u27analisi critica di memorie, diari e testimonianze dirette degli operatori sanitari coinvolti.
Risultati: Dall\u27analisi emerge un quadro caratterizzato da significative difficoltà operative, dovute principalmente a carenze di natura materiale e organizzativa che compromisero l\u27efficacia dell\u27assistenza sanitaria. Le fonti rivelano importanti differenze nelle esperienze dei diversi operatori sanitari, offrendo una panoramica complessa e stratificata dell\u27assistenza sanitaria in contesti bellici estremi.Conclusioni: Queste testimonianze non solo preservano la memoria storica di un\u27esperienza traumatica, ma forniscono anche preziosi spunti di riflessione per la pratica professionale contemporanea, evidenziando l\u27importanza della resilienza e dell\u27adattabilità in condizioni critiche
Revolutionary Spring
Interventi a cura di Enrico Francia (Università degli Studi di Padova) e Marco Meriggi (Università degli Studi di Napoli “Federico II”) sul volume di Christopher Clark, Revolutionary Spring. Fighting for a New World 1848-1849, London, Penguin, 2023, ora disponibile anche in traduzione italiana con il titolo: Il fuoco della rivoluzione. L’Europa in lotta per un nuovo mondo 1848-1849, Roma-Bari, Laterza, 2024
Nicolò Lipari and the Sociology of Law
In questo saggio si analizza il contributo di Nicolò Lipari alla nascita ed alla crescita della sociologia del diritto in Italia. Pur essendo un giurista, Lipari riteneva fondamentale il contributo della sociologia del diritto soprattutto per poter offrire un’interpretazione della norma giuridica che, oltre al dato testuale, prendesse in considerazione il contesto sociale, nel quale la norma avrebbe dovuto operare.
L’analisi viene condotta, utilizzando alcuni saggi apparsi su questa rivista e altri, nei quali il rapporto tra scienza giuridica e sociologia del diritto costituisce il problema cruciale della sua ricerca.This essay analyses Nicolò Lipari’s contribution to the birth and growth of the sociology of law in Italy. Although he was a jurist, Lipari considered the contribution of the sociology of law to be fundamental, especially in order to offer an interpretation of the legal norm that, in addition to the textual data, would take into account the social context in which the norm was to operate.
The analysis is carried out using some essays published in this journal and others, in which the relationship between legal science and the sociology of law constitutes the crucial issue of his research
Disconfirmation is not modus tollens
Scientific disconfirmation has often been thought to be reasoning by modus tollens. This interpretation, however, misconstrues the conditionals in this scientific reasoning in terms of the material conditional, rather than in terms of causal conditionals. Scientific confirmation has also been thought to be a logical fallacy, affirming the consequent. Once one embraces the idea that scientists are reasoning in terms of causal conditionals, rather than the material conditional, we can avoid the peculiarity of the view that scientific confirmation is based on a simple logical fallacy. Interpreting scientists as reasoning about physical consequences of hypotheses enables a more charitable interpretation of scientific disconfirmation and confirmation
Interdisciplinary Systematic Review: A Novel Approach to Evidence Synthesis
Reporting on the newly started project "Interdisciplinary Systematic Review: A Novel Approach to Evidence Synthesis
COMPLAINTS IN ITALIAN AS A SECOND LANGUAGE: A STUDY ON (SOCIO)PRAGMATIC STRATEGIES AND PROSODIC VARIATIONS
This study analyzes the production of complaint acts in both L2 Italian and native Italian. It focuses on examining the relationship between the prosodic indices used by Italian learners and native speakers during the production of complaints, as well as the (socio)pragmatic strategies employed to execute these acts. To this end, a sample of protests produced by Arabic-speaking and Spanish-speaking learners, as well as by a group of native speakers through oral role-plays, to analysis was analysed from both a socio-pragmatic and a phonetic perspective. The preliminary results indicate a diverse range of outcomes. The learners, although exhibiting some differences between the two groups, tend to utilise more direct strategies and fewer modifications, which at times results in a reduction in politeness, particularly in situations of greater social distance. The prosodic analysis, which was limited to the study of the directive speech acts present in the complaints, revealed the presence of narrow pitch ranges and shorter durations of nuclear vowels in learners. Furthermore, the orders produced by the learners exhibited a less prominent final falling of the intonation pattern, resulting in a more mitigated prosody than that observed in the native data. This study can contribute to a deeper understanding of the interlinguistic competencies of learners from more distant languages and cultures and serve as a valuable resource for teaching linguistic acts that are considered more complex due to their higher face-threatening nature.
