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Algoritmo BIM e metodologia parametrica per la progettazione edilizia preliminare: verso un modello dinamico di controllo prestazionale e architettonico
Algoritmo BIM e metodologia parametrica per la progettazione edilizia preliminare: verso un modello dinamico di controllo prestazionale e architettonico
Questa tesi presenta ARCHLINK, una metodologia di progettazione parametrica e data-driven che integra la modellazione BIM con valutazioni energetico-ambientali per sostenere decisioni informate fin dalle prime fasi del progetto. L’approccio mette insieme creatività architettonica, requisiti prestazionali e responsabilità ambientale, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030 e con pratiche di appalto pubblico orientate alla sostenibilità. L’idea di fondo è semplice: creare un ambiente di lavoro in cui le scelte morfologiche e tecnologiche siano tracciabili, confrontabili e verificabili rispetto a criteri riconosciuti, senza ingabbiare la libertà del progettista.
ARCHLINK funziona come un flusso continuo: dalla generazione parametrica delle soluzioni, alla modellazione informativa dell’edificio, fino a un livello di lettura dei dati capace di restituire indicatori sintetici e subito leggibili. Le alternative vengono prodotte in modo coerente, così da esplorare con metodo diverse configurazioni di assetto, involucro e impianti, mantenendo stabile la struttura informativa del modello. Il BIM agisce da spina dorsale: materiali, stratigrafie e proprietà sono organizzati con una tassonomia uniforme e resi interoperabili, in modo che il passaggio dal modello alla valutazione sia ripetibile, trasparente e verificabile. L’analisi traduce le informazioni tecniche in risultati immediati, facilitando il confronto tra scenari e chiarendo l’effetto di ogni scelta sui requisiti ambientali e prestazionali.
Il metodo è stato messo alla prova su un edificio scolastico, contesto rappresentativo dell’edilizia pubblica. L’applicazione ha mostrato come la combinazione tra generazione strutturata di alternative, coerenza informativa e sintesi dei risultati consenta di ridurre i tempi di iterazione, limitare gli errori di trascrizione e rendere esplicita la catena decisionale. Il processo rafforza il dialogo tra discipline diverse e produce elaborati chiari per la comunicazione con stazioni appaltanti ed enti autorizzativi, mantenendo sempre il legame tra intenzione progettuale e ricadute oggettive.
Il contributo principale della ricerca è l’aver costruito un ponte stabile tra l’idea architettonica e la sua verifica, offrendo un percorso operativo replicabile in progetti reali. Guardando avanti, la metodologia potrà essere estesa con motori di simulazione più dettagliati, con la produzione automatica della reportistica e con un toolset aperto a tipologie edilizie differenti, preservando i principi che la guidano: tracciabilità delle scelte, interoperabilità dei dati e confronto sistematico delle alternative.
BIM Algorithm and Parametric Approach for Initial Building Design: Aiming for a Responsive Model of Efficiency and Architectural Oversight
This thesis introduces ARCHLINK, a data-driven, parametric design approach that pairs BIM modeling with energy-environmental evaluations to enable informed decisions from the very start of a project. The aim is straightforward: create a work environment where morphological and technological choices are traceable, comparable, and verifiable against recognized criteria—without constraining the designer’s creativity. The approach aligns with the UN 2030 Agenda and sustainability-focused public procurement practices.
ARCHLINK operates as a continuous, end-to-end workflow: it begins with parametric option generation, proceeds through the building information model, and reaches a data-interpretation layer that returns clear, decision-ready indicators. Alternatives are produced consistently, enabling a systematic exploration of layouts, envelope strategies, and building systems while keeping the model’s information structure stable. BIM serves as the backbone: materials, assemblies, and properties are organized under a uniform taxonomy and made interoperable, ensuring that the transition from model to evaluation remains repeatable, transparent, and auditable. Analytical outputs turn technical data into immediately readable results, streamlining scenario comparisons and clarifying how each choice affects environmental and performance requirements.
The approach was validated on a school building, a representative case within public construction. The application showed that combining structured alternative generation, data consistency, and synthesized outputs shortens iteration cycles, reduces transcription errors, and makes the decision trail explicit. The process strengthens cross-disciplinary coordination and produces clear deliverables for contracting authorities and permitting bodies, preserving a continuous link between design intent and measurable outcomes.
