University of Pisa

Electronic Thesis and Dissertation Archive - Università di Pisa
Not a member yet
    62966 research outputs found

    IL SETTORE AUTOMOBILISTICO DI FRONTE ALLE SFIDE DELL'ELETTRICO: IL FUTURO DELLA CASA AUTOMOBILISTICA VOLKSWAGEN

    No full text
    Con il presente elaborato si vuole fornire una panoramica generale del settore automotive e delle sfide che continuamente deve affrontare. Inizialmente, vengono descritte l'evoluzione storica e le crisi che il settore ha affrontato, introducendo anche le principali caratteristiche e le tendenze attuali. In seguito, si è messo in risalto l'andamento della produzione e delle immatricolazioni delle auto nei vari anni, indicando i principali concorrenti, i principali fornitori, i potenziali entranti e le minacce che influiscono sulla redditività del settore. Tutto ciò è stato elaborato attraverso lo sviluppo del modello delle cinque forze competitive di Porter. Inoltre, con l'emanazione delle norme da parte dei vari governi di tutto il mondo in relazione alla riduzione delle emissioni di CO2, sono sempre più in voga le auto elettriche poiché permettono di ridurre l'impatto ambientale derivante dal loro utilizzo. Proprio per questo, è stato analizzato il mercato delle auto elettriche, per cui sono stati indicati i migliori produttori, i migliori fornitori con specifico riferimento all'approvvigionamento delle materie prime per la fabbricazione delle batterie per le automobili, l'andamento delle vendite, le varie tipologie di carburanti alternativi alla benzina e al diesel e quindi anche i diversi tipi di automobili ibride ed elettriche ed anche le criticità che potrebbero ostacolare la loro diffusione come l'autonomia di percorrenza, le infrastrutture di ricarica, il costo delle batterie e il loro smaltimento o riciclaggio. Infine, si vuole fornire una panoramica generale su come la Volkswagen, ovvero uno dei principali gruppi del settore, stia operando per riuscire a mantenere la propria posizione di mercato in questa transizione energetica

    Dalla Qualità alla Sostenibilità: Come la certificazione ISO 9001 può supportare l’adozione dei fattori ESG.

    No full text
    La tesi analizza come la certificazione ISO 9001, tradizionalmente focalizzata sulla qualità dei processi aziendali, possa supportare l'integrazione dei fattori ESG (ambientali, sociali e di governance) all’interno delle strategie d’impresa per favorire la sostenibilità. Dopo un'introduzione al concetto di sostenibilità e alla normativa europea di riferimento, si approfondisce l’evoluzione degli standard ISO, in particolare la ISO 9001:2015, evidenziandone i punti di contatto con i criteri ESG. L’elaborato propone un modello di integrazione tra qualità e sostenibilità che mira a migliorare la competitività, ridurre i rischi e rispondere in modo efficace alle sfide ambientali e sociali. L’obiettivo è dimostrare che l’adozione di un sistema di gestione della qualità orientato ai principi ESG può essere un potente strumento per la trasformazione responsabile e innovativa delle organizzazioni. This thesis explores how ISO 9001 certification, traditionally focused on quality management systems, can support the integration of ESG (Environmental, Social, and Governance) factors into corporate strategies to foster sustainability. After introducing the concept of sustainability and the relevant European regulations, the study delves into the development of ISO standards, particularly ISO 9001:2015, highlighting their alignment with ESG principles. The research proposes a model for integrating quality and sustainability, aiming to enhance competitiveness, mitigate risks, and effectively address environmental and social challenges. The goal is to demonstrate that a quality management system aligned with ESG principles can be a powerful tool for responsible and innovative organizational transformation

    Ricostruzione digestiva manuale e meccanica in corso di duodenocefalopancreasectomia robotica: studio di confronto caso-controllo

