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    4008 research outputs found

    Júlia Sipos, Il fenicottero e i suoi spettatori.

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    Three interviews, dating back to 1997, during which topics that are still very current today are discussed. The interviewees, working in Hungary, are leading figures in research and scientific dissemination in the field of animal biology, ecology and the protection of animal and plant species. The impact of new technologies on the environment and toxic waste landfills are also discussed.Tre interviste, risalenti al 1997, durante le quali vengono discussi temi tuttora di grande attualità. Gli intervistati, operanti in Ungheria, sono personalità di spicco della ricerca e della divulgazione scientifica nel campo della biologia animale, dell’ecologia e della salvaguardia delle specie animali e vegetali. Si discute anche dell’impatto delle nuove tecnologie sull’ambiente, e delle discariche di rifiuti tossici

    Compte-rendu du livre édité par M.a Cruz Marín Ceballos, María Belén Deamos et Ana M.a Jiménez Flores, La cueva santuario de Es Culleram (Ibiza), Sevilla, Editorial Universidad de Sevilla, 2022 (= Spal Monografías Arqueología, XLVII) ; 399 pages

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    Book review: M.a Cruz Marín Ceballos, María Belén Deamos et Ana M.a Jiménez Flores, La cueva santuario de Es Culleram (Ibiza), Sevilla, Editorial Universidad de Sevilla, 2022 (= Spal Monografías Arqueología, XLVII) ; 399 pages, ISBN 978-84-472-2424-1Compte-rendu du livre édité par M.a Cruz Marín Ceballos, María Belén Deamos et Ana M.a Jiménez Flores, La cueva santuario de Es Culleram (Ibiza), Sevilla, Editorial Universidad de Sevilla, 2022 (= Spal Monografías Arqueología, XLVII) ; 399 pages, avec de nombreuses illustrations en couleur et en noir et blanc. ISBN 978-84-472-2424-

    Recensione a Emanuele Gallotta, Santa Maria Maggiore a Ferentino. Componenti progettuali e vicende costruttive della fabbrica, Roma: UniversItalia, 2023, pp. 238

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    Revew to: Emanuele Gallotta, Santa Maria Maggiore a Ferentino. Componenti progettuali e vicende costruttive della fabbrica, Roma: UniversItalia, 2023Recensione a:  Emanuele Gallotta, Santa Maria Maggiore a Ferentino. Componenti progettuali e vicende costruttive della fabbrica, Roma: UniversItalia, 202

    Dieci partigiani ossesi nella Resistenza italiana

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    La ricostruzione delle vicende biografiche dei dieci partigiani originari di Ossi finora identificati, riproponendo implicitamente il tema del rapporto fra vicissitudini individuali ed eventi storici, si inserisce nel più ampio contesto del contributo della ricerca locale e settoriale alla storiografia della Resistenza. In tal senso l’articolo, sintesi introduttiva di una monografia in corso di pubblicazione, si propone come ulteriore tassello nel quadro degli studi tuttora in corso sul contributo dei sardi alla guerra di Liberazione

    More seats at “The Philosopher’s Table”: The reinvigoration of a multicultural community association in southern Italy during and post-pandemic

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    How voluntary associations promote social interaction across difference and contribute to building diverse communities are questions of relevance in Italy and beyond. To be successful, associations must earn and maintain reputations as groups worth joining. To do so can be challenging, given that they bring together people with different life experiences and languages. To thrive, groups must remain flexible and adaptive. This article addresses an under-considered type of voluntary association that contributes to building relationships and shared sense of community across cultural boundaries: the multicultural social club. The report is based upon early findings from an on-going ethnographic study in Puglia concerning the aspirations, activities, and life-cycles of multicultural clubs. It describes how members of one organization – The Philosopher’s Table – launched themselves on a path of reflection and reinvigoration during the COVID-19 pandemic. Their objectives were to discover ways better to serve existing members, assist the community, and increase membership. Among the club’s noteworthy characteristics is that it includes locally-born Italians and expatriates in nearly equal number. Expatriates rarely receive attention in discussions of diverse communities in Italy. Findings from this project help address that knowledge gap, contribute to current interest in conviviality in multicultural settings, and extend understandings of the dynamics and life-cycles of social leisure groups that are diverse by design.Il modo in cui le associazioni di volontariato promuovono l’interazione sociale attraverso le differenze culturali e contribuiscono a costruire comunità diverse ha assunto rilevanza antropologica all’interno degli scenari contemporanei dei movimenti transnazionali. Per affermarsi sul territorio, le associazioni devono costruirsi una reputazione e mantenerla presso quei gruppi che ne favoriscono la visibilità. Tutto ciò può risultare assai impegnativo, poiché tali gruppi riuniscono persone con esperienze di vita e lingue diverse. Per diffondersi, essi devono rimanere flessibili e adattivi. La presente relazione di ricerca ha come oggetto un tipo di associazione di volontariato finora poco indagato, che è volto a creare relazioni e un senso condiviso di comunità oltre i confini culturali: il club sociale multiculturale. La ricerca si basa sui primi risultati di uno studio etnografico in corso in Puglia su aspirazioni, attività e cicli di vita dei club multiculturali. Il rapporto descrive come i membri di un’organizzazione – The Philosopher’s Table – abbiano intrapreso un percorso di riflessione e consolidamento durante la pandemia di Covid-19, il cui obiettivo era l’individuazione di modalità per offrire un servizio più efficace ai membri esistenti, incidere con maggiore successo nella vita della comunità locale, e aumentare l’effettivo numero dei soci. Una delle caratteristiche degne di nota del club è l’essere costituito quasi nella stessa proporzione da italiani nativi ed espatriati. Gli espatriati raramente ricevono la dovuta attenzione nelle ricerche relative alle comunità diverse e inclusive in Italia, pertanto il progetto presentato rappresenta un’opportunità per colmare la lacuna di conoscenze sull’argomento.&nbsp

