846 research outputs found

    Philip Roth, Nemeses 2006-2010 – Everyman, Indignation, The Humbling, Nemesis

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    Recensiamo il libro Philip Roth, Nemeses 2006-2010 – Everyman, Indignation, The Humbling, Neme- sis, Edited by Ross Miller, The Library of America, New York, 2013. Review of Roth, Philip. Nemeses: Everyman, Indignation, The Humbling, Nemesis. Ed. Ross Miller. New York: The Library of America, 2013. Print

    Imagination as poetics of cognition

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    AbstractOur work bases on the hypothesis of an existing interconnection between the symbolic and the metaphoric elements of the text responding to a series of mind patterns compressing perception and experience through the emerging process of conceptual blending triggering the semantic process during the creative act of poiesis. This enquiry focuses on the use of a peculiar rhetorical figure in an exemplar literary text of the famous German poet Goethe. We will try to point out the allegorical function of the scene dedicated to the «Mothers’ Kingdom», in his Faust II as a powerful poetical meta-reflection on imagination, cognition and poetics itself

    Eleonora Duse interpreta Gor\u27kij (Parigi-Milano, ottobre 1905)

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    Questo contributo porta alla luce alcuni problemi relativi a traduzione e allestimento de I bassifondi (L’albergo dei poveri) di Maksim Gor’kij – l’unico dramma russo che Eleonora Duse riuscì a includere nel suo repertorio. La grande attrice lo portò in scena due volte, a distanza di pochi giorni, al Théâtre de l’Oeuvre di Parigi con la compagnia di Aurelien Lugné-Poe (23 ottobre 1905), e al Teatro Manzoni di Milano con la compagnia Talli-Gramatica-Calabresi (28 ottobre 1905). Il critico Gaio (pseudonimo di Adolfo Orvieto) assistette a entrambe le rappresentazioni e scrisse un’attenta recensione per «Il Marzocco» evidenziandone le differenze

    Fiaba e cognitivismo

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    La relazione tra uomo e narrazione è molto stretta e affonda le sue radici nelle basi biologiche e nei processi neurologici più profondi del cervello. In particolare, la fiaba si configura come un genere cognitivamente connaturato, in grado di corrispondere alle esigenze e alle strutture della mente umana. Questa convergenza tra l’architettura testuale del fiabesco e le strutture cognitive può, almeno in parte, spiegare il carattere di universalità del genere e la sua diffusione come dispositivo mnemonico, in grado di convogliare significati individuali e collettivi, e come ‘microsceneggiatura’ utile per agire nel mondo reale

    Recensione a Daniela Marcheschi, "Il sogno della letteratura. Luoghi, maestri, tradizioni"

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    Review of Marcheschi, Daniela. Il sogno della letteratura. Luoghi, maestri, tradizioni. Roma: Gaffi editore, 2012. Print.Recensiamo la raccolta di saggi Il sogno della letteratura. Luoghi, maestri, tradizioni di Daniela Marcheschi, Gaffi editore, Roma, 2012. Il libro si presenta come una riflessione sul senso profondo della letteratura e dell’attività critica e si pone come scopo di esaminare la situazione attuale della cultura per riedificare e ricostruire, attraverso il vaglio critico delle tradizioni, l’abbandono di clichés teorici e narrativi e il recupero di un’idea forte della letteratura in virtù di un autentico e rinnovato slancio etico che restituisca verità alla parola

    Il motivo del passante nella letteratura contemporanea: incontri pluridimensionali

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    Attraverso il presente saggio mi propongo di aprire una finestra sulle nuove prospettive offerte in tempi più recenti dal motivo dell’incontro con il passante, inteso come sconosciuto incontrato per caso in un luogo pubblico. Si tratta, in questi termini, di un’invenzione modernista, anticipata da alcuni esempi ottocenteschi: l’avventura del passante – sempre temporanea, effimera eccezione al quotidiano – è un’avventura cittadina, anzi metropolitana, e presuppone un fondamentale cambiamento di mentalità della persona rispetto a quella ancora raffigurata nelle opere della prima metà dell’Ottocento. In un assetto sociale tipicamente urbano, l’individuo deve adattarsi ad una nuova realtà composta da velocità, frantumazione della catena cronologica, privatizzazione del destino, accresciuta importanza del caso, epifanie nel quotidiano della folla. Il discorso sul passante letterario si incrocia, così, con quello sull’incontro casuale quale momento tematico e compositivo caratteristico della produzione letteraria a partire dalla fine dell’Ottocento, e con la questione del cambiamento del personaggio e dei luoghi coinvolti in tale incontro. Osserveremo, mediante l’analisi di tre esempi letterari contemporanei, l’evoluzione ultima del motivo del passante

