University of Pisa

Electronic Thesis and Dissertation Archive - Università di Pisa
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    62966 research outputs found

    Toward an integrated approach for functional seizures: Preliminary results from a mindfulness-based pilot study

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    This thesis explores the application and outcomes of a Mindfulness-Based protocol in a sample of patients diagnosed with Psychogenic Non-Epileptic Seizures (PNES), a complex and often misdiagnosed functional neurological disorder. Although resembling epileptic seizures from a phenomenological perspective, PNES are characterized by the absence of EEG epileptiform activity and are primarily rooted in psychological and psychosocial mechanisms. The pilot study offers a comprehensive overview of PNES through contemporary etiological models and proposes mindfulness-based interventions (MBIs) as a viable non-pharmacological integrative approach to enhance emotional regulation, reduce symptomatology, and improve overall psychological functioning in this clinical population

    Immunoblotting quantitativo per il monitoraggio dell'attività di malattia nella Sindrome di Sjögren primaria

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    Background: La sindrome di Sjögren primaria è una malattia autoimmune sistemica caratterizzata dalla presenza di autoanticorpi, in particolare anti-Ro52, anti-Ro60 e anti-SSB. Tradizionalmente, il loro ruolo è stato considerato prevalentemente diagnostico, mentre il possibile impiego come marcatori di attività di malattia è meno esplorato. Scopo del lavoro: questo studio nasce dal bisogno di colmare un’importante lacuna nella letteratura scientifica, che non ha ancora fornito risposte chiare a due quesiti fondamentali. Il primo obiettivo è stato quello di indagare la correlazione tra i titoli anticorpali e l’attività di malattia, misurata attraverso il punteggio ESSDAI, con un focus particolare su quali specifici anticorpi siano maggiormente associati a determinati domini d’organo. Il secondo obiettivo, di natura più ambiziosa, ha mirato ad esaminare un sottogruppo di pazienti per i quali erano disponibili più determinazioni anticorpali nel tempo, valutando se le variazioni longitudinali nei titoli anticorpali rispecchiassero effettivamente un cambiamento nell’attività di malattia e identificando in quali domini si osservasse la maggiore corrispondenza. Materiali e metodi: Sono stati inclusi 129 pazienti con sindrome di Sjögren primaria (122 F, 7 M). Sono stati analizzati i titoli anticorpali (anti-Ro52, anti-Ro60, anti-SSB) mediante immunoblotting quantitativo e correlati con l’ESSDAI attraverso analisi descrittive, test parametrici e non parametrici, correlazioni di Spearman e Pearson, ANOVA e analisi a cluster. È stata inoltre valutata la variazione longitudinale dei titoli anticorpali e la loro associazione con il raggiungimento della MCII (Minimal Clinically Important Improvement). Risultati: È stata osservata una correlazione significativa, seppur modesta, tra titoli anticorpali e punteggio ESSDAI (Spearman r = 0,173–0,216; p < 0,05). I pazienti con malattia ad alta attività presentavano titoli significativamente più elevati di anti-Ro52 e anti-SSB rispetto a quelli con malattia lieve o moderata. L’analisi a cluster ha identificato quattro sottogruppi distinti: • cluster 1: titoli bassi per tutti gli autoanticorpi; • cluster 2: titoli elevati solo per anti-Ro52; • cluster 3: titoli elevati per anti-Ro52 e anti-Ro60; • cluster 4: titoli elevati per tutti e tre gli autoanticorpi. Il cluster 4 mostrava ESSDAI significativamente più alto rispetto agli altri, soprattutto rispetto al cluster 1 (p<0,01). Nei singoli domini ESSDAI, si sono evidenziate correlazioni specifiche: il dominio linfonodale e quello cutaneo associati a tutti e tre gli anticorpi; il dominio renale con anti-Ro52; il dominio articolare con anti-SSB; il dominio ematologico con anti-Ro52 e anti-Ro60; il dominio biologico con tutti e tre. In analisi longitudinale, la riduzione dei titoli anticorpali era associata a una riduzione del punteggio ESSDAI e a un maggior raggiungimento della MCII (p < 0,05). Inoltre, la variazione dei titoli si correlava in modo significativo con il miglioramento di specifici domini, in particolare cutaneo (p = 0,001) e renale (p = 0,006). Conclusioni: L’immunoblotting quantitativo, oltre al tradizionale ruolo diagnostico, mostra un potenziale rilevante come biomarcatore dinamico di attività di malattia nella sindrome di Sjögren primaria. La possibilità di distinguere profili anticorpali associati a malattia più aggressiva e di correlare le variazioni longitudinali degli autoanticorpi con la risposta clinica apre la strada a un impiego futuro nel monitoraggio terapeutico e nella stratificazione prognostica dei pazienti. Sono necessari ulteriori studi prospettici multicentrici per confermare questi dati e validarne l’applicabilità clinica

