University of Pisa

Electronic Thesis and Dissertation Archive - Università di Pisa
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    Il fenomeno della dispersione incontrollata delle microplastiche nell’ambiente: indagine qualitativa sulla consapevolezza e i timori dei consumatori

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    Le microplastiche, oggi, rappresentano una delle sfide ambientali più urgenti e complesse soprattutto quando la degradazione del materiale plastico avviene in presenza di condizioni ambientali variabili, diffondendosi in tutti gli ecosistemi (aria, acqua, suolo) e penetrando anche nella catena alimentare, arrivando potenzialmente fino all’essere umano. Pur essendo fondamentale comprendere le dinamiche tecnico-scientifiche della formazione e dispersione delle microplastiche, l’obiettivo di questo elaborato è quello di analizzare come i consumatori percepiscono il problema e in che modo tale consapevolezza influenzi i comportamenti d’acquisto e le possibili strategie di marketing che le aziende potrebbero attuare. A partire da un inquadramento generale, verranno quindi indagati i livelli di conoscenza, le attitudini e le pratiche quotidiane dei consumatori, con l’obiettivo di cogliere implicazioni utili per le politiche aziendali e ambientali future

    STUDIO DI METILAZIONE DI GENI ASSOCIATI AL NEUROSVILUPPO IN BAMBINI CON DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO E IN BAMBINI A SVILUPPO NORMOTIPICO

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    Introduzione. Il disturbo dello spettro autistico (Autism Spectrum Disorder, ASD) è un complesso disturbo del neurosviluppo che insorge in età infantile ed è caratterizzato da deficit socio-comunicativi, comportamenti ripetitivi, ristrettezza di interessi e ipo/ipersensibilità. La prevalenza di ASD a livello globale è stimata a 1/100 individui con una preponderanza nei maschi rispetto alle femmine (4,4:1). I sintomi compaiono tra i 12 e i 36 mesi d’età, ma la diagnosi viene tuttavia effettuata tra i 3 e i 5 anni. Sebbene l’eziopatogenesi dell’ASD non sia ancora del tutto chiara, il disturbo sembra essere il risultato di una combinazione di fattori genetici e ambientali che concorrono a determinare un quadro di sintomi eterogenei e di varia entità alla base del quale risulta esserci un’alterazione dei geni coinvolti nel neurosviluppo. In tale contesto, sempre più studi stanno dimostrando che le modificazioni epigenetiche coordinano finemente il neurosviluppo e che una loro alterazione svolge un ruolo importante nella patogenesi del disturbo. L’identificazione di alterazioni epigenetiche potrebbe essere la chiave per effettuare una diagnosi precoce e avviare un intervento tempestivo ed efficace che migliori la vita della persona affetta da ASD e della sua famiglia. Scopo. Dato che numerosi geni coinvolti nel neurosviluppo sono stati trovati alterati nei pazienti con ASD e che l’epigenetica è un fattore che interviene in modo rilevante nel disturbo, in questo elaborato di tesi è stata investigata la metilazione del DNA di alcuni geni del neurosviluppo. Materiali e metodi. Sono state condotte analisi epigenetiche relativamente alla metilazione dei promotori di 6 geni associati ad ASD e codificanti per proteine coinvolte nel neurosviluppo (OXTR, BDNF, RELN, MECP2, HTR1A e UBE3A) mediante la tecnica Methylation-Sensitive High Resolution Melting (MS-HRM). Le analisi sono state svolte su DNA estratto da campioni di sangue periferico in un gruppo composto da 99 bambini di sesso maschile di età compresa tra i 4 e gli 8 anni, di cui 49 con ASD e 50 con sviluppo normotipico (NT). Risultati. Le analisi hanno evidenziato un’ipometilazione statisticamente significativa della sequenza promotrice di OXTR nei bambini ASD rispetto ai controlli (p-value=0,009); anche la sequenza del primo promotore del gene BDNF è risultata ipometilata nei bambini ASD rispetto agli NT (p-value=0,04). Per quanto riguarda gli altri geni, non sono state identificate differenze significative nei livelli di metilazione tra i soggetti ASD e NT. Conclusione. I risultati del presente elaborato di tesi mostrano che i livelli di metilazione dei geni OXTR e BDNF sono alterati nei bambini con ASD