    No full text
    La duodenocefalopancreasectomia (DCP) rappresenta il trattamento chirurgico di elezione per molte neoplasie maligne e benigne della testa del pancreas, del duodeno e delle vie biliari. L’introduzione delle tecnologie robotiche ha rappresentato una svolta nella chirurgia pancreatica, rendendo possibile eseguire interventi di chirurgia complessa come la DCP con tecnica completamente miniinvasiva in un numero maggiore di pazienti, grazie alla maggiore precisione, destrezza e alla visione tridimensionale. Tuttavia, alcune fasi dell’intervento non sono ancora completamente standardizzate. In particolare l’anastomosi gastrodigiunale o duodenodigiunale è un passaggio delicato dell’intervento per la cui esecuzione sono state proposte diverse tecniche, con un rischio non trascurabile di complicanze post-operatorie, tra cui il ritardo di svuotamento gastrico. La presente tesi si propone di analizzare retrospettivamente i risultati ottenuti utilizzando la suturatrice meccanica nell’esecuzione dell’anastomosi digestiva durante DCP robotica, confrontandoli in uno studio caso-controllo, con quelli ottenuti tramite la tecnica di sutura manuale. L’obiettivo principale dello studio è valutare se l’impiego della suturatrice meccanica offra vantaggi clinici e tecnici rispetto alla ricostruzione eseguita manualmente, in termini di tempi operatori, incidenza di complicanze e outcome post-operatori

    Gli eremi agostiniani della Diocesi di Lucca. L’architettura delle origini (XIII-XIV sec.)

    No full text
    Il principale obiettivo di questo lavoro di tesi è lo studio degli insediamenti eremitici agostiniani superstiti nella Diocesi di Lucca. La prima parte della tesi è dedicata all’inquadramento generale della storia agostiniana e del territorio lucchese per contestualizzare e presentare il censimento delle molte realtà eremitiche che sorsero nella Diocesi di Lucca, dimostrando come questa pratica fosse molto sentita sul territorio durante tutto il XIII secolo. Sono state rintracciate strutture riferibili a dieci romitori e tramite varie visite è stato possibile farne il rilievo, registrarne l’orientamento e attuare una campagna fotografica. Il parallelo lavoro documentario ha inoltre permesso il censimento delle pergamene attualmente conservate. Il risultato di questa ricerca è una schedatura dei romitori – raccolte nella seconda parte della tesi – con cui si espone lo stato conservativo, l’analisi dei resti materiali insieme alle vicende storiche. Infine, attraverso la comparazione dei dati architettonici e storici, si è proposto un modello tipologico dell’antica chiesa eremitica agostiniana di area lucchese che ha permesso di ripercorrere l’arco cronologico in cui questa tipologia di edifici ebbe il maggior successo (XIII secolo), evidenziare i legami tra le varie realtà eremitiche e riconoscere, in questa “rete di eremi”, quelli di riferimento e di maggior prestigio

    Alessandro D'Ancona dantista

    No full text
    La tesi si propone di analizzare l’attività di Alessandro D’Ancona nel contesto degli studi danteschi, mettendo in luce il suo ruolo di erudito e critico letterario, con particolare attenzione alla sua produzione relativa all’opera di Dante Alighieri. Figura centrale del panorama intellettuale italiano dell’Ottocento, D’Ancona si distinse per la vastità dei suoi interessi culturali e per il rigore metodologico con cui affrontò l’analisi delle fonti e dei testi letterari. Il lavoro si apre con un’introduzione in cui vengono ripercorse le tappe della formazione e della carriera di D’Ancona, con particolare riferimento all’ambiente culturale pisano e alle influenze che contribuirono alla sua formazione umanistica. Viene inoltre messo in evidenza il suo ruolo nella vita accademica e politica dell’Italia postunitaria, che contribuì a consolidarne l’autorevolezza nel panorama degli studi letterari oltre a garantirgli degli incarichi accademici e politici di prim’ordine, fu infatti direttore della Scuola Normale Superiore di Pisa e Senatore del Regno d’Italia. Il primo capitolo è dedicato all’analisi dell’opera I precursori di Dante, in cui D’Ancona individua e discute le fonti culturali e letterarie che, a suo avviso, hanno avuto un ruolo determinante nella formazione dell’immaginario dantesco e nella costruzione del poema sacro. D’Ancona esamina autori e testi anteriori a Dante — appartenenti tanto alla tradizione latina quanto a quella volgare — sottolineando l’influenza di alcune tematiche, motivi e strutture stilistiche che Dante avrebbe ripreso e rielaborato in modo originale nella Commedia. Il secondo capitolo si concentra sull’insieme degli interventi critici di D’Ancona riguardanti l’opera dantesca nel suo complesso. Attraverso l’analisi di articoli, conferenze e saggi, si evidenzia come il suo contributo spazi su un’ampia varietà di temi, dall’interpretazione di canti del poema sacro al simbolismo del Veltro e sulla paternità del Fiore. Nel suddetto capitolo vengono considerate numerose questioni dantesche che si apprendono dalla lettura di carteggi pubblicati e inediti oltre a delle analisi relative ad alcuni presunti versi danteschi, che il D’Ancona sconfessa filologicamente e linguisticamente. Il terzo capitolo è dedicato agli studi che D’Ancona condusse sulla Vita Nova. In questa parte della ricerca viene dato ampio all’edizione del libello commentata da Alessandro D’Ancona e agli interventi di Pio Rajna, che curò l’edizione del 1872 occupandosi della sezione filologica, e a quelli di Giosuè Carducci, che offrì una lettura critica dell’opera dal punto di vista stilistico. L’interazione tra questi studiosi contribuisce a delineare un quadro complesso e ricco del dibattito critico intorno alla Vita Nova nel contesto dell’Ottocento italiano (e non solo). Ampio spazio è inoltre dedicato alla figura di Beatrice, se da considerare come una donna reale o come allegoria e all’entità del suo nome. Sono stati infine analizzati alcuni dei passi più controversi del libello come l’incipit vita nova e la mirabile visione. La tesi si conclude con un’appendice in cui si dà conto di materiali inediti, in particolare di lettere di Alessandro D’Ancona indirizzate all’amico e allievo Pio Rajna, in cui vi sono annotazioni e riflessioni che offrono un’interessante testimonianza del suo metodo di lavoro per la realizzazione dell’edizione commentata della Vita Nova