    L'apparenza di (im)parzialità nello scontro tra politica e magistratura

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    La necessità che il giudice sia (ed appaia) immune da pregiudizi o convinzioni (anche politiche) in grado di scalfirne l'imparzialità è da sempre una necessità che i cittadini sentono come primaria. Il presente elaborato inizia con l'analisi dell' evoluzione storica del concetto di apparenza di imparzialità, fondata sul brocardo "Justice must not only be done, but it also be seen to be done" e con l'analisi delle diverse interpretazioni che tale brocardo ha avuto in Italia e nel mondo anglosassone. Dopo tali premesse vengono trattate sia le dinamiche attraverso cui un giudice può sembrare parziale agli occhi dell'opinione pubblica che l'evoluzione del tema dell'imparzialità: infatti dall'originario tema dell' imparzialità riferita alle parti del processo, si è passati, negli ultimi decenni, al tema dell' imparzialità relativa alle scelte politiche del legislatore. In riferimento a quest'ultimo fenomeno viene trattato anche il rapporto tra magistratura e politica. In questi ultimi anni, infatti, Il tema dell'apparenza di imparzialità è divenuto un concetto centrale in un contesto di crescente conflitto tra queste due istituzioni con la frequente accusa alla Magistratura di sabotare l'attività legislativa attraverso una interpretazione delle norme influenzata dalle convinzioni politiche del giudice

    Ruolo dell'ecografia nella valutazione della fibrosi intestinale nel Morbo di Crohn

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    La malattia di Crohn è una patologia cronica caratterizzata da un'infiammazione transmurale della parete intestinale, che può coinvolgere tutto il canale alimentare, dalla bocca fino all'ano. Lo sviluppo di stenosi nei pazienti con malattia di Crohn è abbastanza comune: si stima che esse colpiscano il 50% dei pazienti entro 20 anni dalla diagnosi. L'aspetto più importante è valutare se la stenosi sia di tipo infiammatorio o fibrotico. Se infatti le prime possono beneficiare di un trattamento medico antinfiammatorio, le seconde richiedono dilatazione endoscopica mediante palloncino o intervento chirurgico. Lo scopo della tesi è stato quello di valutare se i dati pre-operatori clinici, sierologici e soprattutto ecografici potessero predire il grado di fibrosi valutata su pezzo operatorio tramite esame anatomo-patologico

    Sintesi di agenti ingrassanti a base di esteri metilici di acidi grassi (FAME) cloro-solfonati

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    La tesi esplora l'uso di esteri metilici di acidi grassi (FAME) cloro-solfonati come agenti ingrassanti innovativi per la concia, proponendoli come alternativa alle paraffine cloro-solfonate. La modifica del FAME tramite cloro-solfonazione sfrutta i vantaggi del cloro (proprietà antifiamma, stabilità chimica, migliore interazione con il cuoio) e del gruppo solfonico (miglior polarità, emulsionabilità, interazione con il collagene). La sperimentazione, svolta presso Altair Chemical S.r.l. e Esseco, ha utilizzato FAME derivati da oli esausti (WCO). Le fasi di clorurazione e solfonazione sono state ottimizzate e le proprietà ingrassanti del FAME cloro-solfonato sono state confrontate con quelle delle paraffine cloro-solfonate tradizionali, evidenziando le potenzialità di un additivo bio-based. The thesis explores the use of chlorosulfonated fatty acid methyl esters (FAME) as innovative fatliquoring agents for tanning, proposing them as an alternative to chlorosulfonated paraffins. The modification of FAME through chlorosulfonation leverages the advantages of chlorine (flame retardant properties, chemical stability, better interaction with leather) and the sulfonic group (improved polarity, emulsifiability, interaction with collagen proteins). The experimentation, carried out at Altair Chemical S.r.l. and Esseco, used FAME derived from waste cooking oils (WCO). The chlorination and sulfonation phases were optimized, and the fatliquoring properties of the chlorosulfonated FAME were compared with those of traditional chlorosulfonated paraffins, highlighting the potential of a bio-based additive

