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Vittorio Alfieri, il "Circolo Pisano" e The Liberal
Vittorio Alfieri (1749-1803) fu, senza ombra di dubbio, uno dei poeti, tragediografi e intellettuali europei più influenti del XVIII secolo e il suo valore di scrittore e in particolar modo di tragediografo venne ampiamente riconosciuto in Europa tra Sette e Ottocento. Esponente della vecchia aristocrazia piemontese, grazie ai suoi numerosi viaggi in Italia e in Europa e alla sua fitta rete di contatti con svariati intellettuali a lui contemporanei, finì per costituire un punto di riferimento culturale ed ideologico in virtù, soprattutto, delle sue tragedie politiche quali La congiura de’ Pazzi, di ambientazione fiorentina e la Virginia e i Bruti, di ambientazione romana, le quali vennero rappresentate nei teatri giacobini durante i primi anni di dominio napoleonico in Italia e si ritrovarono a fare di Alfieri il drammaturgo ufficiale della “rivoluzione” italiana. Le sue produzioni scritte, dalle tragedie alla Vita scritta da esso, ispirarono soprattutto il patriota Ugo Foscolo lungo tutta la sua vita e lungo tutto il suo percorso di poeta, scrittore, drammaturgo e critico letterario; diversamente, per Alessandro Manzoni, Alfieri si limitò ad essere un modello di riferimento culturale e letterario soltanto durante la sua gioventù e se ne riecheggiano gli stilemi solamente negli scritti giovanili; gli esempi più famosi di influenza di matrice alfieriana sulla produzione dei due autori sopracitati furono i cosiddetti autoritratti, rispettivamente Solcata ho fronte e Capel bruno, alta fronte, che si rifacevano al celeberrimo sonetto CLXVII delle Rime, intitolato Sublime specchio di veraci detti .
In Italia e in Europa, si andò costruendo intorno alla sua figura di intellettuale un vero e proprio mito, per via dei suoi atteggiamenti profetici e per il suo essere sempre stato un uomo profondamente legato al contesto sociale e politico europeo e a tutti gli scuotimenti politici che agitarono il Vecchio Continente a cavallo tra XVIII e XIX secolo. In risposta a questi numerosi sconvolgimenti, ci fu anche l’insorgere delle ideologie nazionaliste e, proprio alla luce di esse, Alfieri venne ritenuto, almeno fino al sopraggiungere della critica novecentesca, che cominciò a ridimensionarne l’importanza all’interno del canone letterario italiano e ne vanificò la sua dimensione di poeta nazionale, uno dei precursori del Risorgimento. Le sue poesie e la sua stessa poetica non sono certo di facile e immediata comprensione, ma proprio per questo destarono curiosità e interesse in alcuni dei maggiori intellettuali inglesi attivi nella prima metà del XIX secolo. Nel presente elaborato ci si propone, nel primo capitolo, di esporre la storia del “Circolo Pisano” e dei suoi componenti e la storia del loro progetto editoriale. Nel secondo capitolo, ci si propone di mostrare l’immagine di Alfieri all’interno del “Circolo Pisano” attraverso l’analisi dei propri carteggi e la presentazione dei salotti nobiliari pisani che i nostri autori inglesi frequentarono. Nel terzo capitolo verrà esposta la storia di Alfieri nelle vesti di poeta lirico e satirico e una sintesi del processo compositivo delle Rime e delle Satire. Infine, nell’ultimo capitolo si affronterà il tema dell’utilizzo di Alfieri in The Liberal, mettendo in luce le scelte traduttive operate all’interno della rivista ed esponendo per sommi capi i nuclei tematici dei testi alfieriani selezionati per la traduzione, al fine di rivelare le scelte politiche, e non solo letterarie, che furono la base dell’intero progetto editoriale
Valutazione della tossicità cardiaca derivante dall’esposizione in sub-cronico a PFNA
I PFAS sono sostanze fluorurate caratterizzate da una catena carboniosa, in cui tutti o alcuni atomi di idrogeno sono sostituiti da atomi di fluoro. Si tratta di sostanze chimiche utilizzate in molti campi di applicazione per le loro proprietà di resistenza chimica e idrorepellenza.