The primary contribution is a durable bridge between architectural conception and its verification, offering a replicable pathway for real-world projects. Looking ahead, the methodology can be expanded with higher-fidelity simulation engines, automated reporting pipelines, and a modular toolset adaptable to diverse building types—while maintaining its core principles: traceability of choices, data interoperability, and systematic comparison of alternatives
"Le quattro ragazze Wieselberger" di Fausta Cialente: tra scrittura autobiografica e genealogia letteraria
Questo lavoro di tesi è incentrato su "Le quattro ragazze Wieselberger" di Fausta Cialente, l’opera con cui l'autrice, nel 1976, vinse il Premio Strega e concluse la sua carriera letteraria. Dopo una ricognizione generale sulla struttura del libro e sulle caratteristiche della voce narrante, si è cercato di inserire il testo nel panorama letterario italiano coevo e di indagarne il legame con la tradizione letteraria. In particolare, sono stati individuati e approfonditi i rapporti con il modello del romanzo familiare e con il genere autobiografico, oltre che con le autrici e gli autori di riferimento di Cialente. Infine, si è cercato di rileggere l’intera produzione dell’autrice, sia narrativa che giornalistica, alla luce dell’esito delle "Quattro ragazze Wieselberger", inteso come conclusivo manifesto politico e poetico di un’attività letteraria e militante decennale.
This thesis focuses on "Le quattro ragazze Wieselberger" by Fausta Cialente, the work with which the author won the Premio Strega in 1976 and brought her literary career to a close. Following a general overview of the structure of the work and the characteristics of its narrative voice, the study aims to place the text within the contemporary Italian literary scene and to investigate its relationship with literary tradition. Particular attention is given to its connections with the family narrative model and the autobiographical genre, as well as with the writers who influenced Cialente. Finally, the thesis proposes a reinterpretation of Cialente’s entire literary and journalistic production in light of "Le quattro ragazze Wieselberger", understood as the culminating political and poetic manifesto of a decades-long literary and activist engagement
Sviluppo di un modello di danneggiamento per la valutazione della propagazione di delaminazioni in laminati compositi soggetti a carichi di fatica ad ampiezza costante
Il seguente lavoro di tesi si concentra sullo sviluppo di un modello di danneggiamento per la valutazione del fenomeno della propagazione di delaminazioni in laminati compositi unidirezionali in presenza di carichi affaticanti, ad ampiezza costante e per un elevato numero di cicli. Inizialmente il lavoro si è concentrato su una prima fase di modellazione della zona di danneggiamento, attraverso l’utilizzo di un modello di zona coesiva implementata nel software agli elementi finiti Abaqus e di una successiva fase di taratura usando dati sperimentali provenienti da test sia statici che a fatica. Successivamente è stata sviluppata una legge di danneggiamento locale, che regola il danneggiamento degli elementi coesivi attraverso i quali viene simulata la rottura dell’interfaccia nei laminati
Carcinoma differenziato tiroideo pediatrico: l’esperienza cinquantennale dell’Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana
Riassunto in italiano:
Introduzione: Il carcinoma tiroideo differenziato in età pediatrica è una neoplasia rara ma in aumento, spesso diagnosticata in forma più avanzata rispetto all’età adulta, pur mantenendo una prognosi eccellente. Le linee guida specifiche per l’età pediatrica si basano ancora su studi retrospettivi e di piccole dimensioni, rendendo necessari dati provenienti da ampie casistiche per ottimizzare la gestione clinica e favorire un approccio più personalizzato.
Scopo dello studio: Analizzare la più ampia casistica italiana di carcinoma tiroideo differenziato pediatrico seguita presso l’Università di Pisa (1963–2025), descrivendo caratteristiche clinico-patologiche, profili molecolari e strategie terapeutiche, e valutando esiti e complicanze in relazione al trattamento.
Pazienti e metodi: Sono stati esaminati 553 pazienti con diagnosi istologica di carcinoma tiroideo differenziato (età media alla diagnosi 14,6 anni; follow-up medio 12,7 anni). Sono stati raccolti dati clinici, istologici e terapeutici; in 63 casi è stata eseguita analisi molecolare di nuova generazione.
Risultati: Il carcinoma papillare è risultato predominante (>90%). Le fusioni di RET e NTRK si associavano a maggiore aggressività, mentre le mutazioni di RAS a forme più indolenti. Il trattamento con radioiodio ha mostrato efficacia analoga tra preparazione con TSH ricombinante e ipotiroidismo. Chirurgia conservativa e uso selettivo del radioiodio hanno garantito esiti equivalenti nei profili a basso e intermedio-basso rischio, riducendo le complicanze. Nessun paziente è deceduto per cause attribuili al carcinoma tiroideo.
