LANX. Rivista della Scuola di Specializzazione in Archeologia - Università degli Studi di Milano
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Late Ancient Nora: Ongoing Researches in the NW Area
The paper presents the data of a limited archaeological digging in the area behind the apodyterium wall of the Small Baths in Nora. It has been possible to highlight five phases: the two more ancient ones attest a residential purpose of the area. The subsequent phases document the use of this place as a discharge area especially of building material. Noteworthy is the discovery of several fragments of frescoed plaster from one or more surrounding monuments. All phases are to be referred to a narrow time span, between the end of the fourth and fifth centuries AD.L’articolo presenta i dati di un limitato settore di scavo nell’area retrostante il muro dell’apodyterium delle Piccole Terme di Nora. In particolare, vengono isolate cinque fasi di frequentazione di cui le due più antiche sono da riferire forse ad una destinazione abitativa dell’area. Le destinazioni d’uso successive, invece, erano legate a momenti di abbandono caratterizzate dall’uso di questo settore come area di scarico di materiale essenzialmente da costruzione e in un caso come cava di pietra ottenuta con la spoliazione dei muri più antichi. In particolare da segnalare è il recupero di intonaco affrescato molto frammentario proveniente da uno o più monumenti circostanti. Tutte le fasi individuate sono da riferire ad un arco cronologico piuttosto ristretto compreso tra la fine del IV ed il V sec. d.C
Sea-houses: Excavation and "Re-documentation" Issues
Il contributo presenta le indagini archeologiche compiute nella città antica di Nora dall’Università degli Studi di Milano nell’area cosiddetta “delle case a mare”, e più precisamente nel settore settentrionale di tale quartiere, denominato settore A. Innanzitutto, partendo dalla lettura dei diari originali dell’allora soprintendente Gennaro Pesce, il quale per primo, negli anni ’50, scavò quest’area, si vogliono delineare le problematiche intercorse nel ridocumentare un’area archeologica indagata con differenti metodologie di lavoro; successivamente, viene fornita una generale panoramica degli ambienti analizzati, concentrando l’attenzione sulle preliminari operazioni di scavo e sugli aspetti planimetrici e architettonici delle evidenze archeologiche.The contribution presents the archaeological investigations made in the ancient town of Nora by University of Milan in the so-called area “delle case a mare”, and more exactly in the northern sector of this district, called sector A. First of all, starting from reading the original diaries of former superintendent Gennaro Pesce, who first, in Fifties, excavated this area, we want to illustrate the problems existing in “re-investigation” of an archaeological area inspected with different work’s methodologies; later, a general panoramic of examined rooms is shown, focusing on preliminary archaeological operations and on planimetric and architectonic aspects of the archaeological evidences
L’Università di Padova a Nora: dai Fenici ai Bizantini. Tra studio, formazione e valorizzazione
Il contributo illustra sinteticamente i principali ambiti di intervento affrontati dall’Università di Padova nell’area archeologica di Nora a partire dal 1990. In gran parte l’impegno dell’Ateneo patavino si è rivolto allo scavo, alla pubblicazione e alla valorizzazione di due importanti contesti monumentali siti nel versante orientale della penisola: il complesso del Foro, con il sottostante quartiere preromano, e il vicino “Tempio romano”. Il lavoro sul campo ha consentito, tra l’altro, di comparare fra loro una serie di sequenze pluristratificate, al fine di ricostruire l’evoluzione insediativa di un vasto settore urbano dall’età fenicia alla tarda antichità. Parallelamente, avendo esteso lo studio al rapporto tra comunità antica e risorse ambientali, l’Università di Padova ha avviato varie altre indagini di ampio respiro sia tematico sia areale, come il censimento delle cisterne urbane, il rilievo delle cave di materiale lapideo di Is Fradis Minoris, la ricostruzione dell’antica linea di costa, la lettura funzionale degli spazi paralitoranei, la revisione dei risultati di indagini subacquee precedenti all’avvio della Missione interuniversitaria e l’elaborazione di strumenti di archeologia preventiva per la difesa costiera.This paper briefly discusses the main activities carried out by University of Padua at the archaeological site of Nora since 1990. Most effort has been addressed to the excavation, publication and enhancement of two important historical complexes located near the western slopes