Tuttavia, la loro persistenza ambientale e la tendenza all’accumulo biologico sollevano crescenti preoccupazioni per la salute. Le principali vie di esposizione includono la dieta, l’ingestione di acqua potabile, l’assorbimento cutaneo e l’inalazione di polveri. Negli ultimi anni, numerosi studi hanno correlato l’esposizione ai PFAS e i loro effetti avversi tra cui alterazioni a livello dell’apparato riproduttore, del sistema nervoso, della tiroide, dell’apparato cardiovascolare e del sistema osseo.
In particolare, questo progetto di tesi ha valutato la tossicità cardiaca derivante dall’esposizione a PFNA.
Il trattamento, effettuato dal CNR, ha avuto una durata di 35 giorni duranti i quali PFNA è stato somministrato in acqua da bere a 28 ratti suddivisi in 4 gruppi: controllo, gruppo trattato con PFNA 2mg/Kg, gruppo trattato con PFNA 0,5 mg/Kg, gruppo trattato con PFNA 0,05 mg/Kg. Al termine del trattamento sono stati prelevati vari organi, incluso il cuore, sul quale è stata eseguita l’analisi ponderale, la misurazione dell’enzima citrato sintasi e del complesso enzimatico citocromo C ossidasi per valutare l’attività metabolica. Infine, è stata misurata la quantità di trigliceridi presenti
CI & CS: A Corporate Integration and Consolidation System for supply chain "Flow-Through Margin" and "In-Stock Profitability" analysis.
The project involves the implementation of the @Cost margin calculation method for a major holding company in the luxury sector, in anticipation of the decommissioning of the current Oracle data warehouse and the subsequent direct extraction of data from source systems. The current margin calculation system involves the headquarters of the group’s six leading brands, as well as the network of worldwide controllers who oversee and validate the data extraction, processing, and publication processes
Prevalenza e incidenza di eventi AIDS-definenti in persone con neodiagnosi di HIV fra 2015 e 2024: un'analisi retrospettiva della coorte Pisana.
Studio di coorte monocentrico retrospettivo condotto su pazienti con diagnosi di HIV presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana tra 2015 e 2024, raccogliendo i dati clinici dalla prima all'ultima visita. Per verificare l'ipotesi di un cambiamento nella prevalenza delle condizioni AIDS-definenti prima e dopo il 2020 (inizio della pandemia di COVID-19), le caratteristiche clinico-epidemiologiche dei pazienti con diagnosi prima e dopo tale anno sono state confrontate attraverso test parametrici e non parametrici, secondo distribuzione. Qualsiasi differenza nell'andamento della prevalenza degli eventi AIDS-definenti nell'intero periodo, in particolare prima e dopo il 2020, è stata valutata, rispettivamente, tramite regressione Joinpoint e regressione lineare segmentata. I predittori di nuovi eventi AIDS-definenti sono stati valutati con la regressione di Poisson multivariata.
