62966 research outputs found
Sort by
L'Esodo del poeta dell'Heptateuchos: edizione, traduzione e commento di ex. 1-365
La tesi conduce un’analisi dei primi 365 versi del Liber Exodus, il secondo libro che compone il poema dell’Heptateuchos. Si è fornita innanzitutto una nuova edizione critica del testo (pubblicato per l’ultima volta da Peiper nel 1891), una traduzione italiana (tuttora il poema non è tradotto in lingue moderne) ed un commento sistematico. Quest’ultimo si concentra soprattutto sulla comprensione della tecnica parafrastica del poeta, sui modelli classici adottati e sui possibili punti di contatto con le interpretazioni di punti problematici del testo biblico che emergono nelle opere esegetiche tardoantiche. Il commento è preceduto da una sezione introduttiva dedicata al problema dell’attribuzione dell’opera, che sulla base dei dati a nostra disposizione è da considerarsi anonima, e alle difficoltà di datazione del testo. L’introduzione include anche un capitolo che presenta alcuni argomenti utili a confutare l’ipotesi, sostenuta da Hass e Pollmann, di un possibile uso della Vulgata come modello della parafrasi. ENG: The thesis analyses the first 365 verses of the Liber Exodus, the second book of the Heptateuchos poem. It provides a new critical edition of the text – last published by Peiper in 1891 –, an italian translation – the first realized into any modern language –, and a systematic commentary. The commentary focuses mainly on understanding the poet's paraphrastic technique, the classical models employed and the possible links with the interpretations of some problematic passages of the biblical text which emerge in late antique exegetical works. This commentary is preceded by an introduction addressing the issue of the poem's attribution (on the basis of the data available the poem must be considered anonymous), and to the difficulties in the exact dating of the text. The introduction also includes a chapter which presents some helpful arguments that show the weakness of the position of Hass and Pollmann, who support a possible use of the Vulgate text as a model for the paraphrase
Sintesi di derivati amminoacidici e guanidinici di SG2 a potenziale attività neuroprotettiva
Le malattie neurodegenerative sono un insieme di patologie del sistema nervoso centrale
caratterizzate da un deterioramento progressivo delle funzioni neuronali. Tra le malattie più diffuse e
studiate vi sono la malattia di Alzheimer e il morbo di Parkinson; ma il gruppo comprende anche
patologie meno frequenti come la malattia di Huntington, la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la
demenza frontotemporale. Sebbene ogni patologia presenti caratteristiche distintive e sia associata a
un ampio spettro di sintomi, le forme più comuni condividono il declino cognitivo e la disfunzione
delle capacità motorie. Tra le cause alla base di questa sintomatologia si rileva un accumulo anomalo
di proteine: nel morbo di Alzheimer si osservano depositi extracellulari di β-amiloide e grovigli
neurofibrillari intracellulari formati dalla proteina tau iperfosforilata. Nel Parkinson è invece presente
un accumulo della proteina α-sinucleina (sotto forma di corpi di Lewy, ad esempio). Gli aggregati
proteici interferiscono con la comunicazione sinaptica attivando i processi di infiammazione e di
stress ossidativo e portando, progressivamente, alla morte neuronale. Nei neuroni dei pazienti affetti
da Alzheimer si osserva, inoltre, un accumulo di autofagosomi e di autolisosomi non degradati che
indica un malfunzionamento nel processo di degradazione cellulare, alla base di questa patologia.
Questo meccanismo cellulare fondamentale è l’autofagia. Grazie alla degradazione dei componenti
danneggiati o non funzionanti quali proteine mal ripiegate, organelli compromessi e aggregati proteici
permette di mantenere l’equilibrio metabolico interno riciclando i substrati molecolari essenziali
riutilizzabili dalla cellula per sostenere le proprie funzioni vitali. Il processo autofagico si articola in
tre fasi principali. A partire da segnali intracellulari specifici, attivati in condizioni di stress (ad
esempio in carenza di nutrimento), si genera il fagoforo, una struttura a sacco con doppia membrana.