    Valutazione istomorfometrica del rialzo del seno mascellare per via laterale: confronto tra tre differenti biomateriali.

    No full text
    La riabilitazione implantoprotesica del settore mascellare posteriore, in pazienti con ridotto volume osseo alveolare, richiede spesso interventi di rigenerazione ossea, tra cui l’intervento di rialzo del seno mascellare (MSA). Questo studio osservazionale prospettico monocentrico ha come scopo principale la valutazione dell’incremento osseo alveolare a livello del seno mascellare, a seguito di procedure di rialzo di seno mascellare eseguito per via laterale, paragonando la guarigione tra pazienti trattati con biomateriale e PRF versus pazienti trattati con solo biomateriale. La fibrina ricca di piastrine (PRF) è stata recentemente impiegata in vari contesti chirurgici per favorire la guarigione dei tessuti e stimolare la formazione di nuovo osso dopo il rialzo del seno mascellare per via laterale. Questo studio si propone di analizzare i risultati istomorfometrici ottenuti utilizzando diversi biomateriali durante la procedura di MSA. Il rialzo di seno mascellare è stato eseguito con tre diversi biomateriali: Gruppo Apatos + PRF, Gruppo Apatos, Gruppo allograft. I risultati, ottenuti attraverso l’analisi delle biopsie ossee prelevate dopo sei mesi di guarigione, permettono di confrontare l’efficacia delle diverse tecniche e la valutazione dell’utilizzo del PRF® Vivostat come eventuale ausilio nel miglioramento della rigenerazione ossea

    Phagetherapy: an innovative antibiotic alternative for American Foulbrood control in honey bees (Apis mellifera) - A veterinary public health perspective

