University of Pisa

Archivio Giuliano Marini
Not a member yet
    436 research outputs found

    L’uso pubblico della ragione e i suoi vincoli. Filosofie della “proprietà” intellettuale

    No full text
    Un confronto fra Kant e Fichte, per mostrare l'inconsistenza storica e filosofica del concetto di "proprietà" intellettuale. Kant tratta il diritto d'autore come diritto personale, nel senso tradizionale di diritto a ottenere prestazioni da persone, e non come proprietà, producendo un diritto d'autore "leggero" ricco di potenzialità per il mondo contemporaneo. Fichte, che connette il diritto dell'autore alla forma spirituale originale, cioè al carattere personalissimo dello stile di ciascuno, produce un principio paradossale che, se applicato ai diritti reali sugli oggetti materiali, renderebbe la proprietà stessa impraticabile

    L’Immoralità 
della 
Proprietà
 Intellettuale
 Dall’alba
 del 
copyright 
al 
tramonto
 
del
 diritto 
d’autore



    No full text
    Il copyright e i suoi effetti sull'uso pubblico della ragione, dall'età della stampa all'età della rete

    Propedeuticus Pro Republicanismvs Geopoliticus

    No full text
    Propedevticvs Pro Repvblicanismvs Geopoliticvs è un file contenente link attraverso i quali si possono scaricare due documenti scritti da Massimo Morigi (Itália, neo-republicanismo, modernidade: uma história para o futuro e Arte e modernità: i due percorsi comuni del fascismo e dell’estado novo), depositati elettronicamente presso la casa editrice dell’Università di Coimbra (Imprensa da Universidade de Coimbra – Pombalina, Coimbra University Press), utili a comprendere il pensiero dell’autore prima di giungere agli attuali sviluppi che lo hanno condotto all’elaborazione del ‘Repubblicanesimo Geopolitico’ (nota per l’Archivio Marini: per ragioni legali non è possibile caricare direttamente nel vostro database questi due file: cfr. direttamente attraverso i suddetti link le linee guida emanate in proposito dalla Imprensa da Universidade de Coimbra). Anche se da un lato non ancora totalmente indipendente dall’attuale mainstream della scuola neorepubblicana e dall’altro con una visione dell’estetizzazione della politica che ancora non riusciva ad inserirsi in una corente visione teorica che la rendesse utilizzabile in un’ottica politica democratica, già da questi due documenti è possibile cogliere i più importanti elementi teorici che entrano oggi a far parte del ‘Repubblicanesimo Geopolitico’. Per un ulteriore chiarimento delle basi politico-teoriche del ‘Repubblicanesimo Geopolitico’, si rimanda a quanto scritto in presentazione di Republicanismvs Geopoliticvs Fontes Origines et Via (documento di facile reperibilità in rete e fondamentale per le tematiche riguardanti il ‘Repubblicanesimo Geopolitico’), presentazione che per comodità del lettore riportiamo in calce anche a questa introduzione a Propedevticvs Pro Repvblicanismvs Geopoliticvs. _______ Il presente file, titolo: Republicanismvs Geopoliticvs Fontes Origines et Via, contiene testi e link di Massimo Morigi sull’estetizzazione della politica e sul ‘Repubblicanesimo geopolitico’. Il ‘Repubblicanesimo Geopolitico’ è una dottrina politologica e filosofico-politica elaborata negli ultimi anni dall’ autore in cui i sette paper copia-incollati nelle pagine di questo file costituiscono l’elaborazione storico-filosofica che ha portato all’elaborazione finale del ‘Repubblicanesimo Geopolitico’, di cui si potrà prendere visione cliccando nei link posti nella parte finale del file al termine dei sette paper copia-incollati nel file. In questi precedenti paper era stato messo a fuoco, fra le altre cose, un nuovo tipo di repubblicanesimo profondamente debitore delle suggestioni dell’estetizzazione della politica, con le sue luci delle avanguardie artistiche e con le sue terribili ombre dei regimi totalitari, così come si era manifestata nel corso del Novecento (il numero della nota a piè di pagina che all’inizio di ogni nuovo paper non riparte da 1 ma aggiunge 1 all’ultimo numero di nota del precedente paper pur essendo dovuto ad un automatismo del copia-incolla è, se vogliamo, anche un accidente altamente simbolico del filo rosso, fra riflessioni sul repubblicanesimo e sulla estetizzazione della politica, che