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Il pensiero estetico di Nikolaj Evreinov dalla teatralit\ue0 alla \u27poetica della rivelazione\u27
Questa ricerca propone un’analisi integrale del pensiero estetico del regista, drammaturgo e teorico dell’arte Nikolaj Nikolaevič Evreinov. Il lavoro si incentra sull’analisi del trattato La rivelazione dell’arte, scritto a Parigi negli anni Trenta, che rappresenta la maggiore testimonianza delle ricerche in campo estetico dell’autore.
Si offre cos\uec un collegamento tra aspetti noti del pensiero teatrale di Evreinov, relativi al periodo delle avanguardie in Russia, e altri, di carattere pi\uf9 ampio, rimasti a lungo preclusi alla conoscenza.
Attraverso spaccati di storia del teatro russo del primo Novecento e riflessioni che toccano la critica testuale, la storia del pensiero estetico e della critica russa, emerge, sullo sfondo della cultura espressa dall’emigrazione russa post-rivoluzionaria, la complessa figura di un artista che, da intellettuale, entra in dialogo con la tradizione culturale europea occidentale. Questo libro intende cos\uec restituire visibilit\ue0, oltre che una completezza esegetica e storiografica, alla ricca eredit\ue0 di Evreinov scrittore, filosofo e critico
Trame controluce. Il patriarca \u27protestante\u27 Cirillo Loukaris / Backlighting Plots. The \u27Protestant\u27 Patriarch Cyril Loukaris
Quella di Cirillo Loukaris (1570-1638), patriarca ortodosso di Alessandria e poi di Costantinopoli, \ue8 una figura affascinante e controversa. Oltre che autorit\ue0 religiosa, il patriarca si dimostr\uf2 politico e diplomatico di prima grandezza, in grado di intessere una vastissima rete di relazioni. Acuto mediatore tra le culture, fu intellettuale di spicco nella sua epoca.
Il volume, il primo di questo genere in Italia, raccoglie contributi di studiosi di discipline diverse, che fanno emergere la molteplicit\ue0 di piani e ambiti culturali e geopolitici nei quali si esplic\uf2 l’attivit\ue0 del patriarca ‘protestante’ Loukaris. Per la variet\ue0 degli approcci e delle aree esaminate, i saggi rispecchiano la multiformit\ue0 di questa figura, di cui vengono pubblicati un sermone inedito e documenti a lui relativi provenienti dagli Archivi di Stato di Mosca
Strumenti per una medicina del nostro tempo
Il contributo fornito da questa pubblicazione rappresenta una iniziativa innovativa nell’ambito della formazione per i progetti di miglioramento della qualit\ue0 delle cure. Nei contesti sempre pi\uf9 si delinea la necessit\ue0 di modelli teorici, di strumenti e metodologie che favoriscano la compartecipazione della persona e della sua famiglia alle cure. La sinergia tra Medicina narrativa, Metodologia Pedagogia dei Genitori e ICF permette di dare valore alle storie ed alle esperienze dei pazienti, alle competenze educative genitoriali all’interno del patto educativo scuola, sanit\ue0 e famiglia con un focus sul grado di funzionamento della persona sia essa in condizione di salute o di malattia. In questa nuova prospettiva le azioni di cura mirano a stabilire un rapporto di fiducia che non \ue8 pi\uf9 basato su un’adesione acritica a saperi o interventi dati per acquisiti e indiscussi, ma su una concertazione che tiene conto delle competenze situate, concrete e quotidiane del cittadino e delle competenze formalizzate, generali e specifiche dei curanti
Il tempio nel tempio
Il monumento ligneo nel Panth\ue9on di Parigi dispiega la propria originalit\ue0 nel conformarsi quale un vero e proprio tempio rustico in scala ridotta. I suoi caratteri formali richiamano, da un lato, l’origine archetipica dell’architettura occidentale, attraverso l’aderenza al topos letterario della capanna vitruviana, dall’altro il ritorno ai semplici principi naturali predicato da Rousseau. Il progetto del tombeau \ue8 inquadrato sia nel suo prestigioso contesto teorico, sia in quello storico della Francia rivoluzionaria. L’analisi di documenti inediti, l’elaborazione di nuovi rilievi e studi fotografici digitali supportano le ipotesi attributive, cos\uec come completano l’esame delle proporzioni classiche dell’opera, fra regola e rivoluzione
La conquista del Caucaso nella letteratura russa dell’Ottocento
L’Autore affronta il tema della conquista del Caucaso da parte dell’esercito zarista, indagando l’atteggiamento tenuto di fronte a tale evento da tre dei maggiori autori della letteratura russa dell’Ottocento: Aleksandr Puškin (1799-1837), Michail Lermontov (1814-1841) e Lev Tolstoj (1828-1910), espresso in alcune delle loro opere pi\uf9 conosciute. Del primo sono analizzati i tre principali poemetti meridionali, quindi il resoconto del viaggio compiuto ad Arzrum nel 1829 sul teatro di guerra russo-turco e infine il dramma Boris Godunov, consacrato soprattutto alla questione del potere, in cui per\uf2 s’impone la volont\ue0 di creare un impero. Di Lermontov, oltre al poemetto Il novizio, ambientato in Georgia, \ue8 presa in esame la novella Bela, facente parte del ‘romanzo’ Un eroe del nostro tempo, in quanto si evince con chiarezza l’atteggiamento di dispregio degli ufficiali russi nei confronti degli indigeni caucasici. Di Tolstoj viene vagliata in primo luogo la posizione del giovane autore negli anni Cinquanta dell’Ottocento, allora addirittura combattente volontario nel Caucaso, esposta nel racconto L’incursione e di seguito quella del ‘secondo’ Tolstoj, pacifista e antimilitarista, manifestata nel racconto lungo Chadži-Murat