Espandendosi progressivamente il fagoforo avvolge le componenti da degradare e dà origine a un
vacuolo a doppia membrana chiuso, chiamato autofagosoma. Una volta maturo l’autofagosoma si
fonde con il lisosoma, organello intracellulare ricco di enzimi idrolitici, generando l’autolisosoma. Il
meccanismo autofagico è soggetto a una fine regolazione, al centro della quale si trovano i geni ATG
(Autophagy-Related Genes) che agiscono in sinergia con chinasi sensibili allo stato energetico della
cellula: l’AMPK (AMP-activated Protein Kinase) e il complesso mTORC1 (Mechanistic Target of
Rapamycin Complex 1). La prima si attiva in carenza di energia, quando il rapporto AMP/ATP cresce
e porta all’attivazione del processo autofagico fosforilando e attivando ULK1, promotore della
formazione degli autofagosomi. La seconda si attiva invece in presenza abbondante di nutrienti
inibendo l’espressione dei geni ATG. I due fattori agiscono quindi in un equilibrio dinamico che
garantisce il corretto funzionamento del processo autofagico, fondamentale per contrastare la
formazione degli aggregati proteici, propri delle patologie neurodegenerative. I farmaci attualmenteapprovati per il trattamento nei pazienti affetti, quasi senza eccezioni, mirano ad alleviare i sintomi,
senza intervenire sulle cause primarie della malattia. Alla luce di queste limitazioni, la ricerca sta
focalizzando l’attenzione verso approcci terapeutici innovativi e in particolare la modulazione
dell’autofagia emerge come strategia potenzialmente efficace. Sulla base di queste premesse, il
gruppo di ricerca presso il quale ho svolto la mia attività di tesi si è indirizzato verso la sintesi di
composti diarilmetanici. Tra i derivati ottenuti, un composto denominato SG2 ha dimostrato un
notevole potenziale neuroprotettivo. Questo composto è stato testato su ceppi malati di
Caenorhabditis elegans che presentavano una paralisi motoria indotta dall’accumulo di placche Aβ
e il trattamento con SG2 ha parzialmente ripristinato la motilità dei ceppi analizzati. Inoltre, studi di
espressione genica condotti sia sulle cellule in coltura sia sui nematodi hanno evidenziato che SG2
agisce aumentando l’espressione dei geni ATG. Per quanto riguarda i bersagli molecolari con cui
interagisce, in seguito ad analisi preliminari di target deconvolution, sono stati ipotizzati due
potenziali target. Si è osservata un’interazione del composto con la proteina HSP70 (Heat Shock
Protein 70), una proteina chaperone fondamentale nella proteostasi cellulare che facilita il corretto
ripiegamento delle proteine, impedendo e prevenendo la formazione di depositi proteici tossici.
Un’altra possibile interazione riscontrata potrebbe essere quella con la proteina MAP1 (Microtubule
Associated Protein 1), questa mediante l’interazione con LC3 (Microtubule-associated protein 1 light
chain 3) è coinvolta nei processi di regolazione del citoscheletro ed è essenziale per facilitare il
movimento degli autofagosomi lungo i microtubuli e per permettergli il raggiungimento dei lisosomi.