    Studio sulla funzionalizzazione del cartone per la sostituzione di manufatti plastici

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    Il cartone Infinity, sviluppato dalla Bartoli S.p.A. nell’ambito del progetto I love RePROJECT®, è stato oggetto di uno studio mirato a valutarne l’idoneità come materiale sostitutivo della plastica in una vasta gamma di applicazioni. In particolare, l’obiettivo del lavoro è stato quello di identificare e selezionare additivi funzionali quanto più possibile eco-compatibili, capaci di conferire al cartone le proprietà necessarie per sostituire manufatti tradizionalmente realizzati in plastica o in compositi carta–plastica. Tra i principali settori di interesse rientrano il packaging non alimentare, i sottopiedi per calzature, l’oggettistica da ufficio, le stoviglie monouso, le tovagliette da colazione e, in ambito di interior design, articoli come pannelli e carta da parati. Per rendere il cartone competitivo rispetto ai materiali plastici, esso deve soddisfare precise esigenze prestazionali in termini di resistenza meccanica, durabilità e lavorabilità. Un esempio rilevante riguarda la produzione di sottopiedi o scatole, in cui il materiale è sottoposto a piegature e deformazioni: in assenza di adeguati trattamenti e additivi, il cartone tende a mostrare difetti strutturali, come la formazione di crepe lungo gli spigoli, che ne compromettono sia la funzionalità sia l’estetica. Analogamente, le richieste del mercato includono anche specifiche caratteristiche cromatiche e di finitura superficiale, che devono essere riprodotte in modo stabile e duraturo. Per rispondere a queste necessità, durante il tirocinio sono state condotte numerose prove sperimentali e industriali su diversi additivi disponibili in commercio, con l’intento di individuarne la combinazione più idonea a garantire le proprietà richieste senza compromettere la sostenibilità del prodotto. L’approccio seguito si inserisce pienamente in un’ottica di economia circolare, poiché mira a sostituire i tradizionali materiali multistrato e accoppiati carta-plastica — difficilmente riciclabili e scarsamente sostenibili — con un monomateriale a base cellulosica. Il risultato atteso è la realizzazione di un cartone ottenuto da carta da macero, quindi già riciclata, ma allo stesso tempo durevole, resistente, esteticamente versatile e 100% riciclabile a fine vita, capace di coniugare prestazioni funzionali ed estetiche con un ridotto impatto ambientale

    Nutrizione e gravidanza: strategie alimentari per la salute materno-fetale

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    La gravidanza rappresenta una fase cruciale in cui la nutrizione svolge un ruolo determinante per la salute della madre e lo sviluppo ottimale del feto. La tesi analizza i principali cambiamenti fisiologici e metabolici che caratterizzano la gestazione, evidenziando l’importanza di un adeguato aumento ponderale e la gestione dei disturbi comuni e delle patologie correlate alla nutrizione. Vengono esaminate le linee guida nazionali e internazionali, con particolare attenzione ai fabbisogni energetici, alla ripartizione dei macronutrienti e al ruolo dei micronutrienti essenziali, oltre agli alimenti consigliati e a quelli da evitare. Un approfondimento specifico è dedicato al microbiota materno e alle sue modificazioni durante la gravidanza, con le relative implicazioni sul benessere materno e neonatale. L’elaborato sottolinea, infine, il valore della prevenzione attraverso un’adeguata educazione alimentare e strategie nutrizionali mirate, quale strumento fondamentale per promuovere la salute materno-fetale e ridurre il rischio di esiti avversi. Pregnancy is a crucial stage in which nutrition plays a key role in ensuring maternal health and optimal fetal development. This thesis explores the main physiological and metabolic changes occurring during gestation, highlighting the importance of appropriate weight gain and the management of common discomforts and nutrition-related disorders. National and international guidelines are reviewed, with a focus on energy requirements, macronutrient distribution, and the role of essential micronutrients, as well as recommended and restricted foods. Particular attention is given to maternal microbiota and its changes during pregnancy, outlining the implications for both maternal and neonatal health. Finally, the work emphasizes the preventive value of nutritional education and targeted dietary strategies as essential tools to promote maternal-fetal well-being and to reduce the risk of adverse outcomes

