University of Pisa

Electronic Thesis and Dissertation Archive - Università di Pisa
Not a member yet
    62966 research outputs found

    Nulle autre voix: analisi, proposta di traduzione e commento

    No full text
    Nulle autre voix è un romanzo contemporaneo, precisamente del 2018, dell'autrice Maissa Bey. Il romanzo vede come protagonista una giovane donna che, dopo aver scontato una pena detentiva di 15 anni per aver ucciso il marito, si trova a ripercorrere tutti i momenti salienti della sua vita che l'hanno potata a compiere quel gesto. Si tratta di un percorso di liberazione, di riscoperta di sé. Emergono aspetti molto interessanti come la violenza subita da molte donne in ambito matrimoniale, la violenza psicologica che spesso queste donne subiscono anche dalla propria famiglia. Il romanzo viene poi contestualizzato all'interno della realtà dell'Algeria, un paese che ha conosciuto momenti di guerra, tensione e crudeltà

    Spettro da stress post-traumatico in pazienti schizofrenici con e senza tratti autistici

    No full text
    Contesto di studio: il disturbo dello spettro dell’autismo (ASD) e la schizofrenia rappresentano due entità nosografiche a sé stanti, ma concettualmente e storicamente interconnesse. I due disturbi condividono numerosi aspetti clinici, psicopatologici e neurofisiologici, suggerendo meccanismi sottostanti potenzialmente sovrapponibili. Rispetto alla popolazione generale, la prevalenza di ASD conclamato o di tratti autistici sottosoglia risulta aumentata nei pazienti affetti da schizofrenia, potendone influenzare l’outcome clinico, sia a livello cognitivo che sociale ed emotivo. Inoltre, alcuni degli aspetti psicopatologici di entrambe le condizioni possono predisporre ad una maggiore vulnerabilità alle esperienze potenzialmente traumatiche e ad una più complessa elaborazione del trauma stesso. Obiettivi: l’obiettivo di questo studio era quello di indagare, all’interno di un campione di pazienti affetti da schizofrenia, la presenza di tratti autistici significativi e i correlati della presenza di tratti autistici per quanto riguarda l’esperienza di eventi stressanti o potenzialmente traumatici e i sintomi di spettro post-traumatico. Lo studio si proponeva anche di valutare le eventuali associazioni tra i domini psicopatologici dello spettro autistico e quelli dello spettro post-traumatico in questo campione. Materiali e Metodi: sono stati reclutati 90 individui con diagnosi di schizofrenia, attraverso il coinvolgimento di 6 Cliniche psichiatriche universitarie e Dipartimenti di salute mentale italiani nell’ambito del NIRP (Rete Italiana per la Ricerca sulle Psicosi). Ai partecipanti sono stati somministrati i questionari Adult Autism Subthreshold Spectrum (AdAS Spectrum), per la valutazione dei tratti autistici e Trauma and Loss Spectrum – Self Report (TALS-SR), per la rilevazione dei sintomi legati a stress e trauma. Risultati: il 45,6% del campione ha riportato tratti autistici clinicamente significativi e i pazienti compresi in questa percentuale (gruppo AT) hanno mostrato punteggi globalmente più elevati al TALS-SR rispetto al gruppo no-AT, con maggiore significatività statistica per i domini di “Eventi potenzialmente traumatici”, “Rievocazione” e “Caratteristiche di personalità/Fattori di rischio”. Inoltre, il gruppo AT ha riportato con maggiore frequenza esperienze traumatiche legate a minacce al proprio benessere socio-economico e a disastri naturali. Analisi di correlazione e regressione hanno evidenziato un'associazione significativa tra tratti autistici e sintomatologia legata al trauma. In particolare, i domini dell’AdAS Spectrum di “Iper/ipo-reattività”, “Inflessibilità e Aderenza alla routine” e “Interessi ristretti e ruminazioni” sono risultati predittori positivi dei domini del TALS-SR di “Eventi potenzialmente traumatici”, “Rievocazione” ed “Evitamento e Ottundimento delle emozioni”, rispettivamente. Il dominio dell’AdAS Spectrum di “Comunicazione non verbale” era, invece, un predittore positivo dei domini del TALS-SR “Comportamenti disadattivi”, “Arousal” e “Caratteristiche di personalità e Fattori di rischio”. Infine, il punteggio totale dell’AdAS Spectrum era un predittore positivo del punteggio totale del TALS-SR. Conclusioni: questi risultati mostrano che la presenza di tratti autistici clinicamente significativi, in comorbidità con la schizofrenia, può rappresentare un fattore di aumentata vulnerabilità al trauma e di una più severa sintomatologia legata a questo. Molti dei domini psicopatologici dello spettro autistico sembrano essere correlati e predittori di specifici aspetti sintomatologici post-traumatici, sottolineando l’importanza di una loro rilevazione precoce al fine di impostare strategie terapeutiche mirate. Background: Autism spectrum disorder (ASD) and schizophrenia represent two nosographic entities in their own right, but conceptually and historically interconnected. These two disorders share numerous clinical, psychopathological and neurophysiological aspects, suggesting potentially overlapping underlying mechanisms. Compared to the general population, the prevalence of overt ASD or subthreshold autistic traits is increased in patients with schizophrenia, which can influence their clinical outcome, both at a cognitive, social and emotional level. In addition, some of the psychopathological aspects of both conditions may predispose to greater vulnerability to potentially traumatic experiences and to a more complex processing of the trauma itself. Objectives: The aim of this study was to investigate, within a sample of schizophrenia patients, the presence of significant autistic traits and the correlates of the presence of autistic traits with regard to the experience of stressful or potentially traumatic events and post-traumatic spectrum symptoms. The study also aimed to evaluate the possible associations between the psychopathological domains of the autism spectrum and those of the post-traumatic spectrum in this sample. Materials and Methods: 90 individuals diagnosed with schizophrenia were recruited, through the involvement of 6 Italian University Psychiatric Clinics and Mental Health Departments within the NIRP (Italian Network for Research on Psychosis). Participants were administered the Adult Autism Subthreshold Spectrum (AdAS Spectrum) questionnaires, for the assessment of autistic traits, and the Trauma and Loss Spectrum – Self Report (TALS-SR), for the detection of symptoms related to stress and trauma. Results: 45.6% of the sample reported clinically significant autistic traits and patients included in this percentage (AT group) showed globally higher scores on the TALS-SR than the no-AT group, with greater statistical significance for the domains of “Potentially Traumatic Events”, “Re-experiencing” and “Personal Traits/Risk Factors”. In addition, the TA group reported traumatic experiences related to threats to their socio-economic well-being and natural disasters more frequently. Correlation and regression analyses showed a significant association between autistic traits and symptoms legata al trauma. In particular, the domains of the AdAS Spectrum “Hyper- and Hyporeactivity”, “Inflexibility and Adherence to routine” and “Restricted Interests and Rumination” positive predictors of the TALS-SR domains “Potentially Traumatic Events”, “Re-experiencing” and “Avoidance and Numbing", respectively. The domain of AdAS Spectrum “Non-verbal Communication” was, instead, a positive predictor of the domains of the TALS-SR “Maladaptive Coping”, “Arousal” and “Personal Traits/Risk Factors”. Finally, the AdAS Spectrum total score was a positive predictor of the TALS-SR total score. Conclusions: These results show that the presence of clinically significant autistic traits, comorbid with schizophrenia, may represent a factor of increased vulnerability to trauma and a more severe symptomatology related to it. Many of the psychopathological domains of the autism spectrum seem to be correlated and predictors of specific post-traumatic symptomatic aspects, underlining the importance of their early detection in order to set up targeted therapeutic strategies