Sebbene siano necessarie conferme sperimentali aggiuntive, questi risultati preliminari suggeriscono
che i derivati diarilmetanici come SG2 sono promettenti candidati terapeutici per le malattie
neurodegenerative. Accanto agli studi sull’efficacia, SG2 è stato caratterizzato dal punto di vista
farmacocinetico e tossicologico. Il composto si è dimostrato relativamente stabile dal punto di vista
metabolico, tuttavia, è stato riscontrato che a concentrazioni elevate (circa 10 µM) provoca una lieve
cardiotossicità, dovuta all’inibizione del canale del potassio hERG. Questo risultato evidenzia
l’esigenza di ottimizzare la struttura della molecola per ridurre tale criticità senza compromettere la
sua attività terapeutica. Per questa ragione, il progetto di tesi si è concentrato sulla progettazione e
sulla sintesi di nuovi analoghi di SG2 con migliori proprietà drug-like. L’obiettivo è stato modificare
selettivamente i sostituenti sullo scheletro diarilmetanico per cercare di aumentare la biodisponibilità
e di ridurre la tossicità cardiaca, mantenendo al contempo le proprietà neuroprotettive e la capacità di
stimolare l’autofagia. Nei capitoli successivi verranno illustrati i dettagli delle strategie di sintesi
adottate, le tecniche di purificazione dei composti, la caratterizzazione analitica degli intermedi e dei
prodotti finali ottenuti
Postoperative atrial fibrillation and stroke after non-cardiac surgery: a systematic review and meta-analysis
Background: Postoperative atrial fibrillation (POAF) is common after non-cardiac surgery. Because often transient, there are uncertainties on the associated risk of stroke, possibly driving the need for long-term anticoagulation.
Methods: We performed a systematic PubMed search until January 16th, 2025, related to the incidence of stroke in patients with POAF after non-cardiac surgery. We included papers reporting outcomes, excluding studies only dealing with epidemiology, mechanisms, management and treatment. We excluded studies reporting on POAF after cardiac surgery.
Results: We retrieved and included 40 studies, which were then analyzed for this study. The reported incidence of stroke after POAF is widely variable, ranging between 0.4% and 16.7% at 1 year. Stroke incidence also varies widely according to the type of surgery and patients’ characteristics. With only three exceptions, all studies, however, reported a risk of stroke higher in the POAF group than in the no-POAF group, with a mean Odds Ratio (OR) of 3.02.
Conclusions: POAF on average triples the risk of stroke, with variations related to patients’ characteristics and type of surgery. Patients after non-cardiac surgery should be monitored at least during hospitalization to detect POAF. Future studies are necessary to evaluate optimal duration and modalities of monitoring, as well as to assess the relevance of symptomatic vs asymptomatic AF episodes
La sfida alla tassazione digitale: evoluzione e prospettive tra normativa internazionale, europea e italiana nell'era della transizione digitale dell’economia
La globalizzazione e l’economia digitale stanno erodendo il principio di territorialità, trasformando la tradizionale nozione di spazio fisico. L'economia digitale consente alle persone e alle organizzazioni di interagire e vendere tramite piattaforme online, riducendo i costi e senza la necessità di una sede fisica. Ciò rende necessario ripensare i criteri fiscali, sviluppando nuove forme di tassazione che intercettino il valore creato anche senza una presenza fisica. L’elaborato esamina le risposte che si sono susseguite in sede internazionale - in particolare dal Progetto BEPS dell’OCSE alla Two Pillars solution con la global minimum tax - europea e nazionale. Quest'ultima, in attesa di una risposta univoca internazionale, ha adottato l’imposta sui servizi digitali.
Globalization and the digital economy are eroding the principle of territoriality, transforming the traditional notion of physical space. The digital economy enables people and organizations to interact and sell via online platforms, reducing costs and without the need for a physical location. This makes it necessary to rethink tax criteria, developing new forms of taxation that intercept the value created even without a physical presence. The paper examines the responses that have followed at the international -particularly from the OECD BEPS Project to the Two Pillars solution with the global minimum tax - European and Italian contexts. While waiting for an unified international response, the latter has adopted the digital services tax
Fabrication of devices for conformable electronics applications
Conformable electronics represents a rapidly emerging field aimed at developing ultra-thin and flexible devices capable of seamlessly integrating with curved or soft surfaces, such as human skin or biological tissues. This technological advancement enables applications in wearable sensors, biomedical devices, and skin-integrated circuits, where traditional rigid electronics are not suitable. This thesis explores the fabrication of ultra-thin, flexible, and conformable field-effect transistors (FETs) based on molybdenum disulfide (MoS2), a two-dimensional semiconductor material. The research follows a multi process approach, combining chemical vapor deposition (CVD) for MoS2 growth, inkjet printing for electrode deposition, and the integration of freestanding dielectric layers to achieve truly conformable devices.
