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Organizzazione nuova UO Radiologia Senologica Massa-Carrara
La tesi affronta il tema dell’organizzazione dell’Unità Operativa di Radiologia Senologica di Massa-Carrara, nel contesto del suo trasferimento in un nuovo edificio di prossima costruzione e consegna (attualmente prevista per il 2027) dell’Azienda USL Toscana Nord-Ovest.
L’obiettivo della tesi è delineare un modello di Radiologia Senologica moderna, integrata e sostenibile, capace di coniugare appropriatezza clinica, qualità tecnologica e centralità della paziente. A tal fine, l’elaborato analizza la cornice normativa nazionale e regionale, il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) aziendale per il carcinoma mammario e le nuove soluzioni architettoniche e organizzative previste per la futura U.O
Ipoferritinemia nei donatori di sangue ed emocomponenti. Effetto clinico o semplicemente associazione? Revisione narrativa della letteratura ed esperienza sul campo presso il centro trasfusionale di Pisa
La ferritina sierica costituisce il biomarcatore più affidabile per la valutazione delle riserve marziali dell’organismo. Nei donatori di sangue, il monitoraggio sistematico dei livelli di ferritina riveste un ruolo cruciale per l’intercettazione precoce dello stato di deplezione del ferro, che può precedere la comparsa di anemia sideropenica.
Ogni donazione comporta la perdita di una quantità significativa di ferro, stimata in circa 200–250 mg per unità, che nei soggetti con donazioni periodiche può condurre a un progressivo esaurimento delle riserve.
L’identificazione tempestiva di valori di ferritina ridotti consente di attuare interventi mirati, quali la modulazione degli intervalli tra le donazioni di sangue ed altri emocomponenti, l’indicazione a supplementazioni marziali e l’eventuale sospensione temporanea della donazione, al fine di preservare la salute del donatore e la qualità degli emocomponenti raccolti.
L’inclusione del dosaggio della ferritina nei protocolli di selezione e monitoraggio dei donatori rappresenta pertanto uno strumento strategico di medicina trasfusionale preventiva, in linea con le più recenti raccomandazioni nazionali e internazionali per la tutela della sicurezza trasfusionale e del benessere del donatore.
Le campagne del Ministero della Salute, del CNS, e dei singoli Centri Trasfusionali come quello dell’Ospedale di Cisanello mirano a sensibilizzare i donatori sull'importanza di mantenere uno stato di salute ottimale, compresa la gestione del ferro attraverso corrette abitudini di vita e alimentari. Se il ferro rimosso dall'organismo attraverso la donazione di sangue non venisse reintegrato, i donatori potrebbero sviluppare una carenza di ferro. Tutti i donatori vengono sottoposti a screening a ogni visita per verificare bassi livelli di emoglobina. Tuttavia, alcuni donatori di sangue esclusi non tornano a donare. I donatori per la prima volta esclusi hanno ancora meno probabilità di tornare. Quindi tutti interventi che riducano il rischio di provocare carenza di ferro e anemia nei donatori di sangue aumenteranno il numero di donazioni di sangue.
Mantenere un apporto di sangue sufficiente è una sfida costante per la medicina trasfusionale. Ciò è particolarmente vero per le società con una popolazione che invecchia. Il cambiamento demografico induce uno spostamento da una popolazione più giovane a una più anziana, portando a un declino dei donatori idonei, allo stesso tempo l'aumento della popolazione anziana, probabilmente aumenterà la domanda di trasfusioni di sangue.
Oggi sappiamo che gli sport caratterizzati da uno sforzo muscolare intenso e prolungato, come l'allenamento di resistenza, la maratona, la marcia o il triathlon, possono richiedere un aumentato fabbisogno di ferro. Il ferro supporta la formazione dell'emoglobina e della mioglobina presenti rispettivamente nei globuli rossi del sangue e nelle cellule muscolari. Nei donatori che praticano sport a livello agonistico, una carenza di ferro o livelli di emoglobina e di ematocrito bassi possono incidere negativamente sulle prestazioni in allenamento e in gara.
