LANX. Rivista della Scuola di Specializzazione in Archeologia - Università degli Studi di Milano
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    Not so common pottery: the microcosm of kitchen wares from the area E of Nora

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    Tra gli indicatori archeologici che possono essere utilizzati per indagare le società antiche, la ceramica comune da cucina fornisce le maggiori informazioni sulle abitudini alimentari, tendenzialmente stabili nel tempo e condivise tra i gruppi sociali, un microcosmo di informazioni che nella pratica necessitano di essere indagate sul lungo periodo e in maniera diacronica, attraverso lo studio dei fenomeni di trasformazione delle caratteristiche tecniche e formali. Indagare l’evoluzione della batteria da cucina può quindi essere importante per la definizione delle sfere d\u27influenza tra aree culturali contigue. Nora, grazie alla sua posizione che la pone al centro di una pluralità di influssi culturali, si rivela da sempre un buon osservatorio di questi fenomeni.Among all the archaeological indicators that can be used to investigate ancient societies, the cooking wares provides relevant information on eating habits, habits that tend to be fixed in time and shared by social groups. It is a microcosm of information that needs to be investigated in a longer period and in a diachronic way, by studying technical and typological features’ changes. Investigating the evolution of cooking sets can be fundamental to understand the limits of spheres of influence between contiguous cultural groups and areas. Nora, thanks to its position in the middle of a range of cultural influences, could be a very good observatory of these cultural phenomena

    Amber pendants from the peucetian necropolis of Santo Stefano at Gravina in Puglia. The case of tomb n. 28

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    Il presente contributo prende in considerazione le attestazioni di manufatti in ambra della necropoli peuceta di Strada Santo Stefano a Gravina in Puglia (BA). Dopo una panoramica generale, si è scelto di analizzare una sepoltura, la numero 28, che conserva un pendaglio a goccia particolarmente interessante rispetto al contesto di rinvenimento. La tomba presenta inoltre un notevole corredo, composto di diversi ornamenti personali e oggetti ceramici, anche figurati, che offre lo spunto per una ipotesi di lettura complessiva della deposizione.This paper analyzes the presence of amber artifacts in the Peucetian necropolis of Strada Santo Stefano in Gravina in Puglia (BA). It has been chosen to focus on one single tomb, number 28, which includes an outstanding pendant with teardrop shape. In the grave were also found some remarkable ornamental objects and vases, some figured, which allow to give a possible interpretation of the burial

    Monte Zara (Monastir - SU). About some monetary discoveries

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    L’articolo espone una selezione del materiale numismatico rinvenuto durante le quattro campagne di scavo condotte dal 2015 al 2018 dalla cattedra di Archeologia dell’Italia Preromana dell’Università degli Studi di Milano presso il sito di Monte Zara loc. Is Obias, Monastir (SU). Nello specifico, le indagini hanno portato alla luce nel settore strada e nei pressi del settore beta 8 monete bronzee attribuibili a serie sardo-puniche e repubblicane, riferibili ad un arco cronologico che va dalla fine del IV al II secolo a.C.The article exposes a selection of the coins unearthed in the course of the excavations conducted by the Chair of Pre-Roman Archaeology of the University of Milan in the site of Monte Zara - Is Obias, at Monastir (SU). The operations took place during four excavation campaigns (2015-2018) and allowed the discovery of 8 coins referred from the end of the 4th century B.C. to the 2nd century B.C

    The reuse of pagan temple\u27s foundations in the construction of Christian churches in Byzantine Palestine