    LA PITTURA MURALE A BOLZANO DEL TRECENTO E I SUOI RAPPORTI STILISTICI E ICONOGRAFICI CON LA TOSCANA

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    La presente tesi si pone come obiettivo la ricerca di rapporti stilistici e iconografici tra le pitture murali altoatesine del Trecento, approfondendo la zona di Bolzano, e l’arte toscana. Si partirà da un’analisi del contesto storico e culturale tirolese all’epoca di Mainardo II e in seguito di Ludovico di Brandeburgo, per poi effettuare una ricerca sulla committenza fiorentina della famiglia De’ Rossi/Botsch e per finire un’analisi dal punto di vista stilistico e iconografico di tre opere fondamentali per l’arte bolzanina dell’epoca. L’elaborato si divide in due parti: la prima riguarda un breve accenno generale dove viene preso atto del contesto storico, economico e artistico in cui vennero realizzate le pitture trecentesche di Bolzano, analizzando anche la committenza di origine toscana e le diverse maestranze coinvolte nella realizzazione degli affreschi, per capire se queste ultime effettivamente potessero avere avuto una provenienza o una formazione toscana. Nella seconda vengono individuate le opere che potrebbero avere dei rapporti diretti con l’arte toscana, scelte sia in base a quanto emerso dalla sezione precedente, sia in base ad altri tre criteri: quello che riguarda lo stile pittorico delle maestranze che realizzarono le pitture, quello che prende in considerazione il rapporto delle pitture murali con la committenza fiorentina, e quello che riguarda l’analisi diretta di soggetti e iconografie tipicamente toscani

    Valutazione delle variazioni della sintomatologia in una coorte di pazienti con sindrome dell'intestino irritabile tipo diarroico (IBS-D) a seguito dell'assunzione di acido gamma-amminobutirrico (GABA).

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    L'acido gamma-amminobutirrico (GABA), principale neurotrasmettitore inibitorio del sistema nervoso centrale, è stato recentemente ipotizzato come attore rilevante anche nella fisiopatologia della sindrome dell’intestino irritabile di tipo diarroico (IBS-D). In particolare, oltre al suo coinvolgimento nei meccanismi di modulazione della sensibilità viscerale e della motilità intestinale, il GABA sembra giocare un ruolo nelle dimensioni psicologiche frequentemente associate alla sindrome, quali ansia e depressione. Questi aspetti hanno aperto la strada a un crescente interesse verso il suo potenziale utilizzo terapeutico. Lo scopo di questo studio pilota è di valutare se la supplementazione con GABA potesse determinare variazioni significative nella gravità dei sintomi dell’IBS-D. Il trial è stato condotto con disegno randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e crossover, e ha coinvolto 20 pazienti trattati con un integratore contenente GABA e Melissa officinalis oppure con placebo per quattro settimane, con un periodo di washout di due settimane. Nel complesso, il lavoro contribuisce a rafforzare l’idea che l’IBS debba essere interpretata come una condizione multifattoriale e che interventi mirati al riequilibrio dei sistemi neurotrasmettitoriali, come il GABA, possano rappresentare un approccio promettente in un’ottica integrata di cura. Gamma-aminobutyric acid (GABA), the main inhibitory neurotransmitter of the central nervous system, has recently been hypothesized to play a role in the pathophysiology of diarrhea-predominant irritable bowel syndrome (IBS-D). Beyond its involvement in the modulation of visceral sensitivity and intestinal motility, GABA also appears to influence psychological dimensions frequently associated with IBS, such as anxiety and depression. These considerations have fostered growing interest in its potential therapeutic applications. The aim of this pilot study was to evaluate whether GABA supplementation could induce significant changes in IBS-D symptom severity. The trial was designed as a randomized, double-blind, placebo-controlled, crossover clinical study, enrolling 20 patients who received either a supplement containing GABA and Melissa officinalis or placebo for four weeks, followed by a two-week washout period before switching to the alternative treatment. Overall, this work supports the concept that IBS should be interpreted as a multifactorial condition and suggests that interventions targeting the rebalancing of neurotransmitter systems, such as GABA, may represent a promising therapeutic approach within an integrated model of care