    Modelli di business e innovazione tecnologica nei contesti knowledge-intensive

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    Negli ultimi anni l’evoluzione dei mercati e delle tecnologie ha profondamente modificato le modalità con cui le imprese generano e gestiscono l’innovazione. La crescente complessità dei contesti competitivi, la rapidità dei cambiamenti e l’interconnessione globale hanno reso sempre più difficile per le organizzazioni basarsi esclusivamente su risorse e conoscenze interne. Da questa consapevolezza nasce il paradigma dell’Open Innovation, concettualizzato da Henry Chesbrough (2003), secondo cui la creazione di valore deriva dall’interazione tra flussi di conoscenza interni ed esterni all’impresa. Il presente lavoro esplora l’Open Innovation come modello strategico capace di ridefinire la gestione dell’innovazione e i modelli di business delle imprese che operano in settori ad alta intensità di conoscenza (knowledge-intensive sectors). L’obiettivo è comprendere come l’apertura dei processi innovativi (attraverso collaborazioni, partenariati e condivisione di dati) possa contribuire a risolvere sfide complesse e di interesse collettivo. Uno dei campi in cui questo paradigma ha trovato un terreno di sperimentazione particolarmente fertile è quello della Digital Health, l’insieme delle tecnologie e dei servizi digitali orientati alla prevenzione, alla diagnosi e al monitoraggio della salute. In questo ambito, l’apertura si traduce in un dialogo costante tra imprese tecnologiche, centri di ricerca, ospedali, università e utenti finali, con l’obiettivo di sviluppare soluzioni che combinino rigore scientifico, accessibilità e sostenibilità. All’interno di questo scenario, il settore emergente dello SleepTech, dedicato allo studio e al miglioramento del sonno attraverso strumenti digitali e dispositivi indossabili, rappresenta un caso emblematico. Il sonno, un tempo considerato una dimensione marginale della salute pubblica, è oggi riconosciuto come un indicatore essenziale del benessere psicofisico. Tuttavia, disturbi diffusi come l’insonnia e la sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS) restano spesso sottodiagnosticati, anche a causa dei limiti delle metodologie tradizionali, come la polisonnografia, ancora costosa e complessa. Le nuove tecnologie, in particolare i wearable devices e le piattaforme basate su intelligenza artificiale, consentono oggi di raccogliere e interpretare dati fisiologici in modo continuo e personalizzato. Questi strumenti incarnano pienamente la logica dell’Open Innovation: nascono da collaborazioni multidisciplinari, uniscono competenze cliniche, tecnologiche e informatiche, e promuovono una visione partecipativa della salute, in cui anche gli utenti contribuiscono alla generazione di conoscenza attraverso la condivisione dei propri dati. In questa prospettiva, il settore dello SleepTech diventa un laboratorio ideale per osservare come l’innovazione aperta possa tradursi in pratiche concrete di co-creazione del valore, generando al tempo stesso impatti economici e sociali. Il sonno si configura così come un punto d’incontro tra ricerca scientifica, sviluppo tecnologico e benessere collettivo: un terreno in cui la collaborazione tra attori diversi può produrre benefici misurabili per i sistemi sanitari e per la qualità della vita delle persone. Il primo capitolo del lavoro definisce i concetti fondamentali della formula imprenditoriale e del modello di business, considerati strumenti chiave per interpretare il comportamento strategico delle imprese. Seguono l’analisi dei principali framework teorici, tra cui il Business Model Canvas (Osterwalder & Pigneur, 2010), il modello di Johnson, Christensen e Kagermann (2008) e le Mappe Strategiche di Kaplan e Norton (2004), che mettono in relazione obiettivi, risorse e risultati. Il secondo capitolo introduce il paradigma dell’Open Innovation come evoluzione dei modelli tradizionali di gestione dell’innovazione. Vengono illustrate le tre principali modalità operative (inbound, outbound e coupled) e i modelli di collaborazione tra attori diversi (Triple Helix, Quadruple Helix e Quintuple Helix) che mostrano come l’innovazione nasca da reti aperte e interdipendenti. Il terzo capitolo trasferisce queste riflessioni teoriche al campo della Digital Health, concentrandosi sul comparto SleepTech, che rappresenta un laboratorio privilegiato per la sperimentazione di soluzioni digitali a elevato impatto sociale, presentandone le principali caratteristiche Il quarto capitolo, approfondisce tre casi studio (SleepActa, Withings e Fitbit) esempi concreti di applicazione dell’Open Innovation nella salute del sonno. SleepActa, spin-off accademico dell’Università di Pisa e della Scuola Superiore Sant’Anna, ha sviluppato. Dormi, un sistema basato su intelligenza artificiale e actigrafi indossabili; Withings segue un approccio medical-driven fondato su certificazioni cliniche e partnership con enti regolatori; Fitbit, infine, rappresenta un modello data-driven, in cui la partecipazione di milioni di utenti alimenta la ricerca e lo sviluppo di algoritmi predittivi. Nel complesso, l’analisi dimostra che l’Open Innovation non è solo un paradigma teorico, ma una soluzione strategica in grado di generare valore condiviso. Nel settore dello SleepTech, questa logica permette di sviluppare tecnologie capaci di migliorare la prevenzione, la diagnosi e la gestione dei disturbi del sonno, rendendo la salute più accessibile e sostenibile. L’innovazione aperta si conferma così un approccio culturale e operativo destinato a guidare la sanità del futuro, integrando ricerca, tecnologia e società in un modello collaborativo e inclusivo di progresso collettivo