Nelle donatrici-atlete, una condizione di emoglobina bassa e ferro basso può essere accentuata dalle perdite di sangue correlate al ciclo mestruale.
Il principio ippocratico del "primum non nocere”, principio fondamentale della etica medica si applica anche alla donazione di sangue e di emocomponenti quindi di assicurare che il corpo del donatore si sia ripreso da una donazione precedente prima di procedere con la donazione successiva. I principali requisiti si concentrano sul tempo di recupero, sull'adeguata idratazione e alimentazione e su un buono stato di salute generale del donatore
L'eros e la polis. Il rapporto tra sessualità e potere nel pensiero politico di Platone
Il presente lavoro si prefigge il compito di indagare in senso storico-filosofico e teorico-critico il rapporto tra eros e potere nel pensiero politico di Platone. Concentrandosi soprattutto sull’eros paidikos, la ricerca intende restituire a tale fenomeno una funzione centrale nell’architettura dell’opera dell’autore, sottraendolo a letture parziali che lo considerano solo da un’ottica psicagogico-metafisicizzante o che lo relegano a mero dettaglio drammatico ereditato da una cultura omofila e simposiaca.
Dopo aver delineato le caratteristiche generali dell’amore pederastico in Grecia e averne messo in luce tanto le declinazioni istituzionalizzate e accettate socialmente quanto quelle considerate degenerate – stigmatizzate moralmente e sanzionate giuridicamente – la tesi passa a esaminarne il ruolo nell’economia della filosofia etico-politica di Platone.
Attraverso un close reading del testo, che guarda ai dialoghi anche come fonte sulle pratiche pederastiche, si tenta di dimostrare che, soprattutto nella «Repubblica», l’amore omo-pederotico – nella sua variante degenere – assurge a paradigma di cui il pensiero platonico si appropria simbolicamente per esplorare gli eccessi patologici del dominio e del male politico.
Nella parte centrale del lavoro, dedicata alle «Leggi», si disamina lo statuto ambiguo tributato in Magnesia alla forza erotica: ora repressa e sottoposta a rigidi meccanismi regolamentativi di stampo biopolitico, ora invece lasciata fluire e coltivata dal legislatore come energia che rinsalda la comunità politica. La ricerca, a tal fine, si propone di disvelare la postura bifronte che Platone adotta nella sua ultima opera dinnanzi all’eros paidikos: messo al bando dalla polis dei Magneti per la sua para-naturalità, esso penetra larvato nel supremo organo istituzionale della Città, il Consiglio Notturno, di cui fonda i meccanismi di cooptazione e le dinamiche interne
Come la respirazione nasale modula le funzioni cognitive, affettive e la qualità del sonno: studio prospettico nel modello clinico della deviazione del setto e della poliposi nasale
La presente ricerca si fonda sul presupposto teorico che la respirazione nasale non costituisca un mero atto meccanico e vegetativo, bensì un processo fisiologico complesso capace di modulare l’attività corticale, la regolazione affettiva e la qualità del sonno. L’ostruzione nasale, riconducibile a condizioni quali la deviazione del setto nasale (NSD) o la sinusite cronica con poliposi nasale (CRSwNP), compromette il flusso aereo e può incidere negativamente sul benessere psicologico, sulle funzioni cognitive e sulla qualità della vita.
L’ipotesi centrale del presente lavoro è che il ripristino della respirazione nasale, ottenuto mediante interventi di settoplastica o di chirurgia endoscopica funzionale dei seni paranasali (FESS), determini un miglioramento significativo della qualità del sonno, della regolazione emotiva e delle funzioni cognitive e mnestiche. Lo studio, di natura prospettica, si propone di indagare – attraverso valutazioni psicometriche condotte in fase pre e post operatoria – se la correzione o risoluzione della patologia nasale invalidante ha degli effetti sulle funzioni cognitive, la qualità del sonno percepita, l’umore e la sensibilità interocettiva nel modello clinico della deviazione del setto e della poliposi nasal
Comparative assessment of psychiatric comorbidity and medication overuse in chronic versus episodic migraine: a naturalistic cross-sectional study
I risultati di questo studio mostrano che, rispetto ai pazienti con emicrania episodica, quelli con emicrania cronica presentano una maggiore prevalenza di disturbi dell’umore, in particolare ciclotimia, oltre a più marcati disregolazione emotiva, sintomi ansiosi e sintomi somatici. Inoltre, i soggetti con emicrania cronica ricorrono più frequentemente all’abuso di farmaci sintomatici.
