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Anna Maria Babbi e Alberto Comparini (a cura di), Letteratura e altri saperi. Influssi, scambi, contaminazioni
Review of Babbi, Anna Maria and Comparini, Alberto (eds.). Letteratura e altri saperi. Influssi, scambi, contaminazioni. Carocci, 2020.Recensione di Babbi, Anna Maria e Comparini, Alberto (a cura di). Letteratura e altri saperi. Influssi, scambi, contaminazioni. Carocci, 2020
Victor Frankenstein’s Evil Genius: Plutarch, Brutus’s Vision, and the Absent Revolution
This essay examines the influence of Plutarch’s Life of Brutus on Mary Shelley’s Frankenstein, arguing that the relationship between Brutus and his «evil genius» provides Shelley with a model for characterizing the pair of Victor Frankenstein and his Creature. By considering the broader context of Plutarch’s reception from the sixteenth through the early nineteenth centuries, and particularly the construction of Brutus as a ghost-seer, a clinical obsessive, or a revolutionary icon, the essay examines the Brutus/Victor parallel as actual and/or symbolic parricides, shedding new light on Shelley’s failed representation of the French Revolution in her novel
"Se una notte d\u27inverno un viaggiatore" quarant\u27anni dopo: Atti del Seminario MOD, Università IULM, 17-18 ottobre 2019
"Se una notte d\u27inverno un viaggiatore" quarant\u27anni dopo. Atti del Seminario MOD, Università IULM, 17-18 ottobre 2019. A cura di Filippo Pennacchio e Silvia T. Zangrand
Gli strumenti della scrittura: un confronto metapoetico tra Valerio Magrelli e Pierluigi Cappello
This article compares the metapoetic works on the act of writing by Valerio Magrelli (Roma, 1975) and by Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 1967 – Cassacco, 2017). After studying and sampling the metapoetic vocabulary of each author, I selected specific terms that occurred in both authors’ poems about the act of writing by hand: paper, rubber, pencil, page, and notebook. Therefore, this corpus consists of poems that include at least one of these nouns. The metric and rhetorical analysis of these poems allowed me not only to identify specific features for each author, but also to observe some analogies, such as the creation of a world existing “inside the poem” – a world that shelters and at the same time imprisons the “poetic I” of the authors.Il contributo confronta i testi metapoetici di Valerio Magrelli (Roma, 1957) e di Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 1967 – Cassacco, 2017) che riguardano l’atto della scrittura. A partire dalla campionatura del lessico metapoetico nella produzione di ciascun autore, sono stati selezionati i termini della scrittura a mano risultati comuni a entrambi: carta, gomma, matita, pagina, quaderno. Il corpus è perciò costituito da componimenti che presentano almeno un’occorrenza di uno di questi sostantivi. L’analisi metrico-retorica dei testi ha permesso di individuare, oltre alle peculiarità individuali, alcune analogie, tra cui la costruzione di un mondo al di qua della pagina che protegge e imprigiona l’io poetico
L’Acacia di Claude Simon: una singolare autobiografia
My article aims at analyising certain aspects of Claude Simon’s L’Acacia. This text is characterized by peculiar aspects and statutes that also derive from the difficulty in the interpretation of the figure of the protagonist. L’Acacia is one of the late works by Simon, it was published in 1989 and it consistently retrieves many themes and conventions of the previous texts. In fact, Simon establishes every text on a series of autobiographical and fictitious elements, that recur from one text to the other. The presence of elements linked to the author’s personal or familiar history seems to put this text in contact to the genre of the autobiography. Nonetheless, it can’t be the case of an autobiography written in third person as it appears to be paradoxical: the autobiography supposes a certain degree of complementarity between the written discourse on the page and an identity that is embodied under an I.L’obiettivo del mio intervento è quello di presentare il particolare caso di L’Acacia di Claude Simon. Questo testo, infatti, presenta uno statuto problematico dovuto anche alla difficoltà di interpretare la natura del personaggio principale. L’Acacia fa parte dei testi della maturità di Claude Simon, è pubblicata nel 1989 e riprende in larghissima parte i temi e le convenzioni delle opere simoniane precedenti. Simon, infatti, fonda tutti i suoi testi su di un particolare mélange di elementi romanzeschi e vicende autobiografiche, che ricorrono da un’opera all’altra e che si mescolano tra loro su numerosi livelli. La presenza di numerosi elementi appartenenti alla storia personale o familiare dell’autore conferisce a questo romanzo un aspetto autobiografico, tuttavia parlare di un’autobiografia in terza persona appare paradossale poiché il genere autobiografico suppone una certa complementarietà tra il discorso scritto sulla pagina e un’identità assunta al di sotto di una designazione specifica di un io
Figure in movimento: José Saramago e il personaggio come rifigurazione
