University of Pisa

Archivio Giuliano Marini
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    436 research outputs found

    Aisa 1st annual conference "Nostra res agitur: open science as a social question" [section 2]

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    Video degli interventi del pomeriggio del 22 ottobre 2015, secondo l'ordine seguente: La ricerca fra filosofia, politica e diritto: G. Salmeri (O.OO.38-0:22:44); G. Luzzatto (0:25:29-0:40:23) Scienza aperta: modelli economici e certificazione: P. Gargiulo (0:48:39-0:55:33); S.Salvia (0:55:34-1:06:34); P. Mounier (1:06:49-1:16:46); S. Bianco/R. Schimmer (1:16:47- 1.21:42); E. Giglia (1:25:08-1:31:17); E. Pasini/M. Cassella (1:31:18-1:41:01) Strumenti, progetti ed esperienze: G. Gattiglia (1:43:48- 2:06:16) Dibattito (2:06:17-2:09:17) La registrazione è stata curata dal Team Elearning ed Eventi del Centro Serra dell'università di Pisa

    Dopo le riviste: il futuro dell'accesso aperto

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    Un progetto editoriale rivoluzionario di J.C. Guédon, fondato sull'idea che si debba smettere di costringere la comunicazione del sapere nella prospettiva dell’emulazione, nel mondo della rete, di forme elaborate nel mondo della stampa quali le riviste e gli articoli

    The emerging complexity of open data dynamics: lessons from human evolutionary Genetics & Genomics

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    In this lecture, I present an overview of data sharing dynamics with a focus on Human Evolutionary Anthropology. I will first discuss three different views on Open data: "Share or die", "I just don'care" and "Tension between secrecy and openness". Then, I will talk about the complexity surrounding open data dynamics in a relatively small research field, Human evolutionary Genetic and Genomics. Thereafter, I will show some results of empirical studies on the data sharing behavior in human genetics and other scientific disciplines, and describe two cases of good practice (Forensic Genetics and Paleogenetics). Finally, I will discuss the implications of arguments and evidence shown here for the future initiatives of the Associazione Italiana per la Scienza Aperta

    Disponibilità pubblica dei risultati scientifici versus clausole di segretezza previste in convenzioni di privati con le Università.

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    Il tema del possibile conflitto tra il principio della disponibilità pubblica dei risultati scientifici e le clausole di segretezza previste nelle intese circa ricerche universitarie svolte per privati non è nuovo. Diviene oggi più rilevante perché, per gli Atenei, i finanziamenti “finalizzati” da privati, che rappresentavano nel 2000 meno del 14% rispetto al totale dei fondi ministeriali (FFO + “finalizzati” MIUR), hanno registrato in dieci anni un peso più che raddoppiato; inoltre tale presenza incide sugli stessi criteri di ripartizione del FFO. Nel presente intervento si presenta il risultato di una indagine, tuttora parziale, circa le modalità con le quali il tema viene toccato nei Codici Etici delle Università, e si suggeriscono sia approfondimenti conoscitivi, sia le possibili linee di una strategia istituzionale

    Teoria della distruzione del valore

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    ‘Teoria della Distruzione del Valore’: teoria elaborata da Massimo Morigi afferente al ‘Repubblicanesimo Geopolitico’, al ‘Repubblicanesimo’, al ‘Neo-repubblicanesimo’, al ‘Marxismo’ e al ‘Neo-marxismo’. Pur condividendo la critica di Karl Marx all’individualismo metodologico dell’economia classica (in specie la critica ad Adam Smith e David Ricardo, individualismo metodologico che poi sarà in seguito trasmesso anche all’economia neoclassica o marginalismo), la ‘Teoria della Distruzione del Valore’ rovescia la teoria del plusvalore di Karl Marx, affermando che il rapporto sociale che va sotto il nome di ‘capitalismo’ non opera una sottrazione del valore del lavoro erogato dal lavoratore a vantaggio del capitale ma, invece, una distruzione del valore di questo lavoro, distruzione del valore che si evidenzia sul “libero mercato” dove s’incontrano – entrambi formalmente liberi – gli operai (decisori omega-strategici), che apportano su questo mercato un lavoro svalutato (distrutto quindi nel suo valore) originatosi proprio dalla libertà di questo mercato (ossia dalla sua mancanza di regole) e i datori di lavoro capitalisti (decisori alfa-strategici) che così possono avvalersi di questo valore-lavoro effettivamente svalutato (o, meglio, distrutto)

