University of Pisa

Electronic Thesis and Dissertation Archive - Università di Pisa
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    Reazione di Diels-Alder in Deep Eutectic Solvents (DESs): un percorso innovativo per la valorizzazione dell'HMF.

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    Questo lavoro di Tesi si colloca nell'ambito della transizione ecologica, con un focus specifico sull'utilizzo di nuovi solventi ecosostenibili per la reazione di Diels-Alder condotta sul 5-idrossimetilfurfurale (HMF). L’ HMF è una delle molecole più promettenti nell’ambito della Green Chemistry, grazie alla sua origine rinnovabile e alle numerose possibilità applicative. Si tratta di un composto eterociclico derivante dalla degradazione dei carboidrati quali, ad esempio, glucosio e fruttosio. L’HMF è caratterizzato dalla presenza di un gruppo aldeidico, di un anello furanico e di un gruppo idrossimetilico che gli conferiscono una rilevante versatilità in ambito chimico. È un intermedio che, grazie alle sue proprietà chimico-fisiche, trova applicazione in una vasta gamma di prodotti in ambiti piuttosto diversi quali ad esempio farmaceutico, metallurgico, nell’industria alimentare e nel settore agrochimico. Il suo impiego è inoltre in linea con gli obiettivi dell’economia circolare e della riduzione dell’impatto ambientale. Lo studio e l’ottimizzazione delle reazioni possibili su questo substrato risultano quindi cruciali nella transizione verso tecnologie più sostenibili. Nonostante la sua versatilità, l’HMF è caratterizzato da una scarsa stabilità sia agli acidi che al calore, un limite nella produzione, nell’utilizzo e nella trasformazione della molecola stessa che può andare incontro a processi degradazione, dimerizzazione o oligomerizzazione. La presenza del gruppo aldeidico, coniugato all’anello furanico, rappresenta invece una limitazione nella reazione di Diels-Alder a domanda elettronica diretta; il gruppo aldeidico coniugato al diene ne riduce la densità elettronica rendendolo meno reattivo nei confronti del dienofilo. La presenza del gruppo aldeidico, infatti, produce una perturbazione elettronica che modifica la distribuzione della densità elettronica del sistema, influenzando la sovrapposizione degli orbitali tra il diene e il dienofilo e alterandone l’allineamento durante la reazione. In questo lavoro di Tesi si è quindi proposto di esaminare la reazione di Diels-Alder utilizzando come mezzo di reazione i Deep Eutectic Solvents (DESs). I DESs sono una classe di solventi green formati da due o più componenti, i quali presentano un punto di fusione minore del loro eutettico ideale; per la formazione di un DES è necessaria la presenza di un donatore di legami a idrogeno (HBD) e di un accettore di legami a idrogeno (HBA). Tra le principali caratteristiche di questa emergente classe di solventi sono di particolare rilevanza la bassa tossicità, la scarsa volatilità, la biodegradabilità e la semplice ed economica trasformazione. Questi solventi garantiscono una buona stabilità chimica e termica elevata, rappresentando quindi una valida alternativa ai solventi organici tradizionali. Alcuni di questi solventi chimici green, sono risultati però non inerti nei confronti dell’HMF. Per tale motivo è stato pensato di utilizzarli nella reazione selezionata e verificare se possano o meno avere un impatto sulla selettività e sulla reattività dell’HMF cercando di superare le limitazioni dettate dalla struttura della molecola. Dagli studi condotti è stato evidenziato che il DES non funge solo da solvente, ma è parte attiva nella formazione di un intermedio protetto sulla funzionalità aldeidica. Questo intermedio non necessita di purificazione perché è un intermedio elusivo. È proprio questo intermedio formato in situ che subisce poi reazione di Diels-Alder in quanto l’acetale che deriva dalla protezione aumenta la ricchezza elettronica del diene e lo rende più reattivo verso il dienofilo. La protezione del gruppo aldeidico introduce un ingombro sterico che modula l’interazione tra diene e dienofilo aumentando la selettività dei prodotti. In questo lavoro di Tesi, i DESs che hanno fornito i risultati più soddisfacenti sono DESs di tipo III; formati un sale di ammonio quaternario come HBA, nel nostro caso la colina cloruro (ChCl), e da una molecola organica come HBD, quale etilenglicole (EG) o 1,3-propandiolo (PD), che sono stati entrambi preparati in rapporto molare 1:3. La reazione di Diels-Alder è stata quindi eseguita nei DESs selezionati utilizzando l’HMF come diene e una serie di maleimmidi N-sostituite come dienofili. In accordo con i principi della Green Chemistry la strategia utilizzata consente quindi di utilizzare componenti a scarsa