    West Nile: sorveglianza negli anni in Italia, focus sui focolai in provincia di Grosseto

    No full text
    La West Nile è una patologia che compie il suo ciclo tra zanzare e uccelli appartenenti a molte specie diverse; colpisce cavallo e uomo come ospiti a fondo cieco. In Italia la sorveglianza è attiva dal 2002 e i piani vengono modificati di anno in anno in funzione della situazione epidemiologica. Con l’avvento della nuova normativa di Sanità Animale e l’ingresso nell’ottica One Health il piano è stato ampliato in modo da comprendere altre Arbovirosi. All’interno dell’elaborato vengono analizzati i focolai in provincia di Grosseto avvenuti nel 2024, valutando la sintomatologia e le possibili misure da attuare per evitare che possano ripetersi e che la malattia possa verificarsi nell’uomo

    Sviluppo di un modello cellulare di malattia di Alzheimer su base genetica

    No full text
    La malattia di Alzheimer (Alzheimer disease, da cui l’acronimo AD) è una patologia neurodegenerativa cronica e progressivamente invalidante. È oggi la più diffusa forma di demenza, rappresentando dal 50 al 75% dei casi totali, che ammontano a circa 55 milioni nella popolazione mondiale, un numero destinato ad aumentare dato il crescente invecchiamento demografico e l’allungarsi dell’aspettativa di vita. L’età è infatti il maggior fattore di rischio: l’incidenza arriva al 10% fra i soggetti sopra i 65 anni, mentre fra la popolazione che supera gli 85 raggiunge il 50%. La sintomatologia è tipicamente legata al declino cognitivo e alla perdita di memoria, ma può anche coinvolgere la sfera legata al linguaggio e all’umore. Ad oggi, una terapia definitiva e risolutiva per AD non esiste; l’identificazione di target terapeutici e lo sviluppo di nuovi farmaci per questa malattia sono ancora una urgente necessità. Dal punto di vista molecolare, l’insorgenza di AD è correlata all’accumulo extracellulare di placche di beta-amiloide (A), aggregati proteici insolubili che ostacolano le connessioni sinaptiche e contribuiscono alla creazione di uno stato infiammatorio e di stress ossidativo che porta progressivamente a morte neuronale. La formazione delle placche è causata dalla proteolisi anomala della proteina precursore dell’amiloide (APP) da parte degli enzimi β-secretasi e γ-secretasi che producono un peptide (A) che tende all’aggregazione prima in oligomeri e successivamente in fibrille e placche. L’accumulo di A può essere determinato da differenti cause, fra le quali la sovraespressione del gene di APP (che porta ad un’aumentata produzione della proteina corrispondente) e/o alcune varianti geniche la cui presenza causa oppure predispone all’ accumulo di A. Fra quest’ ultime, la mutazione svedese di APP (così denominata perché scoperta in una famiglia nella città svedese di Uppsala) comporta nella proteina una doppia sostituzione amminoacidica nella porzione N-terminale: in particolare in posizione 595 una lisina viene sostituita con un’asparagina e in posizione 596 la metionina viene sostituita da una leucina. La mutazione svedese di APP provoca un forte incremento di affinità con l’enzima proteolitico BACE1 che agendo porta alla formazione di A. Lo scopo di questo progetto di tesi è stato quello di creare un modello cellulare neuronale con un danno indotto dall’ accumulo di A ottenuto sia dalla sovraespressione di APP wild type che dall’inserimento della mutazione svedese di APP. Si è utilizzata la linea cellulare di neuroblastoma umano SH-SY5Y, un tipo di cellule immortalizzate che possono essere differenziate a fenotipo simil neuronale e che, ad oggi, sono ampiamente utilizzate come modello in vitro per lo studio delle patologie neurologiche. Le cellule SH-SY5Y sono state dapprima trasfettate con un plasmide contenente la forma wild type della proteina APP (pCAX- APP wt). Per l’inserimento del DNA plasmidico nell’unità cellulare sono state utilizzate due differenti tecniche di trasfezione: la nucleofezione e la lipofezione, di cui sono state valutate efficienza e tossicità. Inoltre, si è cercato di portare avanti una selezione antibiotica con antibiotico G418 (geneticina opportunamente modificata) finalizzata a selezionare solamente le cellule efficacemente trasfettate con il plasmide di interesse. L’espressione stabile di tale plasmide nella cellula potrà essere verificata mediante analisi western blot dell’aumentata produzione di APP. Esperimenti futuri permetteranno di avere un quadro più chiaro sul fatto se da tale espressione risulta un accumulo di A e una conseguente tossicità. Nel frattempo, è stato avviato lo sviluppo del costrutto ricombinante per la forma mutante di APP (pCAX-APP swe), a partire dai plasmidi di pCAX- APP wt e pcDNA3.1-APP swe, sui quali sono state effettuate operazioni di clonaggio e trasformazione batterica fino alla preparazione di mini prep che, una volta purificate, sono state sequenziate. Tale costrutto, una volta inserito nelle cellule, potrà favorire la produzione della forma mutata di APP e, di conseguenza, aumentare il danno neurotossico. L’ottenimento di tali modelli cellulari di neurodegenerazione potrà avere molte applicazioni, tra cui testare l’efficacia in vitro di molecole dalla potenziale attività farmacologia o neuroprotettiva e approfondire lo studio dei processi fisio-patologici alla base della neurodegenerazione nell’AD