    Open Science A legal perspective

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    Nostra res agitur: la scienza aperta come questione sociale

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    Presentazione del convegno "Nostra res agitur: la scienza aperta come questione sociale" svoltosi a Pisa il 22 e 23 ottobre 2015

    Eichmann e noi - una rilettura di Hannah Arendt sul 'giudizio'

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    Questo articolo ricostruisce la visione del giudizio formulata da Hannah Arendt in un arco di opere che va da Understanding and Politics (1953) a Willing (apparso postumo nel 1978). Tesi centrale della presente analisi è che, diversamente da quanto sostenuto dalla maggioranza degli interpreti, il contributo dell'autrice in questo ambito sia di matrice primariamente filosofico-morale. Nel primo paragrafo viene rigettata l'ipotesi di una cesura all'interno della produzione arendtiana sul judging, mentre nel successivo si indagano gli effetti su quest'ultima del processo al burocrate nazista Adolf Eichmann. I paragrafi terzo e quarto ricostruiscono il tortuoso percorso che portò Arendt ad individuare nel giudizio una possibile risposta ad alcuni drammatici interrogativi etici, mentre nel quinto si tenta di dimostrare che le Lectures on Kant's Political Philosophy non costituiscono, come solitamente si crede, il nucleo del volume non scritto di The Life of the Mind - il quale avrebbe dovuto avere come tema proprio l' Urteilskraft. L'ultimo paragrafo, infine, sonda alcune possibili implicazioni della lettura delineata sino a quel punto per le ricerche successive

    Open access reloaded

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    A che punto siamo a oltre 10 anni dalla Dichiarazione di Berlino? In che modo le due vie dell’Open Access (gli archivi aperti e le riviste) rispondono oggi alle esigenze di chi fa ricerca? Ci sono novità all’orizzonte? Cercherò di offrire un breve panorama, alla luce dei recenti sviluppi a livello europeo, per aprire un confronto utile a trovare insieme nuove strategie e offrire nuovi servizi

    Open Access e ricerca responsabile

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    La necessità di giustificare gli investimenti fatti in R&D e le diverse forme che questa necessità ha assunto in Europa e nel nostro Paese (confusione rispetto alle finalità della ricerca, eccesso di burocratizzazione, esasperazione della valutazione quantitativa, uso indiscriminato e spesso scorretto degli indicatori bibliometrici) hanno condotto a comportamenti e pratiche da parte dei ricercatori spesso scorrette. Nell’epoca del publish or perish il tempo a disposizione per il controllo dei dati e dei risultati è sempre meno, così come quello da dedicare alla revisione dei lavori dei colleghi, e spesso preso nei complessi ingranaggi degli avanzamenti di carriera, dei finanziamenti dei progetti, della ricerca del prestigio, il ricercatore sembra dimenticare quale siano gli obiettivi. La EC fa un richiamo esplicito ai ricercatori e alle istituzioni per un ritorno all’etica della ricerca e nel suo programma Science with and for Society richiama il concetto di Ricerca responsabile. Una delle azioni attraverso le quali realizzare la ricerca responsabile è certamente l’Open Access, come modalità di disseminazione della ricerca ma anche e soprattutto della trasparenza dei processi (e responsabilità) di valutazione. La finalità ultima è quella di una ricerca che corrisponda ai bisogni e alle aspettative della società, che si fondi sulla collaborazione più che sulla competizione e che individui con chiarezza i suoi reali interlocutori

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