The fabricated transistors were electrically characterized and the statistical value of field effect mobility, threshold voltage, subthreshold slope and ratio between maximum and minimum current were extracted. The possibility to integrate resistive load inverters, buffers and three-stage ring oscillators was also explored. The results show the potential of this approach, but also highlight its limitations and defects, leaving room for further improvements
Influenza della consociazione con Salicornia europaea in coltura idroponica su parametri fisiologici e biochimici di piante di pomodoro in presenza di stress salino
La salinità del suolo rappresenta una delle principali sfide per l’agricoltura globale, riducendo la crescita e la produttività delle colture, in particolare nelle aree aride, semiaride e costiere. L’accumulo di sali nei suoli è causato da fattori naturali e antropici, tra cui l’uso di acque ad alto contenuto salino per l’irrigazione e i cambiamenti climatici, che aggravano il problema attraverso l’aumento delle temperature e l’innalzamento del livello del mare. La salinità influisce negativamente sull’assorbimento idrico e nutrizionale delle piante, con effetti particolarmente critici sulle piante glicofite, non adattate a condizioni saline. Per contrastare questo fenomeno, sono state esplorate strategie come il miglioramento genetico delle colture, l’uso di ammendanti e sistemi di irrigazione efficienti. Tuttavia, un approccio innovativo e sostenibile consiste nell’impiego delle alofite, piante che possono tollerare e accumulare sali, contribuendo alla desalinizzazione del suolo. In particolare, la consociazione colturale tra alofite e glicofite si configura come una soluzione promettente, in quanto consente di migliorare l’ambiente radicale e di ridurre lo stress salino.
Lo scopo di questa tesi è stato valutare l'efficacia della consociazione tra Salicornia europaea e pomodoro (Solanum lycopersicum, cv. Moneymaker) in un sistema di coltivazione idroponica. L'esperimento ha utilizzato configurazioni con e senza aggiunta di sale nella soluzione di Hoagland, e ha esplorato l'effetto della Salicornia nel ridurre la salinità della soluzione nutritiva. Sorprendentemente, i risultati indicano che la consociazione ha avuto effetti negativi sui pomodori, causando stress estremo e morte delle piante, probabilmente a causa degli essudati radicali e dei composti allelopatici rilasciati dalla Salicornia. Questi risultati sottolineano la necessità di ulteriori ricerche per ottimizzare le condizioni di coltivazione prima di considerare l'implementazione di tale consociazione in pratica agronomica.
Questa tesi evidenzia le potenzialità delle alofite come strumenti di fitoestrazione e desalinizzazione, ma anche le sfide associate all'interazione tra specie diverse in contesti agricoli, invitando a una riflessione critica sulle pratiche di gestione della salinità del suolo.
Soil salinity represents one of the main challenges for global agriculture, reducing crop growth and productivity, particularly in arid, semi-arid, and coastal areas. The accumulation of salts in soils is caused by both natural and anthropogenic factors, including the use of saline water for irrigation and climate change, which exacerbates the issue through rising temperatures and sea level rise. Salinity negatively affects the water and nutrient uptake of plants, with particularly critical effects on glycophytes, which are not adapted to saline conditions. To counter this phenomenon, strategies such as crop genetic improvement, the use of soil amendments, and efficient irrigation systems have been explored. However, an innovative and sustainable approach involves the use of halophytes, plants that can tolerate and accumulate salts, contributing to soil desalination. In particular, intercropping halophytes and glycophytes appears to be a promising solution, as it can improve the root environment and reduce salt stress.