    AI-supported Approaches for Mammography Single and Double Reading: A Controlled Multireader Study

    No full text
    Key Finding: AI support significantly improved sensitivity across all mammography reading approaches, especially benefiting radiologists with lower baseline sensitivity, which rose from 56.7% in the human single reading to 89.5% (p<0.001) in the human-AI double reading. In simulated double reading, AI as an independent second reader further improved sensitivity without affecting specificity. Importance: This finding emphasizes the potential of AI to improve mammography reading diagnostic performance, particularly supporting radiologists with comparatively worse baseline sensitivity

    Correlation between dissociative symptoms and suicidality in a group of patients with bipolar and depressive disorders. ​

    No full text
    Background: Today, the term "dissociation" is used to indicate different concepts, from pure dissociative symptoms associated transversally with a wide range of clinical conditions to actual dissociative disorders, discussed in a specific chapter of the DSM 5 and the more recent DSM 5-TR. In recent decades, dissociation has been described with a dimensional approach that places it in a continuum between normality and pathology, where symptoms can manifest themselves in a heterogeneous manner and with different intensity, in clinical and non-clinical populations. The association with some clinical conditions, such as Borderline Personality Disorder, Trauma-related Disorders, Anxiety Disorders or eating disorders is well documented in the literature, while studies on the prevalence of dissociative symptoms in the context of Mood Disorders have received more limited attention. It has also been highlighted that the presence of pathological dissociation is associated with a worse clinical outcome, as well as a potential increase in suicide risk or unsatisfactory therapeutic responses. Literature shows that patients with dissociative symptoms have more early traumatic experiences, comorbidity, early onset and suicide attempts. Delays in diagnosis and limited access to appropriate specialist treatment cause a decrease in quality of life and more disability. Diagnsosing dissociative phenomena may not be easy, especially when one is not faced with acute clinical presentation; they often represent a clinical dimension that is poorly investigated, already during the amnestic collection, also due to the cronicity of the manifestations that can lead the patient to keep quiet about them. Dissociative symptoms should therefore be assessed within the context of the usual psychopathological exploration, remembering both the importance of the link with traumatic and stressful life events and the fact that anxious-depressive syndromes could be secondary to a dissociative experience. In order to understand dissociative manifestations in all their nuances, it has been possible to apply the spectrum model in this area too, useful for highlighting even the mildest and low-grade symptoms, in addition to the subsyndromal pictures, which are nuanced and attenuated but still worthy of attention, since they can represent the prodromes, precursors or sequelae of a full-blown disorder. This approach can lead to significant clinical repercussions due to the frequent association between dissociative symptoms and other disorders, for example affective ones, for which an accurate and early diagnosis can be decisive in terms of treatment and prognosis. In this framework we tracked the presence of dissociative symptoms in a sample of subjects with bipolar disorder or major depressive episode (DB1, DB2, EDM), in which we also studied the presence or absence of suicidality. The aim of the study was to evaluate in these patients the correlation between dissociative symptoms and suicidality; it was also verified whether the presence of dissociative symptoms could represent a predictive factor. Material and Methods: The original clinical sample included 156 outpatients, consecutively admitted to the Psychiatric Clinic of the University Hospital of Pisa. Our analyses were conducted considering 107 subjects of the 156 mentioned above, and therefore those who received a clinical diagnosis of mood disorder (DB1, DB2, EDM). The MOODS-SR questionnaire was provided to them to evaluate the responses to the items designed to investigate the presence of suicidal ideation and/or behaviour (Items 102-107). Three self-report scales were also administered looking for dissociative symptoms: the Dissociative Experiences Scale (DES), the Cambridge Depersonalization Scale (CDS) and the Structured Clinical Interview for the Derealization-Depersonalization Spectrum (SCI-DER). The data were entered into a database and all statistical analyses were performed using version 26.0 of the Statistical Package for the Social Sciences (SPSS). Results: The Student's t-test for independent samples was used to compare the scores obtained by the two groups of subjects, with and without suicidality, in the various domains and in the total score of the DES, DER and CDS scales. Significant differences emerged in the subjects with suicidality in the total score of the three scales, as well as in some subscales/domains. Spearman correlation analysis revealed significant correlations between dissociation scales scores, total suicidality, and suicidal ideation. Linear regression analyses were also conducted; they showed a predictive effect of the first two domains of the SCI-DER scale on suicidal ideation and total suicidality, respectively. Conclusions: Literature highlights that dissociative symptoms and suicidal risk are conditions that can frequently coexist and the results of our study reasonably support this evidence. In the components of our sample with a clinical diagnosis of DB1, DB2 or EDM, subjects with suicidality were found to be the majority. Furthermore, by administering self-report scales for the search for dissociative symptoms, significantly higher scores emerged in subjects with suicidality, as well as significant correlations between the scores on the dissociation scales and some of their specific domains, global suicidality and suicidal ideation. Finally, a predictive value of derealization and somatopsychic depersonalization emerged, always understood as scores on the respective domains of the DER scale, correspondingly with respect to suicidal ideation and total suicidality. This underlines the importance of using also spectrum instruments among clinical tools, validating the usefulness of a broader and more inclusive approach. Despite some limitations mentioned, this study is in line with the hypotheses that support the association between the presence of dissociative symptoms and a possible worsening of the disease course in clinical populations, as well as underlining the already documented importance of investigating and deepening the dimension of pathological dissociation, often unrecognized, in order to be able to consider and reduce the associated risks, optimizing therapeutic strategies