of the peninsula: the Forum, along with the underlying pre-Roman district, and the near “Roman Temple”. Fieldwork has also allowed comparing several multi-stratified sequences which have made it possible to understand the evolution of a wide urban area from the Phoenician Age to Late Antiquity. Another field of research has been the relationship between the ancient communities living at Nora and environmental resources. This research area has been pursued through a number of thematic and spatial investigations, such as the census of urban cisterns, the survey of stone quarries at Is Fradis Minoris, the study of the ancient coast line, a functional analysis of the areas by the shore, the study of previous underwater investigations and the development of evaluation tools to gauge the archaeological risk along the coast line
Reperti in osso lavorato dall’isolato centrale di Nora
Dai riempimenti di abbandono un quartiere residenziale obliterato dall’impianto delle Terme Centrali di Nora (Cagliari), proviene un nucleo di oggetti in osso lavorato comprendente aghi crinali, accessori per la cosmesi ed instrumenta domestica. Attraverso l’attribuzione tipologica dei vari elementi ed il confronto con altri contesti mediterranei, si tenta di fornire al contesto indagato nuovi spunti per l’allacciamento ad una cronologia assoluta, ed allo stesso tempo di ricostruire i gusti e le tendenze della donna romana nella Sardegna di prima età imperiale. Lo studio della lavorazione dell’osso in età romana non ha ancora raggiunto il livello scientifico delle altre attività artigianali, ed ogni nuovo contesto analizzato può suggerire nuovi dati per la piena comprensione di questa diffusa produzione.This paper represents a preliminary analysis of a group of bone artifacts found at central district in Nora (Cagliari), during the excavations of the University of Milan. This group includes hair pins, sewing needles, and makeup applicators. The typological classification of these objects shows the real chronology of the context, the technology of bone materials and the women customs in ancient Rome. The bone-working study is still in a preliminary stage of research, and every new analyzed context can provide useful data to understand this craft
Nora, seven points of view on the city
Ci sono poche realtà archeologiche in Sardegna che si presentano multiformi e articolate per ampiezza di attività, varietà di interessi, articolazione di significati come la splendida città incastonata lungo la costa meridionale dell’isola; e poche a presentare, anche per la Soprintendenza, un così ampio e articolato ventaglio di impegni e iniziative.Ci sono poche realtà archeologiche in Sardegna che si presentano multiformi e articolate per ampiezza di attività, varietà di interessi, articolazione di significati come la splendida città incastonata lungo la costa meridionale dell’isola; e poche a presentare, anche per la Soprintendenza, un così ampio e articolato ventaglio di impegni e iniziative
La defunzionalizzazione e il riuso delle fortificazioni ellenistiche nella prima età imperiale: il caso della provincia d’Asia
Since the early years of the fourth century BC most of the cities of Asia Minor could count on massive fortifications. The policy of appeasement and control promoted by Augustus, however, yields them progressively unnecessary and energies focused on the planning of the first defensive works were directed towards new architectural plans. In this climate of peace the existing walls were soon abandoned and fell into disrepair; those cities which grew and developed in imperial time thought it didn’t need any defensive system and so they decided not to build the walls. Nevertheless, the symbolic function first represented by the whole circuit wall was maintained through the construction of magnificent monumental entrances.Fin dai primi anni del IV secolo a.C. la maggior parte delle città dell’Asia Minor poté contare su imponenti fortificazioni. La politica di pacificazione e controllo promossa da Augusto le rese però progressivamente inutili e le energie, prima rivolte alla progettazione delle opere difensive, furono indirizzate verso nuovi programmi architettonici. In questo clima di pace le mura già esistenti vennero presto abbandonate, cadendo così in rovina; inoltre i centri che crebbero e si svilupparono in età imperiale ritennero di non aver bisogno di alcun sistema difensivo e decisero quindi di non edificarne di nuovi. Nonostante ciò, la funzione simbolica prima rappresentata dall’intero circuito murario fu mantenuta attraverso la realizzazione di sfarzosi ingressi monumentali
La dedica ad Eracle Reggino da Castellace di Oppido Mamertina: un’iscrizione efebica?
