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Conchiglie, orologi e insetti: gli infiniti di Rousseau
Diverse definizioni di infinito si intrecciano nell’opera di Rousseau. Nei suoi testi di carattere normativo, il ‘vero’ infinito di Dio viene contrapposto a un infinito prodotto dalla nostra immaginazione, dal quale derivano tutte le nostre sofferenze. Tale contrapposizione è invece assente negli scritti autobiografici, dove Rousseau individua nell’immaginazione una fonte indispensabile di felicità, giungendo a formulare una nuova forma di infinito: l’infinito estatico
Immagine e fantasia tra antico e moderno. Parma, 4 maggio 2011
Convegno tenuto a Parma il 4 maggio 2011
L’infinito morale in Kant: overridingness, adiaphora e questioni casuistiche
L’articolo tratta uno specifico problema di interpretazione kantiana, relativo a quale sia la funzione svolta dalle Questioni casuistiche nella Dottrina della virtù della Metafisica dei costumi, nella prospettiva di un confronto tra Tugendhat, Hare e Kant sul tema dell’infinito morale. Si sostiene che le Questioni casuistiche hanno l’obiettivo di dirimere problematiche morali e che manifestano la visione negativa che Kant possiede dell’infinito e indefinito etico
Eterno, infinito e innumerabile nel pensiero di Baruch Spinoza
Questo breve saggio intende esplorare le differenze riscontrabili all’interno del pensiero di Baruch Spinoza tra i concetti di eterno, infinito e innumerabile. Il principale intento è quello di ricostruire, tramite il confronto tra opere e corrispondenze dell’autore, un quadro unitario di riferimento che consenta di reinserire i tre concetti all’interno del suo stesso sistema metafisico
Sulle origini del linguaggio. Immaginazione, espressione, simbolo. Parma, 2-3 maggio 2011
Relazione sul convegno tenuto tra il 2 e 3 maggio a Parma, presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi, con il patrocinio del Dipartimento di filosofia, organizzato da R. Messori e F. Amerini, e dedicato alle origini e alle molteplici declinazioni del linguaggio
La filosofia kantiana del teatro: significati e fonti
L’articolo indaga la filosofia teatrale di Kant soffermandosi sul significato che vi assume la definizione di teatro quale unione delle altre arti e analizzando le implicazioni estetiche che tale concettualizzazione comporta. In particolare, lo studio conduce, prendendo le mosse dall’apparentemente estrema vicinanza tra Kant e Batteux, a stabilire che la fonte del biasimo morale kantiano nei confronti del teatro e dell’attore vada individuata nella Lettera sugli spettacoli di J.-J. Rousseau
La rielaborazione del sublime kantiano in Lyotard: apertura di un problema di fruizione
La rielaborazione di Lyotard del sublime kantiano, nella sua declinazione specificamente estetica, si apre a un orizzonte irrisolto nel rapporto tra l’opera d’arte e il fruitore. Analizzando la trasposizione post-moderna del sublime, in riferimento anche alla sua declinazione da parte di Newman, si seguiranno le tracce del pensatore francese per delinearne i nodi problematici legati alla ricezione artistica; con particolare attenzione per la questione del gusto come possibile struttura portante di un rinnovato senso comune
La poesia di Rousseau
Nell’opera di Rousseau, la poesia riceve valutazioni molto diverse, se non antitetiche. Da un lato, infatti, la poesia viene criticata per il suo ruolo nella corruzione della società; dall’altro, risulta oggetto di un amore profondo. Quest’ultimo comporta il riconoscimento di un\u27importante funzione morale al genere poetico non solo sul piano normativo ma anche su quello pratico-effettivo della riflessione morale rousseauiana
L’espressione dell’infinito nell’arte giapponese
Kuki Shūzō, filosofo e poeta giapponese, in L’espressione dell’infinito nell’arte giapponese (1929) offre al pubblico occidentale una lettura di quello che egli ritiene essere il destino ideale dell’arte giapponese: esprimere l’infinito, partendo dal finito. Strutturandosi come un’indagine sulle tecniche artistiche, il saggio guida il lettore in un’analisi che dalle arti figurative, agenti sull’idea geometrica di spazio, giunge sino alla poesia e alla musica, arti operanti sull’idea cronologica del tempo