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Cultural analysis situs
The disciplines of complex network science, of art and cultural history, and of computation have a common ancestor in the 'analysis situs' of Gottfried Wilhelm Leibniz. Unfortunately, this shared conceptual origin remains hidden so far within a history of science that is tragically bifurcated, due to the branching evolution of disciplinary focus, due to changes in language, and due to sometimes forced scholarly migration. This chapter breaks the mutual tear lines of citation between disciplines to enable a common future. What lies at stake is the surprisingly deep-rooted and shared foundation of the emerging enterprise of a systematic science of art and culture. This enterprise currently flourishes mainly in departments of multidisciplinary information science, network and complexity science, and applications in industry. It promises nothing less than an integration of humanistic inquiry and a physics of cultures and cultural production
Georg Friedrich Schmidt. Einige Bemerkungen und Nachträge zu den Werkverzeichnissen von Crayen und Jacoby, Apell und Wessely.
Der besondere Reiz für Sammler von Georg Friedrich Schmidt´s Kupferstichen und Radierungen lag in dem Bestreben, eine möglichst vollständige Sammlung seiner Werke zu erlangen. Dieses wurde befeuert durch Kunsthändler, Auktionatoren und Kunsthistoriker, die weitere, zuvor unbekannte Werke oder Werke mit Signaturen anderer Kupferstecher seinem Oeuvre zuschrieben. Die Veröffentlichung der Graphiken von Schmidt und von seinen Zeitgenossen in den online- Portalen der Kupferstichkabinette ermöglichen nun Analysen und Vergleiche, die früher nur eingeschränkt möglich waren. In einer früheren Veröffentlichung hatte ich bereits Berichtigungen und Ergänzungen zum Werkverzeichnis von Wessely beschrieben. Ich suchte und fand weitere Abbildungen von verschollen geglaubten Graphiken, Hinweise in Büchern und in Sammlungsverzeichnissen, wodurch der Kenntnisstand zu einer Reihe von Kupferstichen und Radierungen erheblich erweitert wird und weitere Fehler und Irrtümer korrigiert werden können
Uno sguardo sul collezionismo milanese tra Sei e Settecento: le quadrerie di Giulio Bonacina, Margherita del Pozzo Bonacina e Gerolamo Bertachino
Nell’articolo sono stati resi noti e studiati alcuni documenti inventariali, datati tra Sei e Settecento, conservati presso l’Archivio di Stato di Milano. Tali carte d’archivio permettono di ricostruire, almeno parzialmente, tre significative collezioni milanesi. Nell’inventario del 1679, relativo alla quadreria del nobile Giulio Bonacina, sono registrati circa 50 dipinti alcuni dei quali riferiti ad artisti come, ad esempio, Carlo Cane, Claude Lorrain, Giulio Cesare Procaccini, Giuseppe Nuvolone. Nell’inventario datato 1716 della collezione della nobile Margherita del Pozzo Bonacina sono invece inseriti circa 175 quadri (valutati dal pittore Tommaso Legnani). Alcuni di essi sono registrati anche con il nome del rispettivo autore: ad esempio troviamo opere di Carlo Preda, di Camillo Procaccini, di Carlo Antonio Rossi e di altri. In particolare sono da segnalare in questa quadreria dei dipinti eseguiti dal poco conosciuto Michelangelo Nuvolone e dalla pittrice Giulia Cerana, la sorella del più famoso Giovan Battista Crespi, detto il Cerano. Nel terzo inventario datato 1697 (suddiviso in tre parti distinte), riguardante la collezione del reverendo Gerolamo Bertachino (un singolare personaggio legato a san Carlo Borromeo e al Duomo di Milano), compaiono all’incirca ben 450 quadri. Alcuni di essi sono attribuiti ad artisti famosi come Tiziano, Raffaello, Dürer, il Veronese, Bramante, Lorrain, Rubens, Correggio, lo Spagnoletto, Parmigianino, Michelangelo; oppure a diversi altri significativi pittori di ambito lombardo come, ad esempio, Daniele Crespi e Giovan Ambrogio Figino. Alla fine dell’articolo è presente un’Appendice documentaria con l’integrale trascrizione delle citazioni dei diversi dipinti inserite nei tre inventari. Conclude il lavoro un Indice dei nomi nel quale sono stati registrati, in ordine alfabetico, i nomi dei diversi artisti citati nei vari documenti.
Nella nuova versione del 2019 (pubblicata in “www.aboutartonline.com”, febbraio 2019, pp. 1-53) sono stati inseriti diversi approfondimenti, alcune precisazioni, vari aggiornamenti bibliografici e parecchie fotografie a colori