tossicità, valorizzare composti derivanti da fonti di scarto e eseguire reazioni intermedie senza la necessità di purificare a priori gli intermedi mediante la reazione one-pot che porta alla formazione dell’intermedio reattivo acetalico. La reazione ottimizzata è stata quindi testata su altri derivati maleimmidici per estendere ulteriormente le applicazioni della metodologia applicata. This Project falls within the framework of ecological transition, with a specific focus on the use of new eco-sustainable solvents for the Diels-Alder reaction conducted on 5-hydroxymethylfurfural (HMF). HMF is one of the most promising molecules in the field of Green Chemistry due to its renewable origin and numerous potential applications. It is a heterocyclic compound derived from the degradation of carbohydrates, such as glucose and fructose. HMF is characterised by the presence of an aldehyde group, a furanic ring, and a hydroxymethyl group, which impart significant versatility in chemical applications. This intermediate, owing to its chemical and physical properties, is applied in a wide range of products in diverse sectors, such as pharmaceuticals industry, food industry, metallurgy and agrochemicals. Furthermore, its use aligns with the objectives of circular economy and environmental impact reduction. Therefore, the study and optimization of reactions involving this substrate are crucial for advancing more sustainable technologies. Despite its versatility, HMF exhibits poor stability under acidic conditions and heat, representing a limitation in its transformation, utilization, and production processes, as it may undergo degradation, dimerization, or oligomerization. The presence of the aldehyde group conjugated with the furanic ring also poses a challenge for electronically demanding Diels-Alder reactions; the conjugated aldehyde group reduces the electron density of the diene, making it less reactive towards the dienophile. This aldehyde group induces an electronic perturbation that alters the electron density distribution within the system, thereby influencing orbital overlap between the diene and dienophile and affecting their alignment during the reaction. In this project, the Diels-Alder reaction was studied using Deep Eutectic Solvents (DESs) as the reaction medium. DESs are a class of green solvents composed of two or more components, which exhibit a melting point lower than their ideal eutectic mixture. The formation of a DES requires the presence of a hydrogen bond donor (HBD) and a hydrogen bond acceptor (HBA). Key features of this emerging class of solvents include low toxicity, low volatility, biodegradability, and the possibility of being prepared using simple and cost-effective techniques. These solvents provide high chemical and thermal stability, making them a viable alternative to traditional organic solvents. However, some green solvents have been found to interact non-inertly with HMF. For this reason, they were employed in the selected reaction to investigate their impact on the selectivity and reactivity of HMF, aiming to overcome the structural limitations of the molecule. The conducted studies revealed that DESs do not merely serve as solvents but actively participate in the formation of a protected intermediate involving the aldehyde functionality. This intermediate does not require purification, as it is a transient species. It is precisely this intermediate, formed in situ, that undergoes the Diels-Alder reaction. The acetal derived from the aldehyde protection increases the electron density of the diene, rendering it more reactive towards the dienophile. The protection of the aldehyde group also introduces steric hindrance that modulates the interaction between the diene and dienophile, enhancing the selectivity of the products. In this study, the DESs that provided the most satisfactory results were Type III DESs, formed by a quaternary ammonium salt as the HBA, specifically choline chloride (ChCl), and an organic molecule as the HBD, such as ethylene glycol (EG) or 1,3-propanediol (PD). These DESs were prepared in a 1:3 molar ratio. The Diels-Alder reaction was carried out in the selected DESs using HMF as the diene and a series of N-substituted maleimides as dienophiles. In line with Green Chemistry principles, this strategy utilizes low-toxicity components, valorizes compounds derived from waste sources, and allows intermediate reactions to proceed without prior purification of intermediates, employing a one-pot reaction approach to generate the reactive acetal intermediate. The optimized reaction was subsequently tested on other maleimide derivatives to further extend the applications of the proposed methodology

