62966 research outputs found
Sort by
Accesso umanitario tra vincoli e strategie: un'analisi teorica e il caso del Myanmar
L’oggetto principale della mia ricerca è l’accesso umanitario e in particolare le strategie volte a favorirlo in contesti di crisi che presentano vincoli e restrizioni.
Le numerose crisi complesse dei giorni nostri hanno causato un aumento dei vincoli all’accesso umanitario, rendendo questa tematica una delle sfide principali per la protezione dei civili e per il regolare svolgimento dell’assistenza umanitaria.
Ho intrapreso questo percorso con l’obiettivo di approfondire le possibili tecniche volte a ridurre e superare le restrizioni all’accesso, per poi analizzare il caso del Myanmar e comprendere quale delle strategie può garantire maggiore continuità ed efficacia nella risposta umanitaria in questo paese.
In conclusione, il mio lavoro evidenzia l'importanza di approcci dinamici, contestuali e integrati per l’accesso umanitario, che rispondano alle specifiche esigenze e sfide del contesto di intervento, valorizzando gli attori locali come elementi centrali nella risposta e nel superamento delle restrizioni.
The main subject of my research is humanitarian access and in particular strategies to facilitate it in crisis contexts with constraints and limitations.
The many complex crises of our time have led to an increase in restrictions on humanitarian access, making this issue one of the main challenges for the protection of civilians and the smooth running of humanitarian assistance.
I undertook this journey with the aim of exploring possible techniques to reduce and overcome access restrictions, and then analysing the case of Myanmar to understand which of these strategies can ensure greater continuity and effectiveness in the humanitarian response in this country.
In conclusion, my work highlights the importance of dynamic, contextual and integrated approaches to humanitarian access that respond to the specific needs and challenges of the context of intervention, valuing local actors as central to the response and overcoming of restrictions
BWR 8: REQUISITO DI USO SOSTENIBILE DELLE RISORSE NATURALI DEI PRODOTTI DA COSTRUZIONE. IL CASO DEGLI ISOLANTI TERMICI. ANALISI DEL MERCATO ITALIANO.
L’obiettivo della tesi è quello di raccogliere e analizzare le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD) relative agli isolanti termici per l’edilizia e valide sul mercato italiano, estrapolando gli indici di impatto ambientale, in modo da ricavare una base di dati utile a studiare la situazione nel nostro Paese e trovare dei valori di riferimento.
La fase iniziale, quindi, è stata quella dello studio della normativa, della definizione e della struttura delle EPD. Un'innovazione di rilievo in questo contesto è rappresentata dall'introduzione del nuovo requisito di base n. 8 (BWR 8), denominato "Uso sostenibile delle risorse naturali delle opere di costruzione", sancito dal Regolamento (UE) 2024/3110, noto come Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR). Tale regolamento, in particolare, designa in maniera esplicita la metodologia armonizzata EN 15804 e, conseguentemente, le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto (EPD), quali strumenti preposti alla verifica della conformità al suddetto requisito. In altre parole, il nuovo regolamento stabilisce un legame diretto tra la valutazione della sostenibilità delle risorse naturali nelle costruzioni e l'utilizzo delle EPD, redatte secondo la norma EN 15804, come mezzo per dimostrare la conformità ai criteri stabiliti.
Completata questa fase iniziale, il lavoro di tesi si è concentrato sulla raccolta e catalogazione delle EPD, che sono state suddivise per normativa di riferimento e tipologia di isolante, quindi è stato assegnato loro un codice identificativo progressivo anonimizzato, in modo da non consentire di risalire al produttore. Per tutti i valori considerati è stata poi elaborata una normalizzazione alla resistenza termica unitaria, così da rendere possibile il paragone tra prodotti diversi.