    Assemblaggio e analisi numerico/sperimentale di un concentratore solare

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    Riassunto della tesi La crescente necessità di ridurre le emissioni di gas climalteranti e di diversificare il mix energetico mondiale ha posto le tecnologie di produzione da fonte solare in una posizione di rilievo. Oltre al fotovoltaico, una parte importante della ricerca si concentra sui sistemi a concentrazione solare, i quali permettono di ottenere temperature elevate e quindi di alimentare cicli termodinamici tradizionali o applicazioni industriali energivore. In questo contesto, la presente tesi si focalizza sullo studio, la progettazione, la realizzazione e la sperimentazione di un prototipo di concentratore solare Fresnel biassiale. Obiettivi e approccio metodologico L’obiettivo principale della tesi è stato quello di analizzare il comportamento di un collettore innovativo che, a differenza del classico schema lineare con ricevitore cilindrico orizzontale, adotta un sistema biassiale con ricevitore puntuale. Tale configurazione consente di aumentare la precisione del puntamento degli eliostati e di concentrare maggiormente la radiazione sul ricevitore, con potenziali vantaggi in termini di efficienza ottica. Il lavoro si è sviluppato attraverso tre fasi principali: -Analisi numerica con il software Tonatiuh, per validare la configurazione e stimarne le prestazioni teoriche; -Realizzazione di un prototipo fisico costituito da 16 specchi con sistemi di attuazione misti (alcuni controllati direttamente da attuatori, altri vincolati meccanicamente); -Campagne sperimentali volte a misurare le prestazioni reali del prototipo, confrontandole con le attese teoriche e individuando le criticità principali. Analisi numerica con Tonatiuh La fase preliminare di simulazione ha avuto lo scopo di fornire una prima stima delle prestazioni del concentratore biassiale. Mediante il software open source Tonatiuh, sviluppato per la tracciatura dei raggi solari in sistemi ottici complessi, è stato possibile modellare il campo specchi, gli attuatori e il ricevitore. Le simulazioni hanno permesso di calcolare la distribuzione del flusso sul ricevitore e l’efficienza ottica teorica in diverse condizioni operative. I risultati numerici hanno mostrato un notevole potenziale in termini di concentrazione, con efficienza ottica massima prossima al 52% e una potenza massima raggiunta di 800 W. Tuttavia, sono emerse anche alcune sensibilità significative rispetto ad errori di puntamento e tolleranze costruttive, che potevano ridurre drasticamente l’efficienza complessiva. Questa fase ha quindi confermato la validità concettuale del sistema ma ha evidenziato la necessità di un controllo accurato e di una progettazione meccanica molto precisa. Realizzazione del prototipo Sulla base delle simulazioni è stato realizzato un prototipo sperimentale composto da 16 specchi planari in grado di ruotare attorno a due assi ortogonali: l’asse verticale, che permette la rotazione nord–sud e l’asse orizzontale per la rotazione est–ovest. Il sistema di controllo è stato realizzato su piattaforma Arduino e si basa su un modello analitico per il calcolo delle coordinate solari in funzione della data, dell’ora e della posizione geografica. Sulla base di tali calcoli, l’elettronica di controllo determina gli angoli di puntamento e trasmette i corrispondenti comandi di apertura agli attuatori. Per ridurre i costi, non tutti gli specchi sono stati dotati di attuatori indipendenti: soltanto le colonne esterne erano motorizzate, mentre i rimanenti specchi ricevevano il moto attraverso leve e guide meccaniche. Questo ha permesso di ridurre il numero totale di attuatori ma ha introdotto inevitabili errori di puntamento. Il ricevitore adottato era costituito da una matrice metallica capace di assorbire la radiazione concentrata e di trasferire calore a un flusso d’aria forzata, misurato in termini di portata e temperatura in ingresso e uscita. Prima fase di test La prima campagna sperimentale ha evidenziato criticità legate principalmente a due fattori: -Qualità della focalizzazione: le immagini prodotte dai singoli specchi sul ricevitore apparivano irregolari e di dimensioni superiori rispetto all’area utile del ricevitore, determinando perdite ottiche significative. Inoltre, la forma dei riflessi risultava diversa per ciascun specchio, indice di un meccanismo di puntamento poco ripetibile. -Problemi di rigidità strutturale: il sistema meccanico di trasmissione del moto presentava giochi e deformazioni elastiche che amplificavano gli errori di puntamento. Dal punto di vista energetico, la potenza misurata risultava inferiore alle attese, con efficienze ottiche molto ridotte. Tali osservazioni hanno portato a pianificare una seconda fase di prove dopo alcune migliorie. Seconda fase di test Durante il periodo estivo sono state implementate alcune modifiche al sistema: -applicazione di una vernice spray ad alta emissività sulla matrice per migliorare lo scambio termico; -irrigidimento della struttura meccanica e riduzione dei giochi; -calibrazione più accurata del sistema di controllo degli attuatori, compensando la loro non linearità mediante una correzione dell’equazione del cinematismo. Le prove successive, svolte nel mese di settembre, hanno fornito risultati più incoraggianti. 