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Ambiguity Attitude, R&D Investments and Economic Growth
The process aimed at discovering new ideas is an economic activity whose returns are intrinsically uncertain. In a standard neo-Schumpeterian growth framework we assume that, when deciding upon R&D efforts, economic agents hold ‘ambiguous beliefs’ about the exact probability of arrival of the next vertical innovations, and face ambiguity via the α-MEU decision rule (Ghirardato et al. (2004)). Along the steady-state equilibrium the higher the agents’ ambiguity aversion (α), the lower the R&D efforts and, coeteris paribus, the overall economic performance. Consistently with a cross-country empirical evidence, this causal mechanism suggests that, together with the profitability conditions of the economy, different ‘cultural’ attitudes towards ambiguity may contribute to explain the different R&D intensities observed across countries.The process aimed at discovering new ideas is an economic activity whose returns are intrinsically uncertain. In a standard neo-Schumpeterian growth framework we assume that, when deciding upon R&D efforts, economic agents hold ‘ambiguous beliefs’ about the exact probability of arrival of the next vertical innovations, and face ambiguity via the α-MEU decision rule (Ghirardato et al. (2004)). Along the steady-state equilibrium the higher the agents’ ambiguity aversion (α), the lower the R&D efforts and, coeteris paribus, the overall economic performance. Consistently with a cross-country empirical evidence, this causal mechanism suggests that, together with the profitability conditions of the economy, different ‘cultural’ attitudes towards ambiguity may contribute to explain the different R&D intensities observed across countries.Non-Refereed Working Papers / of national relevance onl
Il Business Model come punto di contatto tra Tecnologia ed Organizzazione
Con la nascita e lo sviluppo della new-economy il concetto di ``Business Model'' si è diffuso sia nella pratica di business che nella ricerca scientifica. Sebbene l'interesse nei confronti di questa tematica, segnalato dalla frequenza della ricorrenza del termine nelle pubblicazioni di carattere scientifico, sia sufficientemente sostenuta, allo stato attuale la ricerca sui Business Model soffre di un problema di frammentazione. I Business Model sono stati analizzati da differenti discipline con obiettivi e finalità diverse. Allo stato attuale manca ancora consenso unanime su una definizione condivisa di Business Model ed emerge la necessità di intensificare la ricerca empirica in questo settore. Recenti lavori di ricerca, nel tentativo di riassumere e considerare tutte le precedenti posizioni, hanno proposto l'adozione di ontologie per la derivazione di una definizione di Business Model condivisa e condivisibile. Il processo di creazione di queste ontologie mette in evidenza come tratti comuni alle esperienze di ricerca in questa area tematica, seppur provenienti da differenti settori scientifici, consistono nel rapporto tra organizzazione, tecnologia e strategia. Alla luce di questo scenario, nel presente paper, dopo una analisi della letteratura esistente sui Business Model, viene presentata l'applicazione della Business Model Ontology al progetto europeo LD- CAST con l'obiettivo di analizzare l'utilità di questo schema concettuale di riferimento, applicandolo ad un caso reale, nell'ambito di un processo di progettazione organizzativa che prende in considerazione una o più tecnologie informatiche e di comunicazione1.
1 Attività di ricerca parzialmente finanziata dal progetto europeo LD-CAST: Local Development Cooperation Action Enabled by Semantic Technology (FP6-2004-IST) -- Sito web del progetto: http://www.ldcastproject.com.Con la nascita e lo sviluppo della new-economy il concetto di ``Business Model'' si è diffuso sia nella pratica di business che nella ricerca scientifica. Sebbene l'interesse nei confronti di questa tematica, segnalato dalla frequenza della ricorrenza del termine nelle pubblicazioni di carattere scientifico, sia sufficientemente sostenuta, allo stato attuale la ricerca sui Business Model soffre di un problema di frammentazione. I Business Model sono stati analizzati da differenti discipline con obiettivi e finalità diverse. Allo stato attuale manca ancora consenso unanime su una definizione condivisa di Business Model ed emerge la necessità di intensificare la ricerca empirica in questo settore. Recenti lavori di ricerca, nel tentativo di riassumere e considerare tutte le precedenti posizioni, hanno proposto l'adozione di ontologie per la derivazione di una definizione di Business Model condivisa e condivisibile. Il processo di creazione di queste ontologie mette in evidenza come tratti comuni alle esperienze di ricerca in questa area tematica, seppur provenienti da differenti settori scientifici, consistono nel rapporto tra organizzazione, tecnologia e strategia. Alla luce di questo scenario, nel presente paper, dopo una analisi della letteratura esistente sui Business Model, viene presentata l'applicazione della Business Model Ontology al progetto europeo LD- CAST con l'obiettivo di analizzare l'utilità di questo schema concettuale di riferimento, applicandolo ad un caso reale, nell'ambito di un processo di progettazione organizzativa che prende in considerazione una o più tecnologie informatiche e di comunicazione1.
