436 research outputs found
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Le dottrine non scritte di Platone
Questa scheda di Thomas A. Szlezák. Platon lesen. Stuttgart: Frommann Holzboog Verlag, 1993 ha lo scopo di rendere disponibile ad accesso aperto la sintesi di un importante testo uscito ad accesso chiuso - circostanza, questa, costringe tuttora il suo autore a venire in aiuto alla sua
opera per difenderla da fraintendimenti e semplificazioni
Eichmann e noi - una rilettura di Hannah Arendt sul 'giudizio'
Questo articolo ricostruisce la visione del giudizio formulata da Hannah Arendt in un arco di opere che va da Understanding and Politics (1953) a Willing (apparso postumo nel 1978). Tesi centrale della presente analisi è che, diversamente da quanto sostenuto dalla maggioranza degli interpreti, il contributo dell'autrice in questo ambito sia di matrice primariamente filosofico-morale. Nel primo paragrafo viene rigettata l'ipotesi di una cesura all'interno della produzione arendtiana sul judging, mentre nel successivo si indagano gli effetti su quest'ultima del processo al burocrate nazista Adolf Eichmann. I paragrafi terzo e quarto ricostruiscono il tortuoso percorso che portò Arendt ad individuare nel giudizio una possibile risposta ad alcuni drammatici interrogativi etici, mentre nel quinto si tenta di dimostrare che le Lectures on Kant's Political Philosophy non costituiscono, come solitamente si crede, il nucleo del volume non scritto di The Life of the Mind - il quale avrebbe dovuto avere come tema proprio l' Urteilskraft. L'ultimo paragrafo, infine, sonda alcune possibili implicazioni della lettura delineata sino a quel punto per le ricerche successive
Per una futura (e si spera non lontana) sintesi politico-culturale
Scritto da Massimo Morigi, "Per una futura (e si spera non lontana) sintesi politico-culturale" sono brevi considerazioni, pubblicate su "Conflitti e Strategie" di Gianfranco La Grassa, elaborate sulla scorta delle fondamentali acquisizioni del 'Repubblicanesimo Geopolitico' e che riguardano la natura mitica della narrazione democratica e dei diritti dell'uomo. Strettamente collegata a questa impostazione filosofico-politica in "Per una futura (e si spera non lontana) sintesi politico-culturale" si avanza inoltre la proposta politica di una progressiva uscita dell'Italia dall'attuale sistema di alleanze, uscita propedeutica ad una sua progressiva ed irreversibile neutralità e alla presa di coscienza che la narrazione democratica altro non è che uno strumento di dominio impiegato nello scontro strategico dai dominatori decisori alfa-strategici contro i dominati decisori omega-strategici
Diritto d’autore, Open Access e uso pubblico della ragione / Authors’ rights, Open Access and the public use of reason
[English] According to Robin Osborne, OA (gold) mandates misrepresent research publishing by treating articles as products, rather than as parts of a process, involving both thinking and teaching. In such a perspective, Kant's ideas on authors' rights might be worth scrutinizing because they do not depend on a a theory of intellectual property. Therefore, they allows us to see research publishing as part of the process of the public use of reason and to take into account both the concern of the public to access them and the authors' interest to come of age by mastering their relationship with the public.
[italiano]Robin Osborne critica la versione "gold" dell'accesso aperto per la sua rappresentazione - riduttiva - della pubblicazione accademica come prodotto e non come fase di un processo che comprende, senza soluzione di continuità, l'insegnamento e la ricerca. In questa prospettiva, una teoria del diritto d'autore non fondata sulla proprietà intellettuale - quale quella di Kant - può rendere giustizia alla pubblicazione scientifica come parte di un processo, all'interesse del pubblico ad accedervi e a quello dell'autore a controllare la mediazione del suo rapporto col pubblico da maggiorenne
Rivoluzione digitale
Risposta alle domande di Francesco Mecca: "Che cosa significa per lei Rivoluzione Digitale? Come si e` manifestata questa rivoluzione in Italia?