The aim of this thesis was to evaluate the effectiveness of intercropping Salicornia europaea and tomato (Solanum lycopersicum, cv. Moneymaker) in a hydroponic cultivation system. The experiment used configurations with and without added salt in the Hoagland solution and explored the effect of Salicornia in reducing the salinity of the nutrient solution. Surprisingly, the results indicated that the intercropping had negative effects on the tomatoes, causing extreme stress and plant death, likely due to root exudates and allelopathic compounds released by Salicornia. These findings highlight the need for further research to optimize cultivation conditions before considering the implementation of such intercropping in agricultural practice.
This thesis emphasizes the potential of halophytes as tools for phytoextraction and desalination, but also the challenges associated with the interaction between different species in agricultural contexts, inviting a critical reflection on soil salinity management practices
Integrazione e Opportunità: L'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati in cooperative sociali di tipo B
La presente tesi si propone di analizzare l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati all'interno delle cooperative sociali di tipo B, evidenziando le strategie attuate per favorire la loro occupazione in contesti aziendali. Le cooperative sociali di tipo B svolgono un ruolo cruciale nell'integrazione di persone con disabilità, disoccupati di lunga durata e altri gruppi vulnerabili, offrendo loro opportunità di lavoro e formazione
Valutazione neuropsicologica tramite Wechsler Adult Intelligence Scale IV (WAIS-IV) in adulti con disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD) con e senza disregolazione emotiva
I pazienti affetti dal disturbo da deficit di attenzione e/o iperattività (ADHD) presentano importanti deficit nelle funzioni esecutive (FE) e il disturbo, soprattutto quando diagnosticato in età adulta, si presenta frequentemente in associazione con sintomi da disregolazione emotiva (DE). La DE è osservata anche in soggetti senza una storia di ADHD, e in questi pazienti, le fluttuazioni dell'umore e le risposte emotive eccessive probabilmente sono responsabili di compromissioni transitorie delle FE. L’obiettivo dello studio consiste nel valutare se e come il test neuropsicologico della WAIS-IV sia in grado di discriminare i pazienti con ADHD e/o DE tra loro e dai controlli sani in termini di controllo cognitivo, quindi in termini di FE.
Per questo studio sono stati valutati un totale di 101 partecipanti (età compresa tra i 18 e i 50 anni) suddivisi in quattro gruppi: ADHD, DE, ADHD+DE e controlli sani. Ad ognuno è stata somministrata la versione italiana della WAIS-IV per valutare il funzionamento intellettivo generale e i domini cognitivi rappresentati dai quattro punteggi dell'indice: Indice di comprensione verbale (ICV), Indice di ragionamento percettivo (IRP), Indice di memoria di lavoro (IML) e Indice di velocità di elaborazione (IVE). Sono stati somministrati i dieci subtest principali e i loro punteggi grezzi sono stati convertiti in punteggi standard corretti per l'età utilizzando il manuale di somministrazione e punteggio della WAIS-IV.
I partecipanti con ADHD + DE hanno ottenuto risultati significativamente peggiori su IML e IVE rispetto a quelli con DE e controlli. Inoltre, sia i partecipanti con ADHD che quelli con DE hanno ottenuto punteggi significativamente inferiori rispetto ai controlli sull'IVE. Infine, è stata valutata sia la differenza che il rapporto tra l'IAG e l'ICC che sono risultati significativamente più alti nei partecipanti con ADHD o ADHD e DE rispetto a quelli con DE e controlli.
I nostri risultati forniscono, perciò, una forte evidenza del fatto che la WAIS-IV, in particolar modo due dei suoi sub-test, quali "memoria di cifre" (che contribuisce alla generazione dell'IML) e “cifrario” (che contribuisce alla generazione dell'IVE) risultano efficaci nel discriminare i soggetti affetti da ADHD dai controlli e dai pazienti con disregolazione emotiva, anche quando questa si presenta in comorbidità con ADHD. In particolar modo, i pazienti con ADHD in associazione con la disregolazione emotiva hanno riportato punteggi statisticamente più bassi rispetto ai soggetti con DE da sola e controlli. Non sono state riscontrate invece differenze significative tra i soggetti con ADHD e ADHD con DE.