La presente analisi focalizza aspetti e personaggi dell’opera di José Saramago in diretta relazione con la riflessione che, nel contesto teorico degli studi narrativi, è stata sviluppata all’interno del progetto di ricerca Figuras da Ficção (Figure della Finzione). Tenendo in considerazione la fortuna mediatica e anche la cosiddetta ultravita di certi personaggi di Saramago, li considero figure in movimento e ne approfondisco la dinamica di rappresentazione data per implicita, ricorrendo alla nozione di rifigurazione. A partire da questa, è possibile affermare che i personaggi finzionali sono figure che transitano nel nostro mondo e vengono ad abitare con noi.The present analysis focuses on concepts and characters in the work of José Saramago, in direct correlation with the ongoing reflection that, within the theoretical context of narrative studies, has been the object of study of the research project Figures of Fiction. Taking into account the breadth of media studies and also the so-called afterlife of some of Saramago\u27s literary characters, I consider the movement of these figures and I develop the dynamic aspect of representation that is implicitly portrayed, drawing from the notion of “re-figuration”. Based on this concept, I show how fictional characters are figures that travel from the literary text to our world and here continue to reside with us
Il personaggio del padre nella Väterliteratur
This work focuses on the character of the father in the Väterliteratur, a rich production of the German-language literature mostly composed of (auto)biographical texts. While recent studies have been interested in issues concerning the genre and its story, this essay pays attention to the literary constitution of the partly biographical, partly fictional character of the father. By means of examples contained in some novels, the recurring motifs and the narrative structure of the Väterbücher are thus illustrated, as well as the close connection between the fatherly figures and their son-narrators, who tell the biography of the fathers relying on heterogeneous sources. Starting from some metaliterary considerations contained in the texts, it is finally shown how the father figure provides valuable insight into themes such as the relationship between life and writing, person and character, documentable experience and fiction.Il contributo si concentra sul personaggio del padre nella Väterliteratur, ricca produzione di lingua tedesca per lo più composta da testi di carattere (auto)biografico. Mentre studi recenti si sono interessati a questioni che riguardano il genere e la sua storia, il presente saggio presta attenzione allo statuto letterario della figura del padre, personaggio in parte biografico, in parte romanzesco. Sulla base degli esempi forniti da alcune opere, vengono così illustrati i motivi ricorrenti e la struttura narrativa dei Väterbücher, nonché lo stretto legame che intercorre fra la figura del padre e quella del figlio-narratore, che ne racconta la biografia ricorrendo a fonti eterogenee. Prendendo spunto da alcune considerazioni metaletterarie contenute nei testi, si cerca infine di mostrare come questa figura offra spunti di riflessione riguardo a temi quali il rapporto fra vita e scrittura, persona e personaggio, esperienza documentabile e fiction
Raphaël Baroni, I meccanismi dell’intreccio. Introduzione alla narratologia funzionale
Review of Baroni, Raphaël, I meccanismi dell’intreccio. Introduzione alla narratologia funzionale, Effigi, 2020.Recensione a Baroni, Raphaël, I meccanismi dell’intreccio. Introduzione alla narratologia funzionale, Effigi, 2020
Italo Calvino tra le forme e i generi del discorso metaletterario
Se una notte d’inverno un viaggiatore rappresenta l’esito naturale di un percorso creativo che, soprattutto da un certo momento in avanti, esibisce una marcata inclinazione metaletteraria: l’originale esperimento narrativo del 1979 porta infatti a saturazione questa tendenza, sommando plurime e complesse strategie metatestuali che confondono i livelli della realtà (per usare un celebre titolo calviniano) e insieme lo statuto identitario di autore, narratore e personaggio. Il risultato è una struttura elaborata e spiazzante che, mentre riprende rielabora e combina procedimenti già presenti in alcuni testi di Borges e Nabokov (autori dichiaratamente cari a Calvino), individua il suo precedente più prossimo (anche temporalmente) nella Tia Julia y el escribidor (1977) di Mario Vargas Llosa.If on a Winter’s Night a Traveler represents the natural outcome of a creative path that, from a certain point on, exhibits a marked metaliterary inclination: the original narrative experiment of 1979 brings this tone to saturation, collecting multiple complex metatextual strategies that confuse the levels of reality (to use the title of a Calvino’s essay) and at the same time the identity of author, narrator and character. The result is an elaborate and flooring structure which, while taking up re-elaborating and combining procedures already present in some texts by Borges and Nabokov (authors admittedly dear to Calvino), identifies its closest precedent (even temporally) in La tia Julia y el escribidor (1977) by Mario Vargas Llosa
«Cose vaghe come i sentimenti, come il senso della vita». L’antidoto del Lettore
We propose an itinerary through the many readers characters in Italo Calvino narrative work, who eventually lead up to the Reader, the protagonist of If on a Winter’s Night a Traveler. From this comparison it is possible to deduce the re-emergence in the Traveler of the need of a correlation between the written world and the unwritten world. However, the terms of this relationship are now completely unbalanced in favor of the written world, the last bulwark against those «cose vaghe come i sentimenti, come il senso della vita» which invalidate the comprehension of the real world.L’articolo propone un itinerario attraverso i tanti personaggi lettori disseminati nell’opera narrativa di Italo Calvino per approdare infine al Lettore protagonista del Se una notte d’inverno un viaggiatore. Se da questo confronto è possibile dedurre il riemergere nel Viaggiatore dell’esigenza, prioritaria nella prima stagione, di una correlazione tra mondo scrittoe mondo non scritto, i termini di questo nesso sarebbero, tuttavia, ormai del tutto sbilanciati a favore del mondo scritto, ultimo baluardo contro quelle «cose vaghe come i sentimenti, come il senso della vita» che inficiano la leggibilità del mondo reale