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Wackenroder e Reichardt
La concezione della musica di Wackenroder risente fortemente del pensiero musicale del compositore Johann Friedrich Reichardt: maestro di musica dei romantici, amico e mentore di Wackenroder, che introdusse al ‘regno dei suoni’. Reichardt fu autore, oltre che di numerosi saggi sulla musica, dell’unico Musikerroman del periodo illuminista (Leben des ber\ufchmten Tonk\ufcnstlers Heinrich Wilhelm Gulden nachher genannt Guglielmo Enrico Fiorino, 1779). Wackenroder e Reichardt: musica e letteratura nel primo Romanticismo tedesco indaga, sulla base di un confronto puntuale tra le opere letterarie dei due autori, gli esiti di tale influenza, ripercorrendo il passaggio da una concezione illuminista della musica vincolata alla funzione sociale dell’arte, all’idea romantica di una musica ‘assoluta’ che determina l’esistenza problematica dell’artista
<i>The relentless body</i>. L’impossibile elisione del corpo in Samuel Beckett e la <i>noluntas</i> schopenhaueriana
L’affermarsi prepotente del corpo, con i suoi istinti e le sue pulsioni, e uno sforzo teso a sopprimere quella stessa spinta: questa potente dialettica segna in maniera profonda le opere di Beckett, e si fa cruciale riflesso della pi\uf9 generale tensione tra una vana attesa della fine e la necessit\ue0 di andare avanti. L’indagine ravvicinata dei testi suggerisce uno speciale legame con il pensiero di Arthur Schopenhauer, rivelando in particolare la contiguit\ue0 tra il concetto di noluntas e la ricerca, da parte di molti personaggi di Beckett, della ‘will-lessness’, un peculiare stato di quiete e astrazione dalla realt\ue0. Partendo da tali osservazioni, questo studio indaga il tema del corpo all’interno della poetica di Beckett soprattutto alla luce del suo rapporto con la teoria della volont\ue0 schopenhaueriana
Musica, scienziato!
Musica, scienziato!, opera irriducibile a modelli preesistenti, istituisce un nuovo genere letterario, la scientifantasia, il quale, pur iscritto in una lign\ue9e che ha accolto al suo interno eminenti figure quali il funambolico ingegner Gadda e il chimico Levi, si presenta con una fisionomia decisamente inedita. Lo scienziato-scrittore, Voce Narrante dei monologhi, diventa contastorie musicale che affabula con i linguaggi del suo tempo, e la ‘parola scientifica’ finisce per \uabesorcizzare il male della storia e il peso dell’esistenza fino ad alleggerirli e redimerli, iscrivendoli nell’orizzonte della conoscenza e dell’espressione senza i quali, a volere ricorrere ai versi shakespeariani recitati in chiusura di Revealing Ravel, l’uomo \ue8 "adatto a tradimenti, inganni, rapine; / i moti del suo animo sono spenti / come la notte, e i suoi appetiti / sono tenebrosi come l’Erebo"\ubb.
Revealing Ravel: la scienza racconta Bol\ue9ro
Pi\ue8ce musicale per voce recitante, multimedia ed orchestra su musica di Maurice Ravel
Orchestra Sinfonica "L. Cherubini" del Conservatorio di Firenze diretta da Paolo Ponziano Ciardi
Da Schubert a De Andr\ue9: i misteri della voce in musica
Spettacolo per voce recitante, multimedia e musica cantata di e con Luigi Dei
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Dal Baroque al Rock: con Darwin nella natura delle specie musicali
Monologo per voce recitante, multimedia e musica di varie specie di e con Luigi Dei
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Revealing Ravel: la scienza racconta Bol\ue9ro
Raccontare la musica con la scienza. \uc8 la scommessa alla base di Revealing Ravel: la scienza racconta Bolero, pi\ue8ce musicale per voce recitante, multimedia e orchestra sulle note del compositore francese.