Sono stati inclusi 293 pazienti, principalmente uomini di etnia caucasica, con diagnosi di HIV tra 2015 e 2024, 68 con almeno un evento AIDS-definente. I pazienti con diagnosi dopo il 2020 presentavano più frequentemente CD4+≤200 cellule/microL alla diagnosi e minor intervallo di tempo tra diagnosi e inizio della terapia antiretrovirale. L'analisi Joinpoint ha mostrato un aumento complessivo della prevalenza di eventi AIDS-definenti nell'intero periodo (variazione percentuale annua media attesa, EAPC, +11% dal 2015, IC 95% 4,0-18,6; p-value=0,006), con un marcato incremento dopo il 2020 (EAPC media +26,2%, IC 95%; -3,5; +67,6; p-value=0,089). La regressione lineare segmentata non ha identificato variazioni nell'anno 2020 (rispetto al periodo 2015-2019, -5,2%, IC95% -25,2%; +14,8%; p-value=0,549); la prevalenza di eventi AIDS è aumentata dal 2021 (rispetto al periodo 2015-2019, annualmente +7,7%; IC95% 0,3-15,1; p-value=0,044). L'incidenza di nuovi eventi è stata di 0,37/1000 anni-persona di follow-up, tutti successivi al 2020; i fattori di rischio erano precedenti eventi AIDS-definenti (IRR 2,58, p-value<0,001), CD4+ al baseline≤100 cellule/microL (IRR 0,11, p-value<0,001), HBsAg positivo (IRR 4.51, p-value=0,026), uso di droghe iniettive (IRR 4,51, p-value=0,031)
Caratterizzazione geochimica del suolo e Analisi di Rischio nell'area interna al complesso monumentale della Certosa di Calci (PI), Toscana Nord-Occidentale
In questo lavoro di tesi è stata effettuata una caratterizzazione geochimica del suolo che caratterizza l’area interna alle mura della Certosa di Calci (Pisa). La campagna d’indagini si è resa necessaria per la definizione dello stato ambientale dell’area a seguito del superamento dei limiti normativi (Concentrazioni Soglia di Contaminazione – CSC, definiti dalla parte IV del D.Lgs. n.152/2006) per i parametri piombo, zinco, rame e mercurio, rinvenuti durante la verifica della qualità dei terreni nell’ambito dei lavori per la realizzazione di un tratto fognario nell’area prospiciente l’ingresso museale della Certosa. In fase di indagine, non è stata riscontrata la presenza di una circolazione freatica stabile nei primi 9 m dal piano campagna per cui, in accordo con ARPAT, non sono stati installati piezometri. Tuttavia, per questo studio sono stati prelevati campioni di acqua provenienti da due pozzi posizionati all’interno del Complesso Monumentale, per valutare la presenza di eventuali contaminanti.
Contestualmente è stata effettuata un’Analisi di Rischio sanitario sito-specifica (AdR) ai sensi del D.Lgs. 152/2006 (ss.mm.ii), procedura basata su standard e linee guida internazionali (ASTM, USEPA), opportunatamente rielaborate da ISPRA, con lo scopo di valutare il Rischio per i fruitori dell’area museale dovuto alla presenza di elementi potenzialmente tossici, e di individuare le Concentrazioni Soglia di Rischio (CSR) che rappresentano gli obiettivi di bonifica sito-specifici. Le analisi chimiche hanno confermato il superamento dei suddetti limiti per i parametri piombo, zinco, rame e mercurio relativi al “suolo superficiale” (SS, 0-1 m dal p.c.), mentre nel comparto “ suolo profondo” (SP > 1 m dal p.c.) non sono state rinvenute criticità. Per questi elementi potenzialmente tossici è stato determinato il coefficiente di ripartizione solido-liquido (Kd), che misura la tendenza di un contaminante a ripartirsi tra la fase solida e la fase liquida, al fine di valutarne la mobilità e il conseguente destino nell’ambiente circostante. Per l’elemento piombo, rilevatosi come più critico nel sito e classificato come cancerogeno, è stata effettuata un’estrazione sequenziale per la determinazione delle diverse forme chimiche associate alle varie componenti del suolo. Infine, sono stati calcolati sia il fattore di arricchimento superficiale (EF) e sia l’indice di geoaccumulo (Igeo) per l’individuazione di eventuali anomalie geochimiche presenti nel suolo superficiale rispetto ai valori di fondo naturale considerati. Per quanto riguarda la matrice acqua, non sono stati rinvenuti superamenti dei limiti normativi, i campioni non sono risultati contaminati. Infine, per valutare l’eventuale presenza di anomalie geochimiche, sono stati calcolati sia il fattore di arricchimento superficiale (EF) sia l’indice di geoaccumulo (Igeo). Questi indicatori hanno evidenziato, in alcuni campioni, significativi incrementi di concentrazione nel suolo superficiale, generalmente attribuibili a cause antropiche. L’analisi di Rischio sito-specifica è stata eseguita mediante il software Risknet (versione 3.2 pro). Sulla base Modello Concettuale Definitivo del sito, ricostruito grazie a tutte le indagini svolte in campo. In particolare, la sorgente secondaria di contaminazione è stata individuata nel suolo superficiale (SS), e in base al reale utilizzo del sito (area museale) sono stati definiti i bersagli della contaminazione (adulti e bambini) e le modalità di esposizione (ingestione, contatto dermico, inalazione di polveri outdoor e vapori indoor) mediante le quali essi possono venire in contatto con i contaminanti. In maniera cautelativa, è stata effettuata una simulazione considerando uno scenario lavorativo, individuando