Per ogni famiglia di isolanti termici (isolanti plastici, isolanti fibrosi e isolanti organici naturali), infine, sono stati identificati dei valori di riferimento per i principali indici di impatto ambientale (GWP-total, GWP-fossil, GWP-biogenic, GWP-land use), sulla base del valore medio
La terapia anticoagulante nella popolazione ospedalizzata geriatrica affetta da fibrillazione non valvolare di nuovo riscontro. Uno studio pilota, prospettico, osservazionale, monocentrico
Introduzione: il processo coagulativo riveste un ruolo evolutivo fondamentale, la cui funzione principale è l’emostasi, intesa come processo omeostatico finalizzato ad arrestare il sanguinamento; essa risulta in contrapposizione con la trombosi, definita come formazione patologica di un coagulo (trombo) nel lume dei vasi. La terapia anticoagulante svolge un’importante funzione per la profilassi primaria o secondaria del rischio tromboembolico, in particolare risulta ampiamente utilizzata nel paziente anziano, visto l’aumentato rischio trombotico al crescere dell’età. Il profilo di efficacia e di sicurezza è significativamente incrementato con l’avvento degli anticoagulanti diretti orali (DOAC) rispetto alla precedente terapia con il warfarin. La prevalenza della fibrillazione atriale inoltre è molto frequente nella popolazione anziana e cresce all’aumentare dell’età. Si stima che essa si attesti oltre il 15% nei pazienti ultraottantacinquenni. Inoltre, tale condizione presenta un ruolo bidirezionale con la fragilità e si associa a un aumentato carico polipatologico e polifarmacologico, oltreché a un’aumentata mortalità per tutte le cause del paziente.
Obiettivo: Il nostro studio è di tipo osservazionale, prospettico, monocentrico, ed è volto a descrivere le caratteristiche cliniche e di fragilità della popolazione geriatrica ospedalizzata sottoposta a terapia anticoagulante per nuovo riscontro di fibrillazione atriale non valvolare. È stato condotto da gennaio 2021 a dicembre 2024 e si inserisce nello studio multicentrico PRESBUS.
Metodi e materiali: conformemente allo Studio PRESBUS, per l’inclusione nello studio si sono adottati i seguenti criteri di eleggibilità: età≥ 75 anni alla data di firma del consenso informato, diagnosi documentata di fibrillazione atriale non valvolare (FANV), pazienti naïve al trattamento con anticoagulanti e sottoposti a valutazione multidimensionale geriatrica (VMDG) al momento dell’arruolamento. L'analisi statistica è stata condotta con metodo statistico-descrittivo, l'ANOVA a misure ripetute, le tabelle di contingenza, il test t di Bonferroni e la regressione logistica binomiale.
Risultati: Lo studio ha coinvolto 49 pazienti geriatrici (età media: 84 ± 6 anni), di cui il 45% donne. La popolazione studiata presentava un elevato carico di comorbidità (CIRS-CI mediano: 3) e polifarmacoterapia (mediana: 6 farmaci/die). L'ipertensione arteriosa (89%) e il diabete mellito tipo 2 (30%) erano le comorbidità più frequenti. Lo scompenso cardiaco era presente nel 65% dei pazienti, principalmente con frazione di eiezione preservata (HRpEF, >50%). Il rischio tromboembolico appariva elevato (CHA2DS2-VASC > 4 nel 50% dei casi), mentre il rischio emorragico, valutato con HAS-BLED, risultava modesto (mediana: 1). La popolazione in studio inoltre presentava un profilo di fragilità lieve. Le attività quotidiane (BADL) risultano sostanzialmente conservate (mediana: 6 su 6), mentre quelle strumentali (IADL), risultavano parzialmente compromesse (mediana: 5.5 su 8). Il declino cognitivo era presente in una minoranza dei casi (15%) e il rischio di demenza risultava basso (SPSMQ mediano: 1 su 10). Lo stato nutrizionale risultava borderline per rischio di malnutrizione (MNA mediano: 24 su 30) e la performance fisica era anch'essa leggermente compromessa (Tinetti mediano: 22 su 28). Circa il 50% dei casi ha necessitato di un ulteriore accesso in PS e/o di ospedalizzazione; tuttavia, solo il 10% dei casi ha presentato un sanguinamento maggiore.
Discussione: l’analisi ANOVA ha messo in evidenza una riduzione statisticamente significativa della frequenza cardiaca all’ingresso in reparto e al follow-up a 12 mesi (p=0.03). Tale dato è verosimilmente da mettere in relazione alla terapia antiaritmica con betabloccante, prescritta a basse dosi in dimissione. Un’altra evidenzia significativa risultata all’analisi ANOVA è la riduzione statisticamente significativa del BMI (body mass index) durante il follow-up (p=<0.001). Inoltre, l’indice nutrizionale valutato con il MNA si è dimostrato il miglior predittore significativo della mortalità (p=0.004). Abbiamo riscontrato diverse limitazioni a questo studio in particolare legate ai criteri di selezione condivisi con lo studio PRESBUS.