Riusare i dati: limiti, possibilità, incentivi
Quali dati hanno a disposizione i ricercatori in Scienze umane, e come è possibile riusarli? L'intervento affronta la questione da un punto di vista tecnico e politico, e intende suggerire alcune soluzioni e mostrarne, al contempo, i limiti e le possibilità
Universal, not Global, science: why Open Access is crucial to the good health of scientific communication
Since the WWII, the landscape of scientific communication has quietly, yet deeply, changed. The advent of the Science Citation Index in the ’70’s, the growth of commercial publishers, and, finally, the fundamental affordances of digitization and the Internet have converged to create an oligopolistic structure to scientific communication. Scientific communication has thus been globalized in ways that are not all that different from economic globalization. Open Access may be a way to correct this situation, but only if some further conditions are also respected and implemented. The presentation will explore some of these conditions to reach the goal of universality for science
Giustizia come equità e socialismo liberale
Sebbene John Rawls sia uno dei filosofi più studiati e commentati del secolo scorso, alcuni aspetti del suo pensiero sono rimasti ai margini dell’attenzione accademica. È il caso, per esempio, della discussione rawlsiana in tema di “socialismo liberale”, regime che, insieme alla “democrazia proprietaria”, rappresenta per il filosofo americano quell’architettura istituzionale in grado di incarnare nel modo migliore lo spirito della sua giustizia come equità. Anche se questa mancanza può essere giustificata dallo scarso spazio riservato da Rawls stesso a tali questioni, un approfondimento in materia è fondamentale per dare pieno significato al concetto, tanto caro all’autore, di “utopia realistica”. Scopo di questo scritto è proprio quello di discutere l’idea rawlsiana di socialismo liberale: nello specifico, la tesi che cercherò di sostenere è che tale idea può essere riempita di significato – anche se certo non completamente – attraverso la promozione e lo sviluppo di un’economia di mercato di tipo cooperativo. In particolare, nella prima parte riassumerò brevemente alcuni tratti del pensiero rawlsiano. Dopo aver messo al centro dell’attenzione l’idea di socialismo liberale approfondirò le sue possibilità illustrando i tratti distintivi del modello cooperativo d’impresa. Successivamente confronterò tra loro un’economia di mercato di tipo cooperativo e un’economia di mercato di tipo capitalista, usando come metro di paragone i principi della giustizia come equità. Nell’ultima parte, infine, riprendendo le domande senza risposta poste da Rawls a proposito delle imprese gestite da lavoratori, affronterò alcune possibili obiezioni
Scienza e democrazia nella Global Knowledge-society del XXI secolo
Scienza e democrazia sono il binomio istituzionale fondazionale più importante lasciatoci in eredità dall’epoca moderna. Nella misura in cui, però, siamo entrati nella GKS, tanto la scienza quanto la democrazia sembrano segnare il passo di fronte alle difficoltà del loro aggiornamento. Ce se ne può render conto in molti modi, come, ad esempio, confrontando alcuni presupposti evocati dalle attuali politiche della scienza europee (p.es. Horizon 2020) e non europee (p.es. Oecd, Giappone) con evidenze empiriche (stato di salute della scienza contemporanea), prese di posizione pubbliche internazionali (campagna per le Presidenziali statunitensi, Declaration on Research Assessment ecc.) e documenti storici fondativi delle istituzioni in gioco (Università, Unione Europea) che sembrano indicare vie del tutto divergenti in merito al carattere costituzionalmente aperto, pubblico della scienza e della auspicabile società democratica
Da Machiavelli a Rousseau: profili di filosofia politica
Questo libro parte dalla ponderata convinzione che i modi attuali di fare filosofia -anche quelli che si sono costituiti a partire dalla polemica verso la tradizione- conducano a sacrificare, molto spesso, quell’individualità degli autori, quel nesso tra vita e forma, quel rapporto tra esistenza e scrittura, che è invece un elemento essenziale; portano, altresì, a supporre continuità e/o discontinuità nette là dove spesso ci sono invece sentieri molto meno lineari di quanto ci suggeriscono, il più delle volte, i manuali o i libri a tesi. E, soprattutto, tendono -specie rispetto ai filosofi del passato- a schiacciare l’irriducibile specificità di ognuno entro categorie statiche, preconfezionate, ripetitive. Nel volume l’autore cerca, senza intenti di sistematicità, di accennare appena e con molta prudenza una (molto parziale) microstoria per problemi di quell’epoca così controversa che chiamiamo, con maggiore o minore spirito simpatetico, modernità. In sostanza, si punta a leggere in modo non consueto e, anzi, in qualche caso decisamente controcorrente alcuni autori salienti (Machiavelli, Montaigne, Pascal) ed altri che sono sembrati particolarmente utili allo scopo: Nicole, Hobbes, Locke. Una microstoria implica l’attenzione alla specificità di ciascuno e, contemporaneamente, il tentativo di individuare le questioni che connettono percorsi di riflessione diversi, senza per questo andare a costituire tappe di un’autostrada che esiste solo nell’immaginazione di chi non sopporta (anche quando ne fa l’apologia) la frequente frammentarietà, l’inevitabile non conclusività, la costitutiva provvisorietà di quell’esercizio del pensare che chiamiamo filosofia