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An Oven Like a Snake
In this article some Jewish sources are taken into consideration in order to outline on one side a conflict, on the other a connection between truth and interpretation, prophecy and hermeneutics. These sources are the story of the akhnai‘s oven (Talmud Bavli, Bava Metzia 59 a-b), Maimonides’ Guide of the perplexed, Moses Mendelssohn’s Jerusalem, Hermann Cohen’s opus postumum, Emmanuel Levinas’ philosophical and Jewish writings. Through the analysis of these texts, belonging to Judaism and Jewish thought, about the problem of the relationship between the unity of truth and the plurality of opinions, the unconditional and the historical, the transcendent God and human activity within time, the article intends to point out a paradigm which could give suggestions to the discussion on the possibility of a critical hermeneutics.  
Editoriale
L’ermeneutica rappresenta una delle scienze più antiche della storia della filosofia. Disciplina tangente all’esegesi, alla filologia, alla linguistica, senza coincidere con nessuna di esse, da secoli svolge il duplice compito di Ermes: portare il messaggio arcano degli Dei agli uomini, e tradurlo per loro, senza tradirlo.
Questo numero della rivista Critical Hermenutics propone un doppio filone di ricerca, quello dell’ermeneutica veritativa e quello del realismo ermeneutico. Questo doppio filone afferma il carattere originario dell'ermeneutica in quanto pensiero che riprende le domande fondamentali della filosofia, alla luce dell'esperienza umana storica. In opposizione al relativismo, l'ermeneutica veritativa e il realismo ermeneutico si concentrano sui temi della verità, dell'oggettività, della struttura della realtà, della normatività e del senso. Il numero pubblica contributi di autori fondativi di questo doppio filone (Gaspare Mura - ermeneutica veritativa, Günter Figal, Anton Friedrich Koch - realismo ermeneutico) e he esplorano il filone da prospettive diverse – etica, personalismo, normatività, testimonianza, ermeneutica Biblica e pensiero ebraico, linguaggio religioso, senso delle cose..
Michele Cometa (ed.), Autopatografie. Cura e narrazioni di sé
Book review of Autopatografie. Cura e narrazioni di sé edited by Michele Cometa.Recensione del volume Autopatografie. Cura e narrazioni di sé a cura di Michele Cometa
La narrativa illustrata fra Ottocento e Novecento
The issue The Illustrated Fiction between the 19th and 20th Century fits into the fields of the icono-textual and visual studies. It focuses on the publishing choices in the 19th and 20th centuries and their aesthetic implications. The contributions collected in this volume discuss both theoretical and methodological aspects, especially significant when the authors take part actively in the drawing process. The papers analyse national and international macro-trends, matters related to reception, contamination, influences in European production, and aesthetic issues regarding the relationship between word and image. This volume aims at examining case studies from a theoretical-comparative perspective, focusing on some successful illustrated novels published in Europe between the 19th and 20th century, in order to highlight their relevance to the above-mentioned field of studies.Il numero La narrativa illustrata tra Ottocento e Novecento si inserisce nell’ambito degli studi iconotestuali e di cultura visuale. Il volume affronta le scelte editoriali tra Ottocento e Novecento e le loro implicazioni estetiche. I contributi raccolti approfondiscono aspetti teorici e metodologici e analizzano macrotendenze nazionali, ricezione, contaminazioni e influenze nella produzione europea, questioni estetiche relative al rapporto tra parola e immagine. Si intende in questa sede esaminare alcuni casi di studio in una prospettiva teorico-comparativa, con particolare attenzione per alcuni romanzi illustrati di particolare successo, pubblicati in Europa tra Ottocento e Novecento, al fine di evidenziarne la rilevanza per questo campo di studi
Conceptualizing practices of care in women’s lives. A domestic work case study in Ethiopia and Tanzania
Drawing from the lived experiences of female domestic workers in Ethiopia and Tanzania, this article illustrates different ways in which domestic work can be practiced and defined in both countries. It analyses women’s narratives in the present and past tense to explore different situations before and after they come into contact with an NGO that advocates for domestic workers’ rights. Since their childhood, the women interviewed have worked in various kin and non-kin households, and performed different types of domestic work (formal and informal, paid and unpaid, live-in and live-out). The asymmetrical and hierarchical relationships between employees and employers are ambiguous and often confused with kinship or distant kinship. These ambiguities come to the fore precisely when projects