Fupress
Not a member yet
1417 research outputs found
Sort by
La teocrazia
Lo studio analizza la crisi e le trasformazioni della teocrazia come modello politico in Europa nella prima met\ue0 del ‘700. Il lavoro si focalizza sul passaggio da una considerazione seicentesca positiva e normativa della teocrazia, associata al popolo ebraico, alla sua descrizione nel ‘700 quale modello universale, negativo, primitivo. A tal fine vengono esaminati tre autori, quali figure emblematiche di tale cambiamento: Jacques Basnage, John Toland e Giambattista Vico. Lo studio evidenzia poi una fase di radicalizzazione in Francia a met\ue0 ‘700 nelle opere di Nicolas Antoine Boulanger e si conclude con la descrizione della teocrazia boulangeriana nell’Encyclop\ue9die di Diderot e d’Alembert
L’ermetismo e Firenze
Il secondo di due volumi dedicati all\u27ermetismo e Firenze editi da Firenze University Press (il primo dal titolo Critici, traduttori, maestri, modelli \ue8 acquistabile separatamente).
Tra il 1930 e il 1945 un gruppo di giovani dette vita a Firenze a una delle pi\uf9 felici stagioni letterarie del nostro Novecento. Molti di loro si riconobbero in una dizione comune, marcata da un immaginario condiviso, e nel silenzioso dissenso dalla retorica del regime, alla quale venivano contrapposti la radicalit\ue0 dell’istanza etica e il legame profondo con le radici giudaicocristiane, romanze, romantico-simboliste della civilt\ue0 europea. A cento anni dalla nascita dei suoi protagonisti (Mario Luzi, Piero Bigongiari, Alessandro Parronchi, Vittorio Bodini) ancora ci si chiede cosa sia stato l’ermetismo, come sia nato, cosa l’abbia contraddistinto. Cercare come si sia modificato, perch\ue9 sia stato circondato da pregiudizi e avversione (come fanno i due imprescindibili volumi che raccolgono gli atti di un memorabile convegno nel quale Anna Dolfi ha coinvolto studiosi provenienti da ogni parte del mondo), porta a tracciare un quadro/ritratto degli autori dell’ermetismo, dei suoi critici (Bo, Macr\ued), amici (il compagno di generazione Vittorio Sereni), estimatori e/o detrattori, e a delimitare i confini di un complesso capitolo della storia italiana iniziata con il Fascismo e conclusa, di recente, con la caduta delle ideologie. Assieme ai suoi ‘attori’, in posizione di rilievo \ue8 Firenze, la citt\ue0 che fu risvegliata per qualche decennio alla grandezza del passato da una nuova passione, fatta di cultura, creativit\ue0 ed intelligenza
I prefissi verbali nella <i>Povest’ vremennych let</i>
Attraverso l’analisi delle forme verbali prefissate della Povest’ vremennych let (secc. XI-XII) nel volume sono messi in luce i significati aspettuali dei verbi con prefisso, al fine di verificare il grado di evoluzione del sistema aspettuale slavo-orientale nella fase pi\uf9 antica della sua attestazione. Lo studio dei prefissi e delle modalit\ue0 con cui essi interagiscono con le caratteristiche azionali dei verbi di partenza permette di individuare le conseguenze della prefissazione a livello lessicale, azionale e aspettuale. I verbi terminativi con prefisso acquisiscono il valore risultativo (“protoperfettivo”) e sono sottoposti, in parte, alla suffissazione secondaria, fenomeno che contribuir\ue0 alla grammaticalizzazione della categoria aspettuale in russo e nelle altre lingue slave
Liberare e federare
Per molti anni la figura di Silvio Trentin (1885-1944) \ue8 stata dimenticata. Poi, tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta del secolo scorso, il profilo di questo originalissimo giurista – e riconosciuto protagonista del vasto e complesso panorama antifascista e resistenziale – ha cominciato ad attrarre l’attenzione di molti studiosi. Concepito in occasione del settantesimo anniversario della morte, questo volume si propone di offrire un ritratto articolato di Trentin, traguardato nelle peculiarit\ue0 della sua formazione giuridica, nella tenacia delle scelte politiche e nella ricchezza delle relazioni familiari. L’obiettivo non \ue8 solo celebrativo; si tratta di ridare alla Repubblica un testimone forte delle tante battaglie che ne hanno preceduto la nascita e che ne possono rianimare tuttora le ragioni
Le pubblicazioni dell’Istituto per l’Europa orientale
Nella prima parte del volume si ricostruisce, anche sulla base di materiale d’archivio, la storia dell’Istituto per l’Europa orientale (Ipeo), fondato a Roma nel 1921, la cui attivit\ue0 fu caratterizzata da una notevole produzione editoriale che si lega strettamente alla nascita e allo sviluppo della slavistica italiana. Malgrado l’inevitabile convivenza con il fascismo e il piegarsi in qualche modo a una linea di condotta che soprattutto negli anni Trenta affianc\uf2 la politica del regime, l’attivit\ue0 dell’Ipeo fu improntata a un sincero desiderio di diffondere soprattutto la conoscenza di un mondo per molti aspetti ancora poco conosciuto nel contesto italiano. L’Ipeo oper\uf2 fino alla fine della seconda guerra mondiale, quando nel mutato contesto geopolitico determinato dalla fine del conflitto, vennero meno i finanziamenti governativi e anche i presupposti politici e culturali che ne avevano favorito la nascita. La seconda parte del volume \ue8 occupata dal Catalogo generale alfabetico di tutte le pubblicazioni dell’Ipeo, corredato da un Catalogo cronologico e dall’Indice degli autori, curatori, traduttori e prefatori