1 Attività di ricerca parzialmente finanziata dal progetto europeo LD-CAST: Local Development Cooperation Action Enabled by Semantic Technology (FP6-2004-IST) -- Sito web del progetto: http://www.ldcastproject.com.Uninvited Submission
L'esternalizzazione della funzione «sistemi informativi» nelle banche. Una strategia di Outsourcing
Articles published in or submitted to a Journal without IF refereed / of international relevanc
Intese orizzontali anticompetitive: un'analisi giureconomica degli strumenti rimediali
Il rapporto tra l'attuazione privatistica e pubblicistica del divieto di cartelli in una prospettiva di analisi economica. La necessità dell'intervento autonomo dei privati nell'indagine sulla anticoncorrenzialità del cartello. Verso un modello efficiente di private enforcement delle intese orizzontali anticompetitive. Problematiche maggiori legate allo sviluppo del private enforcement. Il processo di armonizzazione e il private enforcement delle intese orizzontali anticompetitive.Il rapporto tra l'attuazione privatistica e pubblicistica del divieto di cartelli in una prospettiva di analisi economica. La necessità dell'intervento autonomo dei privati nell'indagine sulla anticoncorrenzialità del cartello. Verso un modello efficiente di private enforcement delle intese orizzontali anticompetitive. Problematiche maggiori legate allo sviluppo del private enforcement. Il processo di armonizzazione e il private enforcement delle intese orizzontali anticompetitive.LUISS PhD Thesi
Traditional chieftaincy and decentralization in the Democratic Republic of Congo: opportunities and challenges.
Relevance and challenges of decentralization in African weak States. An overview of Congolese (de)centralization legislation. The ongoing democratic dynamic and the rural decentralization issue. Participation, representation and the ethnic minority issue.Relevance and challenges of decentralization in African weak States. An overview of Congolese (de)centralization legislation. The ongoing democratic dynamic and the rural decentralization issue. Participation, representation and the ethnic minority issue.LUISS PhD Thesi
La deontologia della comunicazione istituzionale
Il paper affronta il tema della deontologia con riferimento a uno dei settori emergenti nel panorama della comunicazione: quello della comunicazione pubblica e istituzionale. Le peculiarità del settore in esame si riflettono infatti anche sui meccanismi di deontologia, in maniera tale per cui assistiamo a una contaminazione tra le deontologie del sistema dell'informazione, quelle della comunicazione d'impresa e, infine, quelle proprie delle istituzioni.Il paper affronta il tema della deontologia con riferimento a uno dei settori emergenti nel panorama della comunicazione: quello della comunicazione pubblica e istituzionale. Le peculiarità del settore in esame si riflettono infatti anche sui meccanismi di deontologia, in maniera tale per cui assistiamo a una contaminazione tra le deontologie del sistema dell'informazione, quelle della comunicazione d'impresa e, infine, quelle proprie delle istituzioni.Non-Refereed Working Papers / of national relevance onl
VirtuE: a Formal Model of Virtual Enterprises for Information Markets
A vital part of a modern economy is an information market. In this market, infor-mation products are being traded in countless ways. Information is bought, modified, integrated, incorporated into other products, and then sold again. Often, the manufac-turing of an information product requires the collaboration of several participants. A virtual enterprise is a community of business entities that collaborate on the manufac-turing of complex products. This collaboration is often ad hoc, for a specific product only, after which the virtual enterprise may dismantle. The virtual enterprise para-digm is particularly appealing for modeling collaborations for manufacturing informa-tion products, and in this paper we present a new model, called VirtuE, for modeling such activities. VirtuE has three principal components. First, it defines a distributed infrastructure with concepts such as members, products, inventories, and production plans. Second, it defines transactions among members, to enable collaborative pro-duction of complex products. Finally, it provides means for the instrumentation of enterprises, to measure their performance and to govern their behavior.A vital part of a modern economy is an information market. In this market, infor-mation products are being traded in countless ways. Information is bought, modified, integrated, incorporated into other products, and then sold again. Often, the manufac-turing of an information product requires the collaboration of several participants. A virtual enterprise is a community of business entities that collaborate on the manufac-turing of complex products. This collaboration is often ad hoc, for a specific product only, after which the virtual enterprise may dismantle. The virtual enterprise para-digm is particularly appealing for modeling collaborations for manufacturing informa-tion products, and in this paper we present a new model, called VirtuE, for modeling such activities. VirtuE has three principal components. First, it defines a distributed infrastructure with concepts such as members, products, inventories, and production plans. Second, it defines transactions among members, to enable collaborative pro-duction of complex products. Finally, it provides means for the instrumentation of enterprises, to measure their performance and to govern their behavior.Articles published in or submitted to a Journal without IF refereed / of international relevanc