Patients with attention deficit hyperactivity disorder (ADHD) have significant deficits in executive functions (EF), and the disorder, especially when diagnosed in adulthood, frequently occurs in association with symptoms of emotional dysregulation (ED).
ED is also observed in individuals without a history of ADHD, and in these patients, mood fluctuations and excessive emotional responses are likely responsible for transient impairments in EF. The aim of the study is to evaluate whether and how the WAIS-IV neuropsychological test can discriminate between patients with ADHD and/or ED and healthy controls in terms of cognitive control, and therefore in terms of EF.
For this study, a total of 101 participants (aged between 18 and 50 years) were evaluated and divided into four groups: ADHD, ED, ADHD+ED, and healthy controls (HC). Each participant was administered the Italian version of the WAIS-IV to assess general intellectual functioning and the cognitive domains represented by the four index scores: Verbal Comprehension Index (VCI), Perceptual Reasoning Index (PRI), Working Memory Index (WMI), and Processing Speed Index (PSI). The ten main subtests were administered and their raw scores were converted into age-corrected standard scores using the WAIS-IV administration and scoring manual.
Participants with ADHD + ED scored significantly worse on the working memory index and processing speed index than those with ED and HC. In addition, both participants with ADHD and those with ED scored significantly lower than HC on the PSI. Finally, both the difference and the ratio between GAI and CPI were also assessed and found to be significantly higher in participants with ADHD or ADHD and ED than in those with ED and HC.
Our results therefore provide strong evidence that the WAIS-IV, particularly two of its subtests, namely 'digit span' (which contributes to the generation of the WMI) and 'coding' (which contributes to the generation of the PSI), are effective in discriminating between subjects with ADHD and controls and patients with emotional dysregulation, even when this occurs in comorbidity with ADHD. In particular, patients with ADHD in association with emotional dysregulation reported statistically lower scores than subjects with ED alone and controls. No significant differences were found between subjects with ADHD and ADHD with ED
L’epistolario inedito di Nicolò Franco (Vat. lat. 5642, cc. 295-571). Edizione critica, commento e introduzione
La tesi si propone di fornire l'edizione critica e commentata dell'epistolario parzialmente inedito di Nicolò Franco, trasmesso dal codice autografo Vat. lat. 5642. Il lavoro è strutturato in due parti: la prima è formata da tre capitoli introduttivi, mentre la seconda è di carattere più propriamente filologico. Il primo capitolo ricostruisce le coordinate biografiche di Nicolò Franco, concentrandosi in particolare sul periodo di tempo a cui risalgono le epistole di cui fornisco l’edizione critica, ossia gli anni 1549-1559, e utilizzando come fonte principale proprio l’epistolario Vaticano, oggetto ibrido che da un lato ha le sfumature del libro di lettere inteso come opera letteraria, ma dall’altro possiede anche un indubbio valore documentario, che si è cercato di sfruttare e far emergere. Il secondo capitolo è dedicato a un’analisi più approfondita delle caratteristiche dell’epistolario franchiano, di cui vengono analizzate le modalità di composizione e la struttura; ci si sofferma sulla tipologia ‘familiare’ come preponderante nell’epistolario di Franco, mostrando però la versatilità con cui lo scrittore la utilizza, rimodellandola a seconda della situazione. Si passano in rassegna la diversità di toni impiegati da Franco nella sua corrispondenza, secondo una modulazione della voce che tiene conto di una serie di diversi elementi contestuali, a partire dallo status sociale del proprio interlocutore. Infine, il terzo capitolo intende passare in rassegna le principali novità introdotte dall’epistolografia franchiana, e le connessioni di questa con aspetti della politica e della religione del tempo. Viene esaminata, in primo luogo, la padronanza esibita da Franco con il