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Artigiani a Genova nei secoli XII-XIII
Questo studio si discosta dall’approccio tradizionale alla storia di Genova nel medioevo, vincolato alla definizione dello ianuensis mercator. Intende invece mostrare aspetti della vita degli artigiani, e dunque correggere un orientamento che ha eccessivamente privilegiato uno specifico (e pur cruciale) settore della societ\ue0 cittadina. Attraverso una ricognizione sistematica dei ricchissimi registri notarili, lo studio traccia un profilo sfaccettato degli appartenenti alle categorie di mestiere genovesi nei secoli XII-XIII. Nella prima parte della ricerca, si prendono le mosse da una definizione dell’identit\ue0 degli artigiani attraverso l’analisi del sistema antroponimico, per illustrare poi le dinamiche sociali ed economiche alla base dell’apprendistato e del lavoro salariato. La parte centrale del libro \ue8 dedicata agli strumenti commerciali e finanziari a disposizione degli artigiani e al loro coinvolgimento nel commercio a lungo raggio. La struttura della famiglia e le relazioni sociali sono definiti sulla base di un largo campione di doti, testamenti e liti, a cui segue un’analisi del ruolo degli artigiani nelle transazioni fondiarie e immobiliari. La discussione conclusiva verte sulla partecipazione degli artigiani alla vita politica e alle attivit\ue0 militari
Progettare parchi agricoli nei territori intermedi
Negli ultimi anni numerose riflessioni hanno insistito sull’importanza dei parchi agricoli come strumenti in grado di contribuire alla ricreazione di rapporti di reciprocit\ue0 tra urbano e rurale, giocati sulla valorizzazione della loro prossimit\ue0. I parchi possono inoltre costituire l’occasione per sperimentare nuove forme di progettualit\ue0 alla scala territoriale, orientate verso la costruzione di scenari unitari e coerenti sul piano morfologico, funzionale, ambientale. Il volume offre una riflessione su questi temi restituendo gli esiti di un’esperienza di progettazione che ha coinvolto la scuola territorialista di Empoli (CdL in Pianificazione della Citt\ue0 e del Territorio) e quella dell’ingegneria territoriale di Clermont Ferrand (AgroParisTech ENGREF). Gli scenari che ne sono derivati operano una sintesi tra questi due approcci, integrando l’interpretazione patrimoniale con i processi di diagnostic territorial e con la costruzione di territorialit\ue0 condivise
Comunanze urbane
Il volume esplora la categoria degli spazi urbani autogestiti dagli abitanti che possono essere riconosciuti come beni comuni: le Comunanze urbane. Queste sono definite come spazio terzo (n\ue9 pubblico, n\ue9 privato) e riconosciute in base a sette caratteristiche. Vengono inoltre formulate alcune proposte su come la pianificazione pu\uf2 trattare adeguatamente questi luoghi, attraverso il confronto con alcune politiche comunali e in base all\u27autodeterminazione delle esperienze per arrivare a costruire una citt\ue0 realmente in mano ai suoi abitanti. Le comunanze urbane infatti possono essere viste come luogo strategico di sperimentazione di nuove relazioni tra i cittadini e tra questi e le istituzioni
Memoria Viva
“Non dimenticare” e “non ricordare”. Da sempre, questi due aspetti contradditori solcano la memoria autobiografica e collettiva di drammatici eventi storici, come la Shoah. Il presente volume, che ha avuto il suo momento genetico in un paio di convegni svoltisi a Pistoia e Firenze durante le celebrazioni della Giornata della Memoria nel 2014, si muove lungo questi due percorsi accidentati del fare memoria. Al centro, il lavoro di Andrea Devoto sulla memoria della deportazione politica in Toscana. Gli autori qui ospitati hanno cercato di tessere legami e segnalare nuove vie di analisi e riflessioni accompagnati dalla consapevolezza che la chiave di volta del passato sta nel presente. Per questo motivo il libro aspira a porsi come partner di dialogo all’interno delle pratiche sociali della memoria e della formazione civica dei cittadini
La lingua italiana tra passato e futuro
Il libro disegna un breve profilo della storia linguistica italiana e affronta alcuni problemi attuali legati alla globalizzazione, ai valori della lingua materna e del multilinguismo e all’esigenza di rifondare su nuove basi la politica linguistica italiana ed europea. L’italiano contemporaneo \ue8 un bene culturale particolarmente stratificato, nel quale si possono cogliere, accanto ai molti elementi nuovi, i segni evidenti e preziosi di un fortissimo legame con il passato. Nel panorama europeo, l’Italia di oggi si distingue, infatti, per l’accentuato multilinguismo e la lunga durata della lingua nazionale. Da una parte, alla straordinaria biodiversit\ue0 animale e vegetale corrisponde nel nostro Paese una straordinaria diversit\ue0 culturale e linguistica; dall’altra, tutti noi sentiamo che la lingua di Dante, Petrarca e Boccaccio ancora ci appartiene, e coincide nei tratti fondamentali con la nostra. Una simile ricchezza, particolarmente apprezzata all’estero (come dimostra la crescente domanda di italiano nel mondo), merita di essere maggiormente conosciuta dalle giovani generazioni, e inoltre tutelata e valorizzata con strumenti adeguati, a cominciare da un deciso ripensamento della politica linguistica nazionale
AKROTHINIA
Akrothinia raccoglie i contributi di ventitre giovani studiosi con l’obiettivo di tentare un quadro di insieme delle linee di indagine e degli interessi che nel corso degli ultimi anni hanno animato la ricerca nel campo della Preistoria e Protostoria del bacino dell’Egeo, attraverso la prospettiva degli ‘allievi’ e non dei ‘maestri’. L’orizzonte ampio delle tematiche archeologiche e filologiche e i nuovi spunti di approfondimento che si possono registrare nei lavori presentati in questo volume dimostrano con efficace chiarezza la vivacit\ue0 e allo stesso tempo il valore della tradizione dell’egeistica italiana. In questo senso, il filo rosso che lega l’insieme dei contributi raccolti \ue8 rappresentato proprio dall’equilibrio fra il valore riconosciuto dagli autori alla lunga tradizione degli studi italiani, da un lato, e l’interesse positivo verso progetti in cui sperimentare la capacit\ue0 di individuare nuove prospettive di indagine, dall’altro
L’immagine del cane in Franz Kafka
All’interno del bestiario kafkiano il cane \ue8 senz’altro l’animale che merita uno studio pi\uf9 attento: \ue8 l’immagine a cui l’autore ricorre maggiormente, nella scrittura propriamente letteraria ma anche in quella a carattere privato, e che occupa un arco temporale molto vasto, tanto da divenire una vera e propria figura chiave attraverso cui leggere l’opera di Kafka da una possibile nuova prospettiva.
Il volume intende dimostrare come dietro la simbologia del cane si nascondano le problematiche che hanno connotato l’esistenza di Kafka, le riflessioni attorno a cui egli ha concentrato, per tutta la vita, il suo pensiero e la sua scrittura: la donna e la questione matrimoniale, la scrittura stessa, la religione come relazione con il divino
Per Enzo. Studi in memoria di Vincenzo Matera
La miscellanea raccoglie quindici saggi, disposti sull’arco cronologico dell’intero medioevo e della prima et\ue0 moderna, e dedicati a questioni di interesse archeologico, documentario, codicologico, economico, numismatico, sociale: una variet\ue0 che \ue8 un riflesso, seppure parziale, della cultura, degli interessi, dell’umanit\ue0 che furono di Vincenzo Matera