Fiscal Deficits, Current Account Dynamics and Monetary Policy
This paper develops a stochastic two-country "perpetual youth" Dynamic New Keynesian model of the international business cycle with incomplete international financial markets and stationary net foreign assets. The model allows for a thorough analysis of the interaction of endogenous monetary policy with endogenous, non-balanced budget fiscal policy. We derive the dynamic and cyclical properties of fiscal deficit feedback rules under alternative monetary regimes, discuss the international transmission of productivity shocks, and the implications for net foreign assets and exchange rate dynamics. Our results imply that the degree of "fiscal discipline", i.e. the extent to which the fiscal rule responds to debt dynamics, is crucial for the dynamics of net foreign assets. We show that under low fiscal discipline (characterizing most industrialized countries, first and foremost the U.S.) temporary positive productivity shocks may result in highly persistent deteriorations of the external position in the medium run. Our results also suggest that any attempt by monetary policy alone to stabilize the dynamics of net foreign assets would induce excessive and costly fluctuations of the exchange rate.This paper develops a stochastic two-country "perpetual youth" Dynamic New Keynesian model of the international business cycle with incomplete international financial markets and stationary net foreign assets. The model allows for a thorough analysis of the interaction of endogenous monetary policy with endogenous, non-balanced budget fiscal policy. We derive the dynamic and cyclical properties of fiscal deficit feedback rules under alternative monetary regimes, discuss the international transmission of productivity shocks, and the implications for net foreign assets and exchange rate dynamics. Our results imply that the degree of "fiscal discipline", i.e. the extent to which the fiscal rule responds to debt dynamics, is crucial for the dynamics of net foreign assets. We show that under low fiscal discipline (characterizing most industrialized countries, first and foremost the U.S.) temporary positive productivity shocks may result in highly persistent deteriorations of the external position in the medium run. Our results also suggest that any attempt by monetary policy alone to stabilize the dynamics of net foreign assets would induce excessive and costly fluctuations of the exchange rate.Non-Refereed Working Papers / of national relevance onl
Venture Capital e Private Equity in Italia
Questo studio analizza le determinanti e le prospettive del venture capital in Italia, nell'ambito dello studio delle relazioni esistenti tra struttura e funzionamento del sistema finanziario e crescita dell'economia e dell'occupazione. Particolare attenzione è dedicata al ruolo svolto dalla politica economica e regolamentare attraverso la disamina dei provvedimenti recenti che hanno contribuito a modificare il contesto entro il quale si muove in Italia questo segmento del mercato finanziario.Questo studio analizza le determinanti e le prospettive del venture capital in Italia, nell'ambito dello studio delle relazioni esistenti tra struttura e funzionamento del sistema finanziario e crescita dell'economia e dell'occupazione. Particolare attenzione è dedicata al ruolo svolto dalla politica economica e regolamentare attraverso la disamina dei provvedimenti recenti che hanno contribuito a modificare il contesto entro il quale si muove in Italia questo segmento del mercato finanziario.Non-Refereed Working Papers / of national relevance onl
Uncertainty Averse Bank Runners
Bank runs are relatively rare events characterized by highly pessimistic depositor’s expectations. How would pessimistic depositors expect to be treated in a bank run? How will this affect their behaviour? How can Banks handle this kind of risk? In the framework of a Diamond-Dybvig- Peck-Shell banking model, in which a broad class of feasible contractual arrangements (including .suspension schemes.) is allowed and which admits a run equilibrium, we analyze a scenario in which depositors are uncertain of their treatment should a run occur. We check whether bank runs are more likely or less likely to happen, in particular, if depositors are maxmin decision makers. We assess the utility of suspension schemes in the presence of pessimistic bank runners.Bank runs are relatively rare events characterized by highly pessimistic depositor’s expectations. How would pessimistic depositors expect to be treated in a bank run? How will this affect their behaviour? How can Banks handle this kind of risk? In the framework of a Diamond-Dybvig- Peck-Shell banking model, in which a broad class of feasible contractual arrangements (including .suspension schemes.) is allowed and which admits a run equilibrium, we analyze a scenario in which depositors are uncertain of their treatment should a run occur. We check whether bank runs are more likely or less likely to happen, in particular, if depositors are maxmin decision makers. We assess the utility of suspension schemes in the presence of pessimistic bank runners.Non-Refereed Working Papers / of national relevance onl