Conclusione: L’utilizzo dei DOAC nella popolazione geriatrica ultraottantenne, affetta da fibrillazione atriale, mostra un profilo di sicurezza generalmente favorevole. La relazione tra fibrillazione atriale e malnutrizione (e sarcopenia) è una correlazione emergente che evidenzia la necessità di un approccio multidimensionale nella gestione dei pazienti anziani con fibrillazione atriale, includendo in particolare la valutazione dello stato nutrizionale, muscolare e della performance fisica. Occorrono tuttavia ulteriori studi per chiarire ulteriormente i meccanismi sottostanti e definire eventuali interventi clinici mirati
Effetto di micro e nanoplastiche di polietilene su germinazione e crescita di piante di basilico
La contaminazione da plastiche è una problematica ambientale di rilevanza mondiale, seconda per importanza solo al cambiamento climatico. La produzione di plastica è aumentata da 2 Mt nel 1950 a 390,7 Mt nel 2021 e potrebbe superare 30 Gt entro il 2050. A causa del basso livello di riciclo e dell’inadeguata gestione dei rifiuti, circa il 79% della plastica prodotta viene rilasciata nell’ambiente, accumulandosi nelle discariche e in vari comparti ambientali.
Diversi processi naturali portano alla frammentazione dei rifiuti plastici, portando alla formazione di microplastiche (MPs, <5 mm) e nanoplastiche (NPs, <100 nm), che sono diffuse globalmente e hanno effetti negativi sull’ambiente e sulla salute umana. Nel suolo, la quantità di MNPs è quattro volte superiore rispetto a quella presente negli oceani. Le principali fonti di MNPs nel suolo sono i fanghi di depurazione, i rifiuti urbani e industriali, i fertilizzanti organici, i film plastici, i materiali utilizzati nelle serre e le deposizioni atmosferiche.
Le MNPs alterano il funzionamento degli agroecosistemi, modificando le proprietà chimiche e fisiche del suolo, le comunità microbiche e la crescita delle piante. Le particelle plastiche di dimensioni nanometriche, inoltre, possono essere assorbite dalle piante e traslocate ai tessuti aerei. A causa delle ridotte dimensioni, le MNPs possono essere ingerite, accumulate e trasferite dagli organismi, provocando fenomeni di bioaccumulo. Durante la degradazione, possono rilasciare additivi tossici come il bisfenolo A e gli esteri ftalati che sono noti interferenti endocrini con effetti cancerogeni sull’uomo; possono adsorbire inquinanti come pesticidi e metalli pesanti, e anche agenti patogeni.
Gli effetti sulle piante includono citotossicità, genotossicità, riduzione dei processi fisiologici fondamentali (capacità germinativa dei semi, tasso di respirazione delle radici, tasso di fotosintesi netta, contenuto di pigmenti fotosintetici, tasso di traspirazione, conduttanza stomatica, parametri di fluorescenza) e induzione di stress ossidativo. Le MNPs, per tali motivi, rappresentano una minaccia per la produttività agricola, la composizione degli ecosistemi vegetali e la salute umana.
Lo scopo di questa tesi sperimentale è stato quello di indagare, da un punto di vista interdisciplinare, i diversi effetti acuti e cronici di micro- e nanosfere di polietilene (0,1%; p/v) su Ocymum basilicum L. coltivato in idroponica e la risposta della pianta a tali trattamenti, a partire dalla germinazione del seme, analizzando parametri biometrici, citologici, fisiologici e relativi allo stress ossidativo. Le plastiche impiegate presentavano un ampio range di dimensioni (200-9900 nm) al fine di simulare il più fedelmente possibile una contaminazione reale del substrato di crescita, caratterizzata dalla coesistenza di particelle di diverse dimensioni.
L’utilizzo del colorante Nile Red ci ha permesso di evidenziare e tracciare le particelle plastiche a livello della radice di O. basilicum. In particolare, sono state evidenziate sull’apice radicale, adese ai tessuti tegumentali e corticali sotto forma di aggregati o particelle singole di diverse dimensioni, mentre la più intensa fluorescenza rossa a carico del sistema vascolare ha fatto supporre la presenza di particelle plastiche di taglia nanometrica nel flusso xilematico.