    No full text
    American Foulbrood (AFB), a highly contagious and lethal disease caused by the Gram-positive bacterium Paenibacillus larvae, represents a major threat to global honey bee health and agricultural productivity. Its worldwide prevalence and the bacterium’s ability to produce highly resistant spores, which remain viable for decades, significantly contribute to its environmental persistence and the difficulty in managing this infection in apiaries. Both the Animal Health Law (including its implementing and delegated acts) and the WOAH Terrestrial Animal Health Code list AFB as a disease of concern for international trade, thereby requiring stringent surveillance and control strategies. In Italy, upon suspicion of disease presence in apiaries, mandatory reporting to Public Veterinary Services is required. Following clinical and laboratory confirmation, a 3 km protection zone is established, prohibiting the movement of hives and other materials. Disinfection measures for hives and equipment are also enforced. Unlike the older Veterinary Police Regulation (RPV), the new Animal Health Law adopts a more flexible, risk-based approach, delegating disease management decisions to the Public Veterinary Services and allowing for diverse control strategies. While the destruction of affected colonies remains an available option, it is no longer mandatory for all confirmed outbreaks. Conversely, the use of antibiotics remains prohibited, as no authorized treatments are registered for honey bees in the European Union. This precautionary decision is further supported by studies demonstrating the presence of residues in hive products for up to seven months post-treatment and the detection of resistance genes in both treated and untreated colonies, and even in flowers within bee flight range. Conventional antibiotic treatments in beekeeping offer only palliative care. They fail to eradicate the infection, negatively affect honeybee gut health and potentially predisposing bees to other fungal infections like nosemiasis, and exacerbate the critical issue of antimicrobial resistance (AMR). Recognized as one of the most severe contemporary threats, AMR constitutes a formidable One Health - One Welfare burden, given its profound impacts on economics, human, animal, and environmental health, as well as food security. This challenge demands a collaborative, multisectoral strategy to curb antibiotic misuse and to identify sustainable alternatives, including for the beekeeping sector. This study explores bacteriophage therapy as a targeted, efficacious, and environmentally valuable solution for AFB. We report the successful isolation of three novel bacteriophages (rough, smooth, and mosaic variants) from homogenates of honeybee abdomens exhibiting symptoms compatible with AFB. In vitro assessment demonstrated their potent lytic activity, measured by a significant increase in Plaque Forming Units (PFU) and a corresponding decrease in Colony Forming Units (CFU) within bacterial cultures within 120 minutes for all phage variants. These bacteriophages displayed a broad host spectrum, effectively lysing 20 of 119 Paenibacillus larvae field strains from diverse international origins (Italy, Argentina, USA, Sweden). Importantly, they exhibited long-term stability at 4°C for eight months and no observed toxicity to honeybee larvae, even at high concentrations, highlighting their safety profile. Morphological analysis by Transmission Electron Microscopy confirmed their classification into the Myoviridae family, and genomic sequencing enabled the differentiation of mosaic and smooth phage variants. The promising in vitro results suggest their utility in creating phage cocktails to expand host range and make them valuable for future in vivo application. Further studies are needed to fully evaluate the prophylactic and therapeutic potential of these bacteriophages in apiaries. This research contributes to a future shift in AFB management, promoting more sustainable practices and mitigating AMR, which is vital for both pollinator welfare and global health

    L'Edinburgh Cognitive and Behavioural ALS Screen come strumento per la valutazione del profilo cognitivo nella Sclerosi Laterale Amiotrofica: uno studio osservazionale-prospettico

    No full text
    La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una malattia neurodegenerativa tradizionalmente considerata una patologia esclusivamente motoria. Tuttavia, numerose evidenze degli ultimi decenni hanno messo in luce la natura multisistemica della patologia, con possibile compromissione anche delle funzioni cognitive e comportamentali. Lo scopo della presente tesi è stato quello di valutare il profilo cognitivo-comportamentale di un campione di pazienti con diagnosi di SLA, attraverso la somministrazione del test di Screening Edinburgh Cognitive and Behavioural ALS Screen (ECAS), con l’obiettivo di individuare la presenza di alterazioni cognitive-comportamentali e valutare l’eventuale evoluzione nel tempo. Abbiamo inoltre indagato la possibile associazione tra compromissione cognitiva e variabili cliniche. Lo studio è stato effettuato su una coorte di pazienti con recente diagnosi di SLA in carico presso l’ambulatorio del Motoneurone dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. Per ciascun paziente è stata effettuata una valutazione neurologica e una neuropsicologica al baseline, entro tre mesi dalla diagnosi di SLA; in un sottogruppo di pazienti è stato effettuato un follow-up a sei mesi, in cui sono state ripetute le valutazioni neurologica e neuropsicologica. Sono stati arruolati 35 pazienti. I risultati ottenuti dalla valutazione neuropsicologica hanno evidenziato un’eterogeneità del profilo cognitivo al baseline. In particolare, il 31% dei pazienti ha mostrato almeno un’alterazione in uno o più domini cognitivi, con un coinvolgimento prevalente dei domini SLA-specifici (funzioni esecutive, linguaggio, fluenza). Tuttavia, solo il 14% del campione ha ottenuto un punteggio ECAS totale al di sotto del cut-off, suggerendo che l’utilizzo esclusivo del punteggio globale possa sottostimare la compromissione cognitiva. La valutazione comportamentale, effettuata tramite intervista ai caregiver, ha mostrato una bassa incidenza di sintomi comportamentali o psicotici, suggerendo che tali manifestazioni potrebbero presentarsi nelle fasi più avanzate della malattia o in sottogruppi specifici. Nel sottogruppo rivalutato a sei mesi, non sono emerse variazioni significative nei punteggi ECAS, suggerendo una stabilità del profilo cognitivo-comportamentale nel breve termine, anche se l’esiguità del campione e la breve durata del follow-up ne limitano l’interpretazione. È stata inoltre osservata una correlazione positiva tra i punteggi ECAS e punteggi ottenuti alla scala ALSFRS-R, suggerendo un possibile parallelismo tra alterazioni cognitive e impairment motorio. In conclusione, i risultati di questa tesi hanno confermato la possibile presenza di alterazioni cognitive anche nelle fasi precoci di malattia, mostrando un profilo cognitivo-comportamentale eterogeneo. L’analisi dei sottopunteggi dell’ECAS si è dimostrata essenziale per cogliere compromissioni in specifici domini, che non emergono da un’analisi globale del punteggio totale ECAS. La correlazione con lo stato funzionale suggerisce una possibile progressione parallela del danno motorio e cognitivo, sottolineando l’importanza di una valutazione multidisciplinare precoce, integrata e ripetuta nel tempo