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    Durante l’età bizantina, alcuni templi pagani vennero convertiti in chiese cristiane; tale modalità di riuso dei templi si riscontra in tutte le province cristianizzate, sebbene non fu molto diffusa. Essa si attuò con una notevole varietà sia regionale sia a livello dei singoli centri urbani. Nel Levante, la conversione templare fu un fenomeno piuttosto raro e, a fronte dei numerosi templi romani presenti, solo pochi di questi vennero convertiti in chiese. Tuttavia, nell’area su cui si estendevano le province bizantine di Palaestina I, Palaestina II e Arabia si nota un’intensificazione delle conversioni. In questo articolo verranno considerati sei casi studio in altrettanti centri urbani di questo territorio, indagandone i fattori comuni col fine di valutare la presenza di schemi urbanistici condivisi.During the Byzantine period, some pagan temples were converted into Christian churches; this method of reusing the temples can be found in every Christianised province, although it is not particularly widespread. It is characterized by a considerable variety both at a regional level and at the level of individual urban centres. In the Levant, the temple conversion was a quite rare phenomenon and, in the face of a great number of Roman temples and sanctuaries, only few of these have been converted into churches. However, an intensification of the conversions can be traced in the area of the Byzantine provinces of Palaestina I, Palaestina II and Arabia. This article will consider six case studies in as many urban centres from this territory, exploring common factors in order to assess the presence of shared urban patterns

    Presentazione degli Atti del Convegno di Studi “Small Finds”

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    Per l’inaugurazione del nuovo anno accademico della Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, nel gennaio 2019 abbiamo deciso di dedicare il consueto incontro alla presentazione di oggetti appartenenti a categorie non troppo comuni o non troppo studiate, partendo dalla considerazione che il loro studio è comunque di non piccolo impegno e spesso è anche di grande interesse per la comprensione di uno scavo o del passato del sito. Piccola è dunque non tanto la dimensione del singolo oggetto, quanto piuttosto la classe a cui esso appartiene

    Recensione: GIOVANNI MARGINESU, Il costo del Partenone. Appalti e affari dell’arte greca, Salerno Editrice, 2020

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    The essay of Giovanni Marginesu is a brand-new research on the economy of the ancient Greece. The author blends the history of art, the newest economic studies, the study on the inscriptions and the ancient writers. The book summarizes the history of ancient art, from the Archaic age to the fall of the Roman Empire. The focus is on Athens. The construction of the Acropolis in the age of Pericles is  exemplary and well-documented. The costs and the quotations of the erga of the sacred hill (Parthenon, Parthenos and Propylaia) are not bare data and numbers. Actually, the survey includes the backstage of the relations between the patrons and the artists; the relevance of the art market in the ancient world; the use of sacred and civic monies in the architectonical complexes, statues and paintings; the aftermath of the Roman conquest of Greece on the meaning and the value of the masterpieces.Il saggio di Giovanni Marginesu segna una novità nella ricerca relativa all’economia dell’antica Grecia. L’autore fonde nel testo la storia dell’arte, i più recenti studi economici, le prospettive epigrafiche e le testimonianze degli scrittori antichi. Il libro sintetizza la storia dell’arte antica, dall’età arcaica fino alla caduta dell’Impero romano, con un occhio di riguardo alla fase classica. Il focus principale è infatti indirizzato verso Atene. Il cantiere dell’Acropoli nell’età di Pericle è fase paradigmatica e ricca di testimonianze. I costi e le quotazioni relative ai principali edifici sacri della rocca, al Partenone, alla statua della Parthenos e ai Propilei non restano semplici dati e cifre. L’indagine si amplia, infatti, ai retroscena dei rapporti tra committenti e artisti, all’importanza del mercato dell’arte nel mondo antico, alle dinamiche di impiego e tesaurizzazione dei fondi delle poleis nei complessi architettonici, statue e quadri, alle conseguenze della conquista romana della Grecia sulla percezione e sul valore dei capolavori dell’arte e dell’artigianato ellenici

    Metallic materials from the Rocchetta di Airuno (LC) from the fortuitous discovery to the preliminary investigation

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    Questo contributo si propone di focalizzare l’attenzione sul ritrovamento di alcuni materiali metallici avvenuto nei pressi del santuario della Madonna della Rocchetta nel Comune di Airuno, in Provincia di Lecco. La segnalazione di questi pervenne nel mese di dicembre 2016 all’allora Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, il loro successivo recupero e la consegna ai magazzini della Soprintendenza, hanno permesso di sviluppare la seguente indagine preliminare.This contribution aims to focus attention on the discovery of some metallic materials that took place near the sanctuary of “Madonna della Rocchetta” of Airuno in the Province of Lecco. The reporting of these arrived in December 2016 to the then Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, their subsequent recovery and delivery to the Soprintendenza\u27s warehouses, allowed to develop the following preliminary investigation