L’adsorbimento delle MPs e degli aggregati di particelle plastiche ha portato ad una diminuzione degli scambi idrici con l’ambiente circostante, con conseguenze sulla crescita e lo sviluppo delle piante trattate. Dalle analisi citologiche è stato osservato un aumento dell’indice mitotico, accompagnato da un aumento della percentuale di anomalie totali, in particolar modo di anafasi anomale. Riguardo i parametri biometrici, le piante trattate presentavano una riduzione della biomassa radicale, un aumento dell’allungamento delle radici e un aumento dell’accumulo di sostanza secca sia nelle foglie che nelle radici.
Dalle analisi fisiologiche è stata rilevata una diminuzione della conduttanza stomatica e del tasso di fotosintesi netta, insieme a limitazioni a carico del sistema fotosintetico (dell’efficienza del PSII, dell’efficienza del PSI, limitazioni a carico del donatore di elettroni del PSI e dei parametri relativi al tasso di trasporto elettronico).
Infine, sono stati analizzati tramite analisi biochimiche e istochimiche i livelli di perossido di idrogeno (H2O2), indicatore dell’accumulo di ROS, e di sostanze reattive dell’acido tiobarbiturico (TBARS), come marcatori della perossidazione lipidica. Nelle radici le analisi biochimiche hanno rilevato una diminuzione dei livelli di H2O2 e un aumento del danno ossidativo, mentre nelle foglie si è osservato un aumento di entrambi i parametri. Le analisi istochimiche hanno evidenziato un aumento dei marcatori dello stress ossidativo sia nelle foglie che nelle radici.
Riguardo l’analisi dell’attività del sistema antiossidante, non sono state rilevate grandi differenze dal punto di vista enzimatico, mentre si è assistito ad un aumento della concentrazione di molecole antiossidanti, in particolar modo dei livelli di fenoli nelle foglie e di acido ascorbico e glutatione nelle radici.
In conclusione, questo studio sperimentale ha dimostrato che il trattamento con 0,1% di MNPs di polietilene ha avuto effetti su diversi parametri di crescita di O. basilicum L. Ulteriori studi saranno necessari per comprendere i meccanismi di assorbimento delle NPs.
Plastic contamination is a global environmental issue, second in importance only to climate change. Plastic production has increased from 2 Mt in 1950 to 390.7 Mt in 2021 and could exceed 30 Gt by 2050. Due to low recycling rates and inadequate waste management, approximately 79% of the plastic produced is released into the environment, accumulating in landfills and various environmental compartments. Natural processes lead to the fragmentation of plastic waste, resulting in the formation of microplastics (MPs, <5 mm) and nanoplastics (NPs, <1000 nm), which are globally widespread and have negative effects on both the environment and human health. In soil, the quantity of MNPs is four times higher that found in oceans. The primary sources of MNPs in soil include sewage sludge, urban and industrial waste, organic fertilizers, plastic films, materials used in greenhouses and atmospheric deposition. MNPs disrupt the functioning of agroecosystems by altering the soil's chemical and physical properties, microbial communities and plant growth. Nanometric plastic particles can also be absorbed by plants and translocated to aerial tissues. Additionally, due to their small size, MNPs can be ingested, accumulated and transferred between organisms, leading to bioaccumulation phenomena.
During their degradation, plastics can release toxic additives such as bisphenol A and phthalate esters, which are known endocrine disruptors with carcinogenic effects in humans. They can also adsorb pollutants such as pesticides, heavy metals and pathogens. The effects on plants include cytotoxicity, genotoxicity, a reduction in fundamental physiological processes (seed germination capacity, root respiration rate, net photosynthesis rate, photosynthetic pigment content, transpiration rate, stomatal conductance, and fluorescence parameters), and oxidative stress induction. For these reasons, MNPs pose a significant threat to agricultural productivity, ecosystem composition and human health.
The aim of this experimental thesis was to investigate, from an interdisciplinary perspective, the acute and chronic effects of polyethylene micro- and nanospherules (0.1%; w/v) on Ocimum basilicum L. grown hydroponically and the plant's response to such treatments, starting from seed germination and analyzing biometric, cytological, physiological and oxidative stress parameters. The plastics used had a wide size range (200–9900 nm) to simulate as accurately as possible a realistic contamination of the growth substrate, characterized by the coexistence of particles of various sizes.
The use of the Nile Red dye allowed us to visualize and trace plastic particles at the root level of O. basilicum. Specifically, particles were detected on the root apex, adhering to the epidermal and cortical tissues in the form of aggregates or single particles of various sizes, while the more intense red fluorescence observed in the vascular system suggested the presence of nanometric plastic particles in the xylem flow.
