Itinera
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Estetica della Grazia, paesaggi ed etica nei film di Frédéric Back
I film d’animazione di Frédéric Back mostrano una natura benigna, violentata dall’uomo. Eppure, proprio grazie a uomini come il pastore de L’homme qui plantait des arbres, la vita rinasce. Per comprendere questo rapporto uomo-natura, si è partiti da un’analisi estetica dei film, incentrata sulle categorie della Grazia e del Sublime e sul Paesaggio, per arrivare a delineare l’etica che sottende i film, basata sull’idea di rispetto della natura
Mimesis come rappresentazione: stare a cavalcioni sulla cornice dei mondi
Recensione: Alfonso M. Iacono, L’illusione e il sostituto. Riprodurre, imitare, rappresentare, Bruno Mondadori, Milano 201
Il segno politico di Ipazia nella poesia civile di Pallada
The epigram of the Greek Anthology IX 400 has generated an age-old debate. The discussion is about its attribution to the Alexandrine poet Palladas – the last great exponent of the Hellenic civil poetry – and its dedication to the philosopher Hypatia. If we read the epigram in the context of Palladas’ poetics as well as in that of the Neoplatonic sources (in particular Synesius and Damascius) mentioning Hypatia, we are allowed to claim that this poem offers a precious evidence about the philosopher’s teachings and her political relevance between the end of the IV and the beginning of the V century A.D. The epigram, in fact, is to be considered one of the poems that Palladas dedicated to the debate on the ‘fair political practice’ that inflamed the Hellenic milieu. In relation to the betrayal of the Platonic political ideal by Themistius, the true philosopher Hypatia rises into the Eastern sky, as the earthly embodiment of the heavenly Virgin
Una chiacchierata con Serena Sinigaglia
Nell\u27anno accademico 2011-2012, Serena Sinigaglia ha collaborato con la cattedra di Estetica e di Estetica dello Spettacolo alla realizzazione di un laboratorio teorico-pratico sulla figura di Ipazia d\u27Alessandria finalizzato alla messa in scena di testi elaborati dagli studenti. Intervista a Serena Sinigaglia realizzata da Alessia Gennari e Raffaella Colombo il 20 aprile 2012 nel foyer del Teatro Ringhiera
Fantasie sulla phantasia
Recensione: Jackie Pigeaud, Tre fantasie sulla phantasia. Filostrato, Poussin, Winckelmann, tr. it. di Giovanni Lombardo, Edizioni di Passaggio, Palermo 2010
Imagination and Modernity. The scenic get-away of Jerzy Grotowski, an interpretative hypothesis
Un confronto fra l’estetica kantiana e nietzschiana e l’evasione scenica di Jerzy Grotowski si scopre capace di interpretare le profonde antinomie della odierna percezione estetica occidentale: la sua tendenza a osservare con distacco e il suo bisogno di coinvolgimento, i suoi desideri universalistici e il suo orgoglio particolarista, la sua agilità nel concepire ogni possibile percezione e allo stesso tempo il suo sospetto nell’averne fiducia. Il “giudizio riflettente”, paradigma kantiano base della percezione estetica, risulta nella modernità interpolato da volontà determinanti che ne caratterizzano l’impianto significante e la capacità percettiva
Lo spirito in figura
Recensione: G. Garelli, Lo spirito in figura. Il tema dell\u27estetico nella «Fenomenologia dello spirito» di Hegel, Il Mulino, Bologna 2010
Ipazia d’Alessandria come anello della grande tradizione filosofica greca. Μῆτερ καὶ ἀδελφὴ καὶ διδάσκαλε
In this paper we are moving from the analysis of the historiographical and literary aspects of the figure of Hypatia of Alexandria in order to get to the reconstruction of her personal and intellectual trajectory. We enunciate the guidelines of her thought, which we base on her methodological approach to mathematics, geometry and astronomy; on the basic beliefs of the cosmological model to which she would have given her support; and finally, on the global vision which defines her manner of philosophizing as search for theoretical unity as well as practical engagement
Giacomo Casanova, una vita teatrale
Difficile definire in poche parole Giacomo Casanova. La sua personalità rimane nascosta, celata dietro quella maschera che indossa ogni giorno, per essere qualcuno di diverso. Il Casanova più vero si scopre in pochi episodi, quando il suo essere attore si scioglie e si racconta per quello che davvero è. Il libertino veneziano interpreta al meglio l’idea di teatro vissuto nella quotidianità