come bersagli i lavoratori, data la presenza di edifici adibiti ad ufficio. Infine, è stato valutato, sempre in maniera cautelativa, anche il rischio a carico delle acque sotterranee (aspetto “ambientale” dell’Analisi di Rischio), nonostante non sia presente una circolazione freatica stabile, considerando il percorso lisciviazione in falda da suolo insaturo. La simulazione è stata effettuata utilizzando sia i dati di default relativi al Kd, che quelli sperimentali. I risultati ottenuti dall’AdR relativi all’aspetto sanitario non hanno evidenziato criticità, in entrambi gli scenari considerati, escludendo di fatto la presenza di rischi per i bersagli. Per l’aspetto ambientale, le simulazioni effettuate considerando i valori di Kd sperimentale hanno escluso rischi per la falda. L’utilizzo dei valori di default (definiti dalle linee guida di Ispra per contesti sito-generici), invece, ha evidenziato l’eccessiva conservatività della previsione modellistica, con valori previsti nell’eluato molto superiori ai valori determinati sperimentalmente. Questo aspetto sottolinea l’importanza, nel contesto della valutazione del rischio, di avere a disposizione parametri sito-specifici per rendere la previsione modellistica più attinente alla realtà, poiché parametri non adeguati possono comprometterne la valutazione e portare ad interventi di bonifica sovradimensionati, con conseguente spreco di risorse.
This thesis is focused on the geochemical characterization of soil samples from an area inside the walls of the Certosa di Calci monastery. The survey was necessary in order to determine the environmental status of the area. No stable groundwater circulation was found in the first 9 m from ground level, so, in agreement with ARPAT, piezometers were not installed. For this study, however, water samples were taken from two water reservoirs located within the Monumental Complex in order to assess water quality. A site-specific health risk analysis was carried out in accordance with Italian Legislative Decree 152/2006 (ss.mm.ii) with the aim of assessing the risk to users of the museum area due to the presence of potentially toxic elements in soil, and to identify the screening levels that represent the site-specific remediation objectives. Chemical analyses confirmed that concentration limits were exceeded for lead, zinc, copper, and mercury in the surface soil, while no critical issues were found in the deep soil. To assess mobility of these potentially toxic elements, the solid-liquid partition coefficient (Kd) was obtained, which measures the tendency of a contaminant to partition between the solid and liquid phases. For lead, which was found to be the most critical element, sequential extraction was performed in order to determine its chemical forms in the different soil components. Surface enrichment factor (EF) and geoaccumulation index (Igeo) were calculated to identify geochemical anomalies present in the surface soil. In some samples, these have shown significant increases in concentration in the surface soil, generally attributable to anthropogenic causes. Water samples did not exceed regulatory limits and were considered uncontaminated. The site-specific risk analysis was performed using Risknet software (version 3.2 pro). Field investigation and analytical data allowed the identification of the source of contamination as the surface soil, the exposure pathways (ingestion, dermal contact, dust and vapours inhalation) and human receptors (adult and children). As a precautionary measure, a simulation was carried out considering a work scenario, identifying workers as targets and the risk to groundwater was also assessed, despite the absence of a stable groundwater circulation. The results obtained from the risk analysis did not highlight any critical issues for the targets. For the environmental aspect, the simulations carried out considering the experimental Kd values excluded risks to the aquifer. The use of default values, on the other hand, highlighted the excessive conservatism of the model prediction, with predicted values in the eluate much higher than the values determined experimentally. This aspect underlines the importance, in the context of risk assessment, of having site-specific parameters available to make the model prediction more relevant to reality, since inadequate parameters can compromise the assessment and lead to oversized remediation interventions, with a consequent waste of resources
Transizione verso una Supply Chain 5.0: analisi strutturale della logistica evolutiva e il Toyota Production System come punto di svolta nella logistica contemporanea
In questo elaborato descrivo come la logistica si è evoluta da funzione tradizionale di trasporto e stoccaggio, fino a diventare un pilastro strategico della competitività. Nel primo capitolo viene ricostruito il percorso storico, dalle origini militari alla logistica integrata, fino al Supply Chain Management, evidenziando come digitalizzazione, standardizzazione e globalizzazione abbiano impattato sulla trasformazione dei magazzini e sulla movimentazione e distribuzione in sistemi interconnessi, resilienti e sostenibili.