fostered by labour activists aim at the formalization of hired care work, that is, skilled employment made up of clearly defined tasks, regulated by written contracts, rights and responsibilities. In contexts where labor protections are poorly enforced, proposals to formalize domestic work can provide an essential reference point for the collective mobilization of women workers. At the same time, proposed solutions favoring the formalization of hired work might clash with local realities and not necessarily be perceived as appropriate by domestic workers.L’articolo parte dall’analisi delle esperienze di vita delle lavoratrici domestiche in Etiopia e Tanzania. Mostra svariate situazioni lavorative che le donne hanno vissuto prima e dopo essere entrate in contatto con una ONG che promuove i loro diritti. Sin dall'infanzia, le lavoratrici hanno prestato servizio presso numerose famiglie all’interno e al di fuori dei legami di parentela e hanno svolto diverse tipologie di lavoro (formale e informale, pagato e non pagato, come domestiche residenti o non residenti). Le relazioni asimmetriche e gerarchiche tra lavoratrice e datori di lavoro sono ambigue e spesso si basano su una pseudo-parentela. Le ambiguità vengono alla ribalta quando i progetti promossi da sindacati, associazioni varie e organizzazioni internazionali mirano alla regolamentazione di un lavoro domestico retribuito e dignitoso, regolato da specifici contratti scritti, diritti e responsabilità. In presenza di scarse tutele del lavoro, le proposte per la regolamentazione del lavoro domestico possono costituire punti di riferimento essenziali per la mobilitazione delle lavoratrici su base collettiva. Allo stesso tempo, possono scontrarsi con le realtà locali e non sono necessariamente percepite come soluzioni appropriate dalle lavoratrici
Tobias Boos, Daniela Salvucci, eds, Cultures in mountain areas. Comparative perspectives / Culture in aree di montagna. Prospettive comparative / Kuturenin Gebirgsregionen. Vergleichende Perspectiven, Bozen-Bolzano, University Press, 2022, pp. 310
Book review of Tobias Boos, Daniela Salvucci, eds, Cultures in mountain areas. Comparative perspectives / Culture in aree di montagna. Prospettive comparative / Kuturenin Gebirgsregionen. Vergleichende Perspectiven, Bozen-Bolzano, University Press, 2022, pp. 310.Recensione di Tobias Boos, Daniela Salvucci, eds, Cultures in mountain areas. Comparative perspectives / Culture in aree di montagna. Prospettive comparative / Kuturenin Gebirgsregionen. Vergleichende Perspectiven, Bozen-Bolzano, University Press, 2022, pp. 310
Arnd Schneider, Expanded visions. A new anthropology of the moving image, London-New York, Routledge, 2021, pp. 212
Book review of Arnd Schneider, Expanded visions. A new anthropology of the moving image, London-New York, Routledge, 2021, pp. 212.Recensione di Arnd Schneider, Expanded visions. A new anthropology of the moving image, London-New York, Routledge, 2021, pp. 212
Gordian III and North Africa
As is well known, the Gordian dynasty was born in Africa when the inhabitants of Thysdrus proclaimed Gordian I and Gordian II emperors in 238. Still, the military issues which followed the disbandment of the legio III Augusta and the revolt led by Sabinianus in Carthage in 240 seem to indicate that the relationship between Gordian III (r. 238-244) and the provinces of north-western Africa was not always good. Despite this, the epigraphic documentation concerning this period bespeaks that the regime of Gordian III did its best to ensure security along the borders and cultivate its popularity among the African people. On the one hand, it advertised continuity with the policies of Severus Alexander, whereas, on the other, it showed discontinuity with those of Maximinus Thrax. It is then probable that one of the reasons the revolt of Sabinianus was short-lived was the lack of support among the local population, who generally identified Gordian III as a good ruler.Com’è noto, la dinastia dei Gordiani è nata in Africa con la proclamazione di Gordiano I e Gordiano II da parte degli abitanti di Thysdrus nel 238. I problemi militari causati dallo scioglimento della legio III Augusta e la rivolta di Sabiniano a Cartagine nel 240 sembrano però indicare che i rapporti tra Gordiano III (r. 238-244) e le province dell’Africa nordoccidentale non furono sempre felici. Nonostante ciò, l’esame della documentazione epigrafica relativa a questo periodo sembra dimostrare che il regime di Gordiano III fece del suo meglio per garantire la sicurezza delle frontiere e coltivare la propria popolarità in queste regioni, enfatizzando la continuità con le politiche di Alessandro Severo e la discontinuità con quelle di Massimino il Trace. Appare dunque probabile che uno dei motivi per cui la rivolta di Sabiniano ebbe vita breve fu la mancanza di un deciso appoggio da parte delle popolazione locale, che in generale identificarono Gordiano III come un buon imperatore.