3 settembre: le condizioni climatiche hanno impedito una misura completa, ma sono state confermate le problematiche di focalizzazione già osservate. 4 settembre: con una portata di 6 m^3/h, la temperatura in uscita ha raggiunto i 100°C, mentre la potenza massima sviluppata è stata di circa 115 W. L’efficienza ottica media (ore 14–15) si è attestata intorno al 7%, con picchi prossimi all'8%. Sebbene questi valori restino modesti, rappresentano un netto miglioramento rispetto alla prima campagna. 5 settembre: operando a portata ridotta (2 Nm^3/h), si è raggiunta la temperatura massima registrata durante l'intera campagna, pari a 147°C. Tuttavia, la potenza risultante non ha superato i 70 W a causa della bassa portata. Durante questa prova è stata inoltre determinata la capacità termica della matrice, pari a circa 991 J/K. Tale valore, se rapportato al calore specifico dell’acciaio inox, corrisponde a una massa equivalente di circa 2 kg, quasi tre volte superiore alla massa reale della sola matrice (0.67 kg). Questo scostamento indica chiaramente che non solo la matrice, ma anche il corpo del ricevitore contribuisce allo scambio termico. Le cause principali sono da ricondurre a un isolamento non perfetto del ricevitore e alle temperature elevate del cono secondario, che favoriscono ulteriori perdite di calore verso l’ambiente. Tale comportamento riduce l’efficienza complessiva del sistema e rappresenta una delle criticità più rilevanti da affrontare nelle fasi successive di sviluppo. Discussione dei risultati L’insieme delle prove ha permesso di trarre diverse conclusioni: -il sistema di puntamento ha mostrato miglioramenti dopo la correzione della non linearità degli attuatori, ma resta sensibile a deformazioni strutturali e ad errori di allineamento; -la qualità della focalizzazione rappresenta la criticità principale, poiché la dispersione dei raggi solari comporta elevate perdite ottiche; -l’efficienza ottica misurata, compresa tra il 6% e l'8%, è ancora lontana dai valori teorici previsti dalle simulazioni (52%), ma indica che la strada intrapresa è promettente; -l’inerzia termica significativa del ricevitore evidenzia un accumulo energetico utile a gestire i transitori, ma al tempo stesso rivela dispersioni dovute a isolamento imperfetto e surriscaldamento del cono secondario. Conclusioni e prospettive La tesi ha dimostrato la fattibilità concettuale di un concentratore solare Fresnel biassiale, capace di raggiungere temperature elevate e potenze significative, pur nella scala ridotta di un prototipo sperimentale. Le analisi numeriche hanno mostrato il potenziale del sistema, mentre le campagne sperimentali hanno evidenziato le criticità meccaniche e ottiche che ne limitano le prestazioni attuali. Alla luce di tali considerazioni, gli sviluppi futuri dovranno concentrarsi sui seguenti aspetti: -miglioramento della rigidità strutturale per ridurre le deformazioni elastiche che compromettono il corretto orientamento degli eliostati; -incremento della qualità ottica degli specchi, con particolare attenzione alla planarità e alla capacità di mantenere una lunghezza focale uniforme; -aumento della precisione degli attuatori e del sistema di controllo, per garantire un puntamento più affidabile; -aumento della distanza tra gli specchi, al fine di ridurre le perdite dovute a fenomeni di ombreggiamento nei periodi in cui la declinazione solare è bassa; -risoluzione dei problemi meccanici che hanno impedito di portare il ricevitore all'altezza originariamente prevista, così da massimizzare la quota utile del bersaglio e migliorare il rendimento ottico; -semplificazione dei cinematismi, riducendo il numero di elementi intermedi tra attuatori e specchi, con l'obiettivo di limitare gli errori di trasmissione del moto e diminuire la complessità costruttiva; -ottimizzazione dell'isolamento termico del ricevitore e del cono secondario, per minimizzare le perdite di calore verso l’ambiente e sfruttare al meglio l’energia concentrata; -studio di una nuova geometria del cono ricevitore, in grado di convogliare in maniera più efficace la radiazione concentrata verso la matrice, riducendo le perdite ottiche e migliorando l’uniformità del flusso incidente. Nel complesso, pur trattandosi di un primo prototipo, i risultati ottenuti sono da considerarsi soddisfacenti: essi confermano la validità dell'approccio, forniscono indicazioni chiare sui punti deboli del sistema e pongono le basi per ulteriori sviluppi sia a livello sperimentale che di modellazione numerica