Lo spettacolo senza riforma
La compagnia del San Samuele di Venezia costituisce un caso esemplare della straordinaria vitalit\ue0 delle truppe comiche nel primo Settecento, prima del successo della drammaturgia goldoniana. La ricostruzione della cronologia dell’attivit\ue0 della formazione guidata dal capocomico Giuseppe Imer consente di osservare la straordinaria versatilit\ue0 degli attori dell’Arte e l’ampiezza di un repertorio che tra il 1726 e il 1749 svariava dai drammi agli intermezzi musicali, passando per i canovacci della commedia Improvvisa e per le tragedie. Grazie a documenti inediti e a un’analisi critica dei repertori l’autore elegge gli attori a principali protagonisti della scena spettacolare veneziana e propone importanti aggiornamenti sulle migrazioni dei comici nel secondo quarto del XVIII secolo
Per amor del cielo
L’opera delinea il fenomeno delle conversioni al cattolicesimo che ebbero luogo a Firenze tra il, XVII e il XVIII secolo, partendo dalla ricostruzione della storia della Casa dei catecumeni. Nella seconda met\ue0 del Seicento, grazie al lascito testamentario di una nobildonna fiorentina, l’Istituto offr\uec ospitalit\ue0 a “infedeli” di qualsiasi provenienza e il numero delle conversioni crebbe notevolmente. Una tale liberalit\ue0 fin\uec per determinare una grave crisi economica alla quale nel Settecento cercarono di porre rimedio i granduchi lorenesi restringendo il campo di azione ai soli sudditi toscani. Non mancarono per\uf2 abusi e ingerenze da parte di ecclesiastici, soprattutto nei confronti degli ebrei
Giudicare l\u27arte
Il volume esamina come la definizione di arte non sia da considerarsi prerogativa delle discipline filosofiche ed estetiche, ma assuma importanza decisiva ai fini della tutela giuridica del fatto artistico. Sulla base di questa premessa, il lavoro ripercorre l’evoluzione del concetto di arte e dei suoi limiti nella giurisprudenza delle corti degli Stati Uniti, concentrandosi sull’aspetto costituzionale della libert\ue0 di espressione artistica. Il volume rileva come i casi in cui i giudici devono decidere se un oggetto costituisce o meno opera d’arte possono dire molto di pi\uf9 sulla natura del giudicare che sulla natura dell’arte stessa
Arte nell’arte
Il volume analizza la raffigurazione di manufatti in ceramica visibili in alcune opere artistiche del Trecento e Quattrocento toscano e si propone di coniugare i dati emergenti dalle fonti iconografiche con quelli relativi alla documentazione materiale e scritta. Esso mira a cogliere le potenzialit\ue0 dell’iconografia, cercando non soltanto di comprendere in che misura si riescano ad individuare aree culturali archeologicamente ben definite, ma anche di stabilire quanto le raffigurazioni di certi dettagli inerenti la vita di tutti i giorni rappresentino un riflesso della quotidianit\ue0 o piuttosto il frutto di sentimenti legati alla curiosit\ue0, allo stupore, all’ambizione o alla bellezza degli oggetti. Esso mette in risalto come l’iconografia sia in grado di integrare le nostre conoscenze sui corredi ceramici dell’epoca e sull’ambito sociale di utilizzo di determinate forme e tipologie vascolari
MUSINT 2
Musint 2 si propone come un testo da ‘leggere’ che accompagna il nuovo sito-web MUSINT II, seguendo e innovando le linee generali del precedente MUSINT. Ma, come i due progetti on-line differiscono sia negli aspetti tecnici che nei contenuti, pur mantenendo principi e finalit\ue0 analoghi, cos\uec anche il nuovo volume assume un ruolo che lo rende una novit\ue0 pi\uf9 consona ai progressi che caratterizzano le discipline archeologiche sia sotto l’aspetto scientifico che quello didattico. Viene mantenuta la suddivisione in tre sezioni. La prima contiene una serie di lavori direttamente legati al sito MUSINT II. Si nota un aumento delle presentazioni relative agli aspetti tecnici e didattici, ritenuti una innovazione del nuovo sito, rispetto ai contributi scientifici intesi in senso pi\uf9 tradizionale. La seconda sezione presenta una esemplificazione di lavori significativi di musealizzazione virtuale, volutamente scelta negli ambiti pi\uf9 vari, sottolineandone il taglio didattico. La terza sezione si presenta sullo stesso piano di quella del volume precedente, anche se sono riscontrabili delle novit\ue0 proprio nella scelta delle ricerche: vengono infatti presentate tematiche gi\ue0 proposte in fase sperimentale e nuove ricerche che si sono venute individuando nel corso di questi anni attraverso le conoscenze pi\uf9 ampie sulle possibilit\ue0 di una museologia digitale e interattiva