    Sales Forecasting for Tecnoinox: a Machine Learning approach for professional kitchen equipment

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    In an increasingly competitive market landscape, sales forecasting has become essential for companies striving to maintain a strategic edge. This thesis focuses on forecasting sales for Tecnoinox, a leading Italian manufacturer of professional kitchen equipment. Founded in 1984, Tecnoinox has expanded globally, integrating Industry 4.0 technologies and emphasizing sustainability in its operations. By leveraging historical sales data from 2018 to 2023, this study addresses challenges posed by the division of data into product lines and families. A customized segmentation of these categories was developed to optimize forecasting models for both well-represented and sparse datasets. Special attention was given to irregular product lines characterized by high variability, which required tailored approaches to improve prediction accuracy. Various machine learning, statistical, and deep learning models are compared to evaluate their performance. The findings provide insights into the effectiveness of different models and offer practical recommendations for enhancing sales strategies and operational efficiency. By anticipating sales demand, Tecnoinox can better align production and marketing efforts, strengthening its position in the global market

    Storia naturale dei noduli tiroidei benigni

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    I noduli tiroidei benigni sono estremamente comuni nella popolazione generale. I dati sul follow-up a lungo termine di tale patologia sono limitati. Il trattamento con L-Tiroxina, con l’obiettivo di ridurre i livelli di TSH circolante, è stato utilizzato nella patologia nodulare tiroidea, ma la sua utilità è in discussione. Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare la storia naturale dei noduli tiroidei benigni non trattati con L- Tiroxina a scopo soppressivo del TSH. Il nostro studio si è proposto di valutare le variazioni del volume e delle caratteristiche ecografiche in un gruppo di 273 pazienti per un totale di 461 noduli tiroidei benigni, sia isolati che nel contesto di un gozzo multinodulare (GMN), associati o meno a tiroidite cronica autoimmune (TCA), per un follow-up mediano di 5 anni. Alla fine del follow-up sono stati definiti cresciuti i noduli che presentavano una variazione volumetrica > +30%, stabili quelli la cui variazione si manteneva tra +30% e -30% e ridotti quando la variazione risultava < -30%. 187/273 (68,5%) pazienti presentavano un GMN e 86/273 (31,5%) un nodulo isolato. La TCA era presente in 134 (49,1%) pazienti. 266/463 (57,5%) noduli presentavano un volume iniziale 1 ml (gruppo B). La maggior parte dei noduli era solida (428/461, 94,1%) e isoecogena (257/461, 55,7%). L’analisi della crescita nodulare in relazione alla composizione e all’ecogenicità non ha mostrato differenze statisticamente significative. È stata evidenziata una riduzione di volume in 95/461 (20,6%) noduli, una stabilità dimensionale in 183/461 (39,7%) e un aumento volumetrico in 183/461 (39,7%). La percentuale di variazione all’ultimo controllo dei 183 noduli cresciuti era dell’83,3% (IQR 51,9-160,8), senza differenze statisticamente significative né tra i gruppi con e senza TCA, né tra i gruppi A e B. La percentuale di variazione all’ultimo controllo dei 95 noduli che risultavano ridotti era del -46.7% (IQR -64,1% – -38,9%), senza differenze statisticamente significative né tra i gruppi con e senza TCA, né tra i gruppi A e B, né tra i noduli singoli o nel contesto di GMN. L’analisi della variazione volumetrica sia nei noduli cresciuti che nei noduli ridotti, suddivisi per durata del follow-up, non ha evidenziato differenze statisticamente significative tra i gruppi (<36 mesi, 37-60 mesi, 61-84 mesi, 85-108 mesi). Il confronto tra i noduli in pazienti con e senza tiroidite, con volume iniziale minore e maggiore di 1 ml e con noduli singoli o multipli non ha mostrato variazioni significative né nel tempo necessario per ottenere una crescita né in quello per ottenere una riduzione del 30%. La frequenza di noduli tiroidei ridotti, stabili o aumentati di volume non differiva in modo significativo in relazione al sesso, all’età, alla presenza di TCA, ai valori mediani di TSH sierico ad inizio follow-up >4 mUI/L e alla presenza di noduli singoli o multipli. La variazione mediana del volume nodulare non è risultata significativamente differente tra il gruppo con e senza tiroidite, tra i noduli isolati e multipli, o in relazione alla presenza di ipoecogenicità, alone periferico e microcalcificazioni del nodulo. Nel complesso, durante il periodo di follow-up, la maggior parte dei noduli tiroidei è risultata aumentata di volume (39,7%) o stabile (39,7%); in una percentuale minore (20,6%) presentavano riduzione di volume superiore al 30% rispetto alle dimensioni iniziali. Queste osservazioni, relative alla storia naturale dei noduli tiroidei, possono essere rilevanti nel valutare l’efficacia della terapia con L-Tiroxina nel trattamento della patologia nodulare tiroidea