Atti di protesta in italiano come seconda lingua: uno studio sulle strategie (socio)pragmatiche e sulle variazioni prosodiche
Questo studio analizza la produzione degli atti di protesta in parlanti nativi e non nativi di italiano, con l’obiettivo di esaminare la relazione tra gli indici prosodici e le strategie (socio)pragmatiche impiegati durante la realizzazione dell’atto linguistico. A tal fine, è stato sottoposto ad analisi un corpus, prodotto attraverso simulazioni orali, dalla duplice prospettiva socio-pragmatica e fonetica. I risultati preliminari evidenziano una varietà di esiti. Sebbene emergano differenze tra i due gruppi di apprendenti, essi tendono ad adottare strategie più dirette e a utilizzare meno mitigazioni, con una conseguente riduzione del grado di cortesia, specialmente in contesti caratterizzati da maggiore distanza sociale. L’analisi prosodica, limitata allo studio degli atti linguistici direttivi all\u27interno delle proteste, ha rilevato negli apprendenti un’escursione tonale più ristretta e una durata più breve delle vocali nucleari. Inoltre, gli ordini prodotti dagli apprendenti mostrano una discesa intonativa finale meno marcata, con una resa prosodica più attenuata rispetto ai dati osservati nei parlanti nativi. Questo studio contribuisce a una comprensione più approfondita delle competenze interlinguistiche degli apprendenti provenienti da lingue e culture linguisticamente e culturalmente distanti, e rappresenta una risorsa preziosa per l’insegnamento degli atti linguistici che, per la loro natura intrinsecamente minacciosa per l’immagine sociale, risultano essere caratterizzati da una maggiore complessità
GLI INSEGNANTI DI ITALIANO LS IN GRECIA E LA PERCEZIONE DELLA CULTURA ITALIANA: UN CASO DA OSSERVARE
Nell’attuale contesto storico in cui la diversità linguistica è tenuta in considerazione nelle società democratiche e la pluralità delle lingue e delle culture è individuata come elemento fondante delle identità dei cittadini, vale la pena interrogarsi sul ruolo della presenza della lingua italiana all’estero. L’Italia da sempre è stato un crocevia di lingue e culture e, negli anni, ha stabilito proficue relazioni culturali con Paesi diversi. Tra questi, un ruolo di primo piano spetta alla Grecia, i cui profondi legami con l’Italia affondano le radici nella storia del passato e la cui realtà dell’insegnamento dell’italiano come LS conserva dei tratti di grande vitalità e dinamismo. L’obiettivo di questo lavoro è analizzare alcune caratteristiche dell’insegnamento nel contesto educativo greco, in particolare in relazione alla percezione che hanno i docenti della cultura italiana, al fine di riconoscere meglio quali elementi dell’immaginario correlati all’Italia tendono a stabilizzarsi e a essere eventualmente immessi nei contenuti didattici. Attraverso un questionario somministrato a degli insegnanti che operano in Grecia, sono state tratte delle informazioni dirette per individuare delle tendenze ricorrenti legati all’immagine dell’italiano e al suo insegnamento. Da tali risultati si possono trarre possibili riflessioni utili sul piano didattico e in termini di politica generale di diffusione dell’italiano.
LS Italian teachers in Greece and the perception of Italian culture: a case to observe
In the current historical context where linguistic diversity is valued in democratic societies and the plurality of languages and cultures is recognized as a fundamental element of citizens\u27 identities, it is worth reflecting on the role of the presence of the Italian language abroad. Italy has always been a crossroads of languages and cultures and, over the years, has established fruitful cultural relations with various countries. Among these, Greece holds a prominent position, with deep ties to Italy rooted in history, and a vibrant and dynamic reality of teaching Italian as a second language. The aim of this work is to analyze certain characteristics of teaching in the Greek educational context, particularly concerning teachers\u27 perceptions of Italian culture, in order to better understand which elements of the Italian-related imagery tend to stabilize and potentially be included in educational content. Through a questionnaire administered to teachers working in Greece, direct information was obtained to identify recurring trends related to the image of Italian and its teaching. From these results, possible reflections can be drawn that are useful on an educational level and in terms of general policy for the dissemination of Italian
«DUE VOLTE FUORI CASA ERAVAMO. UNA IN GERMANIA E UNA IN MEZZO AL MONDO». VOCI SICILIANE SCRITTE DALL’“ALTROVE” TEDESCO NEL SECONDO NOVECENTO
Tra il 1933 e il 1945, si intensifica uno spostamento di uomini (cose, dialetti e abitudini) dall’Italia verso la Germania, a seguito del reclutamento di manodopera italiana e di patti di cooperazione internazionali. La fine della Guerra, con la frattura dell’alleanza politica tra i due Paesi, porta ad una diffidenza che si manifesta in una nomea diffusa, ossia Badoglio, che denuncia un processo di sineddoche onomastica con il senso di “traditore”, “inaffidabile”. Dopo la Seconda guerra mondiale da Stoccarda a Colonia, da Monaco a Saarbrücken, da Berlino a Wolfsburg, immigrati italiani provenienti da regioni del Nord-Est italiano o dal Meridione vennero occupati nel segmento più basso della produzione dei distretti minerari e industriali. In questo articolo ci occuperemo di due testi (Carbonaro, 2012; Vilardo, 1975 [2007]) in cui sono raccolte testimonianze dirette e indirette di emigrati, prevalentemente siciliani, che hanno vissuto lo strappo della “spartenza” e la difficile convivenza con un mondo che parlava e viveva in modo diverso, soffermandoci anche sulle testimonianze delle seconde generazioni.
«Due volte fuori casa eravamo. Una in Germania e una in mezzo al mondo». Written voices from the German “elsewhere” in the Twentieth Century
Between 1933 and 1945, a large number of men (but also “things”, dialects and habits) move from Italy to Germany due to Italian enrolment and international cooperation agreements. The end of the war and the political alliance between the two countries lead to a difference based on a common call defined as “Badoglio”. After the II World War, Italian immigrants worked at the lowest level of production in mining and industrial areas. This research focuses on two texts (Carbonaro, 2012 and Vilardo, 1975 [2007]) that collect direct and indirect stories of emigrants who experienced the separation from their homeland and the difficulties of a country with a different language and lifestyle. These sources make it possible to extract linguistic and cultural elements typical of the first emigration, as well as the coexistence and life in Germany that characterizes the second generation.