    Un piccolo elemento in terracotta in contesto a Tarquinia

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    This paper presents a fictile truncated pyramid-shaped artifact found during the excavations and research of the University of Milan at the \u27monumental complex\u27 of Tarquinia. It was found in a structure excavated in the bedrock during the Villanovan period in the H-M Sector, an unpublished context still under study. Not being able to place this finding in any of the classes of materials usually found due to its strong fragmentation, this contribution aims to present a preliminary report of the literary review and explore similarities and differences within the archaeological record from the formal and functional point of view.In questo studio si presenta un manufatto fittile a forma troncopiramidale rinvenuto durante gli scavi e le ricerche dell’Università degli Studi di Milano presso il ‘complesso monumentale’ di Tarquinia. Il manufatto proviene da una struttura sottoscavata di epoca villanoviana del settore H-M, contesto inedito e ancora in corso di studio. Non potendo inserire questo reperto in nessuna delle classi di materiali solitamente rinvenute, data anche la sua frammentarietà, questo contributo si propone di gettare le basi per il suo studio e sondare i possibili confronti formali e funzionali utili alla sua interpretazione

    A small protome for a glorious hero: a new bucchero specimen from the “monumental complex” at Tarquinia (VT)

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    The finding of a new bucchero protome portraying Hercle with leonté at the “monumental complex” at Tarquinia prompts a brief review of its informative potentials: on one hand, the specimen places itself as a unicum into a well-known local workshop, on the other the subject depicted adds a relevant puzzle piece within a sequence of artifacts that are re-examined for the occasion in order to show the hero’s long lasting relevance for the Etruscan city.Il rinvenimento presso il “complesso monumentale” di Tarquinia di una nuova protome in bucchero raffigurante Hercle con leonté induce a una breve riflessione circa le sue potenzialità documentali: da una parte, essa si colloca, da unicum, all’interno di una ben nota tradizione artigianale locale, dall’altra il soggetto va ad aggiungere un tassello importante in una sequenza testimoniale che viene qui ripercorsa a dimostrazione della plurisecolare rilevanza del mitico eroe nel contesto sociale della città etrusca

    Ornamenti da una tomba di infante dalla necropoli peuceta di Strada Santo Stefano a Gravina in Puglia

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    This paper aim to discuss the data relating to the ornaments of tomb 51 of the necropolis of Strada Santo Stefano in Gravina in Puglia. The burial, in which the remains of a little girl were found, has returned in addition to the pottery numerous ornaments placed on the chest of the child. The study and analysis of the grave goods has allowed us to highlight how the subadults are the vertical axis through which oikos and society reproduce, passing on heritage, cultural identity and collective memory. The small number of items in the set is not a reflection of the deceased\u27s condition of marginality, but rather the result of careful selection that defines the status and identity of the young person, and helps to reflect the cultural dynamics of the society of reference.Nel presente contributo vengono discussi i dati relativi agli ornamenti della tomba 51 della necropoli di Strada Santo Stefano a Gravina in Puglia. La sepoltura, che accoglieva le spoglie di una bambina, ha restituito oltre al corredo fittile numerosi oggetti di ornamento posti sul torace della piccola inumata. Lo studio e l’analisi del corredo ha permesso di evidenziare come i subadulti siano l’asse verticale attraverso il quale oikos e società si riproducono, tramandando patrimonio, identità culturale e memoria collettiva. L’esiguità del numero degli elementi del corredo non è il riflesso di una condizione di marginalità del defunto, quanto piuttosto il frutto di un’attenta selezione che partecipa alla definizione dello status e dell’identità del giovane, contribuendo a riflettere le dinamiche culturali della società di riferimento

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