    Neuroscienze e lettura

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    La cosiddetta neurolettura, ossia l\u27indagine dell\u27attività del leggere alla luce delle neuroscienze, può dirsi iniziata già alla fine dell\u27Ottocento, tuttavia solo in tempi recenti si sono compiute importanti scoperte grazie alle tecniche di neuroimaging. Esaminando alcune ricerche neuroscientifiche, da una parte emerge con forza l\u27estrema complessità dell\u27atto del leggere, che dal punto di vista filogenetico parrebbe il frutto di una sorta di riciclaggio neuronale (il nostro cervello non è fatto per la lettura, ma in un modo o nell\u27altro vi si riconverte grazie alla sua innata plasticità); dall\u27altra si delinea un\u27universalità delle basi cerebrali della lettura per cui, qualunque sia la lingua in cui si legge, una sola e medesima area cerebrale viene coinvolta, la regione occipito-temporale sinistra. Tale universalità non pare essere messa in discussione neppure dalla rivoluzione digitale in atto: se è vero che la lettura digitale apre nuove prospettive e nuove frontiere, offrendo vantaggi soprattutto in sede di apprendimento, essa non pare al momento avere una significativa incidenza sui meccanismi cerebrali sottesi alla prima fase del leggere (quella della decodifica), mentre potrebbe avere delle ricadute maggiori sui due momenti successivi, la comprensione di un testo e la nostra risposta ad esso, per quanto in quest\u27ambito le ricerche siano solo all\u27inizio

    La poesia pensante di Lucio Saffaro

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    Si presenta in queste pagine la prima traduzione italiana della prefazione che Paul Ricœur scrisse per il libro di poesie in prosa: L. Saffaro, Théorie de la poursuite, L’Alphée, Paris 1985. Il testo, pubblicato con l’autorizzazione del Fonds Ricœur, è impreziosito da grafiche di Lucio Saffaro, pubblicate con l’autorizzazione della Fondazione Lucio Saffaro.Il testo è inoltre corredato, a seguire, da un’introduzione di Gisella Vismara all’opera poetica, grafica e pittorica di Lucio Saffaro.This is the first translation into Italian of Paul Ricœur’s preface to Lucio Saffaro’s  Théorie de la poursuite, L’Alphée, Paris 1985. The present text is published with permission from Fonds Ricœur, and is also enriched with drawings made by Lucio Saffaro, published with authorization from Fondazione Lucio Saffaro.The text is followed by a short outline of Saffaro’s work by Gisella Vismara

    Emerging Vectors of Narratology: Toward Consolidation or Diversification? (A Response)

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    This is a response to the questions asked by Franco Passalacqua and Federico Pianzola as a follow-up of the 2013 ENN conference. The discussions that originated at the conference  were rich and thought-provoking and so the editors of this special section of «Enthymema» decided to continue the dialogue about the state of the art and the future of narratology

    Perché i romanzieri e non i poeti. Alcune considerazioni preliminari su Dall’Apparenza al Mistero di Gianni Carchia

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    The article reconstructs the genesis of the work by  Gianni  Carchi, Dall’Apparenza al Mistero. La nascita del romanzo.  The aim is twofold: on the one hand a more general interest in Carchia’s ideas on the birth of the novel, and on the other to reconsider some of the notions presented in the book, which reframe the issue of the novel in philosophical perspective. L’articolo ricostruisce internamente l’opera di G. Carchia: Dall’Apparenza al Mistero. La nascita del romanzo. L’intento è duplice: riproporre ad un più vasto interesse generale le conclusioni originali di Carchia sulla nascita del romanzo e, attraverso questa ricostruzione, iniziare a saggiare alcuni dei molti spunti di riflessione e dei problemi che l’opera pone, riproponendo una riconsiderazione in termini filosofici del problema del romanzo

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