    La prospettiva storica della modernità secondo l'approccio ermeneutico e antropologico di Reinhart Koselleck

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    In questo lavoro, si è cercato di mettere in luce la “prospettiva storica della modernità”, quale ci è stata offerta da Reinhart Koselleck, indagando, a quasi vent’anni dalla sua scomparsa, sul suo fecondo insegnamento e sulle progettualità latenti del suo pensiero, a beneficio della nostra attualità e del nostro avvenire. Seguendo il metodo di analisi critica della “storia concettuale”, l’autore ripercorre la “storia sociale” francese ed europea attraverso quella soglia, a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, che ha inaugurato l’“età moderna”, nel senso comunemente inteso del termine. Era l’epoca delle grandi singolarizzazioni, nonché della nascita di molteplici singolari collettivi, segnalati dal suffisso -ismo. Tramite la suddetta metodologia, Koselleck dimostra come i processi di secolarizzazione della teologia e di temporalizzazione delle attese escatologiche abbiano dato vita ad un tempo nuovo, genuinamente storico, che sotto l’egida del progresso e delle utopie illuministe si è aperto al futuro, a un “orizzonte di aspettativa” pieno di ottimistica fiducia e saturo di inesprimibili di speranze. Questo suo lavoro inesausto ha trovato il coronamento nella pubblicazione di una monumentale opera enciclopedica in otto volumi, contenente ben 212 concetti storici fondamentali della modernità, un vero e proprio Lexicon di nuova coniazione per un nuovo, assolutamente nuovo, periodo storico. Qui si sono approfonditi soprattutto i concetti di “progresso”, “critica”, “crisi”, “utopia” e “rivoluzione”, come vettori privilegiati dell’orizzonte di senso della modernità. Koselleck, tuttavia, è andato oltre questo approccio storico-concettuale, superando la prospettiva ermeneutica del suo maestro Gadamer e la Filosofia della Storia, figlia del trascendentalismo e dell’idealismo, in direzione antropologica ed epistemologica. Nell’ultima fase della sua riflessione, egli si è affermato, nel dibattito culturale di alto profilo accademico, come teorico o epistemologo della storia e come artefice di una sociologia storica della modernità. In quest’ultima fase, dopo che aveva sottoscritto il tramonto dell’antico adagio Historia Magistra vitae, Koselleck ha sottolineato la persistenza attraverso i secoli di molteplici “strutture di ripetibilità”, fondate su premesse extra-storiche e antropologiche; cosicché, riabilitando in maniera inedita il topos Magistra Vitae, non più nel senso di una ripetizione di singoli eventi, ma piuttosto, nel senso di “una prognostica che ispeziona le prospettive delle possibilità degli eventi”, egli ci ha consegnato una teoria storica della modernità che sembra pronta ad accogliere e mettere in agenda tutte le sfide del XXI secolo

    Experimental Design, System Architecture and Test Campaign Evaluation of Direct and Indirect Haptic Aids for Pilot Performance on a 3DOF Sidestick

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    Literature highlights issues in human–automation interaction, stressing the need for continuous communication and preserved pilot authority, with the Level of Automation (LoA) requiring solutions that provide support while maintaining pilot engagement. This thesis investigates the use of haptic assistance systems to support pilots in trajectory tracking tasks within a simulated flight environment. A dedicated system architecture was developed, integrating a haptic joystick, CAN communication, a C++/Simulink framework for real-time error computation and the Aerofly FS2 simulator with a custom 40-gate trajectory. Key features of the proposed controllers include real-time mission feedback and a system identification method to model the dynamics of the aircraft and the joystick. Two control strategies were investigated: Direct Haptic Aiding (DHA), which actively guides the control stick towards corrective actions, and Indirect Haptic Aiding (IHA), which emulates the tactile response of conventional aircraft controls without imposing direct commands. A custom algorithm computes real-time deviations from the predefined path, providing cues for pitch and roll correction. A progressive experimental campaign was designed, starting with exploratory sessions and culminating in a between-subjects study with 40 novice pilots. Performance was evaluated through objective metrics and subjective feedback, including the effect of aid intensity

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