Vincenzo Consolo: gli anni de \uabl’Unit\ue0\ubb (1992-2012), ovvero la poetica della colpa-espiazione
Vincenzo Consolo: gli anni de \uabl’Unit\ue0\ubb (1992-2012), ovvero la poetica della colpa-espiazione analizza l’assidua collaborazione di Vincenzo Consolo (1933-2012) con il quotidiano \uabl’Unit\ue0\ubb, una collaborazione che, iniziata nei primi anni Novanta e durata fino alla morte, rivela una forma di protagonismo politico a cui lo scrittore si era in precedenza sottratto. In questo stesso arco di tempo, Consolo si trasforma nei suoi scritti letterari da \uabcontastorie consolatorio\ubb a narratore benjaminiano, e offre alle giovani generazioni un modello di vita progressista basato sulle proprie esperienze giovanili. Tale sviluppo artistico necessita a sua volta di una trasformazione del punto di vista narrativo e spiega l’adozione del pronome di prima persona, quell’\uabimpudico io\ubb, come lui stesso lo definisce. Questa forma di sperimentalismo letterario, che si differenzia dal lavoro svolto nei decenni precedenti, permette allo scrittore di espiare la colpa di non avere, negli anni Settanta ed Ottanta, fatto di pi\uf9 per ovviare al degrado sociale, ambientale e politico che aveva visto dilagare
L’istituzione del matrimonio in Tolstoj
Le opere di Lev Tolstoj non sono solo capolavori della letteratura mondiale, ma anche specchi del loro tempo, delle trasformazioni socio-culturali che avvenivano nella Russia zarista; \ue8 da questa prospettiva che nel presente lavoro viene analizzata la produzione del grande scrittore. In particolare, l’autrice prende in esame l’evoluzione dell’istituzione del matrimonio nella seconda met\ue0 del XIX secolo in Russia a partire dalla lettura di Felicit\ue0 Familiare , Anna Karenina e La Sonata a Kreutzer. Se Felicit\ue0 familiare prelude alla crisi del matrimonio di convenienza, la sua implosione \ue8 magnificamente descritta in Anna Karenina . Anna decreta la morte definitiva di questa istituzione nel momento in cui, sfidando la societ\ue0 del suo tempo, non occulta il suo adulterio ma, al contrario, lo esibisce e cerca di legittimarlo.La Sonata a Kreutzer, infine, dimostra l’avvenuto superamento del modello di matrimonio aristocratico, ormai sostituito da quello borghese
Seneca, la diatriba e la ricerca di una morale austera
All’interno della prosa senecana \ue8 possibile individuare, secondo una terminologia da tempo codificata, un sostrato definibile come diatribico. Il presente volume si propone di sopperire alla mancanza di un moderno lavoro d’insieme sulla diatriba cinico-stoica in Seneca filosofo, analizzandone caratteristiche, influenze e mediazioni. In risposta a un precedente approccio critico quasi puramente compilativo pur nella sua sistematicit\ue0, viene qui offerta una disamina aggiornata e una contestualizzazione dei singoli stilemi portatori di un sigillo di preteso ‘diatribismo’. Il volume ricostruisce questo rapporto, che si \ue8 voluto definire ‘complesso’, tra la diatriba e la prosa senecana, perseguendo un ideale di ricerca capace di coniugare i contenuti moralistici con le forme stilistiche, la predicazione filosofica con la costruzione retorica e, non da ultimo, tenere conto anche di quanto si pu\uf2 ricostruire della cronologia dell’opera senecana. Tra le mediazioni fondamentali vengono individuate l’insegnamento dei maestri senecani (i Sestii e Attalo), la predicazione del Cinico Demetrio e la poesia oraziana
Forme di narrazione autobiografica nelle letterature scandinave. <i>Forms of Autobiographical Narration in Scandinavian Literature</i>
Le istanze autobiografiche sono un tratto caratteristico delle letterature scandinave a partire dai grandi autori del passato. Oggi, dopo le sperimentazioni moderniste della costruzione dell’io, si affermano opere narrative e poetiche che mettono in discussione il confine tra verit\ue0 autobiografica e finzione, stimolando ulteriormente il dibattito sull’autobiografia che nel Nord Europa si sviluppa dagli anni Ottanta del Novecento ed \ue8 vivace, innovativo e articolato. I 24 autori del volume – studiosi italiani e scandinavi attivi in Italia o all’estero, ricercatori e scrittori scandinavi interessati all’Italia – illustrano la pluralit\ue0 e gli usi delle scritture autobiografiche dal Cinquecento a oggi, illuminano zone di un territorio vasto, indagano testi poco studiati o tornano a interrogare i classici