 
Il rapporto tra la città e i palazzi comunali: alcuni casi studio in area umbro-marchigiana tra Due e Trecento
In relation to the history of the birth, formation and growth of the municipalities, the chapter that is still most in-depth today concerns the Tuscan-Lombard axis. On the historical-architectural level, historiography has highlighted the peculiarities of most of the municipal buildings often located in the Lombardy area, and monographic publications of great interest on the most famous buildings in the Tuscan area can also be included. The framework outlined leaves ample space for studies that analyze, with critical purposes, the palatial architecture of the central area of the peninsula and the relationship between the city and the architecture of some palaces located between the Duchy of Spoleto and the Marca of Ancona. For this chosen area, the difficulty in finding the recurrence of a "model" and the lack of documentation or rather the confusing state in which it finds itself, led to a lack of interest and attention from critics during the twentieth century. The contribution intends to outline the genesis of the three buildings: the town hall of Foligno, of Fabriano and the Palazzo dei Priori of Assisi. These have one or more vaulted passages over public roads. An attempt will be made to understand the socio-political context linked to the construction of the three palaces, trying to overcome the limits of a typological classification which has excluded these areas which have become "marginal" within the historiographical debate.In relazione alla storia della nascita, formazione e crescita dei comuni, il capitolo tutt’oggi maggiormente approfondito riguarda l’asse tosco-lombardo. Sul piano storico-architettonico la storiografia ha messo in luce le peculiarità di gran parte dei palazzi comunali sovente collocati in area lombarda, inoltre si possono annoverare pubblicazioni monografiche di grande interesse sui palazzi più noti di area toscana. Il quadro delineato lascia un ampio spazio a studi che analizzino, con finalità critiche, l’architettura palaziale dell’area centrale della penisola e il rapporto tra la città e l’architettura di alcuni palazzi collocati tra il Ducato di Spoleto e la Marca di Ancona. Per quest’area scelta, la difficoltà nel riscontrare la ricorrenza di un «modello» e la carenza di documentazione o piuttosto lo stato confusionario in cui versa, hanno comportato una mancanza di interesse e attenzione della critica nel corso del XX secolo. Il contributo intende delineare la genesi dei tre edifici: il palazzo comunale di Foligno, di Fabriano e il palazzo dei Priori di Assisi. Questi presentano uno o più passaggi voltati passanti al di sopra di strade pubbliche. Si tenterà di comprendere il contesto socio politico legato alla costruzione dei tre palazzi, cercando di superare i limiti di una classificazione tipologica che ha escluso queste aree divenute «marginali» all’interno del dibattito storiografico
Nuove prospettive ecdotiche per la retorica demostenica
To a large extent, the orations included in the Demosthenicum corpus consist of real deliberative or judicial discourses. The most famous of these were intended to persuade the public (boule, ecclesia, courts) to pursue the battle that will be the leitmotiv of Demosthenes’ life: a strenuous and desperate defence of Athenian freedom, against Philip II of Macedonia. His failure as a politician, however, did not affect his success as a speaker. The Demosthenic style, with its incredible variatio, immediately became object of study and imitation. However, when the Demosthenic oratory conquered the ancient school, its intrinsic variety was not always appreciated. Numerous papyri, that bear passages of his orations, show the high frequency of emendations, in order to revise and normalise the text. The constitutio textus, therefore, poses many difficulties to modern publishers, obliged to choose between numerous, equivalent, textual variants. Many ancient manuscripts reveal how principles such as lectio brevior always intended as lectio difficilior cannot be applied uncritically to real, not fictitious, oratory.In larga parte, le orazioni confluite nel corpus Demosthenicum sono costituite da discorsi reali, deliberativi o giudiziari. I più celebri tra questi miravano a persuadere gli interlocutori (boule, ecclesia, giudici) e a perseguire quella battaglia che sarà il leitmotiv della vita di Demostene, la strenua e disperata difesa della libertà di Atene contro le mire conquistatrici di Filippo II di Macedonia. La sconfitta politica dello statista non ne inficiò il successo come oratore. Lo stile demostenico divenne, fin da subito, costante oggetto di studio e imitazione, con la ricercata variatio di stili e di toni. Quando però l’oratoria demostenica passò dalla tribuna agli ambienti di scuola, parte della sua intrinseca varietà non fu apprezzata o adeguatamente intesa. Lo studio dei numerosi testimoni papiracei che riportano passi di orazioni demosteniche rivela quanto frequenti fossero gli interventi correttivi volti a emendare e normalizzare il testo. La constitutio textus pone dunque intrinseche difficoltà all’editore moderno, che si trova a dover scegliere, caso per caso, tra numerose varianti, spesso equivalenti. Il riesame delle più antiche testimonianze manoscritte rivela, quindi, come principi di scelta, quali la lectio brevior intesa sempre come lectio difficilior, trovino un uso limitato se applicati a un’oratoria reale e non fittizia