The adsorption of MPs and plastic particle aggregates led to a decrease in water exchange with the surrounding environment, impacting the growth and development of treated plants. Cytological analyses revealed an increase in the mitotic index, accompanied by a higher percentage of total anomalies, particularly anomalous anaphases. Regarding biometric parameters, treated plants exhibited reduced root biomass, increased root elongation and higher accumulation of dry matter in both leaves and roots. Physiological analyses showed a decrease in stomatal conductance and net photosynthesis rate, along with limitations to the photosynthetic system, affecting PSII, PSI, and the parameters related to electron transport rates (ETRII and ETRI).
Finally, biochemical and histochemical analyses were performed to assess the levels of hydrogen peroxide (H₂O₂), an indicator of reactive oxygen species (ROS) accumulation, and thiobarbituric acid reactive substances (TBARS) as markers of lipid peroxidation. In roots, biochemical analyses revealed a decrease in H₂O₂ levels and an increase in oxidative damage, while in leaves, both parameters of oxidative stress were elevated. Histochemical analyses highlighted increased oxidative stress in both leaves and roots.
Regarding the analysis of the antioxidant system's activity, no significant differences were observed in enzymatic activity; however, there was an increase in the concentration of antioxidant molecules, particularly phenols in leaves and ascorbic acid and glutathione in roots.
In conclusion, this experimental study demonstrated that treatment with 0.1% polyethylene MNPs affected various growth parameters of O. basilicum L. Further studies will be necessary to understand the mechanisms of NPs absorption
Place-oriented Grasping of Unknown Objects: A Deep Q-learning Approach
Questa tesi si propone di integrare tecniche di computer vision e algoritmi di deep reinforcement learning nell’ambito della robotica, con l’obiettivo di automatizzare la selezione della configurazione ottimale del robot per eseguire una presa efficace di oggetti in relazione a una posizione finale desiderata.
In particolare, la determinazione della configurazione ottimale si basa sull’analisi di un’immagine acquisita da una fotocamera. Attraverso la computer vision, gli oggetti presenti nell’immagine vengono identificati e delimitati tramite bounding box. Successivamente, tali informazioni vengono elaborate da una rete neurale Deep Q-Network (DQN), che determina la configurazione più adatta del robot per eseguire la presa.
Il sistema è stato implementato utilizzando il braccio robotico Franka Emika Panda. Il modello addestrato è stato infine sottoposto a test sperimentali in ambiente di laboratorio per verificarne le prestazioni e l’affidabilità.
The objective of this thesis is to integrate computer vision techniques and deep reinforcement learning algorithms in the field of robotics, with the aim of automating the selection of the optimal configuration of the robot to perform an effective grasping of objects with respect to a desired final position.
Specifically, the determination of the optimal configuration is based on the analysis of an image captured by a camera. Computer vision is used to identify objects in the image and delimit them with bounding boxes. This information is then processed by a Deep Q-Network (DQN) neural network, which determines the most appropriate configuration of the robot to perform the grasp.
The system was implemented using the Franka Emika Panda robot arm. Finally, the trained model was subjected to experimental tests in a laboratory environment to verify its performance and reliability
Design and Implementation of a predictive maintenance system for journal bearings
Industrial maintenance strategies have evolved from reactive and preventive approaches to predictive maintenance (PdM), leveraging data-driven techniques for enhanced efficiency. This thesis focuses on PdM for journal bearings in rotating machinery, using temperature signals for anomaly detection. Failures are identified when bearing temperatures exceed critical thresholds, with deviations in predicted versus actual temperatures signaling potential defects. The study explores various forecasting models, including decision trees and LSTMs, but emphasizes Foundation Models (FMs) for their adaptability and generalization. A real-world dataset from a turbo-generator is used to evaluate these models, demonstrating that FMs outperform conventional approaches. The findings highlight the potential of next-generation AI models in PdM, reducing unplanned downtime and improving industrial reliability
Adaptive Behaviors, Esophageal Anxiety and Hypervigilance Modify the Association Between Dysphagia Perception and Histological Disease Activity in Eosinophilic Esophagitis
Higher esophageal anxiety, hypervigilance and use of adaptive behaviors are associated with active EoE and represent clinical markers of histological disease activity. Adaptive behaviours provide complementary clinical information that is not detected by symptoms alone. The assessment of anxiety, hypervigilance, and adaptive behaviors improves the correlation between clinical and histological disease activity in EoE.
