846 research outputs found

    Семидесятые – преодоление страха

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    La ‘seconda’ cultura di Leningrad si è formata e consolidata negli anni Settanta grazie ad incontri in appartamenti privati, seminari, lezioni e attraverso i periodici dello Samizdat. Un ruolo parti- colare è stato svolto dal seminario filosofico-religioso tenuto da T. Goritcheva e V. Krivulin negli anni 1975-89, prima dell’esilio di Goritcheva dall’URSS. Семидесятые годы для «второй» культуры Ленинграда стали временем ее становления и консолидации – через квартирные встречи, семинары, чтения и периодику Самиздата. Особая роль принадлежит религиозно-философскому семинару, проводимому Т. Горичевой и В. Кривулиным в 1975-1980 гг., до высылки Горичевой из СССР

    H.D.’s Trilogy: The Multiplicity of Being

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    This essay is an epistemological interrogation and should be read as one possible approach among others to H.D.’s poetic experiment in Trilogy. It argues that the empiricist tradition provides us with a series of concepts that may help us make sense of the poem, or, rather, understand a little better how the poem makes sense. In this respect, H.D.’s numerous polytheistic mythological allusions can be problematized as being at the service of a philosophy of the human subject, not considered as a fixed, alienated entity, but as a constantly evolving multiplicity whose main activity is to construct new relations or syntheses, thereby endlessly constructing itself in the process.

    Il laboratorio infinito di Vladmir Gubin

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    Vladimir Gubin partecipa attivamente negli anni Sessanta alla vita letteraria della Leningrado del disgelo ma, all\u27avvento della stagnazione brežneviana, solo limitatamente e temporanenamente si inserisce nei circoli del Samizdat, scegliendo alla fine un completo isolamento. E per più di venti anni (1976-1997) elabora, rivede, riformula, affina e cesella un unico testo in prosa completa- mente metrizzata, Illarion e il Nano, che somma il lascito di tutte le stagioni delle avanguardie e raggiunge un livello di densità della parola poetica con pochissimi eguali nel secondo Novecento russo.All\u27interno di un libro ancora del tutto inesplorato a livello critico, ci si sofferma in parti- colare sul fittissimo tessuto di riferimenti metaletterari, che tracciano un articolato affresco del mondo della creazione clandestina.

    Silenzi d’autore di Bice Mortara Garavelli

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    In questo articolo si recensisce Silenzi d’autore di Bice Mortara Garavelli (Bari: Laterza, 2015)

    Il perturbante è l’identità divisa Un’interpretazione di Der Sandmann

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    Il saggio di Freud sul perturbante ha offerto molti stimoli agli studi letterari e a quelli sul cinema: è stato commentato e discusso molte volte. Nella maggior parte dei casi, tuttavia, sembra essere stato letto frettolosamente: ci si è soffermati sulla tesi più evidente, che stabilisce un nesso tra perturbante e angoscia di castrazione, e sono state trascurate le affermazioni relative al problema dell’identità. Eppure, proprio in relazione a Der Sandmann Freud offre riflessioni di straordinaria importanza. Questo articolo si propone anzitutto di restituire al saggio di Freud la sua complessità: vengono messi in luce, ad esempio, i fraintendimenti e le forzature della critica femminista (Sarah Kof- man). E, soprattutto, propone una nuova interpretazione del racconto di Hoffmann, a partire dal concetto di ‘identità divisa’. L’identità si dice in due modi fondamentali, la coincidenza e la non-coincidenza con se stessi. Ogni soggetto sperimenta il conflitto tra questi due modi. Nel racconto di Hoffmann, il prota- gonista (Nathaniel) viene trascinato al di là di se stesso, verso la fatale coincidenza con das Ding. È questa la fonte essenziale della sua angoscia. Der Sandmann è la storia di un’attrazione inesora- bile, rallentata da entità che svolgono una funzione-schermo: nel rapporto con la bambola Olimpia emergono tutti i paradossi che determinano la fragile identità di Nathaniel. Poiché il perturbante appartiene al campo dell’angoscia, non sarebbe stato possibile ignorare il Seminario X di Lacan, così come le riflessioni di Heidegger. Quest’articolo propone una revisione della concezione di Lacan: l’angoscia più devastante non deriva tanto da un eccesso di presenza (ciò che Lacan chiama «la mancanza della mancanza») quanto dallo svanire della non- coincidenza. Perturbante è la sensazione di un collasso logico-ontologico, a causa del quale il soggetto viene come incellofanato in se stesso, imprigionato nelle sue aporie.

    Dan Brown: Morphology of a Bestsellersaurus

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    Dan Brown’s success finds reasons in multiple factors, social, morphological, cognitive and commercial: the cross-medial restructuring of aesthetic communication on a global scale; the use of zero-sum homeostatic mechanisms in shaping themes, characters and meanings; the mixing of history and fiction; the disappearance of naturalistic elements; the time structuring of plots in «packs», cognitively easy to comprehend; the presence of urban settings, recognizable and meaningful for the global tourist; the elimination of ambiguous elements, favouring an aesthetic orientation to problem solving

    Lorenzo Marchese, L’io possibile. L’autofiction come paradosso del romanzo contemporaneo

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    Recensiamo Lorenzo Marchese, L’io possibile. L’autofiction come paradosso del romanzo contemporaneo, Transeuropa, Massa 2014

    Предисловие куратора

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    Si presenta la sezione "Samizdat letterario"Представляем вводную статью составителя и научного редактора раздела

    Literary Samizdat and Samizdat Publics

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    In this article Komaromi considers literary samizdat journals in light of public theory. Although literary samizdat journals do not conform to classic conceptions of public speech, they do yield to more recent analyses of counter-publics proposed by Nancy Fraser and Michael Warner. Picking up on the poetic aspects of public speech highlighted by Warner, Komaromi examines the publics projected by literary samizdat journals through statements about those publics, style, and bibliographic values. While not directly contesting political conditions, these literary journals amplified the implications of samizdat production and distribution to foster plurality and human connection as a basis for a better future.

    Смог ли СМОГ стать самым молодым обществом гениев и лишить соцреализм девственности?

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    In questo articolo Alexandre Urussov (Aleksandr o Alexander, a seconda delle diverse traslitte- razioni) ricorda la propria partecipazione all’associazione giovanile underground SMOG in URSS nel 1965. Al tempo giovane scrittore moscovita, Alexandre Urussov prese parte ad alcune mani- festazioni organizzate da SMOG e pubblicò il racconto Il grido delle formiche lontane nella rivista samizdat Sfinsky. Il racconto è stato tradotto in varie lingue e pubblicato nel Regno Unito, in Italia, Germania, Francia, Canada e Islanda. L’autore spiega qui le dinamiche di alcuni processi culturali nell’URSS di quei tempi, le caratteristiche distintive del Samizdat letterario degli scrittori SMOG e gli atti di repressione delle autorità sovietiche contro gli scrittori dissidenti.

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