Conclusioni: Il carcinoma tiroideo pediatrico conferma un’ottima prognosi e giustifica strategie terapeutiche personalizzate, centralizzate e prudentemente conservative, con uso selettivo della chirurgia e del radioiodio e attenzionando agli effetti a lungo termine.
Riassunto tradotto in lingua inglese:
Introduction: Differentiated thyroid carcinoma in childhood is a rare but increasingly diagnosed malignancy, often detected at a more advanced stage than in adults, while maintaining an excellent prognosis. Current pediatric-specific guidelines are still based on small retrospective studies, highlighting the need for large, homogeneous cohorts to optimize clinical management and promote a more individualized approach.
Aim of the study: To analyze the largest Italian cohort of pediatric differentiated thyroid carcinoma followed at the University of Pisa (1963–2025), describing clinical-pathological characteristics, molecular profiles, and therapeutic strategies, and evaluating outcomes and complications in relation to treatment.
Patients and methods: A total of 553 patients with histologically confirmed differentiated thyroid carcinoma were examined (mean age at diagnosis 14.6 years; mean follow-up 12.7 years). Clinical, histological, and therapeutic data were collected; in 63 cases, molecular analysis was performed using next-generation sequencing.
Results: Papillary carcinoma was the predominant subtype (>90%). RET and NTRK fusions were associated with higher aggressiveness, while RAS mutations characterized less aggressive forms. Radioiodine therapy showed comparable efficacy between recombinant TSH and hypothyroid preparation. Conservative surgery and selective use of radioiodine achieved equivalent outcomes in low- and intermediate-low-risk profiles, reducing complications. No patient died from causes attributable to thyroid carcinoma.
Conclusions: Pediatric thyroid carcinoma confirms an excellent prognosis and supports personalized, centralized, and cautiously conservative therapeutic strategies, with selective use of surgery and radioiodine and careful attention to long-term effects
Confronto tra sali di litio a rilascio immediato e prolungato: studio naturalistico biennale in aperto in pazienti bipolari al primo trattamento
Studio naturalistico prospettico biennale che si pone come obiettivo di confrontare l'aderenza al trattamento, l'efficacia e gli effetti collaterali delle formulazioni di sali di litio a rilascio immediato e a rilascio prolungato in pazienti che assumevano tale terapia per la prima volta
Sviluppo di materiali a base di chitosano e gelatina di tipo B per la manifattura additiva di idrogeli da impiegare in ambito biomedico
L’obiettivo di questo lavoro di tesi è stato lo sviluppo di nuovi idrogeli a base di chitosano (Cs) e gelatina (Gel) per la realizzazione di scaffold destinati all’ingegneria tissutale e fabbricati tramite (CAWS). La combinazione di Cs e Gel è stata studiata per sfruttare la biocompatibilità e le proprietà meccaniche del Cs e la capacità di supportare l’adesione cellulare della Gel. Poiché la Gel è solubile in ambiente fisiologico, sono state esplorate diverse strategie di reticolazione per migliorarne la stabilità all’interno della matrice: la formazione di complessi polielettrolitici (PEC), la modifica chimica della Gel ad ottenere gelatina metacriloile (GelMA) per consentirne la fotoreticolazione, e la reticolazione covalente di Gel e Cs mediante genipina. Gli scaffold ottenuti sono stati caratterizzati mediante analisi di rigonfiamento in PBS a 37 °C, spettroscopia UV-Vis e FTIR, test meccanici in compressione. Per alcune formulazioni sono stati inoltre condotti studi 1H-NMR, analisi morfologica tramite SEM e test di citocompatibilità con fibroblasti murini (Balb/3T3 clone A31). I risultati hanno permesso di individuare combinazioni di materiali e condizioni di processamento in grado di fornire scaffold biocompatibili, stabili in ambiente acquoso e quindi promettenti per applicazioni nella rigenerazione di tessuti molli e cutanei.