L’autore e protagonista \ue8 Luigi Dei, docente di Chimica al Dipartimento di Chimica “Ugo Schiff”. Dei si misura attraverso un approccio insolito con la composizione di Maurice Ravel, a fianco dell’Orchestra sinfonica del Conservatorio “Luigi Cherubini”, diretta dal Maestro Paolo Ponziano Ciardi: per la scienza, infatti, la musica \ue8 energia che si propaga attraverso la materia grazie a vibrazioni generate dagli strumenti che, con opportune risonanze, generano timbri, ritmo, melodia e armonia. Il Bolero, brano musicale particolarmente adatto a comprendere la meraviglia che sta dietro alla produzione dei suoni, viene letto come una favola fantastica.
La pi\ue8ce musicale, che consolida la collaborazione fra due importanti istituzioni culturali del territorio fiorentino, l’Ateneo e il Conservatorio, unisce alla recitazione e all’ascolto dal vivo, la comunicazione per immagini grazie a un apparato multimediale a cura del Servizio Produzione Contenuti Multimediali dell’Ateneo
Catalogue of books printed before 1801 in the legal historical section of the Biblioteca di Scienze Sociali dell’Universit\ue0 degli Studi di Firenze
Comunicare l’Universit\ue0 di Firenze
Il volume presenta i principali risultati dei primi due anni di attivit\ue0 del Laboratorio di comunicazione dell’Universit\ue0 di Firenze, che riunisce saperi, competenze e professionalit\ue0 operanti all’interno dell’Ateneo fiorentino sui temi della comunicazione istituzionale.
Sei contributi scaturiti da altrettanti percorsi di ricerca, coordinati da Gaetano Aiello, Marco Biffi, Simone Guercini, Giuseppe Lotti, Saverio Mecca, Carlo Sorrentino e Luca Toschi, tesi ad analizzare l’identit\ue0 istituzionale dell’Ateneo, la sua reputazione nei diversi stakeholders, i percorsi di definizione di una chiara immagine coordinata, l’appropriatezza del linguaggio adoperato
<i>Honos alit artes</i>. Studi per il settantesimo compleanno di Mario Ascheri. IV. L’et\ue0 moderna e contemporanea
Gli studi compresi nel volume analizzano la storia giuridica e sociale dell’Europa e dell’America settentrionale dalla fine del Settecento all’et\ue0 contemporanea. I filoni della riflessione riguardano il rapporto tra cultura giuridica e stato (scienza, legislazione e governo), l’amministrazione della giustizia e la trasformazione delle professioni forensi. \uc8 ovviamente presente la faglia di separazione che individua, nel complesso della tradizione giuridica occidentale, i paesi di Common law
Per una nuova filosofia della cittadinanza
Dopo avere passato in rassegna lo sviluppo della \uabcittadinanza\ubb (sotto un profilo storico-concettuale) e le molte facce di questo concetto (sotto un profilo filosofico-analitico), l’A. argomenta la sua convinzione che una idea generalizzata ed estesa di \uabcittadinanza\ubb – anche pi\uf9, e meglio, di quella inevitabilmente astratta di \uabgiustizia\ubb – possa costituire il fulcro di un nuovo paradigma filosofico-politico: proprio quello di cui le societ\ue0 contemporanee hanno bisogno. Anche perch\ue9 siamo s\uec divenuti cittadini nella sfera pubblica dello Stato, ma siamo rimasti sudditi a fronte dei poteri – sia pubblici che privati – che governano le nostre vite nella societ\ue0 civile (ad ogni livello: locale, nazionale, europeo, globale). A tal fine l’A. suggerisce di riconsiderare quella qualificazione soggettiva che siamo soliti chiamare \uabcittadinanza\ubb come un fascio di funzioni: non solo il cittadino-elettore nella sfera stricto sensu politica, ma anche il cittadino-produttore, il cittadino riproduttore ed educatore, il cittadino-consumatore, il cittadino-risparmiatore, il cittadino-contribuente, il cittadino-utente, il cittadino-residente, e cos\uec via. Ferma restando la democrazia politica, per ognuna di queste funzioni \ue8 possibile, nonch\ue9 necessario, trovare nuove forme di democrazia rappresentativa che restituiscano al cittadino i poteri e la \uabvoce\ubb di cui pare al momento spogliato