Una valutazione psichiatrica completa può favorire una gestione terapeutica più adeguata, rendendo fondamentale la collaborazione tra neurologo e psichiatra. Sono necessari ulteriori studi per chiarire il legame tra comorbidità psichiatrica e rischio di overuse di farmaci sintomatici, nonché il ruolo della stessa nella cronicizzazione dell’emicrania e nello sviluppo della MOH (medication overuse headache).
The results of this study have shown that compared with episodic migraineurs, patients affected by chronic migraine exhibit a higher prevalence of mood disorders, particularly cyclothymia. Moreover, individuals with chronic migraine showed greater emotional dysregulation, heightened anxious disorders, and more pronounced somatic symptoms. In addition, CM patients were found to engage more frequently in symptomatic medication overuse than those with episodic migraine. Evaluating psychiatric comorbidity through a comprehensive psychiatric assessment in migraine patients may facilitate more appropriate therapeutic management.
Close collaboration between neurologists and psychiatrists appears essential in the management of this condition. Further research is warranted to elucidate the relationship between psychiatric comorbidity and the risk of medication overuse, as well as to investigate the prevalence of psychiatric disorders within the medication-overuse headache (MOH) subpopulation. Future studies should also aim to clarify the specific role of psychiatric
comorbidity in migraine chronification and in the development of MOH
Fattori psicopatologici predittivi in pazienti con uso problematico di sostanze: uno studio osservazionale
I Disturbi da Uso di Sostanze (DUS) in età evolutiva costituiscono, in ambito neuropsichiatrico, un’importante sfida clinica, data la vulnerabilità neurobiologica di questa delicata fase di vita e date le gravi implicazioni biopsicosociali, solo in parte reversibili. In questa popolazione, la comorbilità psichiatrica non è l'eccezione, ma la regola. I quadri di DUS spesso si strutturano su preesistenti Disturbi del Neurosviluppo, come il Disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD), o in disturbi dell'umore, in particolare i Disturbi dello spettro Bipolare (DB), aggravando significativamente il quadro clinico ed il funzionamento complessivi con implicazioni sulla risposta ai trattamenti. L'associazione tra questi disturbi poggia le sue basi su un solido substrato neurobiologico e su meccanismi transdiagnostici comuni, in particolare, la disregolazione dei circuiti dopaminergici del reward e i deficit nel controllo inibitorio prefrontale. A livello clinico, questo squilibrio si traduce nei costrutti chiave dell’impulsività e della disregolazione emotiva, i quali possono catalizzare l'uso di sostanze secondo l'ipotesi dell'automedicazione (Khantzian, 1985) per gestire l'intensa reattività affettiva e la disforia. Nonostante l'identificazione di questi predittori, la letteratura scientifica manca di modelli integrati che esaminino contemporaneamente il peso relativo e l'interazione di molteplici fattori (neurobiologici, clinici e ambientali, come le Esperienze Infantili Avverse) nel determinare il rischio specifico di DUS in questa popolazione già vulnerabile.Il presente studio osservazionale retrospettivo si è posto l'obiettivo di identificare i fattori psicopatologici predittivi specifici che concorrono allo sviluppo e alla progressione del DUS. Sono stati reclutati 47 pazienti adolescenti (M: 55,30%; F: 44,70%) con un’età compresa tra 13 e 17,11 anni (età media di 16,6 ± 1,5 anni) reclutati attraverso un approccio naturalistico presso la UOC Psichiatria e Psicofarmacologia dell’età evolutiva della Fondazione IRCCS Stella Maris (61,70%) e del servizio territoriale UFSMIA della Piana di Lucca dell’ASL Toscana Nord Ovest (38,30%). L’intero campione presentava diagnosi di ADHD e/o Disturbi dello spettro Bipolare. Attraverso l'analisi di dati clinici e la somministrazione di questionari parent-report e self-report, sono stati indagati possibili fattori predittivi di DUS in età evolutiva, ed in particolare i costrutti di