The aim of this thesis work was the development of new hydrogels based on chitosan (Cs) and gelatin (Gel) for the fabrication of scaffolds for tissue engineering, manufactured by means of computer-aided wet-spinning (CAWS). The combination of Cs and Gel was investigated to exploit the biocompatibility and mechanical properties of Cs, as well as the ability of Gel to support cell adhesion. Since Gel is soluble under physiological conditions, different crosslinking strategies were explored to improve its stability within the hydrogel matrix: the formation of polyelectrolyte complexes (PEC), the chemical modification of Gel to obtain photocrosslinkable gelatin methacryloyl (GelMA), and the covalent crosslinking of Gel and Cs using genipin. The obtained scaffolds were characterized through swelling analysis in PBS at 37 °C, UV-Vis and FTIR spectroscopy, and compression mechanical testing. Additional analyses were performed for selected formulations, including 1H-NMR analysis, morphological evaluation by SEM, and cytocompatibility tests using murine fibroblasts (Balb/3T3 clone A31). The results allowed the identification of material combinations and processing conditions capable of providing biocompatible and physiologically stable scaffolds with promising potential for applications in soft tissue regeneration and skin repair
Fratture esposte nel paziente politraumatizzato: gestione chirurgica ed outcome del trattamento in un Trauma Center di terzo livello
Open fractures in polytrauma patients are a major clinical challenge due to infection risk, soft tissue damage, and long-term disability. Their management requires timely surgery, a multidisciplinary approach, and strict adherence to protocols, yet outcomes remain heterogeneous and difficult to predict. The study aimed to analyze outcomes in polytrauma patients, with particular attention to the use of ETC or DCO, hospitalization burden, ICU admissions, and infectious complications. We conducted a retrospective analysis of 115 patients admitted to AOUP between 2020 and 2023. Data included demographics, trauma dynamics, fracture classification, treatment choices, and clinical outcomes. Of 115 patients, 53 were polytrauma. Median age was 47.1 years; most injuries were due to road traffic accidents and mainly involved the tibia. External fixation was used in 73% of cases. Polytrauma patients had more admissions, longer first stay, and longer total hospitalization compared to non-polytrauma cases. Higher fracture severity correlated with increased length of stay and with a prolonged first hospitalization. External fixation was also associated with longer overall hospitalization, reflecting the greater clinical complexity of these patients. Infectious complications, recorded in 18 cases, were correlated only with fracture severity, not with polytrauma, ICU admission, nor fixation method. External fixation was effective but implied longer stays. Fracture severity emerged as the strongest predictor of outcomes, emphasizing the importance of early, standardized, multidisciplinary care in this high-risk population
Valorizzazione dei vinaccioli nel modello economico circolare
Il settore agricolo genera ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti, che spesso vengono scartati senza alcun trattamento di recupero. I principali problemi legati a questo tema sono sicuramente l’impatto ambientale e la grande perdita di risorse preziose. Questi sottoprodotti infatti rappresentano una fonte importante di diversi nutrienti e composti bioattivi, come fibre alimentari, vitamine, acidi grassi essenziali, e polifenoli — noti per i loro effetti benefici sulla salute umana. Una volta garantita la sicurezza alimentare, questi sottoprodotti possono essere valorizzati attraverso un approccio olistico, che includa l’isolamento dei principali componenti e il loro impiego per la produzione di beni ad alto valore aggiunto.
L’estrazione di questi composti fitochimici dai rifiuti alimentari può generare benefici economici in diversi settori, come quello nutraceutico, cosmetico, nonché quello alimentare, rappresentando così una strategia innovativa che si basa sui principi dell’economia circolare. Queste molecole possono essere validi sostituti per conservanti sintetici, pigmenti, antiossidanti, che possono essere integrati sia nei prodotti alimentari che cosmetici. Una volta garantita la sicurezza alimentare, questi sottoprodotti possono essere valorizzati attraverso un approccio olistico, che includa l’isolamento dei principali componenti e il loro impiego per la produzione di beni ad alto valore aggiunto. Un modello sempre più adottato è quello dell’economia circolare, che mira a prolungare il ciclo di vita dei prodotti e a ridurre la produzione dei rifiuti. Tra le industrie alimentari che generano grandi quantità di sottoprodotti