    An Image-free class unlearning method evaluated in a multi-dimensional framework

    No full text
    Machine unlearning (MU), the process of selectively removing specific information from a trained AI model, is gaining significant attention to address critical issues such as privacy preservation and bias mitigation. Despite recent advancements, we observe a notable gap in understanding the unlearning process itself, as most current works focus mainly on assessing the predictive capabilities of unlearned models on retaining and forgetting sets. This narrow assessment neglects certain aspects of unlearning, such as how closely the behavior of an unlearned model approximates that of a retrained model, how the forgetting set is redistributed among the retaining classes, and whether unlearned classes are reassigned to semantically similar ones from a human perspective. This gab is partially due to the lack of a comprehensive evaluation framework for MU. To address this limitations, we propose a multi-dimensional evaluation framework aiming to move beyond the conventional approach by measuring the dissimilarity between an unlearned model and a ground truth retrained model, analyzes the redistribution of forgotten classes among retaining classes, and examines semantic consistency in class reassignment. Additionally, we present a new algorithm designed to perform MU without requiring access to the original training data. By leveraging semantic representations, our proposed method achieves performance comparable to or better than existing s-o-t-a methods. Importantly, this algorithm is designed to allow a human to guides the unlearning process by defining unlearning strategies for each class ensuring the resulting model not only forgets the targeted classes but also a coherence with the semantic of the classes

    L'evoluzione della presentazione del bilancio secondo i principi contabili internazionali: un confronto tra IAS 1 ed IFRS 18

    No full text
    Il lavoro di tesi elaborato si propone di analizzare l'evoluzione della presentazione del bilancio d'esercizio redatto in conformità ai principi contabili internazionali IAS/IFRS, partendo dall’analisi dello IAS 1 fino ad arrivare a quella dell’IFRS 18 e comprendendo le differenze tra i due. La presentazione degli schemi di bilancio è disciplinata da parte dello IAS 1 "Presentazione del bilancio" a partire già dal lontano 2003. Naturalmente lo IAS 1 che ad oggi conosciamo non è lo stesso principio contabile del 2003, poiché negli anni gli sono state apportate delle modifiche, al fine di renderlo uno standard contabile sempre aggiornato e capace di rispondere alle varie esigenze degli stakeholders. L'obiettivo principe perseguito da sempre nella presentazione degli schemi di bilancio IAS/IFRS, fin dal 2003, è stato la loro comparabilità nel tempo e nello spazio oltre a quelli della coerenza e della trasparenza informativa. Per tale motivo lo IAS 1 è stato protagonista di molteplici modifiche nel tempo. Tuttavia, relativamente al desiderato obiettivo della comparabilità, non si è stati in grado di raggiungerlo con i bilanci redatti secondo lo IAS 1. Questo fu compreso ed appurato da parte dello IASB ,il quale intraprese nel 2014 un cammino che lo portò dalla creazione di un progetto volto al miglioramento della comunicazione delle informazioni finanziarie da parte del bilancio alla pubblicazione nell’aprile del 2024 del nuovo sostituto dello IAS 1: l’IFRS 18 “Presentazione e informativa nel bilancio”. L’iter che ha portato alla pubblicazione di quest’ultimo è stato lungo e complesso, ma ha segnato sicuramente un passo importante verso una migliore qualità delle informazioni finanziarie

    Il servizio idrico integrato e la gestione della raccolta dei rifiuti caso di studio: la nuova Multiutility Toscana