    L''«Essay on Italian Periodical Literature» (1824): Ugo Foscolo tra modelli giornalistici europei e dibattito sulla stampa periodica.

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    La tesi analizza l’Essay on Italian Periodical Literature (1824) di Ugo Foscolo, scritto in Inghilterra per un pubblico britannico e dedicato alla tradizione della stampa periodica italiana. Attraverso la lettura e il confronto di diverse fonti, l’elaborato indaga i punti più significativi del saggio foscoliano, con particolare attenzione alla riflessione sulle origini e sull’evoluzione del giornalismo letterario in Italia, dal Settecento fino all’età della Restaurazione. Ampio spazio è riservato all’analisi dei principali modelli settecenteschi – L’Osservatore Veneto di Gaspare Gozzi, Il Caffè dei fratelli Verri e La Frusta Letteraria di Giuseppe Baretti – e al modo in cui Foscolo ne interpreta il ruolo e l’eredità. Il lavoro approfondisce inoltre la prospettiva “a distanza” dell’autore, esule in Inghilterra, che osserva la realtà culturale italiana e denuncia la decadenza dei periodici contemporanei, interrogandosi sulle cause e delineando le caratteristiche di un periodico ideale. In conclusione, la tesi propone un confronto tra la visione foscoliana e quella di Pietro Borsieri, anch’egli critico della stampa coeva, evidenziando punti di contatto e divergenze nella concezione della funzione civile e letteraria del giornalismo. The thesis examines Ugo Foscolo’s Essay on Italian Periodical Literature (1824), written in England for a British audience and dedicated to the tradition of Italian periodical writing. Through the reading and comparison of various sources, the study explores the most significant aspects of Foscolo’s essay, with particular attention to his reflections on the origins and evolution of literary journalism in Italy, from the eighteenth century to the age of the Restoration. Ample space is devoted to the analysis of the main eighteenth-century models – L’Osservatore Veneto by Gaspare Gozzi, Il Caffè by the Verri brothers, and La Frusta Letteraria by Giuseppe Baretti – and to the way in which Foscolo interprets their role and legacy. The research also investigates the author’s “distant” perspective, as an exile in England, from which he observes Italian cultural life and denounces the decline of contemporary periodicals, questioning its causes and envisioning the features of an ideal journal. Finally, the thesis compares Foscolo’s view with that of Pietro Borsieri, likewise a critic of contemporary journalism, highlighting affinities and divergences in their understanding of the civic and literary function of periodical writing