troviamo quelle destinate alla produzione del vino.Si stima che ogni anno vengono prodotte quasi 9 milioni di tonnellate di vinaccia d'uva nel mondo. I semi rappresentano circa il 10–12% del residuo scarto che deriva dal processo di vinificazione. Per quanto riguarda il profilo nutrizionale, i vinaccioli contengono circa il 17% di lipidi (10,45–16,73 g/100 g), il 10% di proteine (8,7–9,8 g/100 g), il 20% di carboidrati (18,2–19,8 g/100 g) e tra il 40 e il 44% di fibre alimentari (40,2–43,7 g/100 g). Considerando il ricco profilo nutrizionale e la presenza di composti bioattivi nei vinaccioli, il loro potenziale va ben oltre il semplice scarto agroindustriale. Per questo motivo, l’industria alimentare sta cercando di valorizzare questi semi, trasformandoli in ingredienti funzionali e prodotti di alto valore. Un trend in crescita nel settore è ad esempio l’impiego di estratti vegetali come alternativa naturale agli additivi sintetici, quali antimicrobici e antiossidanti, per contrastare patogeni alimentari, ridurre l’ossidazione lipidica e prolungare la shelf life dei prodotti. Inoltre, si sta investendo nella ricerca di materiali innovativi, come film alimentari edibili a base di componenti vegetali, nei quali i vinaccioli possono trovare impiego. Infine, la loro ricchezza in polifenoli e minerali li rende adatti ad arricchire dal punto di vista nutrizionale alimenti di uso quotidiano, come i prodotti da forno e i lattiero-caseari. Nella ricerca e nell’industria alimentare, i prodotti derivati dai semi d’uva si suddividono principalmente in tre categorie: olio di semi d’uva, farina di semi d’uva, ed estratto. In conclusione, la valorizzazione degli scarti della vinificazione, come i semi d’uva può essere facilmente integrata nell’industria alimentare. Questi scarti rappresentano fonti naturali di antiossidanti, il cui riutilizzo consente di ridurre l’impiego di analoghi sintetici, spesso associati a effetti collaterali negativi. Il riutilizzo dei vinaccioli può essere una strategia efficace per la produzione di alimenti ad alto valore aggiunto, contribuendo al contempo alla riduzione del volume di biomassa destinata allo smaltimento in discarica, promuovendo così un modello di economia circolare
Il ruolo della Segreteria Tecnico-Scientifica nel Comitato Etico Regione Toscana - Area Vasta Nord Ovest in qualità di Comitato Etico Territoriale sulla base del Decreto del Ministro della Salute del 26 gennaio 2023: attività nel periodo 2023-2024
La sperimentazione clinica rappresenta un pilastro fondamentale del progresso scientifico e dell’innovazione terapeutica. È attraverso la sperimentazione che i nuovi trattamenti vengono testati, valutati e infine resi disponibili alla popolazione. All'interno di questo scenario in trasformazione, il ruolo del Comitato Etico emerge come elemento cardine per garantire l’equilibrio tra progresso scientifico e tutela dei diritti dei partecipanti alla ricerca. Questa tesi si propone di analizzare in modo sistematico l’attività della segreteria scientifica del Comitato Etico Area Vasta Nord Ovest, Sezione Autonoma del Comitato Etico Regionale per la Sperimentazione Clinica ed in particolar modo della sua riorganizzazione nel Comitato Etico Regione Toscana – Area Vasta Nord Ovest (CEAVNO) nel periodo 2023-2024
Ruolo della permeabilità intestinale e delle alterazioni del microbiota nella fisiopatologia della malattia di Parkinson: studio pilota
La malattia di Parkinson è oggi considerata una patologia multisistemica, in cui il coinvolgimento gastrointestinale potrebbe rappresentare un evento precoce della patogenesi, soprattutto nel fenotipo body-first, distinto dal brain-first per l’origine periferica nel sistema nervoso enterico.
Questo studio ha analizzato la permeabilità intestinale e il microbiota in 23 pazienti PD brain, 22 PD body, 49 con disturbo comportamentale del sonno REM (RBD, possibile fase prodromica del fenotipo body-first) e 16 controlli, somministrando anche diversi questionari e strumenti per l'inquadramento clinico-diagnostico (Bristol Stool Form Scale, MoCA, HADS, MDS-UPDRS III, SCOPA AUT e GIDS-PD).
Tutti i gruppi patologici hanno mostrato maggiori sintomi gastrointestinali, deficit autonomici e cognitivi rispetto ai controlli. I PD body hanno mostrato più ansia e sintomi gastrointestinali superiori, mentre la permeabilità intestinale (valutata con zonulina-occludens 1, ZO-1) era aumentata solo in questo gruppo. L’analisi del microbiota mostrava disbiosi in tutti i gruppi patologici, più marcata negli RBD, con profili simili ai PD body, mentre i PD brain presentavano pattern distinti.
Nel complesso, i risultati supportano il modello brain-first/body-first: RBD e PD body mostrano maggiore coinvolgimento intestinale e disbiosi precoce, suggerendo un’origine periferica della malattia in questi fenotipi