    No full text
    I servizi pubblici locali rappresentano una componente fondamentale per lo sviluppo sostenibile e per il benessere delle comunità, garantendo l’accesso a risorse essenziali e promuovendo una gestione efficace e sostenibile del territorio. Tra questi, il servizio idrico integrato e la gestione dei rifiuti si configurano come ambiti strategici, caratterizzati da complessità gestionale, rilevanza economica e impatto ambientale. La presente tesi si propone di esplorare in modo approfondito questi due settori, con un’analisi che abbraccia il contesto normativo, le modalità di gestione, e le dinamiche economiche e sociali. Il primo capitolo introduce il concetto di servizi pubblici locali, delineando il quadro teorico di riferimento e discutendo le principali tipologie di servizi e i modelli di governance adottati in Italia. Questo capitolo fornisce la base per comprendere il ruolo cruciale che i servizi pubblici locali svolgono nella promozione della coesione sociale e nello sviluppo economico. Successivamente, l’attenzione si concentra sul servizio idrico integrato. Viene analizzato il servizio idrico come servizio pubblico locale, mettendo in luce la sua evoluzione storica e le trasformazioni normative che ne hanno caratterizzato lo sviluppo, dalla Legge Galli del 1994 fino alle più recenti normative europee e nazionali. Si esaminano le modalità di affidamento del servizio, con un focus sulle differenze tra gestione pubblica, privata e in house, e sugli attori principali coinvolti nella gestione del servizio idrico in Italia, quali autorità di regolazione, gestori e utenti. Una particolare attenzione è dedicata al sistema tariffario, esplorando i criteri per la determinazione delle tariffe, le dinamiche di costo, e le implicazioni per l’equità sociale e la sostenibilità economica. La tesi procede poi con l’analisi della gestione della raccolta dei rifiuti, settore altrettanto cruciale per le politiche ambientali e urbane. Dopo una definizione e classificazione dei rifiuti secondo le normative vigenti, viene approfondito il quadro normativo, evidenziando come la legislazione europea e nazionale abbia influenzato le pratiche di gestione e le scelte strategiche degli enti locali. Si esplorano le modalità di affidamento del servizio, confrontando modelli diversi per efficienza, trasparenza e sostenibilità. Il ciclo dei rifiuti è descritto attraverso le sue fasi principali — dalla raccolta allo smaltimento — e si discute il ruolo crescente dell’economia circolare come modello alternativo al tradizionale ciclo lineare, nonché le prospettive offerte dalla strategia “rifiuti zero”, che mira a minimizzare la produzione di rifiuti e a massimizzare il recupero di materiali. Un capitolo è dedicato all’analisi specifica della regione Toscana, un contesto emblematico per osservare le dinamiche di gestione dei servizi pubblici locali. Viene offerta una panoramica del servizio idrico toscano, con uno studio delle peculiarità territoriali e delle modalità di gestione adottate dai diversi gestori locali. Allo stesso modo, viene esplorata la gestione dei rifiuti in Toscana, analizzando i risultati ottenuti in termini di raccolta differenziata, riciclo e riduzione dell’impatto ambientale. Infine, la tesi presenta un caso studio sulla nuova multiutility toscana, una realtà nata dalla fusione di diversi operatori locali per creare un soggetto più efficiente e competitivo. Questo capitolo analizza le motivazioni alla base della costituzione della multiutility, i cambiamenti attesi in termini di gestione operativa e strategica, e le implicazioni per i cittadini e le istituzioni locali. La nuova multiutility si pone come un modello innovativo di gestione integrata dei servizi pubblici locali, capace di rispondere alle sfide contemporanee legate alla sostenibilità, alla digitalizzazione e alla partecipazione dei cittadini. In sintesi, questa tesi si propone di fornire un quadro esaustivo e critico dei servizi pubblici locali, con un’attenzione particolare al servizio idrico e alla gestione dei rifiuti, e alle loro evoluzioni nel contesto toscano. Attraverso un’analisi multidisciplinare che integra aspetti normativi, economici e gestionali, il lavoro intende offrire strumenti utili per comprendere le dinamiche