A wide literary tradition narrated by D.S., 4.22.5, tied to musical legends concerning the cicadas on the Alex river, refers to the passage of Heracles across the boundary territory between Rhegion and Locri. The careful reading of the texts, however, induces us to set the known episode about Heracles, disturbed by cicadas while resting, on the northern boundary between the two chorai along the Tyrrhenian side, within the area marked by a strong conflict between the two rival apoikiai. The bronze leaf with the inscription to Heracles Rheginus just comes from this border area of Rhegion chora, inside the district of Metauros river, signed by both indigenous settlements and Locresian claims. The inscription should not be taken as a certain clue for the existence of a sanctuary of the hero, but can represent a clear sign of his strong presence as a cultic reference for the Rheginian scattered through the colonial eschatia. Both analyzing the inscription historical-cultural context of provenance and considering the liminal worshiping places of the heros-theos, linked to the youth rites of passage, we could explain the rise of the dedication referring to the activity of the ephebes garrisoning the colonial chora.Al passaggio di Eracle nel territorio di confine tra le chorai reggina e locrese allude una ricca tradizione letteraria, diffusamente narrata da D.S., 4.22.5, che si intreccia alle leggende musicali riguardanti le cicale del fiume Alece. Un’attenta rilettura dei testi, tuttavia, induce a collocare il celebre episodio diodoreo della sosta di Eracle, molestato dalle cicale, sul confine settentrionale tra le due chorai, lungo il versante tirrenico, teatro di forte conflittualità tra le due apoikiai rivali. Proprio dal comprensorio del Metauro, in un’area liminale della chora reggina interessata tanto da insediamenti indigeni quanto da rivendicazioni locresi, proviene la lamina bronzea con dedica ad Eracle Reggino. Questa, se non può ritenersi indizio certo della presenza di un santuario dedicato all’eroe, costituisce tuttavia segno tangibile del radicamento di Eracle quale riferimento cultuale per i Reggini sparsi nell’eschatia coloniale. L’analisi del contesto storico-culturale di provenienza della dedica, unitamente alle considerazioni sulla liminalità dei culti dell’heros-theos in rapporto ai riti di passaggio giovanili, induce a interpretare la genesi della dedica in riferimento all’attività degli efebi mandati a presidio della chora coloniale
The Corinthian Capitals of the Károly Pulszky’s Collection at the Fine Arts Museum of Budapest
Presso il Museo di Belle arti di Budapest sono conservati sei capitelli corinzi di lesena acquistati da Károly Pulszky in Italia nel 1895. Essi fuorno furono pubblicati nel 1955 da Ákos Kiss secondo cui provenivano da Brescia. Il presente contributo intende analizzare nuovamente i sei capitelli allo scopo di verificarne la datazione e la provenienza mediante una serie di confronti e un aggiornamento bibliografico. Grazie alle analisi petrografiche di Roberto Bugini, è stato possibile identificare il materiale e un’analisi autoptica dei capitelli ha anche permesso lo studio dei segni di lavorazione ancora leggibili.At the Fine Arts Museum of Budapest there are six Corinthian Capitals bought by Károly Pulszky in Italy in 1985. They were published in 1955 by Ákos Kiss who believed they came from Brescia. This paper aims to reanalyze the six Capitals to verify the chronology and the origin through comparisons and a bibliographic update. Thanks to the petrographic analysis conducted by Roberto Bugini, it has been possible to identify the stone and an autoptic analysis has allowed to identify and to study the design framework signs
The Houses of the Mosaics phase
L’Area centrale di Nora presenta ambienti con pavimenti a mosaico, sui quali si sovrappongono strutture murarie di epoche successive. Le ricerche svolte dal 2000 al 2005 hanno portato ad individuare le corrette connessioni stratigrafiche tra muri e solette, fosse di spoliazione e resti di intonaco, pavimenti, soglie, etc. E’ stato così possibile giungere alla ricostruzione delle piante di fase di almeno due case di fine II-III secolo d.C.: la domus del peristilio e la domus mosaicata a Sud del teatro. La prima era ornata con mosaici a dodecagoni allacciati, a cerchi allacciati e a meandro; la seconda presentava decorazioni più raffinate, tra cui un tappeto musivo con ruote e losanghe, ed uno con cerchi concentrici e pelte, caratterizzato dalla presenza di un emblema centrale.The central area of Nora contains rooms with mosaic floors which are overlain by walls of later epochs. Excavation from 2000 to 2005 revealed the stratigraphic relations between walls and surfaces, robbing trenches and plaster remains, floors, doorsteps etc. Phase plans have been assembled for at least two late 2nd -3rd century AD houses: the peristyle domus and the domus with mosaics south of the theatre. The first was decorated with mosaics featuring interlocking dodecahedra and circles, and meander patterns; those of the second were more refined, one with wheels and rhombuses and another with concentric circles and shields and a central emblema
Le trasformazioni del quartiere centrale a Nora: la ricostruzione tridimensionale delle Terme Centrali
The 3D reconstruction of the Central Baths of Nora has required a long and reasoned analysis. On the basis of precise comparisons, a planimetric study of the complex has been first carried out, followed by the more difficult one of the elevations and the roofs, in order to create a model that allows to appreciate the building not only in its structural complexity, but also in the relationship with the spatial context in which it stood. This work represents only a part of a larger project that lead to the creation of a 3D model of the whole central district of Nora.La ricostruzione tridimensionale delle Terme Centrali di Nora, ha richiesto un’analisi lunga e ragionata. Sulla base di confronti mirati sono stati affrontati prima uno studio planimetrico del complesso e successivamente quello più complicato degli alzati, al fine di realizzare un modello che permetta di apprezzare l’edificio non solo nella sua complessità strutturale, ma anche nel rapporto con il contesto spaziale in cui si collocava. Questo lavoro rappresenta solo una parte di un più ampio progetto che ha portato alla creazione del modello tridimensionale dell’intero Quartiere Centrale di Nora