    Analisi dei livelli degli anticorpi anti-Ro/SSA: correlazione con i parametri istologici e l’attività di malattia nei pazienti con malattia di Sjögren

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    La sindrome di Sjögren è una malattia autoimmune sistemica che interessa principalmente le ghiandole esocrine, in particolare le ghiandole salivari e lacrimali, con conseguente secchezza delle mucose, principalmente a livello orale e oculare. Sebbene sia maggiormente prevalente nelle donne di età media, la malattia può manifestarsi anche in bambini, uomini e soggetti anziani. La presentazione clinica della sindrome è eterogenea e può variare da sintomi di secchezza (sindrome sicca) a forme più gravi, caratterizzate da malattia sistemica, con infiltrazione linfocitaria peri-epiteliale nei tessuti colpiti o dalla deposizione di complessi immuni, fino allo sviluppo di linfomi. Gli autoanticorpi rappresentano un elemento centrale nella sindrome di Sjögren primaria, con un ruolo diagnostico, prognostico e patogenetico. Nella pratica clinica la sierologia viene generalmente valutata in modo qualitativo, rilevando solo la presenza o assenza di specifici autoanticorpi. Tuttavia tale approccio potrebbe risultare insufficiente nel descrivere le relazioni tra il profilo sierologico e le manifestazioni cliniche, istologiche e laboratoristiche della malattia. Questo studio si propone di valutare, in una coorte di pazienti alla diagnosi, l’associazione tra le singole specificità anticorpali e i dati clinici, istologici e sierologici, nonché il possibile valore aggiunto dei titoli anticorpali nel migliorare la stratificazione prognostica rispetto alla sola valutazione qualitativa. Lo studio ha analizzato 98 pazienti con Sindrome di Sjögren primaria (criteri ACR/EULAR 2016), raccogliendo dati clinici, istologici, sierologici e clinimetrici. L’attività di malattia è stata valutata con ESSDAI, mentre i sintomi percepiti con ESSPRI e VAS. In linea con quanto riportato in letteratura le specificità anticorpali influenzano l’espressione clinica della Sjögren primaria, con correlazioni all’età, all’ipergammaglobulinemia e al fattore reumatoide. I pazienti con doppia positività (anti-Ro52 e anti-Ro60) risultano più giovani, mentre i sieronegativi sono più anziani; la tripla positività (anti-Ro52, anti-Ro60, anti-SSB) si associa a livelli più elevati di FR e IgG e a una maggiore attività di malattia, seppur non significativa. La rilevazione separata di anti-Ro52, anti-Ro60 e anti-SSB è utile non solo per la diagnosi, ma anche per definire la prognosi e guidare un trattamento personalizzato, grazie a correlazioni con il coinvolgimento polmonare, ghiandolare e oculare. Anche la quantificazione dei titoli anticorpali ha mostrato forti correlazioni con parametri clinici e sierologici, associandosi a maggiore punteggi all’ESSDAI, ipergammaglobulinemia, ipocomplementemia, linfopenia e coinvolgimento d’organo. Anti-Ro52 è correlato con attività ghiandolare, IgG e C4; anti-Ro60 con età, ipergammaglobulinemia e linfopenia; anti-SSB con test oculari, amilasi salivare e globuli bianchi. Nei pazienti SSA positivi, queste associazioni risultano ancora più marcate. Questo studio ha evidenziato come la caratterizzazione dettagliata e quantitativa degli autoanticorpi nella Sindrome di Sjögren primaria fornisca informazioni utili non solo per la diagnosi, ma anche per la stratificazione prognostica. In particolare, specifici profili e titoli anticorpali si associano a parametri clinico-sierologici rilevanti, suggerendo che un approccio integrato possa migliorare la gestione e la personalizzazione terapeutica della malattia