attuali e future di questi settori, contribuendo al dibattito su come migliorare la qualità dei servizi pubblici e promuovere uno sviluppo territoriale sostenibile. Local public services represent a fundamental component for sustainable development and community well-being, ensuring access to essential resources and promoting effective and sustainable territorial management. Among these, the integrated water service and waste management stand out as strategic areas characterized by managerial complexity, economic relevance, and environmental impact. This thesis aims to explore these two sectors in depth, analyzing the regulatory framework, management methods, and economic and social dynamics. The first chapter introduces the concept of local public services, outlining the theoretical framework and discussing the main types of services and governance models adopted in Italy. This chapter provides the basis for understanding the crucial role that local public services play in promoting social cohesion and economic development. Subsequently, the focus shifts to the integrated water service. The thesis examines water service as a local public service, highlighting its historical evolution and the regulatory transformations that have shaped its development, from the Galli Law of 1994 to the most recent European and national regulations. The different service assignment methods are analyzed, with a focus on the distinctions between public, private, and in-house management, as well as on the main actors involved in water service management in Italy, such as regulatory authorities, operators, and users. Particular attention is given to the tariff system, exploring the criteria for tariff determination, cost dynamics, and implications for social equity and economic sustainability. The thesis then proceeds with the analysis of waste collection management, an equally crucial sector for environmental and urban policies. After defining and classifying waste according to current regulations, the regulatory framework is examined, highlighting how European and national legislation has influenced management practices and the strategic choices of local authorities. The various service assignment methods are explored, comparing different models in terms of efficiency, transparency, and sustainability. The waste cycle is described through its main phases—from collection to disposal—, discussing the growing role of the circular economy as an alternative model to the traditional linear cycle, as well as the prospects offered by the "zero waste" strategy, which aims to minimize waste production and maximize material recovery. A chapter is dedicated to the specific analysis of the Tuscany region, an emblematic context for observing the dynamics of local public service management. An overview of the Tuscan water service is provided, studying the territorial peculiarities and the management methods adopted by various local operators. Similarly, waste management in Tuscany is explored, analyzing the results achieved in terms of separate waste collection, recycling, and environmental impact reduction. Finally, the thesis presents a case study on the new Tuscan multi-utility, an entity born from the merger of several local operators to create a more efficient and competitive entity. This chapter analyzes the motivations behind the establishment of the multi-utility, the expected changes in operational and strategic management, and the implications for citizens and local institutions. The new multi-utility is positioned as an innovative model of integrated local public service management, capable of addressing contemporary challenges related to sustainability, digitalization, and citizen participation. In summary, this thesis aims to provide a comprehensive and critical overview of local public services, with particular attention to water service and waste management, and their evolutions in the Tuscan context. Through a multidisciplinary analysis integrating regulatory, economic, and managerial aspects, this work intends to offer useful tools for understanding the current and future dynamics of these sectors, contributing to the debate on how to improve the quality of public services and promote sustainable territorial development

