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La granitula de la Santa du Niolu
Abstract – FR Quelle sociabilité fonde la pratique d’une danse rituelle antechrétienne, la granitula, lors de la fête annuelle de la Santa dans le Niolu, en Corse? Cette danse y perdure dans le cadre d’un pèlerinage établi sur un récit légendaire, en commémoration de la nativité de la Vierge. Elle est associée à une cérémonie religieuse catholique et à une foire. Elle consiste en une marche spiralée à double sens, scandée par des chants et exécutée par les membres des confréries. La granitula relève du champ de l’ethnoscénologie avec une mise en corps des figures du labyrinthe, de l’origine et du même. Elle symbolise le corps social corse et ses sentiments d’appartenance régionale et villageoise. Ses exécutants entrent en cohésion avec la communauté corse. Ils font corps avec elle pour projeter dans le vivre ensemble sociétal leur assurance de la sortie de tout labyrinthe par une pratique des solidarités, un resserrement des liens communautaires et une adaptation identitaire aux changements. Abstract – IT Quale modalità sociale fonda la pratica di una danza rituale pre-cristiana, la granitula, in occasione della festa annuale della Santa nel Niolo, in Corsica? Questa danza vi perdura nel quadro di un pellegrinaggio istituito sulla base di un racconto leggendario, in commemorazione della natività della Vergine. Essa è associata a una cerimonia religiosa e a una fiera. Consiste in una marcia a spirale a doppio senso, scandita da canti e condotta dai membri delle confraternite. La granitula ha rilievo nel campo etno-scenologico con la trasposizione corporea di immagini del labirinto, dell'origine e del sé. Simboleggia il corpo sociale corso e il suo senso d'appartenenza regionale e paesana. Coloro che la eseguono entrano in coesione con la comunità corsa. Fanno corpo con essa per proiettare nel vivere comune della società la loro assicurazione di uscita da ogni labirinto grazie a una prassi solidare, al rinserrare dei legami comunitari e a un'adattamento identitario ai cambiamenti. Abstract – EN Which social modality does found the practice of a pre-Christian dance ritual, the granitula, on the occasion of the annual celebration of the Saint in the Niolo, Corsica? This dance persists within the setting of a pilgrimage, based on a legendary story in commemoration of the nativity of the Virgo. It is associated to a religious ceremony and a fair. It consists in a promenade shaped into a double-sensed spiral, guided by songs and executed by the members of the brotherhoods. The granitula is relevant in the ethnoscenologic field by virtue of a bodily transposition of images of the labyrinth, of the origin and of the Self. It symbolizes the Corse social body and the sense of regional and peasant affiliation. Those people who perform it join the cohesion with the Corse community. They make body with it to project into the common social life their insurance of escape from any labyrinth thanks to a solidal practice, to a renewed close-in of the community bonds and an adaptation of identity to collective changes.
Stefano Casi (a cura di), Non io nei giorni felici. Beckett, Adriatico e il teatro del desiderio
Una terza area di intervento: il paradigma dell’emozione narrativa
oai:journals.unibo.it:article/2446Abstract - IT L’articolo descrive l’esperienza di integrazione fra teatralità e sanità e di contaminazione tra linguaggi con finalità e presupposti molto diversi, praticata in questi anni alla Casa dei Risvegli Luca De Nigris di Bologna. Tale esperienze ha prodotto la realizzazione di un “contenitore nuovo”, terzo, una nuova area di intervento che si colloca nel contesto del laboratorio emozionale/espressivo. Vengono descritti stimolo/proposta, contesto e relazione terapeutica come elementi specifici del setting, i quali sono a loro volta condizionati da elementi più generali che entrano in gioco negli interventi riabilitativi, cioè l’elemento emotigeno e quello ecologico. Il laboratorio espressivo diventa contesto per l’intervento sulla cognitività e sulla comunicazione con possibilità di utilizzo di diversi registri relazionali e comunicativi, con pazienti in una condizione clinica che varia dallo stato vegetativo alla disabilità moderata fino alla grave disabilità. Infine, vengono descritti due casi che esemplificano il metodo d'intervento integrato tra le tecniche sanitarie e quelle della comunicazione teatrale. Abstract - FR L'article décrit l'expérience d'intégration entre le domaine théâtrale et celui de la santé, de la contamination des langages aux finalités et fondements très variés, accomplie par Casa dei Risvegli Luca De Nigris de Boulogne pendant ces années. Cette expérience a atteint à la réalisation d'un “nouveau récipient”, une troisième entité, une nouvelle aire d'intervention se plaçant dans le contexte de l'atelier émotionnel/expressif. On dépeint stimulations/propositions, contexte et relation thérapeutique en tant que éléments spécifiques du setting, qui sont influencés à leur tour par des facteurs plus généraux s'ajoutants au déroulement des interventions de rééducation, voir l'élément d'engendrement émotif et l'écologique. L'atelier d'expression devient le contexte pour intervenir