    Implementazione di un Progetto di Farmacovigilanza in Pronto Soccorso: Analisi e Prospettive

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    Lo scopo di questo lavoro è stato quello di valutare l'efficacia del sistema di gestione della qualità delle Reazioni Avverse ai Farmaci (ADR). Obiettivo: Analizzare la frequenza e le caratteristiche delle reazioni avverse da farmaci (ADR) osservate nell'ambito degli eventi avversi correlati a farmaci che hanno richiesto l'accesso al pronto soccorso. Si intende, inoltre, promuovere la consapevolezza tra gli operatori sanitari del pronto soccorso sull'importanza di segnalare gli eventi avversi da farmaci (ADE), aumentare sia il numero che la qualità delle segnalazioni relative alle ADR e determinare la percentuale di eventi classificabili come evitabili rispetto alle ADR osservate. Infine, si vuole identificare le reazioni avverse clinicamente rilevanti e favorirne la divulgazione scientifica. I dati disponibili sia a livello nazionale che internazionale indicano una difficoltà concreta nel garantire una segnalazione efficace delle reazioni avverse ai farmaci (ADR) nei servizi di Pronto Soccorso (PS). Disegno dello studio: si tratta di uno studio di coorte, prospettico-osservazionale, non interventistico, no profit. Risultati: L’applicativo FARO, attivo da Gennaio 2021 presso l’Ospedale F.Lotti di Pontedera, ha portato alla chiusura in RNF di 58 ADR nell’anno 2021, 91 nell’anno 2022 e 68 nell’anno 2023. Discussione: L’implementazione del progetto di farmacovigilanza in Pronto Soccorso ha permesso di mettere in luce l’importanza e, al tempo stesso, le difficoltà legate a un monitoraggio sistematico delle reazioni avverse ai farmaci (ADR) in un contesto clinico ad alta complessità. I risultati ottenuti confermano l’evidenza già riportata in letteratura, secondo cui una quota rilevante degli accessi in Pronto Soccorso è attribuibile ad ADR, in particolare nei pazienti anziani e in quelli sottoposti a politerapia. Conclusioni: Le reazioni avverse ai farmaci (ADR) rappresentano un problema significativo sia sul piano economico, a causa delle spese legate ai trattamenti in pronto soccorso ed ai conseguenti ricoveri. Una maggiore comprensione della natura delle reazioni avverse ai farmaci (ADR), unitamente all'implementazione di strategie volte a ridurne l'impatto, può generare vantaggi sia sul piano economico sia su quello del benessere dei pazienti. È fondamentale il coinvolgimento di personale qualificato e specificamente dedicato a queste attività in modo regolare e costante