    Gabriella D’Agostino, Vincenzo Matera, a cura di, Storie dell’antropologia, Milano, UTET, 2022, pp. 635

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    Book review of Gabriella D’Agostino, Vincenzo Matera, eds, Storie dell’antropologia, Milano, UTET, 2022, pp. 635.Recensione di Gabriella D’Agostino, Vincenzo Matera, a cura di, Storie dell’antropologia, Milano, UTET, 2022, pp. 635

    Serena Olcuire, Indecorose: Sex work e resistenza al governo dello spazio pubblico nella città di Roma, Verona, Ombre corte, 2023, pp. 236

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    Book review of Serena Olcuire, Indecorose: Sex work e resistenza al governo dello spazio pubblico nella città di Roma, Verona, Ombre corte, 2023, pp. 236.Recensione di Serena Olcuire, Indecorose: Sex work e resistenza al governo dello spazio pubblico nella città di Roma, Verona, Ombre corte, 2023, pp. 236

    La imagen de la víctima y el proceso de resentimiento de Alfonso Cánepa en Adiós, Ayacucho de Yuyachkani

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    This paper reviews the script for the theatrical version Adiós, Ayacucho, a peruvian play performed by the Yuyachkani group, based on the homonymous novel by Julio Ortega. In the staging, Alfonso Cánepa, a peasant leader who died in a violent situation, shares his point of view, his unfortunate death to start a search for his dismembered bones in order to be buried with dignity. Raised as a result of the violence of the armed conflict that occurred in the 80s in Peru, it is considered pertinent to rethink the work in question with the criteria of the ”ethical turn” in the construction of the image of the victim and the process of resentment. , according to the approaches of Améry [1966] (2001), generated by Cánepa. This procedure in the theatrical representation generates a direct link with the spectator, who identifies with the sociopolitical problems of the time.El presente trabajo revisa el guion de la versión teatral Adiós, Ayacucho, obra teatral peruana representada por el grupo Yuyachkani, basado en la novela homónima del escritor Julio Ortega. En la puesta en escena, Alfonso Cánepa, un dirigente campesino que ante una situación violenta ha muerto, comparte su punto de vista, su lamentable deceso para iniciar una búsqueda de sus huesos desmembrados con el fin de ser sepultado dignamente. Planteada como resultado de la violencia del conflicto armado que acaeció en la década de los 80 en Perú, se considera pertinente repensar la obra en mención con los criterios del “giro ético” en la construcción de la imagen de la víctima y el proceso de resentimiento, según los planteamientos de Améry [1966] (2001), generado por Cánepa. Este proceder en la representación teatral genera un vínculo directo con el espectador, el cual se identifica con la problemática sociopolítica de la época.Questo articolo passa in rassegna la sceneggiatura della versione teatrale Adiós, Ayacucho, un’opera teatrale peruviana eseguita dal gruppo Yuyachkani, basata sull’omonimo romanzo di Julio Ortega. Nella messa in scena, Alfonso Cánepa, un capo contadino morto in una situazione violenta, condivide il suo punto di vista, la sua sfortunata morte per iniziare una ricerca delle sue ossa smembrate per essere sepolto con dignità. Nata a seguito della violenza del conflitto armato avvenuto negli anni ’80 in Perù, si ritiene pertinente ripensare l'opera in questione con i criteri della “svolta etica” nella costruzione dell’immagine della vittima e del processo di risentimento., secondo gli approcci di Améry [1966] (2001), generati da Cánepa. Questa procedura nella rappresentazione teatrale genera un legame diretto con lo spettatore, che si identifica con i problemi socio-politici del tempo

    Bible adaptation as linguistic, cultural, and socio-political appropriation: the case of the Black Bible Chronicles series

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    The article examines the rewording by African American author P. K. McCary of part of the 1611 King James Bible. A great publishing success that has attracted considerable media attention, McCary’s 1993-1994 Black Bible in African American Vernacular English and urban street slang is a paradigmatic illustration of the culturally and ideologically marked character of Bible retranslation and adaptation to suit the cultural, cognitive, and sociolinguistic needs of specific communities of readers. Through her use of the sociolect of her target readers, and her updating of the linguistic and conceptual elements of her source text, McCary builds a mediating, transdialectal and transcultural bridge between the Bible and African American urban street youth. As my analysis of paratextual elements shows, the full linguistic and cultural intelligibility of McCary’s adaptation is designed to empower a community of readers situated in a cultural and socio-political periphery and, more broadly, to contribute to the process of demarginalization of African American identity

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