genere degli epistolari in volgare, mentre una più ampia trattazione è dedicata agli elementi comici che si registrano nell’epistolario manoscritto e alle modalità con cui sospingono l’epistola nella direzione di una specializzazione faceta. A questa prima parte segue la seconda, di carattere filologico, costituita dall’edizione critica della parte ancora inedita di epistolario (295-570), preceduta dalla sezione della nota al testo e dei criteri editoriali, e accompagnata da un commento di carattere principalmente storico-letterario. In quest’ultimo ci si concentra soprattutto sull’identificazione dei corrispondenti e degli interlocutori o dei personaggi menzionati (politici, prelati, letterati locali) e sullo scioglimento di riferimenti a opere o testi (di corrispondenti o di Franco, in questo ricostruendo anche il quadro completo delle opere perdute). Allo stesso modo, il commento registra eventuali legami intertestuali con altre opere di Franco, citazioni da altri autori (se ne trovano, per esempio, alcune di Dante e Petrarca), e cerca di cogliere i cenni alla ricezione dei testi di Franco. Completano l’elaborato l’apparato bibliografico e tre indici: delle epistole, dei destinatari e di tutti i nomi citati nella tesi
Development and Implementation of an In-Situ Plasma Measurement System for MEO in a Cost-Effective Microsatellite Platform
The Institute of Space systems (IRS) of University of Stuttgart in collaboration with Space Payload Laboratory of International Space University (ISU) is developing an in-situ plasma measurement instrument for characterizing the plasma environment of MEO with improved resolution, thus implementing the NewSpace philosophy in MEO. This experiment is a part of novel small satellite “Research and Observation in Medium Earth Orbit” (ROMEO), which is being developed at the Institute of Space Systems (IRS) targeting Van Allen radiation belt. After initial in-orbit tests in a 600 km sun-synchronous orbit, the satellite will transition to an elliptical orbit (330km × 2500km) using its state-of-the-art water-based electrolysis propulsion system, enabling it to reach MEO.
Conventionally, the satellites are designed to withstand the thermal constraints while the radiation effects are rather overlooked. Due to the presence of high-energy particles and unpredictable anomalies in the MEO region the sensitive electronics present in the satellites are at high risk of failure. For resolving these issues, the ROMEO aims to investigate the space weather of the radiation belt using ESA Distributed Space Weather Sensor System (D3S) to measure the space radiation and the Earth’s Magnetic Field, Particle Detector RUBIK to measure cosmic particles, and a Plasma Measurement Instrument to measure the plasma characteristics. The ROMEO shall measure the plasma environment with its space weather payloads throughout its orbital transitions from LEO to MEO.
The investigation of near-space environment namely, ionosphere, plasmasphere, lower magnetosphere indicates that the ROMEO is expected to encounter the plasma with an electron density of ~1×10^8 m-3 - ~3×10^12 m-3 and electron temperatures ranging from 0.06eV to 2eV. Different invasive plasma probe methods for plasma diagnostics are studied based on Plasma Sheath theory. An appropriate method is selected based on the small satellite platform. Subsequently, the structural integrity will be analysed using FEA. To simulate the plasma conditions encountered by the ROMEO, Particle-in-Cell (PIC) simulations are performed using SPIS software. To ensure the reliable functioning of the instrument in MEO, environmental testing strategies are studied. Magnetic screening of a Linear Quantum Cascade thruster is proposed to achieve the required range of plasma temperatures. The instrument’s electronics architecture is designed and tested using LTspice, while experimental methodologies, functional validation, and system behavior are methodized using LabVIEW. Furthermore, data handling strategies, operational modes, and radiation mitigation schemes are developed and integrated into the system to enhance robustness and ensure mission success in the harsh space environment