Archivio Istituzionale della Ricerca - Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"
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Domestic healthcare: Soluzioni interattive e approcci partecipativi per nuovi modelli riabilitativi
Long-term predictors of assisted erectile function after high-flow priapism: patient profile matters more than embolization technique
Background High-flow priapism (HFP) is a rare urological condition, often secondary to genitoperineal trauma, resulting in arterio-cavernosal fistulas. Superselective arterial embolization is the preferred treatment when conservative management fails, but long-term data on erectile function (EF) outcomes remain limited. Aim To evaluate long-term EF outcomes in patients with HFP undergoing embolization and to identify predictors of EF impairment at follow-up. Methods Data from 41 patients with HFP admitted to six tertiary referral centers (2002– 2024) were analyzed. Diagnosis was confirmed using penile Doppler ultrasound, blood gas analysis, and selective pudendal arteriography. Embolization was performed using absorbable or non-absorbable agents. EF was evaluated pre- and post-embolization using the International Index of Erectile Function-5 (IIEF-5) and the Erection Hardness Score questionnaires. Logistic and linear regression models were used to assess predictors of EF at follow-up. Outcomes Primary outcome was long-term erectile function, including the need for pharmacological or device-assisted EF. Secondary outcomes included patient satisfaction and associations with clinical and procedural variables. Results Median (interquartile range) age was 35 (27-44) years, and the pre-embolization IIEF-5 was 25 (24–25). Non-absorbable embolic agents were used in 35 (85.4%) patients. Median follow-up was 44 (12–80) months. At follow-up, the median IIEF-5 score was 21 (18–24), with a median decrease of −4 (−6–1) points from baseline. Severe ED occurred in only 2.4% of patients; however, 46.3% had assisted EF (phosphodiesterase type 5 inhibitors, nutraceuticals, low-intensity shock wave therapy, or vacuum devices). Patients with assisted EF at follow up had higher baseline Charlson Comorbidity Index (CCI) and lower IIEF-5 scores than those with unassisted EF (all P<0.03). Lower CCI, and higher baseline IIEF-emerged as predictors of IIEF-5 scores at follow-up, after accounting for age. Higher CCI was the only predictor of assisted EF at follow-up. No significant associations were found with embolization technique and EF. Clinical Implications Baseline EF and comorbidity burden may help identify patients at risk for EF worsening and assisted EF post-embolization. These findings can guide individualized counseling and follow-up strategies. Strengths & Limitations This is the largest real-life cohort evaluating EF after embolization for HFP, using validated questionnaires. Limitations include the retrospective design and potential recall bias. Conclusion Superselective embolization for HFP is highly effective with limited impact on EF at long term. Nonetheless, nearly half of patients required assisted EF at follow-up, with comorbidities and lower baseline EF as significant predictors. Long-term monitoring and individualized counseling are essential
Shaft resistance of bored piles in sand
This work proposes an analytical method for the evaluation of the shaft load–settlement behaviour for bored piles in sandy soils. Key assumption is that the pile shaft response can be described through a simple law employing the initial (elastic) stiffness and the ultimate resistance. While for the first ingredient solutions provided in the literature are sufficiently accurate for engineering purposes, this work furnishes a contribution towards a more accurate evaluation of the shaft friction at failure, accounting for dilatant soil behaviour in the shear band surrounding the pile shaft. The influence of shear band thickness and shear strain at critical state is discussed, and simple rules are provided for their assessment. The effectiveness of the proposed model is checked against the results of real full-scale load tests from three well-documented case histories
Il design dei Survival Kit. Definizioni, evoluzione e casi studio