    Le tradizioni locali e i nutra-ingredienti vegetali: caso studio genere Pistacia

    No full text
    Questa tesi si pone l'obiettivo di aggiornare il dato etno-botanico farmaceutico di tre specie vegetali legate alla tradizione popolare nazionale ed internazionale: lentisco, terebinto, pistacchio. La riscoperta di ingredienti vegetali legati al territorio e alla sua tradizione medicinale ed alimentare rappresenta oggi un'importante punto di partenza sia nella definizione di programmi nutrizionali che nello sviluppo di nuovi ingredienti funzionali. I professionisti di settore, che si trovano a selezionare prodotti a base di piante officinali, sono chiamati oggi a scegliere aziende che lavorano per garantire l'effetto salutistico e la sicurezza d'uso del consumatore, ma anche ad essere coinvolti in più ampie considerazioni legate alle risorse territoriali e alla sostenibilità ambientale. Tutto questo al fine di creare una cultura corretta intorno alle matrici vegetali che sappia integrare scelte nutrizionali sostenibili sia con il benessere individuale che collettivo. A seguito della collaborazione tra il Dipartimento di Farmacia e il Museo di Storia Naturale dell’Università’ di Pisa, questa tesi ha preso in considerazione un habitat particolare del territorio pisano detto "gariga" e le sue specie vegetali caratteristiche selezionandole sulla base del loro profilo fito-chimico, degli usi tradizionali e delle applicazioni pratiche attuali in campo alimentare e nutrizionale

    13,318

    full texts

    62,966

    metadata records
    Updated in last 30 days.
    Electronic Thesis and Dissertation Archive - Università di Pisa
    Access Repository Dashboard
    Do you manage Open Research Online? Become a CORE Member to access insider analytics, issue reports and manage access to outputs from your repository in the CORE Repository Dashboard! 👇