    Correlati sintomatologici della presenza di esperienze di bullismo in soggetti con spettro autistico e controlli

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    Il disturbo dello spettro autistico (ASD) è un gruppo eterogeneo di disturbi del neurosviluppo caratterizzato da difficoltà comunicative, socioemotive e dell’interazione sensoriale, sterotipie, interessi limitati con diverse gravità di manifestazione. In presenza di tratti autistici ma mancato incontro completo dei criteri diagnostici si parla di spettro autistico sottosoglia e di Broader Autism Phenotype (BAP); abbiamo una popolazione non clinica ma più fragile della popolazione generale anche rispetto ad alcune entità nosologiche, tra cui i disturbi dell’umore. Non solo i pazienti con ASD presentano una comorbidità con depressione e disturbo bipolare, ma anche chi ha tratti risulta più tendente a svilupparli. Una problematica sociale che vede gli individui con ASD particolarmente affetti è quella del bullismo, andando essi spesso a ricoprire il ruolo di vittime e sopportando peggio l’esposizione a stress cronico. Abbiamo confrontato la popolazione con almeno un criterio diagnostico per ASD con dei soggetti sani per vedere cosa comportasse al livello di domini legati ai disturbi dell’umore e alla suicidalità, una fragilità degli individui con ASD, l’esposizione alla vittimizzazione. Con l’aumentare dei tratti autistici abbiamo riscontrato peggiori risposte secondo i domini indagati tra coloro che avevano subito bullismo confermando quanto il fenomeno vada ad incidere negativamente su una popolazione che già di per sé risulta maggiormente soggetta a tali problematiche

    Riflessioni sulla dimensione pubblica di maestro della Scuola Romana. Mario Mafai (1930-1960)

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    Questo studio propone una ricostruzione e una riflessione sulla dimensione pubblica dell’opera del pittore Mario Mafai, sollecitata in parte da riletture critiche più recenti che tentano una revisione dello stereotipo di “pittore della non ufficialità”. Le ricerche sono cominciate con la ricostruzione delle mostre personali dell’artista e l’identificazione, in alcuni casi solo parziale, delle opere esposte. A questo scopo sono state esaminate monografie, cataloghi di mostre unite alle ricerche nell’Archivio Storico della Biennale di Venezia e nell’Archivio Storico della Quadriennale. La ricostruzione procede cronologicamente avvalendosi di articoli rintracciati sulle principali testate giornalistiche e sui principali periodici dell’epoca, con attenzione ai critici, di volta in volta, più vicini e coinvolti nell’attività del pittore. Particolare attenzione è riservata ai contributi pubblicati dal pittore, con le sue prese di posizione non sempre chiare nei principi di fondo. Il primo capitolio affronta gli anni Trenta, dopo il battesimo della Scuola di Via Cavour, il pittore debutta ufficialmente sulla scena artistica nazionale. Alternando lunghi periodi in Italia, avrebbe cercato consapevolmente, e a più riprese, l’esilio parigino. Dalla capitale francese Mafai cominciava la collaborazione con «L’Italia Letteraria». Nei quattro articoli pubblicati dal pittore si rintracciano non solo acuti commenti sul clima artistico ma sopratutto precoci interessi di carattere sociale e culturale, volti ad istituire anche dei confronti tra la Francia e l’Italia. Con la sala personale della seconda Quadriennale il pittore si presentava aggiornato rispetto alle ricerche tonali, messe a punto e interprete in modo assolutamente personale. Le immagini incantate di acceso lirismo dei paesaggi e gli struggenti fiori secchi ne avevano decretato il successo ma già il pittore cominciava la ritirata sulla difensiva. Il secondo capitolo segue il graduale allontanamento da Roma del pittore. Dopo l’omaggio della mostra personale alla Galleria della Cometa, che segnava un’importante occasione per l’artista di ribadire una posizione di assoluta indipendenza, con il mutare della situazione nazionale e internazionale, per mettere al sicuro la famiglia, grazie all’aiuto dei collezionisti Jesi e Della Ragione, si traferisce a Poveromo e poi a Quarto di Genova. Alla vigilia della guerra mentre il disagio si riversava sulla tela con forza, il pittore cominciava un’avvicinamento consapevole agli ambienti più impegnati nell’opposizione politica. È la stagione della partecipazione alla mostra di Corrente, delle grandi personali allestite tra Venezia, Genova e Milano, e della vincita del secondo premio Bergamo che suggellava l’affermazione al ruolo caposcuola per le nuove generazioni. Un ruolo più simbolico che attivo, Mafai non fu mai un combattente capace di prendere in mano una bandiera. Si appartò con un lavoro da uomo impegnato ma non provò mai ad assumere la guida, perché non era la sua natura. Il terzo capitolo segue l’artista nel secondo dopoguerra. A seguito della convinta partecipazione alla guerra di Liberazione aderiva al PCI e la ricollocava la propria opera con l’articolo pubblicato su «Rinascita». La lettera, di poco precedente, inviata a Togliatti con la qual si accertava delle posizioni del partito rispetto alla libertà degli artisti, è il segnale di un’adesione problematica fin dagli inizi. Già la Biennale di Venezia del 1950 segna una distanza, come potevano i Peperoni e i Pomodoretti di Mafai stare accanto a Occupazione di terre incolte in Sicilia di Guttuso? Il distacco è lento ma alla fine, nel 1956, dopo i fatti di Ungheria lo strappo è inevitabile. La nuova stagione si apre con una dichiarazione del pittore che sente di dover giustificare una scelta e una presa di posizione che viene interpretata come un vero tradimento. Per il pittore scegliere significa rinunciare a qualcosa, perché aveva sostenuto che così soltanto si riesce a realizzare se stessi, diventare quello che si è. Guardando con distanza allo sviluppo della sua opera, si può affermare che proprio nella “rinuncia” sta la coerenza di Mafai, nello sforzo di migliorarsi e progredire nella conquista della terribile idea dell’arte che non è sempre chiara per tutti. Neppure per lui

