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    L’anno della morte di Luigi Crocetti

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    Il racconto evoca i dialoghi immaginari tra un allievo e il maestro avvenuti dopo la morte di quest’ultimo. Il maestro \ue8 Luigi Crocetti, una figura ben nota e indimenticabile nel mondo delle biblioteche: bibliotecario della Biblioteca nazionale di Firenze, studioso e insegnante di biblioteconomia, presidente negli anni ’80 dell’Associazione italiana biblioteche. La morte del maestro suscita nell’allievo il desiderio di conversare con lui su alcuni temi legati all’attivit\ue0 delle biblioteche, relativi in particolare alla catalogazione semantica. Nei colloqui, complice l’emozione per la scomparsa del maestro, si insinuano quasi inevitabilmente sentimenti, ricordi, descrizioni di paesaggi, semplici e un po’ ingenue riflessioni su alcuni temi della vita. Entrambi questi motivi sono accomunati dall’intenzione di disporre il protagonista del racconto e il lettore ad ascoltare di nuovo la lezione del maestro. Seppure in forma narrativa, il testo ripercorre alcuni passaggi chiave degli scritti di Crocetti e intende anche contribuire alla ricostruzione della sua biografia intellettuale. In appendice, sono riprodotti due saggi dell’autore sul pensiero e l’opera di Luigi Crocetti

    \uabLa sana critica\ubb. Pubblicare i classici italiani nella Milano di primo Ottocento

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    Nella Milano di primo Ottocento – a quell’epoca la citt\ue0 italiana pi\uf9 attiva nella produzione libraria – collezionisti, bibliotecari, studiosi di letterature antiche e giovani letterati sono protagonisti di un’intensa attivit\ue0 di pubblicazione di testi classici. Nuove edizioni della Divina Commedia, delle Rime di Petrarca, del Decamerone, dell’Orlando Furioso, della Gerusalemme Liberata, di opere di scrittori pi\uf9 vicini nel tempo come Metastasio e Parini, escono per le loro cure nelle collane degli stampatori milanesi, in particolare nella grande collezione della Societ\ue0 Tipografica de’ Classici Italiani. In una stagione ricca di dibattiti culturali e linguistici, anche il confronto sulle modalit\ue0 di edizione dei testi assumeva un’importanza nuova. Analizzando le dichiarazioni degli editori-curatori, indagando le note in cui presentano le loro scelte testuali, seguendo le loro discussioni e polemiche, Alberto Cadioli, tra i pi\uf9 noti studiosi di filologia delle stampe moderne, individua l’importanza della \uabsana critica\ubb, cio\ue8 della pratica filologica con la quale in un grande centro culturale erano pubblicati i classici nei primi decenni del XIX secolo. Il libro, che presenta dati inediti e un’ampia documentazione, fa emergere con grande lucidit\ue0 e competenza osservazioni teoriche e indicazioni metodologiche di inaspettata modernit\ue0, confinate finora in pagine a lungo dimenticate

    Re-thinking Adult Education Research. Beyond the Pandemic

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    This work is the result of the European INTALL Project, International and Comparative Studies for Students and Practitioners in Adult Education and Lifelong Learning (2018-2021). From early September 2018 to the end of August 2021, this project allowed us to build knowhow about some specific issues of adult education. The latest meeting of the INTALL project partners led to a conference about the role of Adult Education Research, during and after Covid-19, and the importance of re-thinking Lifelong and Lifewide Learning for the future. Based on four sections, Innovation and Future Competences in Adult Education Research, Professionalisation in Adult Education, Sustainability, Inclusion and Wellbeing: Topics for Adult Society and Smart Cities and Learning and Teaching in Higher Education in Post-Pandemic Time: A Digital Transformation, the volume represents an opportunity to foster a debate on key issues in the field of Adult Learning and Education across Europe

    L’organizzazione delle biblioteche

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    Quando nel 1947 l’India raggiunge l’indipendenza, c’\ue8 enorme fermento per una nazione da costruire a partire dai suoi fondamenti culturali: scuole e biblioteche. In questo clima Ranganathan pubblica The Organization of libraries, con lo scopo di \uabmettere in relazione l’organizzazione delle biblioteche e l’educazione e di fornire una breve introduzione alle tecniche biblioteconomiche\ubb. L’opera, che diventa subito lo strumento di promozione di una costituenda rete di biblioteche scolastiche integrata nel sistema bibliotecario nazionale, \ue8 organizzata in tre parti: Biblioteche ed educazione (con ampi richiami a J. Dewey e Kilpatrick), Biblioteconomia pratica (con la pi\uf9 estesa presentazione della Colon Classification mai pubblicata in Italia) e Il sistema bibliotecario nazionale