Il contributo fa parte dell'osservatorio "Ricerche e progetti" della sezione "Design per la sopravvivenza umana" del volume "Design for Survival. Proposte responsabili per un futuro oltre la crisi" e approfondisce la definizione e l'evoluzione dei kit di sopravvivenza. I Survival Kit sono strumenti e risorse essenziali predisposti per affrontare scenari di emergenza, fornendo supporto a chi opera o risiede in contesti ad alto rischio, aree remote o soggette a condizioni climatiche estreme. Progettati per essere pronti all’uso, sono adattabili a diverse tipologie di emergenza e progettati per rispondere alle esigenze di individui, piccoli gruppi e nuclei comunitari. Nati per rispondere a situazioni di crisi o disastri, civili e militari, i kit si sono evoluti nel tempo, diventando sempre più specializzati e avanzati, con l’obiettivo non solo di garantire sicurezza, salute e sopravvivenza durante le catastrofi, ma anche di gestire stati di stress e ansia che ne derivano. La composizione dei kit varia in base alle esigenze e al contesto d’uso, ma deve sempre garantire essenzialità, accessibilità e facilità d’uso in condizioni critiche, assicurando al contempo un’efficace comunicazione che renda l’utente autosufficiente. Per questo motivo, i kit sono disponibili in una vasta gamma di formati e configurazioni. Le numerose locuzioni associate, come “survival kit”, “disaster kit”, “grab bag”, “go bag”, ecc., mostrano la necessità di una classificazione e definizione più chiara delle diverse tipologie. La ricerca si propone di esplorare, attraverso una lettura storico-critica, le diverse definizioni e gli sviluppi di tali kit, rilevando l’importanza per la sopravvivenza e i differenti approcci progettuali sottesi. Attraverso l’analisi di casi studio, la ricerca descrive le diverse applicazioni dei kit, offrendo una sintesi critica sul loro ruolo nella società contemporanea. Inoltre, l’integrazione delle tecnologie digitali fornisce ai kit nuove funzionalità, permettendo alle persone di restare connesse e ricevere assistenza anche in luoghi remoti. Di fronte alle numerose catastrofi che connotano la nostra contemporaneità la ricerca evidenzia che il design dei kit di sopravvivenza rappresenta un ambito significativo di innovazione per garantire la sicurezza in situazioni ad alto rischio
La perizia extragiudiziale tra allegazione tecnica e libertà di valutazione del giudice tributario
A living space for new forms of "Life": System design for an inclusive and sustainable dimension of the posthuman and digital afterlife
Scripta volant. Codes manent. Le ragioni di una ricerca.
Il saggio si interroga sull'evoluzione delle scritture nel trasferimento delle conoscenze che, dalla pagina scritta e dalla forma del libro in versione codex, si declinano in ambienti digitali non necessariamente utilizando le forme lineari delle scritture alfabetiche. Il contributo prova quindi a costruire e a sintetizzare una base teorica attraverso la quale innestare riflessioni sulla scrittura lineare tipografica, sul suo destino, sulle sue trasformazioni negli ambienti digitali, sulle influenze derivate dai mondi
dell’arte e delle sperimentazioni cyber, nonché sui suoi possibili sviluppi.
I presupposti di questa ricerca partono dall’assumere come dato di fatto quanto e come il digitale abbia modificato profondamente il rapporto con la letteratura: ambienti magmatici nei quali testi alfabetici, segni, simbologie, codici, immagini, frame, si pongono come delle nuove realtà oggettuali, mitologiche, e rappresentano non tanto un contenuto in sé quanto piuttosto, nodi di relazioni in un ecosistema di pensiero interconnesso. Sono chiavi utili ad aprire a mondi della conoscenza che, abbandonata la forma codex del libro, abitano sistemi di scritture non necessariamente alfabetiche e che, per poter essere indagate, dominate o configurate, necessitano di nuove forme di progettazione ma anche di educazione
all’apprendimento. Una base teorica, non esaustiva che si ipotizza utile per chi si occupa di progettazione e di formazione: per domandarsi cosa significhi approcciare a modalità di scritture lontane dalle forme codicologiche del libro stampato o della sua riproposizione in forma digitale; per affinare strumenti di accesso ai contenuti in modalità inedite di didattica; per educare il pensiero a strutture pluridimensionali di formalizzazione del sapere e, quindi, indirizzarsi verso approcci alla conoscenza che, abbandonate le forme lineari e paratattiche del novecento, aprano a percorsi euristici,
multimodali, sperimentali e immersivi che, nel loro essere tutti ancora da codificare, lasciano immaginare nuovi spazi epistemologici