    Lorenzo Gori, uno scultore dimenticato

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    Il presente elaborato si propone di delineare l’itinerario artistico e personale dello scultore labronico Lorenzo Gori , del quale nel 2023 è ricorso il centenario della morte, attraverso lo studio e l’analisi diretta del Fondo Archivistico Lorenzo Gori. Tale Fondo fu acquistato dalla Biblioteca Labronica Francesco Domenico Guerrazzi di Livorno dal precedente direttore Duccio Filippi nel luglio del 2004 , in linea diretta da Massimo Fino e Federica Bertolli responsabili della libreria di antiquariato di Lucca Lim Antiqua . Chi scrive è venuta a conoscenza dell’esistenza di questo preziosissimo e variegato Fondo Gori, ancora inesplorato da studiosi e storici dell’arte del settore, in maniera puramente fortuita, grazie al suo impiego come operatrice museale e didattica all’interno dei musei e delle biblioteche civiche livornesi, che svolge con impegno dal 2018. In seguito a tale scoperta ha quindi maturato l’idea di approfondire la figura di questo importante e illustre suo concittadino, al quale non è stato dato ancora il giusto riconoscimento, nonostante le molteplici attività non solo artistiche ma anche filantropiche da lui svolte a favore del miglioramento della città di Livorno. In questo lavoro si è cercato di ricostruire e tracciare un profilo quanto più accurato e preciso possibile dell’artista che fu Lorenzo Gori, unendo e collegando tra loro i numerosi documenti rinvenuti. Questo processo è stato reso possibile grazie a un’attenta decodifica delle molteplici calligrafie presenti all’interno del Fondo Gori e dell’Archivio Storico di Livorno. Il professor Lorenzo Gori fu uno scultore prolifico che lavorò intensamente fra Ottocento e Novecento in Toscana, prevalentemente in ambito livornese e fiorentino, in piena fase post-unitaria e risorgimentale. Egli strinse significativi rapporti di amicizia, fin dagli anni di studio presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze, non solo con i protagonisti del panorama artistico toscano a lui coevi, come il gruppo dei Macchiaioli, ma anche con personaggi di rilievo che avevano combattuto a fianco di Giuseppe Garibaldi, come i fratelli Andrea e Jacopo Sgarallino. Per questo motivo una considerevole parte del Fondo Gori è dedicata ai carteggi privati del professor Gori con le figure del suo tempo, da Telemaco Signorini ad Augusto Rivalta solo per citare alcuni nomi presenti nella raccolta. Questo Fondo composito ed eterogeno si dirama in sezioni che si è tentato di ordinare per aree tematiche. Nel Fondo si trovano infatti più di duemila pagine di documenti autentici, fra quaderni di memorie, libri di revisione dei conti, album da disegno con schizzi eseguiti a matita o ad acquerello e ritagli di quotidiani dell’epoca che lo menzionano in articoli dedicati. Congiuntamente ai materiali citati è presente il testamento ufficiale dello scultore scritto di suo pugno, nel quale si evince come Gori si sia confermato fino alla fine dei suoi giorni una persona umile e modesta dedita alla famiglia e agli affetti, ma soprattutto al lavoro, che ha svolto instancabilmente finché le forze lo hanno assistito