    Sistemi nanostrutturati per la veicolazione di peptidi in ambito cosmetico

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    Il presente lavoro di tesi si è incentrato sull’ottimizzazione di una formulazione nanostrutturata per la veicolazione di oligopeptidi inibitori della tirosinasi ad azione depigmentante. L’iperpigmentazione è una condizione dermatologica comune che si manifesta sotto forma di macchie, simmetricamente distribuite, con margini irregolari e frastagliati, principalmente a livello del viso ed aree fotoesposte. Quest’inestetismo è dovuto all’attività dei melanociti, cellule localizzate nello strato basale al confine tra derma ed epidermide, i quali producono eccessiva quantità di melanina che successivamente viene assorbita dai cheratinociti e accumulata nel derma. È una manifestazione cutanea che incide sulla qualità di vita dei pazienti soprattutto dal punto di vista emotivo e psicologico. Tra i depigmentanti di più recente utilizzo nel mercato cosmetico si possono menzionare gli oligopeptidi, inibitori della tirosinasi, l’enzima chiave che catalizza due delle reazioni che portano alla produzione di melanina. Nella presente tesi sono stati selezionati il decapeptide-12 e il nonapeptide-1, noti per la loro attività inibitoria sulla melanogenesi per interferenza con i recettori della melanocortina (MC1R), influenzando i processi che determinano l’accumulo di melanina nella pelle. A causa dell’elevato peso molecolare e delle loro spiccate caratteristiche idrofile, questi peptidi permeano la cute con difficoltà per cui è necessario utilizzare accorgimenti che permettano di raggiungere la concentrazione attiva nel sito di azione quindi all’interno della cute dove si trovano sia i melanociti che i loro precursori. Come carrier è stato selezionato un nuovo tipo di sistema nanostrutturato, gli ASPASOMI che, oltre a possedere una natura anfifila, hanno proprietà antiossidanti intrinseche collegate ai componenti che fanno parte della loro struttura. Essi sembrano promettenti nel migliorare la stabilità chimico-fisica dei componenti attivi e nell’agevolarne la permeazione/penetrazione cutanea. La tesi ha riguardato la selezione delle condizioni sperimentali ottimali per la preparazione di aspasomi contenenti gli oligopeptidi in oggetto. Gli aspasomi sono stati preparati utilizzando il metodo dell’evaporazione a film, seguito da idratazione e sonicazione per ottenere vescicole monodisperse. La composizione della miscela di partenza e le condizioni sperimentali di sonicazione (intensità e tempi di sonicazione) sono state variate per ottenere dimensioni e distribuzione dimensionale delle vescicole appropriata, ottimale efficienza di incapsulazione e stabilità chimico-fisica. La formulazione selezionata per ciascun peptide, dopo il primo step di messa a punto delle condizioni sperimentali, è stata caratterizzata utilizzando la calorimetria a scansione differenziale (DSC) e la tecnica FTIR. Uno studio di rilascio in vitro attraverso una membrana da dialisi ha evidenziato la capacità del peptide di diffondere dagli aspasomi mentre la permeazione/penetrazione in vitro attraverso pelle di orecchio di maiale è stata valutata per seguire il percorso dei peptidi all’interno dei vari strati cutanei (strato corneo, epidermide vitale, derma) dopo applicazione topica dell’attivo incapsulato negli aspasomi

    Sfide e strategie nella traduzione spagnolo-italiano di un testo per giovani lettori: il caso di "Malditas Maldiciones" di Marina Tena Tena

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    La presente tesi è volta a illustrare le sfide traduttive della narrativa per ragazzi, in particolare di un romanzo giallo. La seconda parte presenta la proposta di traduzione con l'originale a fronte e l'analisi delle relative scelte traduttive

    PSYCHOMETRIC PROPERTIES AND VALIDITY OF THE ITALIAN VERSION OF THE FUNCTIONING ASSESSMENT SHORT TEST FOR OLDER AGE (FAST-O) IN PATIENTS WITH BIPOLAR DISORDER

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    Background: Bipolar disorder (BD) is increasingly recognized in later life, referred to as Older Age Bipolar Disorder (OABD) or Late-Life Bipolar Disorder (LLBD). This subgroup faces distinctive challenges, including greater cognitive impairment, high rates of medical comorbidities, and reduced psychosocial functioning. Objective: To translate and validate the Italian version of the Functioning Assessment Short Test for Older adults (FAST-O), addressing the lack of functioning measures for OABD in Italy. Methods: We enrolled 131 patients with BD (mean age = 65.1 ± 11.6 years; 40.5% male). Clinical assessment included HAM-D, YMRS, MMSE, GAF, and SOFAS. The FAST-O was administered. Internal consistency (Cronbach’s α), factorial validity (CFA with DWLS), and concurrent validity (Spearman’s correlations) were examined. Discriminant validity was tested by comparing euthymic vs. symptomatic patients. Results: Internal consistency was excellent (α = 0.97 total; subscales 0.84–0.95). CFA supported the six-factor structure (CFI = 0.999, TLI = 0.999, RMSEA = 0.061, SRMR = 0.063), though items 8 and 21 showed weaker loadings (0.625, 0.452). The FAST-O correlated strongly with GAF (ρ = −0.94) and SOFAS (ρ = −0.92), and moderately with HAM-D, YMRS, and MMSE. Symptomatic patients scored higher than euthymic ones (median 48 vs. 12.5; Cohen’s d = 2.68). Conclusions: The Italian FAST-O is a reliable, age-appropriate tool for assessing psychosocial functioning in OABD, supporting accurate evaluation and tailored interventions

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