attraversa tutti questi interventi). Il ‘Repubblicanesimo Geopolitico’ raccoglie queste suggestioni ed intende innestarle nel tronco della tradizione realista della Geopolitica. Un realismo politico quello del ‘Repubblicanesimo geopolitico’ che però, rinnovato dalla scuola costruttivista delle relazioni internazionali (Alexander Wendt), pone in primo piano una spazialità non solo geografica ma anche di natura mentale, rappresentativa e culturale (in fondo la moderna noopolitik non è che una riscrittura postmoderna dell’estetizzazione della politica novecentesca) e che, proprio perché strettamente vincolato in senso machiavelliano all’effettualità, rifiuta con irrisione tutte le ingenue, quando non interessate, visioni liberal-neopositivistiche alla Popper e si riallaccia direttamente ai grandi pensatori dialettici Hegel e Marx (da questo punto di vista, il ‘Repubblicanesimo geopolitico’ si distacca drasticamente da tutte le vulgate neomarxiste: in primo luogo perché integralmente dialettico, in secondo luogo perché non cerca surrogati salvifici alla classe operaia ma individua, sulla scia di Gianfranco La Grassa, negli agenti strategici interni ed internazionali gli autentici operatori dell’evoluzione delle società capitalistiche – ma a differenza della versione lagrassiana del marxismo, il ‘Repubblicanesimo geopolitico’ si tiene ben stretta, ed intende sviluppare, la visione dialettica hegelo-marxiana della realtà). Possiamo così affermare che generare una profonda dialettica fra realismo politico e le mai sopite pulsioni verso l’estetizzazione della politica (impresa alla quale fu dedicata la vita del più grande rappresentante della filosofia politica del Novecento, Hannah Arendt, alla quale però fece sempre velo la sua formazione kantiana) sia il compito che si prefigge il ‘Repubblicanesimo Geopolitico’. Un repubblicanesimo, quello geopolitico, che ha pertanto definitivamente abbandonato una visione della libertà intesa come non dominio che ha segnato – ed estenuato – le ormai vecchie ed attardate vulgate del neorepubblicaneismo e che è invece fermamente indirizzato alla realizzazione di una autentica, profonda ed intima Vita Activa. Massimo Morigi – Ravenna, 8 ottobre 2014 Segue ora una più dettagliata descrizione del ‘Repubblicanesimo Geopolitico’. Il ‘Repubblicanesimo Geopolitico’ partendo da una rieleborazione del repubblicanesimo classico, intende introdurre nell'ambito del dibattito neo-repubblicano gli apporti della scienza geopolitica e utilizza anche il concetto di ‘Lebensraum’ come pure quelli di ‘conflitto strategico’ e di ‘agenti strategici’ di matrice marxista (fondamentale nello sviluppo di queste due chiavi interpretative il grande pensatore marxista Gianfranco La Grassa). Rispetto al ‘conflitto strategico’ di marca lagrassiana, nel ‘Repubblicanesimo Geopolitico’ non viene abbandonata una visione dialettica e a differenza del Lebensraum della scuola tedesca della geopolica il ‘Lebensraum republicanism’ intende lo spazio vitale non solo in senso territoriale ma anche culturale. Da questo punto di vista, il repubblicanesimo geopolitico risulta affine agli studi sulla ‘noopolitik’ e alla dottrina sulle relazioni internazionali che va sotto il nome di costruttivismo.Gli argomenti affrontati dalla dottrina politologica e filosofico-politica del Repubblicanesimo geopolitico sono il repubblicanesimo sviluppato dal punto di vista della geopolitica, il neo-repubblicanesimo, il marxismo ed il neomarxismo, la globalizzazione politica e finanziaria e gli agenti strategici nazionali ed internazionali che costituiscono la trama significativa di questa globalizzazione. Nei file qui di seguito vi sono link, saggi, articoli, interviste e dibattiti sul repubblicanesimo geopolitico in cui l’autore di questa nuova dottrina filosofico-politica e politologica, Massimo Morigi, traccia le linee-guida del ‘Repubblicanesimo Geopolitico’ e, in base a questo, giudica anche casi concreti della situazione politica internazionale, vedi il caso della crisi Ucraina, analizzata in diversi articoli raggiungibili attraverso i link presenti nel file Republicanismvs Geopoliticvs Fontes Origines et Via alla luce dei principi e linee interpretative sviluppati dal ‘Repubblicanesimo geopolitico’. _________