    Rito, simbolo e sacro: analisi di alcuni inediti di Ernesto de Martino

    No full text
    La tesi è divisa in due sezioni distinte ma correlate: nella prima parte è presente un’introduzione generale a Ernesto de Martino, alle sue opere dagli anni Quaranta agli anni Sessanta, al fine di ricostruirne il pensiero, tramite un percorso, che parte dalla necessità di una ricerca etnologica più critica e svincolata da dinamiche evoluzioniste. Tale scopo è dimostrato dagli studi sulla magia, di cui viene evidenziato il ruolo di protezione, ma anche di necessaria riflessione culturale e politica, testimoniata dagli ormai noti lavori sulle spedizioni nel Sud Italia. Gli anni Sessanta, mostrano un ritorno di de Martino allo studio del sacro, in relazione ai grandi cambiamenti del dopoguerra, fino a giungere alle ultime ricerche sulle apocalissi culturali. La seconda parte è frutto di un mio lavoro di trascrizione e analisi di alcuni scritti inediti del fascicolo 25 dell’archivio di Ernesto de Martino, per molto tempo conservati presso l’abitazione di Vittoria de Palma. Tale lavoro si prefigge l’intento di far emergere i suoi molteplici progetti di ricerca futuri, sia su opere note come La fine del mondo, sia su altre interessanti tematiche, (come ad esempio, l’intenzione di lavorare alla creazione di un manuale di ierologia), e di mettere in luce la ricchezza e la complessità delle sue riflessioni sul sacro, sul mito e sul rito, attraverso un confronto con gli scritti dei numerosi studiosi di cui egli si avvale

    Influenza dello stile di vita sul diabete di tipo 1: studio osservazionale sui fattori dietetici e comportamentali nel trattamento della patologia

    No full text
    Il diabete mellito di tipo 1 è una patologia cronica diffusa in età pediatrica, che richiede un approccio terapeutico integrato e personalizzato. Un controllo metabolico ottimale è fondamentale per prevenire complicanze a lungo termine. Numerose evidenze scientifiche dimostrano che lo stile di vita può incidere in modo significativo sull’andamento della malattia. In particolare, l’adozione di una dieta equilibrata, come la dieta mediterranea, e la pratica regolare di attività fisica sono associate a un miglioramento del compenso glicemico. Nel presente studio è stato analizzato l’impatto dello stile di vita sulla gestione del T1DM in bambini e adolescenti seguiti presso il reparto di Diabetologia Pediatrica dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa. L’obiettivo è stato valutare la correlazione tra l’aderenza a uno stile di vita sano e i livelli di HbA1c. A tal fine sono stati utilizzati due strumenti: il questionario Kidmed, per valutare l’aderenza alla dieta mediterranea, e i questionari PAQ-C/A, per misurare il livello di attività fisica. Il campione ha incluso 31 pazienti con T1DM e 30 soggetti di controllo. L’analisi statistica ha evidenziato che, nei pazienti con T1DM, un miglior stile di vita è associato a un miglior compenso glicemico. Tale relazione non è emersa nel gruppo di controllo. I risultati ottenuti sottolineano l’importanza di promuovere una buona educazione alimentare e motoria fin dall’infanzia, non solo per l’equilibrio metabolico, ma anche per il benessere generale del paziente

    13,318

    full texts

    62,966

    metadata records
    Updated in last 30 days.
    Electronic Thesis and Dissertation Archive - Università di Pisa
    Access Repository Dashboard
    Do you manage Open Research Online? Become a CORE Member to access insider analytics, issue reports and manage access to outputs from your repository in the CORE Repository Dashboard! 👇