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Che fare del marxismo?
Che cosa è vivo e che cosa è morto nel pensiero di Marx? Quali parti devono essere abbandonate? Quali modificate? E come? In particolare: l'a. propone di passare da una teoria materialistica del valore a una teoria francamente fisicalistica e, su questa base, ipotizza che siamo ormai fuori dal modo di produzione capitalistico: dentro un tipo di società dove l'estorsione di plusvalore funziona in modo affatto diverso dal passato
Lettura di M. G. Losano, Der Briefswechsel zwischen Jhering und Gerber (1. Teil) - Studien zu Jhering und Gerber (2. Teil)
Recensione al carteggio tra Jhering e Gerber, e agli studi collegati (Ebelsbach, Gremer Verlag, 1984)
Lettura di G. Fassò, Scritti di filosofia del diritto, a cura di E. Pattaro et al. (Milano, Giuffrè, 1984)
Recensione agli Scritti di filosofia del diritto di Guido Fassò
Lettura di AA.VV., Savigny y la ciencia juridica del siglo XIX
Discussione del n. 18-19 delle Annales de la catedra Francisco Suarez (1978-79), volume monografico pubblicato in occasione del secondo centenario della nascita di F.C.v. Savigny
Su Federico Carlo di Savigny
Replica nell'ambito del Seminario internazionale su Federico Carlo di Savign
Il rapporto Savigny-Hegel nella storiografia recente
I1 cristianesimo secolarizzato di Hegel vedeva Dio incarnato nel mondo, e riteneva la ragione pari a Dio; a tanto era giunta la storia del pensiero greco e cristiano, che nella filosofia hegeliana celebrava il suo culmine, e si sapeva realizzata nei campi della vita intersoggettiva e nelle creazioni della fantasia e del pensiero. I1 cristianesimo non secolarizzato di Savigny vedeva nel mondo non più che un’orma imperfetta di Dio, nella mente umana la facoltà finita di tendere a un’ideale sistemazione, pur irraggiungibile nella sua perfezione; e non aveva bisogno di ipotizzare l’ingombrante fardello di un’accidentalità che sempre accompagna la realtà razionale. Sono due modi di pensare che vivono ancor oggi, e che separano chi crede di poter comprendere senza residui il significato ultimo del divenire storico - poco importa che sia detto un divenire dialettico -, e chi crede di potersi soltanto perennemente avvicinare a una verità e a una perfezione, che nel campo della conoscenza e nel campo della vita pratica rimarranno pur sempre un "dolce sogno" della ragione
La polemica con la Scuola storica nella filosofia del diritto hegeliana
Il noto lavoro sulla polemica hegeliana con la Scuola storica del diritto (in seguito ripubblicato nella silloge: Storicità del diritto e dignità dell'uomo, 1987), apparso originariamente nel 1977, sul numero monografico che la "Rivista di filosofia" aveva dedicato al tema "Hegel e lo Stato" (a cura di L. Marino, con contributi di N. Bobbio, C. Cesa, J. d'Hondt, E. Fleischmann, K.-H. Ilting, M. Riedel e lo stesso L. Marino)
Lo stato di diritto kantiano e la critica di Hegel
Contributo al VI convegno nazionale della Società Italiana di Filosofia giuridica e politica, svoltosi a Pisa il 30 maggio-2 giugno 1963