    Charles Lemonnier dall'ordine cosmico all'ordine europeo

    No full text
    Charles Lemonnier (1806 - 1891), tra i pionieri del federalismo europeo, attribuiva una grande importanza all'idea di responsabilità condivisa e al superamento degli interessi individuali. Questo articolo cerca di individuare l'origine della sua riflessione su tali nozioni negli scritti filosofici giovanili sul libero arbitrio e sulla responsabilità, nonché in alcune conferenze su Spinoza che precedettero di poco la sua discesa in campo per la pace e l'unità dell'Europa

    Quanto è mio il mio lavoro? - Diritto d'autore e pubblicazione

    No full text
    Lezione per il corso di dottorato in Scienze politiche dell'università di Pisa dedicata al diritto d'autore

    Recensione a Pierre Bourdieu, La miseria del mondo, Edizioni Mimesis, Milano 2015

    No full text
    Recensione a Pierre Bourdieu, La miseria del mondo, Edizioni Mimesis, Milano 2015, pp. 85

    Le insidie della cura

    No full text
    Nella precarietà, anche i “dati” sono precari. La mutevolezza dei riferimenti è tale che le situazioni, altamente frammentarie ed effimere, presentano sempre nuove configurazioni, emersioni ed immersioni, illuminazioni ed oscuramenti.. 1 Lo strappo rispetto al paradigma fordista, retto dal nesso di capitale e lavoro, si palesa già all'inizio degli anni Novanta, quando l'affermazione del Neoliberismo produce due trasformazioni destinate a rivoluzionare (stravolgere) il mercato del lavoro: la finanziarizzazione dell'economia; la diffusione di una precarietà strutturata e sistemica della manodopera che scardina le tutele lavoristiche concepite su base collettiva. Come ricorda Cristina Morini, i cantori della flessibilità spinta, ampiamente rappresentati al di qua e al di là dell'Atlantico, iniziano ad indicare nella womenomics il modello di competitività ed efficienza cui aspirare2. Con questo neologismo cacofonico, si sarebbe definita l'economia che fa proprie le doti, tradizionalmente femminili, della duttilità, del multi-tasking, dell'obbedienza, dell'ascolto e della propensione alla cura. Da allora in poi, il capitalismo avrebbe manifestato un insolito entusiasmo per le attività muliebri, sia per il vantaggio competitivo che consegue alle condizioni in cui il lavoro si svolge, sia per il loro carattere totalizzante che rende indistinguibili competenze e qualità individuali. Un'operazione che avrebbe dovuto mettere in sospetto quanti sostengono che l'attuale sistema di produzione rispecchi i rapporti di potere vigenti nella società patriarcale venne accolta da alcuni settori del movimento femminista come un'opportunità; questa tardiva scoperta del potenziale produttivo delle donne serba, al contrario, non poche insidie per la classe lavoratrice che, a dispetto di quanto si preconizzava alcuni anni or sono, langue in una miseria materiale e simbolica...

    The Politics of Reproductive Labour in Globalization

    No full text
    L’obiettivo di questo paper è descrivere alcuni dei mutamenti fondamentali che la femminilizzazione del lavoro e delle migrazioni in epoca di globalizzazione ha prodotto nella politica del lavoro riproduttivo e riflettere sui numerosi interrogativi che essi sollevano sul piano etico e politico. In particolare si intendono sostenere due tesi. Primo, dal punto di vista della giustizia locale e globale, un problema serio è posto non tanto dalla diffusa monetizzazione del lavoro riproduttivo, quanto dal suo sfruttamento e dalle conseguenze della sua privatizzazione, in particolare dal diseguale potere d’acquisto delle risorse di cura sia tra paesi ricchi e paesi poveri, sia all’interno degli stessi paesi ricchi. Secondo, da un punto di vista di genere, le forme che oggi assume la mercificazione del lavoro riproduttivo appaiono funzionali al rafforzamento di strutture di potere patriarcali. Esse creano un apparente conflitto d’interessi tra donne, rafforzando le diseguaglianze lungo le linee di classe, colore ed etnia; al tempo stesso mettono a rischio quanto è stato fatto a cominciare dagli anni Settanta per andare verso la parità, verso un’equa divisione del lavoro di cura, e in direzione di una conciliazione tra lavoro e cura

    Dialettica del postmodernismo

    No full text
    Dialettica del postmodernismo è un paper presentato da Massimo Morigi e Stefano Salmi al convegno internazione “Encuentros en el Sur”, che si è svolto dal 25 novembre al 26 novembre 2009 all’Università di Las Palmas de Gran Canaria. Questo paper critica in prospettiva neo-marxista e neo-repubblicana l’ideologia del postmodernismo ed i suoi principali autori, individuando un parallelismo con le ideologie autoritarie in quanto il postmodernismo, alla stessa stregua del fascismo e del nazismo, rifiuta un rapporto dialettico e dinamico con la storia, rifugiandosi in un sorta di idolatria del testo separato dal contesto all’insegna del “Il n’y a pas de hors-texte” di Derrida. D’altro canto, questo rifiuto della storia avvicina il postmodernismo anche con l’attuale vulgata neoliberale e neoliberista. Per gli autori di Dialettica del postmodernismo è quindi di tutta evidenza che il problema non è tanto una critica profonda del postmodernismo, moda culturale ormai del tutto tramontata, ma una critica radicale dell’attuale società neoliberista, che nell’attuale fase storica assume le forme di una società postdemocratica guidata ed egemonizzata da un apparentemente inarrestabile turbocapitalismo. Infine gli autori ritengono che il superamento di tutte queste contraddizione culturali e politiche che trovano nel postmodernismo forse il suo maggiore simbolo possa venire solo da una sintesi fra il marxismo e le più innovative istanze politiche e sociali del neorepubblicanesimo, in un orizzonte progettuale all’insegna della antropologia arendtiana della Vita Activa. ( Le parole chiave di Dialettica del postmodernismo sono: marxismo, repubblicanesimo, neorepubblicanesimo, postmodernismo, postdemocrazia, fascismo, nazismo, turbocapitalismo, totalirismo)

    398

    full texts

    436

    metadata records
    Updated in last 30 days.
    Archivio Giuliano Marini
    Access Repository Dashboard
    Do you manage Open Research Online? Become a CORE Member to access insider analytics, issue reports and manage access to outputs from your repository in the CORE Repository Dashboard! 👇