au regard des dynamiques cognitives et de la communication, tout en ayant la possibilité d'utiliser des registres relationnels différents, avec patients aux conditions cliniques variées, des les sujets végétatifs à ceux modérément et aussi gravement handicapés. Finalement, on décrit deux cases qui illustrent par des exemples la méthode d'intervention intégrée entre les techniques sanitaires et celles de la communication théâtrale. Abstract - EN The article describes the integrating experience between theatrical domain and health service, a language contamination dealt by very different goals and assumptions, as practiced over the last years at Casa dei Risvegli Luca de Nigris in Bologna. Such experience produced the creation of a “brand new receptacle”, a third entity, a new intervention area placed in the frame of emotional/expressive workshop. Inputs/proposals, context and therapeutical relation are profiled as specific issues of the setting, those being influenced in turn from more general elements taking part in rehabilitating interventions, i. e. the emotional-engendering and the eco-logical factors. The expressive-concerned workshop becomes an operating setting on cognitive and communication dynamics, potentially involving various relational registers, with patients bearing different clinical conditions, from vegetative state to reduced and even serious disability. Finally, two cases are drawn, exemplifying the integrated intervention method between health and theatrical techniques
I Passiuna tu Christù - Rito e teatro di una cantica popolare della Grecìa Salentina
Abstract – IT Questo articolo si basa sugli esiti di una ricerca di campo condotta nei paesi della Grecìa Salentina,una zona del basso Salento, dove si riscontra una peculiare modalità di esecuzione della canticapopolare grìca conosciuta come I Passiuna tu Christù (La Passione di Cristo). Attorno alla metàdegli anni ´90 del ´900 la tradizione della cantica è stata oggetto di un prezioso recupero, fondatosulla memoria e disponibilità di alcuni anziani cantori, che l’ha riportata in vita dopo anni disilenzio. Lo studio si è quindi focalizzato sull´esecuzione di Zollino, uno dei comuni grecanicosalentini,dove opera l´associazione culturale "Bottega del Teatro" che per prima ha promosso ilrecupero di cui si è detto. Protagonista e interprete raffinato della versione zollinese è l´anzianocantore Antimo Pellegrino, la cui voce si fa teatro attraverso un uso sapiente del corpo fatto di gestistilizzati, regolati da codici che consentono di comprendere il divenire performativo, ossia il testo in grìco, anche a chi non intende tale idioma. Abstract – EN This article is based on the results of a field research conducted in the countries of the Grecìa Salentina, an area of Salento, where there is a particular execution method of the folksong known as I Passiuna tu Christù (The Passion of the Christ). Around the mid-90s of the 20th century the tradition of this folksong has been the subject of a careful recovery, based on memory and availability of some older singers, who brought it back to life after years of silence. The study then focused on the Zollino’s execution, one of the grecanico-salentino’s common, in which works the cultural association "Bottega del Teatro", the first promoter of this recovery. The old singer Antimo Pellegrino is the player and interpreter of the Zollino’s refined version, whose voice becomes theater through a wise use of body made of stylized gestures, regulated by codes that allow you to understand the performative becoming, in the grìco text, also who does not intend this language
La dottrina degli avatara come prova per la datazione dell’Abhinayadarpana di Nandikesvara
Abstract - ITCome per molte opere della letteratura indiana in sanscrito, anche per l’Abhinayadarpana di Nandikesvara è difficile proporre una datazione attendibile: nel suo contributo, l’autore cerca di utilizzare un elemento interno al testo per ipotizzare il periodo nel quale il testo potrebbe collocarsi. La citazione degli avatara di Visnu, esemplifacata attraverso una serie di gesti delle mani, viene vagliata criticamente al fine di un suo possibile utilizzo per collocare l’opera dal punto di vista cronologico. L’Abhinayadarpana, uno dei test fondamentali del teatro-danza in India, viene in questo modo inserito nel panorama più ampio della vicenda religiosa dell’India antica e la storia della religione hindu fornisce a sua volta uno strumento interessante per la ricostruzione della storia del testo. Abstract - ENAs it often happens for many works of the Indian literature in Sanskrit, it is difficult to determine a possible dating of Nandikesvara’s iAbhinayadarpana: iin his artcle, the author tries to assume an inner element of the text for a hypothesis about the period in which the work could be dated back to. The Visnu’s avataras, quoted in the text through a series of hand gestures, are scientifcally examined to define the work from a chronological point of view. The Abhinayadarpana, one of the most important texts of the Indian Dance-Theatre, is put in the broader landscape of the Indian ancient religion and the hindu religion history becomes an interesting tool through which the text’s history is reconstructed