Il secondo capitolo approfondisce la rivoluzione digitale: la Logistica 4.0, basata su IoT, Big Data, automazione e sistemi cyber-fisici che hanno reso le filiere predittive e adattive; la transizione verso la Logistica 5.0 che introduce invece un approccio human-centric e sostenibile, in cui l’innovazione è al servizio del benessere dei lavoratori e della neutralità climatica. Vengono analizzate nuove tecnologie come digital twin, robotica collaborativa e AI che hanno contribuito al rafforzamento di resilienza, inclusione e circolarità.
Il terzo capitolo analizza il Toyota Production System come punto di svolta: con il Just-in-Time, il Kaizen e il modello keiretsu, Toyota ha dimostrato e continua a dimostrare che efficienza, qualità e resilienza possono coesistere. L’azienda ha saputo adattare i principi lean alle sfide globali, integrando digitalizzazione, sostenibilità e gestione delle crisi. L’eredità Toyota si configura così come un ponte tra tradizione e innovazione, capace di orientare la Supply Chain 5.0.
Ciò rende ad oggi la logistica Toyota un modello per le altre imprese che investono risorse per realizzare una logistica che le renda competitive sul mercato
ANALISI DEL COMPORTAMENTO DEL CONSUMATORE VERSO I PRODOTTI DI CORTESIA PER L’HOTELLERIE: IL CASO ALLEGRINI S.P.A
Questa tesi si propone di analizzare il comportamento del consumatore finale nei confronti dei prodotti cosmetici e dei profumatori ambientali destinati all’hotellerie. In particolare, l’indagine si concentra sul ruolo dell’esperienza vissuta durante il soggiorno in hotel e su come tale esperienza influenzi l’intenzione di riacquisto personale di questi prodotti.
L’analisi è condotta attraverso un approccio quantitativo, mediante la somministrazione di un questionario strutturato volto a rilevare le preferenze, le percezioni sensoriali e le attitudini dei consumatori. Le principali variabili indagate includono la profumazione, l’estetica del packaging, la percezione di lusso, la sostenibilità, la marca e il valore percepito del prodotto.
I dati raccolti sono stati analizzati tramite strumenti statistici, in particolare la regressione multipla, per individuare i principali driver dell’intenzione di acquisto, e la cluster analysis, per segmentare la domanda in gruppi omogenei. I risultati offrono spunti utili per la definizione di strategie di marketing esperienziale e sensoriale, orientate a valorizzare i touchpoint del soggiorno alberghiero e a incentivare il riacquisto di prodotti testati in situazioni d’uso reali
AI-Driven Support for Technical Software: Maintenance and Usability with Large Language Models
Enterprise technical software represents not only the operational foundation of organizations but also the specialized expertise accumulated over time. However, its maintenance and effective use present several challenges, often due to complex and outdated codebases, reliance on niche programming languages and frameworks, and the need for highly trained workers.
This study investigates the potential of Artificial Intelligence, and in particular Large Language Models, to address these challenges in the case of a legacy modeling tool developed in Fortran in the 1970s for chemical plant design and flow diagram definition.
The first phase focuses on code maintenance, exploring the specialization of an LLM for Fortran code generation. A dedicated benchmark was developed by adapting HumanEval to Fortran, revealing the limitations of current models in Fortran code generation. Through a combination of supervised fine-tuning and reinforcement learning with synthetically generated data, the model achieved a substantial improvement in benchmark performance, demonstrating the feasibility of training domain-specific code generation models with limited resources.
The second phase addresses the problem of software usage through the development of a chatbot assistant for the case study system. Implemented with a Retrieval-Augmented Generation architecture, featuring vector retrieval and a knowledge graph, the assistant was deployed on Microsoft Azure and designed to support both learning and common interactions with the application.