Una maggiore ansia esofagea, l'ipervigilanza e l'uso di comportamenti adattivi sono associati all'EoE attiva e rappresentano marcatori clinici dell'attività istologica della malattia. I comportamenti adattivi forniscono informazioni cliniche complementari che non vengono rilevate dai soli sintomi. La valutazione dell'ansia, dell'ipervigilanza e dei comportamenti adattivi migliora la correlazione tra attività clinica e istologica della malattia nell'EoE
Green Pharmaceuticals: development of processes for sustainable health
This PhD research project is situated within the growing field of Green Chemistry, addressing the pressing environmental and sustainability challenges currently facing the chemical sciences. The primary objective of the work is to contribute to the global effort of reducing the ecological and health risks associated with traditional chemical processes, particularly through the replacement of hazardous volatile organic compounds (VOCs) with safer, more sustainable alternatives. Beyond solvent substitution, the thesis explores how technological innovations can further drive sustainable chemistry. Two such methodologies—photochemistry and flow chemistry—are introduced as complementary strategies. These approaches not only reduce energy consumption and waste generation but also enhance safety and scalability. In summary, this research contributes to the advancement of green and sustainable chemistry by offering practical solvent alternatives and implementing innovative technologies, with particular relevance to pharmaceutical synthesis. It demonstrates that environmentally friendly practices can be integrated into high-performance synthetic methodologies without compromising efficiency or scalability
L'invalidità dell'atto impositivo nel tempo: riflessioni sull'evoluzione del sistema e sulle recenti riforme
Inizialmente, il presente elaborato affronta il tema dell'invalidità degli atti impositivi nel diritto tributario, operando una ricostruzione temporale sulle riflessioni della dottrina e della giurisprudenza e sulle norme da esse analizzate. L'analisi muove dal regime delle invalidità degli atti impositivi previgente all'introduzione del capo IV-bis della L. n. 241/1990 e dunque dalla tradizionale dicotomia "inesistenza/annullabilità".
Successivamente, vengono esaminati i riflessi tributari degli articoli 21-septies e 21-octies della L. n. 241/1990, introdotti con la l. n. 15/2005 e quindi la possibilità di applicare la disciplina dell'invalidità dei provvedimenti amministrativi, caratterizzata da un sistema duale (nullità-annullabilità), nel settore tributario, soffermandosi in modo particolare sull'applicabilità dell'articolo 21-octies, 2°comma, primo periodo della L. n. 241/1990 e sulla correlata natura provvedimentale degli atti impositivi.
Infine, la trattazione si sposta sull'analisi delle recenti modifiche allo Statuto dei diritti del contribuente, avvenute con il D. lgs. n. 219/2023, che hanno dotato lo Statuto di un'autonoma disciplina circa l'invalidità degli atti tributari. Specificamente l'indagine si sofferma sugli articoli 7-bis, 7-ter e 7-quater del suddetto Statuto.
L'analisi della recente disciplina ha l'obiettivo di sondare i possibili lati positivi della riforma e le criticità che essa presenta, soprattutto rispetto alla certezza del diritto e alle garanzie dei contribuenti nel loro rapporto con il fisco
Il fenomeno degli angeli della morte: il caso Fausta Bonino e le difficoltà nell'accertamento del nesso causale in medicina legale
Il presente elaborato si pone come obiettivo l'analisi del fenomeno, ancora scarsamente esplorato, degli "angeli della morte", ovvero medici, infermieri e operatori sanitari che, all'interno di contesti di cura quali nosocomi, case di riposo o strutture sanitarie, pongono intenzionalmente fine alla vita di pazienti loro affidati abusando del loro potere. Nel primo capitolo gli angeli della morte vengono inquadrati nella più ampia categoria dei serial killer e distinti in tre tipologie, basate sul movente. Successivamente, si approfondiscono le caratteristiche dei carnefici e i criteri che guidano la scelta delle loro vittime, spesso anziane, vulnerabili e facilmente manipolabili. Il secondo capitolo è dedicato all'analisi del Caso Fausta Bonino, ricostruendo la vicenda giudiziaria dalle indagini preliminari fino alla recente pronuncia della Corte di Cassazione del 2025, con particolare attenzione alla perizia medico-legale elaborata da un gruppo di esperti nel settore. Infine, il terzo capitolo affronta il tema del nesso causale tra la condotta dell'autore e l'evento dannoso, evidenziando le difficoltà di accertamento in ambito medico-legale