impulsività, disregolazione emotiva e temperamento ciclotimico. L'analisi statistica si è avvalsa di un approccio esplorativo e mirato, articolandosi in analisi bivariate e confronti tra gruppi oltre che in un’Analisi di Regressione Logistica finalizzata a quantificare il contributo relativo di ciascun predittore, confrontando modelli basati su diverse soglie di severità del DUS. I risultati mirano a delineare un profilo di rischio più preciso, fornendo indicazioni per l'ottimizzazione dei protocolli di valutazione e per lo sviluppo di interventi terapeutici multimodali (psicoterapeutici e farmacologici) focalizzati sui meccanismi sottostanti di disregolazione emotiva e impulsività, al fine di incidere più efficacemente sulle traiettorie evolutive di questi pazienti
RELATIONSHIP BETWEEN EARLY BULLYING EXPERIENCES, HIKIKOMORI-LIKE SOCIAL WITHDRAWAL AND PATHOLOGICAL VIDEO GAME USE IN A SAMPLE OF UNIVERSITY STUDENTS
Bullying is a major public health problem that increases the risk of poor health. Hikikomori is a particularly severe form of social withdrawal.
Several studies demonstrate a correlation between adverse childhood experiences and Hikikomori. Gaming disorder is considered as an addictive behavioural disorder and it is a condition that may be linked to social withdrawal. The aim of the study is to investigate the relationship between hikikomori and bullying experiences analysing whether hikikomori and pathological videogame use could be more represented among subjects whorelated to reported bullying experiences during childhood or adolescence. Students from University of Pisa were invited via email to take part in the study. A total of 2520 students agreed to participate and they completed two self-report instruments: the Assessment of Internet and Computer Game Addiction (AICA-S), used to assess problematic engagement with video games, and the Hikikomori Questionnarie (HQ-25), designed to measure traits and behaviors associated with hikikomori plus AdAS Spectrum.
The two groups, students who reported experiencing bullying during childhood or adolescence and those who did not, did not differ significantly in age, but they showed a significant difference in gender distribution. The type of university course was found to be significantly associated with bullying experiences. Students with ho were at risk forsignificant hikikomori symptoms, based on the HQ-25 threshold score of 42, reported bullying experiences in a significantly higher proportion than subjects without hikikomori symptoms. Students with pathological videogame use reported in a significantly higher proportion bullying experiences with respect to those with excessive videogame use, who in turn reported bullying experiences in a significantly higher proportion than those with non-pathological videogame use. In all students, all HQ-25 domains as well as its total score, were positively and significantly correlated to all AICA-S total scores. Results from the linear regression analysis with HQ-25 total score as dependent variable highlighted that both AICA-S total score and bullying experiences were significant positive predictors of HQ-25 total score. The results from the Mediation Analysis demonstrated significant direct effect of bullying experiences on the HQ-25 total score. Furthermore, bullying experiences also exhibited a significant indirect effect on the HQ-25 total score through the AICA-S total score. Bullying therefore represents an important phenomenon both for potential psychiatric disorders and for behaviors exhibited in adulthood
Saffo nella latinità: tra gender e genre.
La presente tesi di laurea analizza la ricezione di Saffo in alcuni poeti latini, ricostruendo la fortuna della poetessa di Lesbo nella tradizione romana dall’epigramma di Valerio Edituo a Ovidio. Dopo aver delineato il contesto storico e culturale della lirica greca e il suo rapporto con l’eros e la dimensione di genere, la ricerca esamina in particolare le rielaborazioni saffiche in Lucrezio, Catullo, Orazio e Ovidio, evidenziando come ciascun autore interpreti e trasformi il modello saffico in relazione alla propria poetica.