The results confirm that LLMs can play a meaningful role in enhancing the sustainability and effectiveness of enterprise technical software, by helping the modernization of legacy codebases and improving user interaction
MINIATURIZATION AND CHARACTERIZATION OF AN ORIGAMI-BASED COLONOSCOPE
Colonoscopy is the gold standard procedure for the early screening and treatment of colorectal cancer. However, it is often a time-consuming and invasive procedure. This study focuses on the optimization and characterization of an existing origami-based colonoscope with the ultimate goal of minimizing invasiveness and discomfort for the patient. This thesis describes the design, development, and fabrication of a soft robotic colonoscope comprising two anchoring actuators (AAs) and a central actuator (CA). The AAs and CA were characterized at different pressure values and the results indicate that the AAs can achieve a mean expansion of 54.33 mm, while the CA demonstrates an elongation of 63 mm, a mean bending angle of 143.25 deg, and a maximum mean pushing force of 8.46 N.The system successfully exhibited efficient navigation capabilities in-vitro, with a speed of 1.86 mm/s
L'iconografia del gay virile negli anni Ottanta in Italia: la rivista "Babilonia"
Questa tesi di specializzazione tratta l’iconografia del gay virile che, a partire dalla fine degli anni Settanta del secolo scorso e soprattutto negli anni Ottanta, si è affermata sempre di più all’interno della cultura visuale gay italiana.
Negli anni Settanta, le riviste omosessuali “Fuori!” (1971-1982) e “Lambda” (1976-1982) articolarono una politica della rappresentazione della mascolinità che, anche grazie alla vicinanza del primo movimento gay con i gruppi femministi e lesbici, comprendeva e legittimava l’effemminatezza, corpi efebici, “travestiti” oltre a corpi muscolosi. Questa pluralità di rappresentazioni della mascolinità traspare sia nel tipo di disegni e di fotografie pubblicati su entrambe le riviste, che negli articoli scritti dai militanti del primo movimento omosessuale italiano (il FUORI, Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano), che, in un’ottica anticapitalistica e antiborghese, criticavano la mercificazione e la sessualizzazione del corpo maschile e vedevano nell’affermazione della propria femminilità una rivolta verso la società egemone.
Tuttavia, progredendo verso gli anni Ottanta, sembra prendere piede, soprattutto sulla rivista “Babilonia” (1982-2009), un tipo di mascolinità dai tratti più virili. Molte copertine, nonché gli articoli, le lettere e i portfoli artistici contenuti nella rivista, alimentavano l’estetica dell’“omomascolinità”, attingendo soprattutto da riviste erotiche americane, che sfruttavano il desiderio per il corpo maschile con iconografie stereotipate quali il marinaio, il boscaiolo, il palestrato.
Associando gli strumenti teorici della crescente letteratura sulla mascolinità e lo spoglio delle tre riviste italiane gay più importanti vorrei dimostrare come sulla stampa omosessuale italiana di quegli anni si è passati da un tipo di rappresentazione della mascolinità gay più “fluida” a una più tipicamente “mascolina” e virile.
Nel primo capitolo, attraverso l’analisi di studi storici e sociologici, ho cercato di definire come si è arrivati al concetto di mascolinità così come lo intendiamo oggi.
Il secondo capitolo tratta le riviste “Fuori!” e “Lambda”, in particolare i discorsi e le immagini inerenti la mascolinità pubblicati su di esse. Il terzo e ultimo capitolo si focalizza invece sulla rivista “Babilonia”. Dopo aver riferito alcuni cenni storici sulla nascita della rivista, ho provato ad analizzare molte delle immagini presenti in essa, concentrandomi su articoli, come quelli a tematica macho/leather o culturista, e sui portfoli artistici che avevano come tema principale il corpo maschile e le sue rappresentazioni e che quindi potevano essere utili in questo discorso sulla mascolinità virile. In chiusura della tesi ho cercato di riprendere alcuni fondamentali studi sulla mascolinità e sull’uomo contemporaneo e di associarli ai cambiamenti culturali e politici avvenuti all’interno del movimento omosessuale italiano