    Careggi Campus

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    Ogni giorno le persone vivono e utilizzano gli spazi aperti, cose di fatto indispensabili. La letteratura scientifica \ue8 ricca di evidenze circa il ruolo che questi svolgono per il benessere psico-fisico e la salute umani. Questo volume tratta la rigenerazione degli spazi aperti dei complessi ospedalieri attraverso il caso dell’azienda universitaria di Careggi a Firenze. Gli studi sviluppati fanno riferimento a un cambiamento del modello di accessibilit\ue0 e mobilit\ue0 necessario al fine di indagare le qualit\ue0 che gli spazi aperti possono esprimere per la conversione del policlinico in campus ospedaliero-universitario. Spiegazioni scientifiche ed sperienze quotidiane indicano il paradigma One Health, ‘salute unica’, come l’orizzonte verso il quale rivolgersi. Per farlo occorre anche salvaguardare e rigenerare gli spazi aperti

    Public History of Education. A Brief Introduction

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    Is historical knowledge important for education? How can we build a shared historical knowledge with schools, communities, and education professionals? The book responds to these questions by suggesting the public history approach, as applied in education and, more generally, to all professions that are based on human relations. The public history of education refers directly to North American experiences, but at the same time it is part of a process of European cultural acceptance and re-elaboration that has one of its main points of reference in the Italian Public History Association. The objective is not to make history for the general public, but to make public history with all those interested, in a collaborative and participative context, in the quest for meaningful knowledge, directly related to the current and challenging needs of our society

    Nuove strategie per la traduzione del lessico artistico

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    Questa raccolta di saggi \ue8 incentrata sulla traduzione del linguaggio specialistico dell’arte e dei beni culturali in un’ampia variet\ue0 di testi dal Rinascimento ad oggi, secondo diversi approcci teorici e metodologici che spaziano dalla linguistica dei corpora alla lessicografia, alla terminologia e alla traduttologia. Il volume \ue8 rivolto a ricercatori e studenti delle lingue per scopi speciali, a traduttori professionisti e ad esperti per la comunicazione internazionale del patrimonio artistico. I contributi sono stati sviluppati nell’ambito del progetto di ricerca Lessico plurilingue dei Beni Culturali. Nato presso l’Universit\ue0 di Firenze, il progetto coinvolge numerose universit\ue0 italiane e straniere e ha come finalit\ue0 la creazione di banche dati testuali e dizionari plurilingui attraverso corpora comparabili e paralleli

    La signoria rurale nell’Italia del tardo medioevo. 6 Le signorie trentine

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    Negli ultimi decenni, l’importanza della signoria rurale nella storia dell’Italia del tardo medioevo \ue8 stata riconsiderata e rivalutata. Sulla base di una ricca documentazione d’archivio, questo volume propone una descrizione sistematica e ragionata degli aspetti politici, economici, sociali e culturali della signoria rurale in un territorio posto “ai confini d’Italia”, il principato vescovile di Trento dei secoli XIV e XV. Dai loro castelli dispersi nelle valli alpine, ai piedi delle montagne, le famiglie signorili trentine guardano in modo crescente verso Vienna e verso l’impero asburgico; nei rapporti con il mondo contadino, mettono a punto nel Quattrocento equilibri di potere destinati a mantenersi quasi intatti per tutta l’et\ue0 moderna, sino alla fine della prima guerra mondiale

    Tessuti di seta tra Firenze e il Levante (ca. 1350-1550)

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    Questo studio, utilizzando centinaia di documenti d’archivio per un periodo di circa due secoli, evidenzia il totale ribaltamento che si verific\uf2 a partire dall’inizio del XV secolo: i tessuti di seta non attraversavano pi\uf9 il Mediterraneo da Est a Ovest, come nei secoli precedenti, bens\uec da Ovest a Est. Mercanti ebrei, turchi, siriani e soprattutto la Sublime Porta mostrarono un continuo apprezzamento per i drappi fiorentini. Grazie alle fonti sono descritte nel dettaglio tutte le fasi di quel flusso di esportazioni: l’acquisto dei drappi a Firenze, la loro spedizione, il trasporto e infine l’intervento dei corrispondenti che a Costantinopoli curavano le vendite. Tale flusso di merci prosegu\uec fino ai primi decenni del Cinquecento, per poi decadere rapidamente intorno alla met\ue0 del secolo

    L’economia della conoscenza: innovazione, produttivit\ue0 e crescita economica nei secoli XIII-XVIII / The knowledge economy: innovation, productivity and economic growth, 13th to 18th century

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    The studies presented here analyze the relationship between the knowledge economy and innovations, productivity, and economic growth in the premodern period (13th-18th centuries) by considering the following questions: how was “useful knowledge” transmitted between individuals, across space, and across generations? How could commercial and industrial productivity have been associated with the expansion of such knowledge? When and where was useful knowledge concentrated in such a way that a relatively large number of innovations and inventions could cause revolutionary breakthroughs in particular sectors of the economy

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