Attraverso l’analisi filologica e tematica dei testi, emergono i nuclei centrali della ricezione latina: la trasposizione del pathos amoroso in chiave filosofica in Lucrezio, la riscrittura del frammento 31 in Catullo, la riflessione metapoetica fino alla costruzione biografico-letteraria di Saffo in Ovidio. La tesi approfondisce inoltre le categorie critiche di posizione forte e posizione debole nel rapporto tra modelli greci e latini, nonché la prospettiva gender, che consente di rileggere Saffo come autorità poetica femminile nella cultura maschile romana.
L’indagine mostra come la poesia latina non solo accolga, ma anche rielabori e trasformi la voce saffica, facendone un luogo di confronto tra eros, estetica e memoria letteraria.
This thesis analyzes the reception of Sappho in selected Latin poets, reconstructing the poetess of Lesbos’ fortune in the Roman tradition, from Valerius Aedituus’ epigram to Ovid. After outlining the historical and cultural context of Greek lyric poetry and its relation to eros and gender, the study focuses in particular on Sapphic reworkings in Lucretius, Catullus, Horace, and Ovid, highlighting how each author interprets and transforms the Sapphic model in relation to their own poetics.
Through philological and thematic analysis of the texts, the central aspects of Latin reception emerge: the transposition of erotic pathos into a philosophical key in Lucretius, the reworking of fragment 31 in Catullus, the metapoetic reflection up to the biographical-literary construction of Sappho in Ovid. The thesis also examines the critical categories of strong and weak positions in the relationship between Greek and Latin models, as well as the gender perspective, which allows reading Sappho as a female poetic authority within the male-dominated Roman culture.
The study shows how Latin poetry not only adopts but also reworks and transforms the Sapphic voice, turning it into a space for the interplay of eros, aesthetics, and literary memory
Development of a Multimodal Data pipeline for Drawings Similarity
Technical drawing similarity is a crucial task, since it permits to avoid a lot of legal problems during the ideation and development of new products. Anyway, it is extremely difficult to find the similarities between technical drawing, since both the images and the text have aspects that make them not perfect for this task.
A smart solution can be to develop a multimodal system.
Multimodality is a theory that deals with the use of various types of data in order to gain more knowledge and to have a more complete view of the problem.
In this thesis work, we apply multimodality to the field of technical documents retrieval, where the data that has to be used are the text and the images of the documents, with the goal of performing the task of technical drawings similarity, that is the task of evaluating how much two technical documents are similar between them by looking at the images. In order to do this work, we used various techniques that permits us to extract information from both images and text.
This, combined with the development of a perspective classifier, allowed us to achieve the goal of comparing in the same space more images, in order to observe similarities and differences between them
Gli Inni di Pindaro. Introduzione, testo critico, traduzione e commento
La presente tesi di dottorato consiste in un’edizione critica, comprensiva di introduzione, traduzione e commento, dei frammenti degli Inni di Pindaro.
A seguito di un lavoro ecdotico sistematico e completo, il testo critico qui presentato risulta aggiornato e nuovo in più punti, ed è corredato di apparati attendibili. Nell'introduzione sono discussi problemi di genere letterario e di categorizzazione delle opere pindariche, e sono avanzate nuove proposte di ricostruzione del rotolo alessandrino degli Inni. Nell’ampio commento sono analizzati vari aspetti del testo e della tradizione. Mediante il confronto con l’intera produzione pindarica e con altra affine per genere e contenuto, si è posta particolare attenzione alle specifiche caratteristiche formali degli inni, ai contesti cultuali e performativi a cui essi sono riferibili, agli aspetti metrici e alla loro fortuna.
This doctoral thesis consists of a critical edition, with introduction, translation and commentary, of the fragments of Pindar's Hymns.
A systematic and comprehensive ecdotic work allowed to present an up-to-date critical text, that is new in several places and it’s accompanied by reliable apparatus. In the introduction, problems of literary genre and categorization of Pindar's works are discussed, and new proposals for reconstructing the ancient roll of Pindar’s Hymns are presented. In the extensive commentary, various aspects of the text and tradition are analysed. Through comparison with the entire Pindaric production and with others similar in genre and content, particular attention is paid to the specific formal characteristics of the hymns, the cultic and performative contexts, the metrical aspects and the fortune of the fragments