    Analysis of security requirements for Public Administration entities and development of a CSIRT in the context of Regione Toscana

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    Analysis of the cyber security requirements and challenges facing the italian public sector, including regulations and technical needs, to guide the development of a Computer Security Incident Response Team for the Tuscany region of Italy. This study looks into laws and regulations regarding information security for public entities and tools to comply with those laws, as a means to better understand the challenges which members of a future constituency of a regional CSIRT might face, and tailor the CSIRT's offer to their needs

    Rivoluzione digitale e giornalismo: l'integrazione dell'intelligenza artificiale e le sfide per l'informazione contemporanea

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    Negli ultimi anni, il giornalismo ha subito una profonda trasformazione, guidata dall'Intelligenza Artificiale (AI), che sta ridisegnando la produzione, distribuzione e consumo delle notizie. Questa tesi analizza lo stato attuale del settore, esplorando come l'AI influenzi le pratiche giornalistiche e l'etica del mestiere. Vengono studiati vari aspetti, dalle applicazioni dell'AI, come la personalizzazione dei contenuti e la produzione automatizzata di articoli, alle sfide emergenti come la disinformazione e la regolamentazione. Il focus è sul bilanciamento tra innovazione tecnologica e preservazione della qualità e indipendenza dell'informazione, con particolare attenzione al contesto italiano, dove l'adozione dell'AI è in crescita, spinta da strategie nazionali che mirano a rendere l'Italia un leader nel settore. In recent years, journalism has undergone a profound transformation driven by Artificial Intelligence (AI), reshaping the production, distribution, and consumption of news. This thesis examines the current state of the industry, exploring how AI impacts journalistic practices and ethics. Various aspects are studied, from AI applications such as content personalization and automated article production to emerging challenges like misinformation and regulation. The focus is on balancing technological innovation with the preservation of quality and independence in journalism, with particular attention to the Italian context, where AI adoption is growing, driven by national strategies aiming to position Italy as a leader in the sector

    One-step nucleic acid amplification (OSNA) in the identification of micrometastases in patients with early Non- small Cell Lung Cancer (NSCLC): preliminary results of a prospective study

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    Lung cancer is one of the leading causes of death worldwide. Surgical treatment (anatomical lung resection and systematic lymphadenectomy) is the gold standard for patients with early-stage non-small cell lung cancer (NSCLC). Prognosis depends on the pathological stage and lymph node involvement. Post-surgical recurrences occur in 30-40% of cases, often due to lymph node micrometastases undetected by standard diagnostic methods. Traditional methods (hematoxylin-eosin and immunohistochemistry) may fail to identify lymph node micrometastases, potentially causing disease down-staging. The OSNA technique (One-Step Nucleic Acid Amplification), which detects CK19 (cytokeratin 19) mRNA, offers greater sensitivity, overcoming the limitations of conventional methodologies. A pilot study conducted between March and July 2021 on 8 patients showed that OSNA detected N2 positivity in 37.5% of cases, leading to pathological up-staging in three patients. The protocol did not affect operative time or complication rates. The presented prospective study, approved by the ethics committee, plans to enroll 130 patients to compare OSNA with traditional techniques in terms of accuracy in detecting micrometastases, impact on lymph node staging, and the potential benefit of adjuvant treatments

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